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I Forum di Gnomiz

Il Gioco della Parola, della Memoria e dell'Invenzione


Klimt e la Secessione a cura della Fondazione Mazzotta
Gustav Klimt e le origini della Secessione viennese
A cura di Marian Bisanz-Prakken Milano, Fondazione Antonio Mazzotta (Foro Buonaparte 50), 14 febbraio - 16 maggio 1999 Per informazioni: tel. 02-878197, fax 02-8693046. Sezione didattica (per prenotazioni): tel. 02-86912297 www.milanoweb.com/mazzotta/ ; email mazzotta@iol.it . Orario: 10-19.30, martedì e giovedì 10-22.30. Chiusa: tutti i lunedì e domenica 4 aprile 1999 (Pasqua). Aperta: lunedì 5 aprile, domenica 25 aprile e sabato 1° maggio 1999. Biglietto d'ingresso: L. 12.000 intero, L. 8.000/6.000 ridotto. Prevendita: TicketOne, tel. 02-392261. Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta (232 pp., 330 ill., L. 90.000 in libreria, L. 48.000 in mostra). La Regione Lombardia/Assessorato alla Cultura, la Provincia di Milano/Settore Cultura e la Fondazione Antonio Mazzotta, in collaborazione con la Graphische Sammlung Albertina di Vienna, e l’Istituto Austriaco di Cultura a Milano presentano dal 14 febbraio al 16 maggio 1999 la grande mostra GUSTAV KLIMT e le origini della Secessione viennese. L’esposizione si avvale del patrocinio di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Ministero degli Affari Esteri; Ministero Austriaco per la Pubblica Istruzione e gli Affari Culturali e del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde e Pomellato. La costituzione della Secessione Viennese nella primavera del 1897 fu un evento di grandissima importanza. Nata dalla defezione di un gruppo di artisti scontenti dell’operato del Künstlerhaus, diventò in breve tempo uno stimolo e un esempio per tutti i settori creativi. Famosi a livello internazionale divennero le sue mostre, nonché gli articoli della rivista "Ver Sacrum" (l'organo ufficiale del gruppo) che con le loro decorazioni fornivano nuovi modelli alla stampa moderna. Gustav Klimt fu il primo presidente dell'associazione. Grazie anche agli influssi esercitati da artisti stranieri collegati alla Secessione, formulò una nuova concezione monumentale dell'arte, che non mancò di suscitare forti controversie tra il pubblico. Dopo pochi anni, i membri della Secessione si divisero in due correnti: i "naturalisti" e gli "stilisti". Quest'ultimo gruppo, noto anche come "gruppo Klimt", uscì nel 1905 dalla Secessione, poichè la sua visione innovativa dell’arte non poteva più limitarsi alla semplice esposizione di dipinti da cavalletto. Cento anni fa la Secessione si presentò al pubblico viennese con la sua prima mostra. La Regione Lombardia, la Provincia di Milano e la Fondazione Antonio Mazzotta, in collaborazione con la Graphische Sammlung Albertina (da cui provengono la maggior parte delle opere) e l’Istituto Austriaco di Cultura di Milano, hanno voluto celebrare questo evento con una rassegna di grandissima importanza storico-critica. L'attenzione degli organizzatori si è concentrata sul periodo dei primi anni di attività, dal 1897 al 1905, volendo sottolineare un momento dell'arte austriaca piuttosto trascurato rispetto agli anni successivi, quelli di Schiele e Kokoschka, che sono stati oggetto di numerose esposizioni. La mostra costituisce per Milano un'occasione straordinaria di riprendere i contatti con la grande cultura austriaca e di presentare alcuni dei più importanti progetti creativi di Klimt, come ad esempio il polemico e programmatico dipinto Nuda Veritas del 1899, con cui l’artista prende le distanze dal gusto ufficiale dominante. Quest’opera, mai venuta in Italia e recentemente restaurata, costituisce una delle sue creazioni più "impegnate" e magnetiche celebranti l’ambivalenza femminile, simbolo insieme del divino e del peccato. Il progetto ha voluto evidenziare tutte le componenti artistiche che hanno dato vita alla Secessione, a partire dalle opere dei pionieri della Hagengesellschaft. Ma naturalmente la sezione più importante della mostra è quella dedicata a Gustav Klimt, il cui percorso creativo dalla fase simbolista fino al "periodo d'oro" viene sottolineato attraverso una ricca selezione di disegni, tra i quali gli studi per opere programmatiche come gli affreschi delle Facoltà universitarie di Vienna e per il Fregio di Beethoven fino al fregio per la sala da pranzo di Palazzo Stoclet a Bruxelles, accompagnati da alcuni dipinti esemplari delle sue ricerche. E' così possibile ammirare l'universo tematico dell'artista, scandito da paesaggi, ritratti e composizioni allegoriche. La mostra presenta inoltre opere di Kolo Moser, Alfred Roller, Ferdinand Andri e di molti altri artisti nei cui lavori si assiste al passaggio dalle forme sottili e dalle linee fluide dei primi anni ai forti contorni lineari e alle costruzioni monumentali di quelli successivi. Questa panoramica è completata da una scelta rappresentativa di numerosi artisti europei che furono ospiti delle mostre della Secessione fino al 1905. Gustav Klimt e i suoi amici possono così essere messi a confronto direttamente con Stuck, Klinger, Cézanne, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Bonnard, Gauguin, Munch, Khnopff, Toorop, Minne, Hodler, Segantini e altri ancora. Da questo intreccio si sviluppa sia il linguaggio dell'ultima grande stagione del simbolismo europeo, sia quello dei nascenti movimenti d'avanguardia. Il catalogo, edito da Mazzotta e articolato come un libro, riproduce a colori tutte le opere esposte e contiene un testo critico e apparati scritti da Marian Bisanz-Prakken della Graphische Sammlung Albertina di Vienna. Le opere: 10 dipinti di Gustav Klimt (Österreichische Galerie, Vienna; Neue Galerie der Stadt Linz; Staatliche Galerie, Moritzburg; Bank Austria, Vienna; Theatersammlung, Vienna; Museum für Angewandte Kunst, Wien; collezioni private) e 250 opere su carta tra disegni, acquarelli e grafiche di Klimt e degli artisti della Secessione (Graphische Sammlung Albertina e Historisches Museum, Vienna). La sezione didattica della Fondazione ha organizzato le ormai consuete attività divulgative (visite guidate, conferenze, laboratori) connesse ai temi e ai contenuti dell’esposizione. Per informazioni e prenotazioni tel. 02-86912297. La biglietteria: i biglietti d’ingresso alla mostra sono in vendita anche presso i punti TicketOne/Sisal di tutta Italia. I visitatori che acquistano in anticipo i propri biglietti con TicketOne hanno diritto all’accesso alla mostra da un ingresso preferenziale, senza code. Inoltre chi sceglie di visitare la mostra il venerdì acquistando il biglietto attraverso la rete TicketOne avrà diritto allo sconto e ad un omaggio. E’ possibile richiedere l’indirizzo del punto vendita più vicino telefonando a TicketOne, 02-392261 oppure visitando il sito Internet www.ticketone.it/klimt.

