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I Saggi di Gnomiz  

Urban Zoo di Luca Zampetti
Mostra di Luca Zampetti: URBAN ZOO Luogo: Galleria Arx, ViaG.Grassi,12 - 10138 TORINO Durata: dall’11 febbraio al 20 marzo 1999 Inaugurazione mostra: giovedì 11 febbraio 1999, ore 18 Orari: martedì/sabato: 10 -12,30 / 16 – 19,30 Internet contacts: http://www.edizionidomus.it/zampetti.htm
http://www.fortunecity.com/victorian/university/119/lucazampett i
http://www.fortunecity.com/victorian/university/119/lucazampetti
Presentazione critica: a cura di Paolo Levi Catalogo: edizioni Arx, Torino, a cura di Paolo Levi, disponibile in galleria. Si inaugura giovedì 11 febbraio, a Torino, presso la nuova sede della Galleria Arx in Via G. Grassi, 12, una personale di Luca Zampetti, singolarmente intitolata Urban zoo. La mostra, comprendente un ricco nucleo di opere, propone i risultati ultimi della ricerca artistica del giovane autore marchigiano e costituisce la chiusura della trilogia di mostre che la galleria Arx, in collaborazione con diversi altri operatori, ha voluto dedicargli a partire dallo scorso anno con i precedenti appuntamenti espositivi di Genova e Milano. Urban zoo, il singolare titolo che introduce l’evento espositivo, riesce in realtà a ben identificare il filo conduttore che lega le opere presentate, in quanto si tratta di un insieme di racconti minimi di personaggi popolanti le nostre città, ma ognuno con pulsioni e personali storie che spesso il ritmo dei tempi metropolitani tendono a far scomparire nel groviglio della popolazione urbana. Lo spettatore sfilerà, così, dinanzi alle immagini come nei percorsi di uno zoo, i cui protagonisti non saranno animali, ma persone chiuse nelle gabbie delle loro storie personali immerse nel paesaggio metropolitano. Il tutto reso da Zampetti con quel linguaggio che da tempo, ma in continua evoluzione, caratterizza la sua ricerca; le figure tagliate da inquadrature apparentemente anonime, inserite in scorci di paesaggi urbani o associati ad una ricca simbologia di oggetti, il tutto attraverso la moltiplicazione o il frazionamento dell’immagine, quasi a ricreare delle sequenze di un linguaggio cinematografico, in cui anche i tempi e lo spazio di collocazione dell’immagine segnano e regolano il racconto. I materiali contribuiscono a rendere forte la penetrazione dell’immagine, come nelle grafiti su tavole di pioppo, in cui i fondi in vetroresina avoriata, sembrano scolpire l’immagine in monocromia di grafite, conferendo quasi un aspetto scultoreo all’insieme. La mostra si avvale del supporto critico di Paolo Levi, che da alcuni anni, ormai, segue assiduamente il lavoro di Luca Zampetti e che curerà anche la presentazione del vernissage. Il risultato di questa collaborazione critica è contenuto anche nel testo della monografia che le edizioni Arx di Torino hanno realizzato intorno al lavoro dell’artista, e che sarà disponibile in galleria. La mostra sarà visitabile fino al 20 marzo ed ulteriori informazioni potranno essere rinvenute nei seguenti siti web: http://www.edizionidomus.it/zampetti.htm | http://www.edizionidomus.it/zampetti.htm |
http://www.fortunecity.com/victorian/university/119/lucazampetti | http://www.fortunecity.com/victorian/university/119/lucazampetti

Renato Elia di Claudio Corteggiani
