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Granetto: l'altro lato del '900
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I Forum di Gnomiz

Il Gioco della Parola, della Memoria e dell'Invenzione

Castaneda di Alberta Mirini
Un pensiero, almeno un pensiero per Carlos Castaneda che si è portato via per sempre il "il dono dell'Aquila" con il buon gusto di morire in silenzio senza pubblicità, senza fotografi, senza inutili rumori.
Le opere di Castaneda: "Tensegrità. I sette movimenti magici degli sciamani dell' antico Messico" Ed. Rizzoli  | "Isola del Tonal" Ed.RL Libri | "Arte di sognare" Ed. Rizzoli  | "Potere del silenzio" Ed. Rizzoli  | "Fuoco dal profondo" Ed. Rizzoli  | "Dono dell' aquila" Ed. Rizzoli  | "Secondo anello del potere" Ed. Rizzoli  | "Isola del Tonal" Ed. Rizzoli  | "Secondo anello del potere" Ed. Rizzoli  | "Viaggio a Ixtlan. Le lezioni di don Juan" Ed. Astrolabio | "Realtà separata. Nuovi incontri con don Juan" Ed. Astrolabio | "A scuola dallo stregone. Una via yaqui alla conoscenza" Ed. Astrolabio | "Potere del silenzio" Ed. Rizzoli 
Saggi su Castaneda: Autori Vari: "Si vive solo due volte. Interviste a Castaneda" Ed. Nuovi Equilibri | Sanchez Victor: "Insegnamenti di don Carlos. Applicazioni pratiche delle opere di Castaneda" Ed. Punto d'Incontro  | Fort Carmina: "Conversazioni con Carlos Castaneda" Ed. Punto d'Incontro

Creazioni di Mario Rizzi
Gentile Editore, La ringrazio di aver segnalato la mia email ma.rizzi@agora.stm.it nel sito web Gnomiz. Qualora desideri maggiori informazioni sulla mia attività artistica, sarò ben felice di inviarle statements o curriculums. Al momento la mia attività principale riguarda la creazione di 20 light boxes per la Fondazione Mondriaan olandese. Cordialmente,

Scuola di Moda di Stefano Burgo
Gentili Signori, Volevamo segnalare il sito della nostra scuola di Moda (inglese/italiano) che si trova all'indirizzo: www.imb.it Distinti Saluti

