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I Saggi di Gnomiz
| Il Gioco della Parola, della Memoria e dell'Invenzione |
Novità Editoriali: Leo
S. Olschki a
cura della Casa Editrice
Novità e riproposte "Arte e
Architettura" della Casa Editrice Leo S. Olschki
Title: Modernismo in Portogallo (1910-1940). Arte e
società nel tempo di Fernando Pessoa.
Catalogo della mostra a cura di S. De Rosa.
A selection of 77 works by 18 Portuguese artists,
presently involved in the task of bringing into their own society
a breath of artistic and literary renovation on a European scale,
is exhibited to an Italian public for the first time. Modernism
was concluded in 1940, when Oliveira Salazar wanted to celebrate
the history of Portugal with a great exhibition held in Lisbon
which was made possible by the participation of artists who by
then had submitted themselves to collaborate with the government.
Author: Luderin, Pierpaolo
Title: L'Art Pompier. Immagini, significati, presenze
dell'altro Ottocento francese (1860-1890).
Two ways of intending and creating art were
substantially compared between 1860 and 1890; one, ascending and
innovative, supported by various «independent» artists the
other, still in great favour, firmly bound to tradition.
The volume analyses the tension and opposition between the two
trends but also the contacts, the revival, the reciprocal loans,
thoroughly examining the causes of «defeat», the 'pompiers',
their models, techniques and theories of reference, dwelling upon
the more significant figures and, by means of an ample
cross-section, verifying the outcomes, frequently full of
influence and interest.
Author: Pizzorusso, Claudio - Lucchesi, Silvia
Title: Libero Andreotti. Trent'anni di vita artistica.
Lettere allo scultore.
The reconstruction of a vast network of
intellectual and emotional bonds between many of the greater
personalities of 20th century art and culture (from Chini and De
Carolis to Carrà, Ponti and Piacentini, from Vittorio Pica to
Ugo Ojetti, from Verhaeren to Paul Fort to Montale and
Cardarelli, from Ida Rubistein to Pirandello) allows us to view
the figure of this artist in a new light, open to European
prospectives be it during the years of the Parisian 'belle
époque' be it in the years of Italian autarchy, and always
well-disposed towards every form of expression from literature to
dance to cinema.
Title: Disegni del Seicento romano.
A cura di U. V. Fischer Pace.
Approximately 150 drawings are exhibited allowing
us to reconstruct the development of design in Rome during the
17th century. The exhibition is articulated in twelve
chronological and thematic sections. Alongside masterpieces in
the collection from Annibale Carracci to Guido Reni, from Pietro
da Cortona to Bernini there are numerous designs that up to now
have either been ignored or worse still are completely unknown.
The graphic activity of many artists from the variegated panorama
of 17th century Rome is reconstructed here for the first time.
Title: Luigi Bartolini. Le incisioni della
collezione Timpanaro.
Catalogo a cura di A. Tosi.
Almost contemporanies Bartolini and Timpanaro were
united by a passion for engraving. Admirers and collectors of
Fattori, Signorini, Goya, whose prints they exchanged with
enthusiasm, they discovered a fulfilling moment of artistic
activity in graphics. Their relationship, reconstructed for the
occasion thanks to the letters the scholar sent to the artist,
began at the end of 1936 and lasted until 1949 when Timpanaro
passed away.
L'orologio Medioevale
di Aldo
Piu' passo il tempo su questa tastiera e piu' mi sembra di essere
diventato una statuina di quegli orologi medioevali che se ne
esce ogni dodici ore a fare spettacolo di se' dando un colpo alla
campana, mentre sotto il mondo cambia, gira, si dissolve e ogni
tanto si ferma col naso all'aria a guardare questo spettacolo
sempre uguale, sempre piu' anacronistico.
E' ormai un paio di settimane che sui media si e' scatenata la
gara al commento attorno alla violenza, dibattito che se non
sbaglio e' (ri)partito sulla scia del "Soldato Ryan" e
della escalation della violenza al cinema o in TV, ma questa
volta accompagnata dal dibattito, se la violenza possa essere
usata a fini terapeutici, con scopi pacifisti, e via a citare
ancora Sofsky e il suo "Saggio sulla violenza"
del 1966, oppure Enzensberger e il suo "Politica
e il crimine" che e' del 1964 o la "Violenza e
il sacro" di Girard del 1972 se non addirittura
"Massa e potere" di Canetti del 1960 e non ce
n'e' uno che si metta seduto e con calma tenti di pensare con la
sua testa e a chiedersi se questa escalation della violenza
innanzi tutto riguardi solo la violenza e non riguardi per
esempio il sesso. (Eros e thanatos ) E' di oggi un bell'Elzeviro
di Luigi Mariotti sul Corriere della Sera, dove
si chiede se la letteratura erotica riesca ancora ad eccitare.
