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and imagination ![]()
I Saggi di Gnomiz
Alberto Burri di Luigi
Granetto
Fra le gloriose sconfitte che, prima o poi, dovremmo
avere il coraggio di ricordare come vittorie, un posto
particolare spetta alla vicenda umana e artistica di Alberto
Burri. Visitando la recente antologica curata dalla Galleria
Zonca&Zonca di Milano, si ha la sorpresa epocale di
constatare come quella che fu considerata una poetica innovativa,
sia in realtà l'ultima spiaggia della creatività nichilistica
derivata dal nietzschianesimo. Mi ha fatto molto piacere scoprire
nel catalogo, edito da Skira, come anche Achille Bonito Oliva,
uno dei nostri critici più legati al passatismo modernista,
abbia l'onestà di far procedere il suo saggio da un testo di Nietzsche: "Noi cresciamo come alberi-questo è difficile a
comprendersi, come lo è ogni vita-non in un luogo solo, ma
ovunque, non in una sola direzione, ma sia in alto che fuori, sia
in dentro che in basso; la nostra forza preme a un tempo nel
tronco, nei rami, e nelle radici, non c'è più nessuna libertà
di fare una qualsiasi cosa isolatamente, di essere ancora una
qualsiasi cosa per sé stante...Così è il nostro destino"
( F.Nietzsche, La Gaia Scienza). Procedendo da questo testo, che
giustamente il critico indica come "emblema e dichiarazione
di principio dell'opera di Alberto Burri), viene ricostruita la
vicenda umana ed artistica di Burri attraverso il filtro delle
note categorie metafisiche del nietschianesimo e dell'ultimo
romanticismo: totalità assolutoria della creazione artistica,
eroismo lirico contrapposto al prosaico della quotidianità,
scontro epico con il mondo, processo creativo come luogo del
riscatto, capacità dell'arte di fare della materia una epifania,
desiderio di dominio sulla realtà, potenza super-umana
nell'agire, distruzione della "Storia", omologazione di
"Dio". Leggendo questo veritiero saggio di Bonito Oliva
e guardando i quadri esposti, sembra incredibile pensare come si
siano ormai antichizzate le credenze di buona parte dei critici
"progressisti" che si sono occupati di Burri: ne fa una
breve storia Chiara Sarteanesi, in un saggio pubblicato nello
stesso catalogo di Skira. Ricompare così, dalle nebbie
dell'esistenzialismo fortemente heideggeriano, il saggio del 1955
di Sweeney, seguito dai deliri storicistici del più disonesto
degli allievi di Bottai, il voltagabbana Argan, fino alle
intelligentemente inutili alchimie di Calvesi.
Ho visto per l'ultima volta Burri seduto in una galleria
dove venivano esposti alcuni suoi grandi quadri coloratissimi e
dichiaratamente erotici. Gli chiesi con semplicità: perché
tutte queste fiche? Lui mi ha risposto: credo di essere troppo
vicino alla morte per non guardare la vita, tutta la vita. Poche
parole per raccontare quello che un intero secolo ha mancato di
fare: accettare di vedere e di sostenere la Totalità
permettendosi l'idea d'essere bestie comuni con la tipicità
intellettiva della razza umana. La stinta qualità culturale del
novecento sta nel non aver saputo amalgamare gli impulsi vitali
del corpo con l'individualismo empirico delle nostre
rappresentazioni, come dire: una Tragedia recitata a mo' di
farsa. Il progressismo decadente di Marinetti, la teosofia
nordica di Mondrian più vecchia di lui di 50 anni, lo scacco