Helias Italy – Immersioni culturali Centro Full Immersion, Udine dal 13 al 28 febbraio 1999. Renato Elia (Helias Italy), l`artista degli universi incommensurabili, l`autore di mondi infiniti nei quali l`uomo con la sua piccolezza, la sua limitatezza, è espressione del confine tra il razionale e l`impossibile, espone presso il Centro Full Immersion Dive & Security di Udine da sabato 13 febbraio. La novità di questa rassegna dal titolo Immersioni Culturali, che vede le frammentazioni luminose di Elia (in arte Helias Italy), le schegge di colore proiettarsi sulla tela, è costituita dal fatto che questa rassegna sarà allestita dai bambini insieme all`artista. Un Full Immersion "Culturale". Si tratta dei bambini del Centro Full Immersion Dive & Security che partecipano ai corsi di nuoto e di subacquea e che nel pomeriggio di sabato 13 febbraio daranno vita ad una festa di carnevale "Arlecchino" animata proprio da Elia. A partire dalle 15.30 dunque festa di colori, allestimento e perché no di panini e pasticcini. L`incontro è aperto naturalmente a tutti i bambini oltre che ai partecipanti ai corsi. Alle 18.00 presentazione ufficiale a cura del prof. Vito Sutto; la mostra rimarrà aperta sino alla fine del mese di febbraio. La manifestazione è realizzata con la collaborazione della Chiandetti Editore e di Radio Riviera 101.100. Il Centro Full Immersion Dive & Security si trova a Udine in Viale Tricesimo 103/21. Ufficio Stampa: Vito Sutto
Grazie e a presto Dott. Claudio Corteggiani EDIZIONI ART STUDIO Via Monterone 1 - 06049 Spoleto tel./fax +39-0743.49755 E-mail

Edward Weston di Alessia Paladini
Gentile Luigi Granetto, come da accordi telefonici, Le invio la cartella stampa della mostra attualmente in corso nello spazio Photology di Milano (Weston) e di Londra (Costa).
Photology presenta EDWARD WESTON ELEMENTS 20 GENNAIO-20 MARZO 1999 ORARIO: 10.00-13.00 15.00-19.00 DOMENICA E LUNEDI' CHIUSO IN MOSTRA UNA SELEZIONE DI VINTAGE PRINTS RISALENTI A DIVERSI PERIODI NELLA PRODUZIONE ARTISTICA DI EDWARD WESTON, DAGLI ANNI VENTI AI PRIMI ANNI CINQUANTA. LA MOSTRA PUO' ESSERE VISITATA ANCHE SU INTERNET ANTEPRIMA MARTEDI' 19 GENNAIO 1999 DALLE ORE 19 ALLE ORE 21 PER INFORMAZIONI: ALESSIA PALADINI TEL. 02 6595285 FAX. 02 654284 EDWARD WESTON (1886-1958) "Non è necessario esprimere un giudizio sulle opere di Edward (...). Preferisco unirmi a lui nell'evitare qualsiasi spiegazione o definizione di creatività. Chi può commentare le Partitas di Bach?E' impossibile: si suonano o si ascoltano. Esistono solo nel mondo della musica. Allo stesso modo, le fotografie di Edward esistono solo come stampe originali" (Ansel Adams, 1965). Edward Weston è sicuramente uno dei pionieri della fotografia moderna, le cui opere hanno totalmente cambiato il modo di percepire la realtà attraverso la fotografia. E' conosciuto al grande pubblico per il suo modo inconfondibile di trasformare i soggetti fotografati in pure metafore visive degli elementi della natura: gli incredibili primi piani di conchiglie, peperoni, cavoli; la serie di rocce e cipressi, fotografati astraendoli dal selvaggio paesaggio di Point Lobos, California; i nudi "incompleti", estremamente sensuali; gli studi di cieli e nuvole. Per Weston, tutto può essere fotografato: il soggetto non è così importante in una fotografia; quello che importa è l'atto di fotografare, attraverso il quale non si riproduce semplicemente un soggetto, ma lo si ricrea in una dimensione totalmente nuova, la fotografia. La fotografia potenzia, riscopre e riorganizza la realtà attraverso il controllo delle sue forme. Questa è l'essenza della fotografia ed è la più importante "scoperta" di Edward Weston. La mostra si concentra principalmente sul tema della rappresentazione della natura allo stato più puro: la selezione di opere esposte è incentrata sulla assoluta dominanza degli elementi, acqua, aria, terra. Nato nel 1886 a Highland Park - una piccola città nei pressi di Chicago - Edward Weston si avvicina alla fotografia nel 1902, quando suo padre gli regala la sua prima macchina fotografica, una Kodak Bulleye n. 2. Fin dagli esordi, Weston