Secondo John Shuterland, uno stimato docente
universitario di letteratura inglese, ormai letteratura erotica
e' un ossimoro. Non lo era quando venne processato Radclyffe
Hall per aver scritto: "Neppure quella
notte esse restarono divise" rivelando cosi' che le
sue due eroine erano amanti lesbiche, o quando fu processato
"L'amante di Lady Chatterly" che permise al giudice
durante un interrogatorio, di chiedere ad una teste: "
Signora, lei regalerebbe questo libro al suo guardiacaccia?
" Ma anche al cinema con il sequestro di "Rocco e i
suoi fratelli" per il volo di un paio di mutandine o il rogo
dell'ultimo tango per una scena di sesso con Marlon Brando in
pantaloni, che tentava di afferrare un panetto di burro. E
Mariotti, argutamente si chiede se in questo coacervo di proposte
visive ci possa essere qualcuno che si possa eccitare ancora con
le lettere dell'alfabeto e ci propone di considerarla una
perversione come tante altre, e propone persino un nome:
Grafofilia.
Ma proseguendo in questa riflessione, mi pare che si perda di
vista l'insieme della visione del mondo, laddove Hubble sospeso
nello spazio ci avvicina sempre piu' all'Universo che non avevamo
mai visto, le sonde ci portano a sfiorare e vedere pianeti
lontani, microscopi e telecamere ci introducono nelle funzioni
vitali, mi pare logico che quando poi e' il momento della
rappresentazione anch'essa deve fare i conti con il fatto che
abbiamo gia' visto tutto e che per emozionare occorre che la
finzione scenica sia cosi' perfetta da toccare la realta'.
Piuttosto chiediamoci se sia necessario che la realta' ci venga
proposta come se fosse un TV Movie, con le guerriglie servite dai
telegiornali all'ora di cena, con le lacrime degli scampati in
primo piano, come se fossimo cosi' restii al dolore da aver ormai
il bisogno di individuare la lacrima per muovere la nostra
commozione. E chiediamoci pure dell'oscenita' dilagante sui
nostri settimanali, ma non quella dei calendari, mercificazione
dell'oggetto donna a cui non si e' levata nessuna protesta da
parte delle solite suffragette di professione, ma dall'oscenita'
del fotografo che, per esempio e' andato sotto il palco dove si
esibiva una delle tante Carlucci e ha carpito un primissimo piano
di cotanta bernarda che nemmeno il suo ginecologo l'aveva mai
vista cosi' bene, e la foto e' stata pubblicata, e nessuno si e'
lamentato nemmeno la beneficiata!
Ma allora, se si e' dilatata cosi' tanto la visione, la
percezione, la coscienza, come mai sarebbe possibile non dilatare
anche la
rappresentazione della violenza?
P.S. In quanto alla domanda se la rappresentazione della violenza
possa aumentare la violenza, vorrei rispondere con un episodio di
vita vissuta. In un anno di mia permanenza a Tokio non ho mai
visto tanta violenza rappresentata dai media, a cominciare dai
fumetti per i piu' piccini, fino al teatro Grand Gruignol dei
popolani, dai giornalini letti sulla metropolitana, alle
videocassette. Bene durante quell'anno, in tutta Tokio, si
registro' un solo omicidio, avvenuto in una bisca di periferia,
come regolamento di conti tra mafiosi. Uno solo, paragonato ai
mille quattrocento di New York, per esempio. Chissa' se vuol dire
qualcosa. Aldo
Nel mio sito: ULTIMISSIME
Le notizie viste dal didietro! Ho messo in linea: "
UGO" zip La Creazione vista da un sindacalista
Pane per Natale a
cura del Centro Culturale Svizzero
Per una serata di atmosfera prenatalizia, il CCS ha preparato una
sorpresa per gli amici della letteratura e della musica. La
pubblicazione dei racconti "Pane per Natale" edito da Flussi
e dei sonetti "L'albero di Lutero" edito da MarcosY
Marcos, ci da l'occasione per incontrare il poeta e
scrittore ticinese Giovanni Orelli, che ha appena festeggiato i
suoi settant'anni. La conoscenza con l'autore sarà guidata da
Giovanni Raboni. Ad allietare la serata sarà presente un
musicista d'eccezione: il maestro Franco Cerri, che ci farà
compagnia con la sua chitarra e sarà accompagnato dal figlio
Stefano con il basso.
CCS-Centro Culturale Svizzero, Via Vecchio Politecnico 1/3-20121
Millano Tel. 02/ 76016118
E-mail:ccsphmi@tin.it
Scultori a Milano a
cura di Georgia Cadenazzi
Giovedì, 3 dicembre 1998 alle ore 19, verrà inaugurata
alla Galleria Lawrence Rubin "Scultori a Milano e un opera
di Bahk Seon-Ghi" Verranno esposte opere di Mauro
Baldessari, Deda Barattini, Alex Corno, Paolo Gallerani
Galleria Lawrence Rubin, Via Marco De Marchi,1-20121 Milano Tel
02/290131189 Fax 02/29011294
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