matto impossibile di Duchamp, l'esasperazione tautologica di Rothko, le prospettive cieche dentro il buco di Fontana; ma anche
Giacometti con un primitivismo d'importazione che poco gli
assomigliava se non nella magrezza, difficile se non con un
eccesso di provvisorietà intellettuale nascondere tra le malghe
svizzere i fantasmi scarnificati degli Etruschi. Non vorrei
dimenticare poi, neppur potendolo, gli indifendibili esperimenti
della transavanguardia, transepigonia, transteverina i cui
frequentatori, parenti quasi epigoni di altri ancor più epigoni
di loro hanno bruciato gli ultimi fuochi sulla scala ritorta del Guggenheim. Toni a volte alti, a volte biechi per recitare lo
stesso canovaccio intorcinato su quel Punto Vuoto, di
incontestabile attrazione mortifera, che ha portato a presumere
una tabula rasa troppo chiassosa per essere credibile. In altre
epoche l'insana opposizione fra Dioniso e Minerva aveva finito
con il generare le opere di Piero e del Beato Angelico, autori
che per un attimo, hanno contribuito a far dipingere a Capogrossi, in un frammento di novecento, poche ma straordinarie
opere. Cosa continuerà a respirare sopra questo equivoco
doloroso? Chi restituirà alla Memoria uno spazio dove
consistere? Probabilmente gli Sbagli, opere oggi non visibili,
nelle quali, la certezza dell'intelligenza abbia mancato di
soffocare il potere visionario, simultaneo al distacco, che solo
la vita può rovesciarci addosso. Ci rimane comunque qualcosa, la
certezza che il divenire ci renderà, nostro malgrado, capaci di
estrarre le cose coperte dalle voci e di rifondare una civiltà,
forse solo di richiamarla, nella quale sia nuovamente possibile
produrre arte con la stessa naturalezza con la quale ci si
addormenta o si fa all'amore, consapevoli ormai che desiderare la
scaltrezza di Ulisse potrebbe costarci l'unico occhio sano.
Sperare pertanto che una civiltà più vitale sappia aprire le
porte di questa scomoda sala d'aspetto rappresentata dall'arte
contemporanea con il fine di "ritornar a veder le
stelle" e di andare a bersi una birra con gli amici quando
saremo stanchi.
Libri:
Burri.
Ediz. Italiana e inglese; Serafini Giuliano; Charta, Alberto
Burri. Catalogo della mostra (Roma, Palazzo delle
esposizioni, 9 novembre 1996-13 febbraio 1997). Ediz. Italiana e inglese Ed.
Electa
Il mio sito di Elio Copetti
Vi segnalo il mio sito: http://www.geocities.com/paris/metro/1037/ (avviso:data la lentezza di geocities, il momento
ideale per le visite è la mattina molto presto). Vi faccio anche
i miei complimenti per il vostro di sito: davvero il punto di
partenza migliore per fare qualche giro nel mondo dell'arte.
| Il terrore di fronte a questo limite assoluto della morte si interiorizza in una continua ironia; lo si disarma in anticipo; lo si rende esso stesso derisorio, dandogli una forma quotidiana e dominata, rinnovandolo a ogni istante nello spettacolo della vita, disseminandolo nei vizi, le stranezze e il ridicolo di ognuno. L'annientamento della morte non è più niente perché era già tutto, poiché la vita non è essa stessa che fatuità, vane parole, strepito di sonagli e di scettri della follia. La testa che sarà cranio è già vuota. La follia è l'anticipo della morte. Ma è anche la sua presenza sconfitta, schivata in questi indizi di ogni giorno, che, annunziando che essa regna già, indicano che la sua preda sarà un ben magro bottino. ( M.Foucault ) |
Urban Snakes -New year's eve
