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| Il Gioco della Parola, della Memoria e dell'Invenzione |
La Zingara di
Aldo
Stamattina la zingara triste, sorride. E' appoggiata al cavallo
meccanico che diverte i bambini con una moneta, e spreca le uova
del kinder gettandone i gusci nel cestino di ferro, golosa con
gli occhi, della sorpresa, e tenta di aprire il guscio di
plastica che la contiene senza lasciare il bambino che dorme.
Nemmeno al monello che la prende in giro correndole attorno,
interessa la cioccolata: lui ha comprato i palloncini che tenta
di gonfiare ridendo. E io che le passo lontano e mi chiedo,
perche' getta la cioccolata e perche' ride, quest'oggi, la
zingara
Ogni giorno le ripasso davanti e la trovo con la
faccia afflitta che se ne sta li' seduta sul lastrico bianco
fuori dalla banca e rivedo quel suo bambino sempre addormentato,
e quei piedi sporchi e quel muco e quegli stracci, tutto
perfetto, in ordine come in un film, non manca proprio niente.
Quando mi vede, si ricorda di me e allora mi guarda con maggiore
insistenza ma non cambia espressione perche' forse teme che se mi
sorride, possa perdere una leva per aprire il mio cuore e il mio
borsellino. Io lascio andare una moneta sul coperchio di cartone,
che rotola vicino alle altre monete, non poche per far capire
quante ce ne vogliano per fare un bottino, ma nemmeno troppe per
non farti venire il dubbio che non ne abbia bisogno di
altre
Tutto perfetto come in un film. Perche' se fossimo in
un film, per renderci credibili, lei sarebbe vestita cosi', e il
bambino lo stesso, e con lo stesso muco e lo stesso sporco e lo
stesso angolo di strada e gli stessi piedi neri. E pure io
passerei con passo sostenuto, tentando di non vederla o di non
incrociare lo sguardo ma poi farei il gesto di mettermi la mano
in tasca molto prima come per tranquillizzarla mentre aspetta.
Poi un attimo di attenzione per far cadere la moneta esattamente
dove voglio, con gli occhi stretti, bassi, concentrati, per non
vedere di piu' di quello che c'e' da vedere per lasciare un
gettone, poi via, ognuno per la sua strada
Ma perche' oggi
rida, la zingara proprio non me lo riesco a spiegare. Come se una
persona nelle sue condizioni non possa avere un momento di pausa,
di riposo, di pace che mentre a te succede la sera in pantofole
davanti alla televisione, a lei la prende di giorno, in mezzo ad
una strada. Ah, perche' pensi che poi la sera non ce l'hanno la
televisione, quelli? Ma non hai visto le loro Mercedes? Ma lo sai
che affittano i bambini e li narcotizzano per lasciarli a dormire
tutto il giorno? Gia' mi pare di sentirle tutte le domande.
Invece la domanda che mi sono posta, questa mattina e' un'altra:
Non sara' che a forza di mostrare oggi questo aspetto diciamo
cosi' spettacolare della miseria, ci stiamo ritrovando con la
seria e concreta convinzione che per questi non ci sia piu' nulla
da fare e allora
Non e' che guardando oggi lo scandalo di
bambini che cuciono palloni, domani bambine prostituite a ricchi
turisti, non rischiamo poi di ottundere la nostra coscienza
anestetizzandola al dolore e alla misericordia? Non e' che le
telecronache di bambini uccisi nelle periferie abbiano poi la
funzione di vaccini, adesso per lasciarci finire in pace la cena,
domani per risolvere in meno di un minuto il contatto con la
miseria del prossimo, lasciando che l'unica cosa che ci unisca
sia una moneta, una sola e non sia il suo dolore, il toccare una
mano alla zingara e toccarla anche al bimbo per sapere se ha
freddo, e sentirne la puzza di orina, e chiederle come sta, come
si chiama, dove vive, da dove viene, cosi' come si chiede a
qualsiasi estraneo che si incontrasse in un posto qualsiasi ? E
tutti quei vestiti vecchi che si lasciano giu' fuori dal portone,
dentro sacchi gialli di plastica da mandare lontano, ma non si
potrebbe chiedere alla zingara dove sara' domani, e poi portarli
a lei e regalarli ad una persona e non a una sigla? E tutti
questi comitati, associati, volontariati, esortatori televisivi
che chiedono danaro, danaro per i neri, danaro per i gialli, per
i cani, per il cancro, per l'emofilia, per gli uccelli, per la
tigre, per la distrofia, per questo e per quello, danaro, danaro,
danaro e basta. Come se la mia zingara dagli occhi tristi e dalla
faccia afflitta avesse bisogno di danaro. Che se ne fa del
danaro, se quello superfluo lo getta nel cestino con la
cioccolata, nell'ansia della sorpresa? Cosa se ne fara' del
danaro se piu' tardi si svegliera' il bambino e lei per tacitarlo
invece della cioccolata che ha gettato via, sa che bastera'
un'altra moneta, una delle tante, cadute sul coperchio di
cartone perche' faceva la faccia afflitta?
Aldo Nel mio sito: ULTIMISSIME
Le notizie viste dal didietro! Ho messo in linea: "
UGO" zip La Creazione vista da un sindacalista.Vienite a
trovarmi, please!
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