La Secessione e il suo tempo di Marzio Tremaglia
"Ad ogni tempo la sua arte, all'arte la sua libertà". Queste parole, scritte in caratteri d'oro sull'edificio a Vienna della Secessione, costruito nel 1898 a tempi record su progetto di Olbrich per ospitare le mostre dell'associazione, invitano ad una riflessione. Esprimono infatti chiaramente il programma rivoluzionario della Secessione contro l'accademismo storicista nella consapevolezza che l'arte deve essere figlia del proprio tempo e espressione della ricerca del bello, quindi libera da ogni costrizione passatista così come da ogni "programma" ideologico. La Secessione viennese è stata l'ultima in ordine di tempo delle grandi Secessioni, ma forse è quella più conosciuta, quella che più ha inciso sul gusto del pubblico che ancora oggi la vede come la brillante, dorata ouverture del Novecento un secolo poi avvelenato da momenti oscuri. Merito sicuramente della personalità di Gustav Klimt, primo presidente dell'associazione e guida spirituale di un gruppo di artisti che hanno rivoluzionato la sensibilità estetica nel nostro secolo. Ma il fascino di questi anni dell'arte viennese, meno noti rispetto a quelli del decennio successivo illuminato anche da Schiele e Kokoschka, consiste parimenti nel contraddittorio compenetrarsi di due orizzonti estetici. Da una parte si delinea la concezione dell'arte cone una forma di religione professata da eletti. Il mondo eroico delle allegorie klimtiane - Teseo che lotta con il Minotauro, Pallade Atena, il cavaliere del fregio di Beethoven - è l'immediato riferimento visibile di questa spiritualità aristocratica. "Piacere a molti è brutta cosa", afferma così l'epigrafe del dipinto Nuda Veritas di Klimt, polemica risposta dell'artista alle critiche dei tradizionalisti. Ma dall'altra parte è altrettanto forte la necessità di offrire la bellezza ad un pubblico sempre più vasto, attraverso le tecniche moderne della grafica e del design. In questa mostra il dibattito artistico dei "sette anni eroici" della Secessione, tra simbolismo e naturalismo, tra "en plein air" e stilizzazione, tra lirismo e umorismo, consente anche una visuale più completa e complessa dell'opera di Gustav Klimt, famosa ed amata soprattutto per il lato intimo e quasi privato dei suoi lavori, quel mondo femminile espresso dai ritratti e dai disegni erotici. E' quindi interessante poter scoprire che questo grande artista, schivo e silenzioso, era invece dominato da uno spirito battagliero e polemico, che ha impregnato tutta la sua attività nell'ambito della Secessione e che ha preso corpo nelle sue composizioni monumentali, ma anche nei fogli pubblicati su "Ver Sacrum". Oltre quindi a presentare per la prima volta a Milano dei dipinti di Klimt, finora ammirato dal nostro pubblico solo attraverso i disegni, questa mostra apre una pagina affascinante della cultura viennese, che qui a Milano, come in tutta Italia da molto tempo ha conosciuto una vera e propria "renaissance". Una chiusura degna per il secolo che finisce, nel ricordo della sua primavera estetica, delle immagini che ne segnarono l’apparire per le attività di formazione culturale della lombardia, un’ulteriore attenzione alla storia e all’arte del ‘900. Marzio Tremaglia, Assessore alla Cultura della Regione Lombardia