è assolutamente entusiasta delle possibilità offerte dalla fotografia, soprattutto è affascinato dal processo dello sviluppo: "Ricordo il mio grido estatico (E' una pesca!) quando la stampa cominciava ad apparire e la corsa verso lo studio di mio padre per mostrargli la fotografia di Washington Park sotto la neve" (E. Weston-Daybook, Volume II). Questo entusiasmo lo spinge ad iscriversi alla Illinois School of Photography per la sessione autunnale del 1907. Alla fine del corso, all'età di 21 anni, Edward Weston è già un artista pubblicato: Camera and Darkroom aveva usato una riproduzione a piena pagina della foto Spring, Chicago e American Amateu´r Photographer ne aveva recensito un'altra. Gli anni tra il 1914 e il 1917 sono anni di grande successo dal punto di vista commerciale: i ritratti romantici e sfumati nello stile del Pittorialismo raccolgono consensi a livello internazionale. Già nel 1919, tuttavia, Weston abbandona il genere commerciale del Pittorialismo per indirizzarsi verso una fotografia completamente diversa, che riflette gli influssi delle avanguardie europee, soprattutto del Cubismo. Un'evento cruciale in questa nuova fase creativa è rappresentato dalla lettura di un articolo di Paul Rosenfeld, un critico d'arte, apparso sul numero dell'aprile 1921 di The Dial. L'articolo, incentrato sulla fotografia di Alfred Stieglitz, appoggiava apertamente le teorie anti-pittorialiste che Weston sentiva così“ vicine alla sua percezione: fatta eccezione per Stieglitz, nessun fotografo ha usato la macchina fotografica per farne quello che solo la fotografia pu˜ fare, (...) registrare ciò che esiste tra il fotografo e il soggetto posto di fronte all'obiettivo in un determinato momento. Tutti si sono preoccupati (....) di fare una foto artistica e cos“ hanno usato impropriamente lo strumento a loro disposizione. Nel 1922 Edward Weston comincia a viaggiare e a sviluppare il suo stile inconfondibile: il soggiorno messicano, tra il 1923 e il 1927 con Tina Modotti, gli fa scoprire la natura, le nuvole in continuo movimento, i mercati, la gente. Il periodo "pre-Guggenheim", 1927-1937 è forse il decennio più prolifico nella vita di Edward Weston, che inizia a fotografare le stupende composizioni di conchiglie e a stringere il fuoco su verdure, rocce, piante, dune del deserto Mojave e di Point Lobos. Negli anni tra il 1937 e il 1939, grazie ad una sovvenzione conferitagli dalla fondazione Guggenheim, Edward Weston è libero, per la prima volta nella sua carriera artistica, da qualsiasi preoccupazione finanziaria, e questo gli consente di riprendere con grande entusiasmo ed energia un progetto iniziato nel 1929, una rappresentazione epica degli stati occidentali d'America. Gli ultimi dieci anni della vita artistica di Edward Weston si rivelano estremamente intensi dal punto di vista emotivo: la guerra, che allontana per la prima volta i quattro figli di Edward, arruolati nell'esercito americano; il divorzio dalla seconda moglie Charis Wilson; la tragica scoperta di essere affetto dal morbo di Parkinson. Nonostante queste circostanze sfavorevoli, è proprio di questi anni la produzione più disparata e controversa di Weston: oltre ad alcune ulteriori serie di scatti a Point Lobos, accetta di illustrare una edizione del libro di Walt Whitman Leaves of Grass. Durante gli anni della guerra realizza una serie di nudi satirici, "Per cosa stiamo combattendo" e "Difesa civile", foto non apprezzate dai sostenitori del "purismo westoniano" , atteggiamento che lo induce a realizzare altri foto "antiwestoniane". Nel 1948, Edward Weston, ormai devastato dal morbo di Parkinson, esegue il suo ultimo scatto. NOTIZIE BIOGRAFICHE 1886 Nasce a Highland Park, Illinois. 