party"
di Gianluca Del Gobbo
Giovedì 31 Dicembre 1998 La Galleria dei Serpenti in
collaborazione con Vernice ass. cult. presentano "Urban
Snakes -New year's eve party". Un capodanno in galleria del
tutto insolito, a partire dalla galleria. Una tra le più grandi
e scenografiche gallerie d'arte di Roma ospiterà la
"Collezione 1998" il folto gruppo di artisti di diverse
discipline che ha partecipato alle esposizioni che Vernice ha
proposto nel corso dell'anno, tutti impegnati a rendere speciale
la notte del 31 dicembre. Nella sala del lucernaio suoneranno i
Djs Cifix e Matthew con sonorità Cosmic Jazz Beat, Drum , Bass,
Big Beat e Trip Hop. Nella sala sottostante suoneranno i Djs Gun
Kawamura e Massimo Di Gianfrancesco con sonorità Nippon Beat e
Psykedelik Hammond Sound e Lounge. Videoproiezioni artistiche:
Toxic e Wladimir Vinciguerra. Proiezioni artistiche: "Mostra
di Mostri" di Gun Kawamura. Visual art gallery: Ruggero
Albanese, Kristi Amicucci, Marco Amorini, Massimiliano e Simone
Angelotti, B_Muvis, Rosalba Balsamo, Barbara x e Sara x, Federica
Bartolucci, Giancarlo Battafarano" Giancarlino",Pino
Boresta, Fabrizio Buratta, Annalisa Cadenelli, Claudio Calvitti
"Itto", Romina Ciaffi, Massimiliano Cifelli
"Cifix", Daniela Coco, Paola Cordischi, Sergio Cuvato,
Silvia de falchi, Fabrizio di Domenico, Pablo Echaurren, Petra
Feriancova, Alessandro Gianvenuti, Nicola Girolami, Mario Greco,
Jebila Wolfe- Okongwu, Gun Kawamura, Claudia Lasenna, Guido
Laudani, Mattia Leali, Gianluca Lerici, Lù, Roberto Mattiucci,
Paki Meduri, Mariano Melis, Cristina Moglia, Mauro Molle, Luigi
Mulas De Bois, Veronica Nobile Mino, Piero Parisella, Giuliano
Percossi Papi, Nathaliè Perissè, Pierpaolo Perrotti
"P2000",Riccardo Petitti, Toni Pichierri, Roberto Poli,
Emilio Porchetti, Tiziana TTP Prudente, Silvia Ross, Ivana
Ruzziconi, Antonio Pio Saracino, Viviana Scala, Francesco
Silhouette, Sabrina tafuro, Valentina tiurbuni, Sergio Tosoni,
Totoamsterdam, Toxic, Coqui Trujillo, Giuseppe Tubi, Wladimir
Vinciguerra.
Presso la Galleria dei Serpenti - Roma Via dei Serpenti 32 (Via
Nazionale) Ingresso + consumazioni illimitate £. 50.000 Info
& Prenotazioni 06.77202919 - 0330-456476 Email: flyer@flashnet.it Vernice Associazione culturale 00183
Roma Via appia nuova 103 Tel. 06.77202919 Fax 06.77260519 Email: flyer@flashnet.it
Borsa di studio di Giovanni Bai
P.S.1 ITALIAN BUREAU, CON LA
COLLABORAZIONE DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI - UFFICIO III ED
IL PATROCINIO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI E
DELL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI NEW YORK, BANDISCE PER IL
SECONDO ANNO UN CONCORSO PER L'ASSEGNAZIONE DI UNA BORSA DI
STUDIO DESTINATA AD UN aRTISTA ITALIANO EMERGENTE, PER LA
PARTECIPAZIONE ALL'INTERNATIONAL STUDIO PROGRAM DEL P.S.1
CONTEMPORARY ART CENTER, LONG ISLAND CITY, NEW YORK. Per il testo completo del bando. Per i moduli di
partecipazione e ulteriori informazioni rivolgersi a: Giovanna
Baciocco P.S.1 italian bureau c/o italre group, piazza duca
d'aosta 12 20121 milano oppure P.S.1 Italian Bureau Via Panama 22
00198 Roma Tel. 06884 0415, Fax 068535 4725 E-Mail: italre.srl@agora.stm.it Scadenza: 15 Marzo 1999. Giovanni Bai
Museo
Teo via Aselli 14_20133 Milano_Tel.
02713184 E-mail: gbai-mteo@rocketmail.com
Il sito di Giovanni Bai
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