Secessione primo amore di Gabriele Mazzotta
Con questa mostra ritorno ai miei primi amori, ossia all'arte viennese che così fortemente ha marcato la mia attività di editore. Sono felice che la collaborazione con la Graphische Sammlung Albertina di Vienna abbia permesso di far vedere anche a Milano questa disamina attenta e sfaccettata di un periodo, breve ma intenso, che sono sicuro il pubblico milanese troverà affascinante. Perchè in questo modo non solo la personalità di Gustav Klimt viene presentata sotto una luce più articolata, ma anche il quadro generale delle tendenze artistiche viennesi nel primo sbocciare dei loro esiti più esaltanti, viene sensibilmente arricchito. La mostra è articolata su due piani: l'attività dei primi anni della Secessione viennese, dalla fondazione all'uscita di Klimt e del suo gruppo dall'associazione, e l'approfondimento dell'opera di Klimt stesso, attraverso l'integrazione delle opere su carta con i dipinti. E' così possibile seguire l'oscillazione stilistica dell'artista negli anni cruciali della svolta del secolo, tra naturalismo d'atmosfera e programmatico simbolismo. Questi dipinti non sono mai venuti in Italia e nel caso del Ritratto di Marie Henneberg siamo di fronte ad un capolavoro quasi sconosciuto. D'altro canto voglio ricordare che sono qui presentati quasi settanta disegni dell'artista, quasi una mostra nella mostra con veri capolavori come Talia e Melpomene o Ritratto di dama con cappa e cappello, dagli anni della Secessione fino agli ultimi ritratti. Il curatore della mostra e autore del catalogo, Marian Bisanz- Prakken, ha voluto sottolineare come il disegno (inteso sia nelle tecniche del disegno libero, sia in quelle grafiche) abbia svolto un ruolo assolutamente preminente nella storia della Secessione, che nasce con i disegni e le caricature schizzati dagli artisti nelle loro riunioni al caffé e che si sviluppa con le raffinate sperimentazioni grafiche sulle pagine di "Ver Sacrum". Anche questa mostra esemplifica così l'assunto costitutivo di una Fondazione, la cui attività è dedicata in grande parte alla dimostrazione della centralità del disegno in tutti i suoi aspetti nell'arte di questo secolo. Desidero ringraziare in primo luogo il prof. Konrad Oberhuber, direttore della Graphische Sammlung Albertina per l'aiuto nella realizzazione della mostra e tutti i prestatori pubblici e privati per la fiducia accordata alla Fondazione. La mia riconoscenza va anche a tutti coloro che hanno consentito l'arrivo di questi capolavori, dall'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, all'Istituto Austriaco di Cultura di Milano e infine a Pomellato che creduto in questa iniziativa.
Gabriele Mazzotta. Presidente della Fondazione Antonio Mazzotta

Filosofia da sopprimere di Luciano Floridi
Fine del corso di laurea in filosofia? In concomitanza con l'introduzione del nuovo sistema basato su una prima laurea triennale e un master biennale, una commissione ministeriale, i cui lavori dovrebbero terminare il 17 Febbraio, vorrebbe sopprimere il corso di laurea in filosofia a livello di prima laurea, per conservarlo solo a livello di master. Il Consiglio di corso di laurea dell'Universita` di Roma "La Sapienza" ha stilato un documento sul mantenimento di un corso di laurea nelle universita` italiane. Il documento e' consultabile sullo SWIF: http://lgxserver.uniba.it/lei
Luciano Floridi floridi@ermine.ox.ac.uk , Wolfson College OR luciano.floridi@philosophy.ox.ac.uk
OX2 6UD, Oxford, UK http://www.wolfson.ox.ac.uk/~floridi , Tel. +44-(0)1865-274137 , Fax +44-(0)1865-274125

Nuovo undirizzo per una pittrice di Graziella Cassano
Vi volevo comunicare che l'indirizzo del mio sito è cambiato: http://www.nuovaidea.com/pittura.html
Cassano Graziella. Abbiamo provveduto a cambiare il Suo indirizzo nella pagina dedicata agli artisti on-line

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