1902 Primi scatti, nei parchi di Chicago. 1909 Sposa Flora May Chandler; da questa unione nasceranno quattro figli: Chandler (1910); Brett (1911); Neil (1914); Cole (1919). 1911 Apre il suo primo studio di ritratti a Tropico (ora Glendale), California. 1914/1917 Raggiunge il successo con i ritratti pittorialisti; numerosi riconoscimenti e premi. Grande insoddisfazione artistica. 1922 Breve soggiorno in Ohio e a New York; fotografa complessi industriali; incontra Alfred Stieglitz, Paul Strand, Charles Sheer. 1923 Primo viaggio in Messico con la fotografa Tina Modotti; apre uno studio a Città del Messico, dove viene accolto calorosamente da grandi artisti locali quali Rivera, Siqueiros, Orozco, Charlot. 1924-1925 Inizia a fotografare soggetti che sarebbero diventati centrali più tardi: ritratti non in posa, primi piani di nature morte, alberi, rocce, nuvole. 1925 Torna in California per 6 mesi, dove apre uno studio con John Hagemeyer. 1926 In Messico, con Tina Modotti e il figlio Brett; fotografa sculture su commissione; mercati, nuvole, cielo e paesaggi per sè. 1927 Torna a Glendale, dove inizia la serie di primi piani su conchiglie, verdure oltre ai nudi in movimento. 1928 Inizia a fotografare i soggetti californiani: il deserto, le rocce, gli alberi. Apre uno studio a San Francisco insieme al figlio Brett. 1929 Apre un altro studio con Brett a Carmel. Prima serie di scatti a Point Lobos: primi piani di cipressi, radici, rocce. 1930 Orozco gli fa visita a Carmel. Prima personale ai Delphic Studios di New York. 1932 Fonda, con Ansel Adams e Willard Van Dyke il gruppo f.64; espongono a San Francisco presso il de Young Museum. Merle Armitage pubblica un libro su di lui, The Art of Edward Weston . 1935 Apre uno studio a Santa Monica con il figlio Brett. 1936 Serie di scatti a dune e nudi. 1937 E' il primo fotografo a ricevere la "Guggenheim Fellowship", una sovvenzione che gli permette di affrancarsi dalla ritrattistica commerciale per la prima volta nella sua carriera artistica. Viaggia e scatta in California, Arizona, Mexico, Nevada, Oregon, Washington. 1938 La Guggenheim Fellowship gli viene rinnovata. Sposa Chris Wilson. Ritorna a Caramel, dove risiede nella casa costruita dal figlio Neil a Wildcat Hill. 1939 Nuova serie di scatti a Point Lobos. 1941 Viaggia per gli Stati Uniti per realizzare le fotografie per un'edizione di Leaves of Grass di Walt Whitman; è costretto ad interrompere il viaggio a causa dell'attacco a Pearl Harbour; Point Lobos viene utilizzato dall'esercito USA come osservatorio contro gli attacchi aerei nemici. 1942-45 Attività di difesa per l'esercito americano; fotografa nel giardino di casa: gatti, ritratti, nudi. Primi sintomi del morbo di Parkinson. 1946 Retrospettiva al MOMA di New York, che pubblica anche una sua monografia. 1947 Sperimenta la fotografia a colori. Viaggia con Willard Van Dyke, che si sta ispirando a lui per il suo film, The Photographer. 1948-1958 Ultimi scatti a Point Lobos: l'ultimo negativo è "Rocks and Pebbles, 1948". Il morbo di Parkinson gli rende impossibile continuare a scattare. 1950 Importante retrospettiva a Parigi. 1952 Produce, con l'aiuto del figlio Brett, il Fiftieth Anniversary Portfolio. 1955 Ancora con il supporto di Brett, realizza otto serie di stampe che considera le migliori nella sua produzione artistica. La selezione viene fatta fra mille negativi. 1956 Pubblicazione di The World of Edward Weston, diretto da Nancy and Beaumont Newhall, distribuito dalla Smithsonian Instution. 1958 Muore il primo gennaio nella sua casa di Wildecat Hill
Photology Via della Moscova 25, 20121 Milano- Tel. (02) 6595285- Fax (02)654284 Email

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