Scuola delle idee di Alessandro Pavone
Fonte: Collegio dei Docenti del 15 maggio 1998 –verbale n°05 COMMISSIONE del COLLEGIO dei DOCENTI
Autonomia scolastica e Documento sui Saperi Essenziali per la Formazione di Base Circolare Ministeriale n°204/98. Commissione del Collegio: Massimo D’Alessandro, Giulia Di Giacomantonio, Rossano Di Giacomo, Anna Di Silvestre, Angela Modestini, Alessandro Pavone, Massimo Spezialetti, Marcella Tavani, Paola Venerato. Sedute del 1° giugno e del 10 giugno 1998.
AUTONOMIA SCOLASTICA CONTENUTI ESSENZIALI
Autonomia finanziaria e didattica; superamento del vincolo orario e della unitarietà del concetto di classe; superamento delle modalità di utilizzo dei docenti, fermo restando le giornate canoniche di attività didattica previste a livello nazionale. La proposta Bassanini è orientata ad una scelta scolastica di tipo professionalizzante, che assegna alla scuola la funzione di preparare cittadini prevalentemente svelti di mano ma che poco si interessa alle idee ed all’anima dell’uomo. La struttura prevista delega ai singoli dirigenti la gestione della didattica e dei contenuti e nulla prevede, fra l’altro, circa il controllo delle scelte, della loro efficacia e della loro “produttività”. Ci si orienta verso una generica aziendalizzazione della scuola, ma nulla si dice circa i contenuti minimi organizzativi e strutturali, su cui sono fondate peraltro le aziende. L’azienda è infatti un insieme di capitali e uomini organizzati fra loro secondo criteri di produttività ed efficienza dichiarati. Nel caso dell’azienda – scuola: i capitali da dove verranno? E come sarà controllato il loro impiego? Quali saranno gli indici di produttività di riferimento? Un processo di riforma deve dichiarare con assoluta trasparenza e certezza tutto ciò, altrimenti può essere trasformato in un luogo di arbitrio ed improvvisazione, sottoposto a controlli esclusivamente politici.
SAPERI ESSENZIALI CONTENUTI ESSENZIALI
Capacità di apprendere, di scegliere, di cooperare, di risolvere problemi; “nuclei fondanti” delle discipline, crescita di autonomia individuale sono gli elementi ricorrenti nelle trattazioni programmatiche delle linee guida di una riforma scolastica che sembra prossima. Gli obiettivi per la scuola superiore vengono concentrati nella caratterizzazione professionalizzante degli studi. Autonomia didattica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche sembrano essere gli unici strumenti attuativi definiti da tali indicazioni programmatiche. Elemento centrale della valutazione finale appare la riduzione “quantitativa dei contenuti disciplinari”. Appare strano e inquietante che, mentre si denuncia una situazione generale economica e sociale in cui è necessario un forte incremento delle conoscenze, la proposta centrale della riforma è l’abbassamento dei contenuti culturali. Prescindendo da una realtà, oramai consolidata da anni, di forti approssimazioni culturali, non si comprende come la necessità di ampliare le conoscenze “vitali” possa essere coniugato con un abbassamento dei contenuti relativi. Evidentemente la classe dirigente italiana non conosce a fondo il livello dei contenuti attualmente praticati, ad esempio, nelle scuole superiori. La pratica quotidiana è fatta di livelli che sono approdati a minimi difficilmente compatibili con l’obiettivo minimo dell’alfabetizzazione; sicuramente sfugge al “riformatore” che prestissimo sarà necessario, in quasi tutte le scuole che vogliano garantirsi una vivibilità didattica normale, l’attivazione di classi differenziate per gli studenti che concepiscono e coltivano i valori dell’impegno e del lavoro, pena la loro emarginazione da parte di una maggioranza stanca, annoiata, semi – analfabeta, rintronata da modelli di vita e da simboli improponibili per la gente “reale”. L’alternativa saranno “scuole – parcheggio”, più o meno vivibili fisicamente, da una parte e “scuole private o privatizzate” ad alta selettività economica dall’altra.
Se è vero che il mondo della globalizzazione pretende che il lavoratore del futuro cambi spesso luogo e mestiere, non si capisce come ciò possa essere compatibile con le specializzazioni che i nuovi cicli instaureranno. Non si comprende nemmeno come sia possibile concedere autonomia alle singole istituzioni scolastiche in relazione ai collegamenti con il mondo produttivo circostante, che è quasi sempre monoproduttivo, e dichiarare di voler ottenere un cittadino poliedrico professionalmente.
I saperi vanno invece despecializzati e orientati verso livelli generalistici, soprattutto culturali, con una spiccata attenzione alle modernità, praticati però con assoluta rigidità contenutistica e valutativa, che va applicata a tutto il territorio nazionale, per evitare che le tradizioni culturali, economiche e sociali si perpetuino e si trasmettano a livello quasi biologico. Solo così la scelta professionale e culturale del nuovo cittadino potrà essere libera, universale, responsabile e adeguata al mondo circostante.
Nelle scienze, ad esempio, esistono allo stato attuale solo cinque grandi contenuti: il modello fisico dell’atomo, la legge periodica della chimica; la teoria del Big Bang, il modello geologico della tettonica a placche e la teoria biologica dell’evoluzione. Ma quanti cittadini, alla fine del loro corso di studio, le conoscono approfonditamente?
RUOLO DOCENTI
Piena valorizzazione del personale della scuola e della formazione è lo strumento indicato per affrontare la riforma e la ristrutturazione degli ordinamenti. Riteniamo assolutamente indispensabile trattare in questa sede le funzioni ed i compiti della docenza, perché i docenti, assieme al capitale, sono l’altro “fattore” produttivo della scuola. Quindi in un processo di ristrutturazione e riforma scolastica è il primo elemento da considerare per la buona riuscita, anche se la visione dovesse essere limitata all’aspetto aziendalistico. Il docente italiano è un operatore generalmente frustrato da un ruolo non ritenuto gratificante da alcuno, sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo intellettuale. E’ l’operatore laureato retribuito peggio dalla Pubblica Amministrazione Italiana (non si conoscono operatori laureati di altri Enti Pubblici che percepiscono 2.000.000 di lire al mese!). E’ l’operatore maggiormente coinvolto nelle vita quotidiana delle famiglie italiane. E’ l’operatore che assume in sé i fallimenti delle culture politiche e sociali di classi dirigenti impegnate, molto spesso, a perorare e diffondere modelli di vita che assegnano all’istruzione un ruolo marginale. Nella scuola e sulla scuola la classe intellettuale italiana vuole scaricare alcune responsabilità proprie, circa un disagio sociale creatosi per una sostanziale corsa verso livelli di vita assolutamente incompatibili per la stragrande maggioranza delle masse e verso la quale, purtroppo, molta intellettualità di questo Paese è culturalmente ed economicamente asservita. Il docente deve essere un professionista, al pari delle altre figure provviste di laurea che operano nel pubblico e nel privato. Deve essere un professionista a cui vanno chieste le competenze proprie del professionista e a cui vanno assegnati i rispettivi emolumenti. L’alto numero è un dato oramai in declino, che non dovrebbe più essere utilizzato da nessun Ministro del Tesoro (nemmeno dal Super) per mortificare economicamente e socialmente questa figura centrale del sistema educativo. Il problema vero è quello delle competenze e delle dignità conseguenti che si acquisiscono attraverso un sistema che vede questa figura impegnata a “tempo pieno” nella sua attività. La classe politica che vuole tentare una riforma in cui aumenterà il grado di utilizzazione dei docenti non può perciò farsi intimidire e condizionare da organizzazioni o da culture ipocrite e clientelari del minimo garantito. Bisogna avere il coraggio di consentire ai Docenti di essere inquadrati e reclutati in modo differenziato: un canale completamente professionalizzato, per coloro che decidono di essere professionisti e quindi impiegati a tempo pieno; un secondo integrativo, per coloro che vogliono o possono dedicare solo una parte della loro vita e della loro formazione culturale alla scuola. L’impegno, le funzioni e le responsabilità debbono essere ben differenziati e, quindi, ben differenziati devono essere gli emolumenti. Le strade intermedie, come provvedimenti parziali, circolari che dicono e non dicono, dirigenze autoritarie, figure di sistema, ecc. sono palliativi che non si adattano affatto ad un clima culturalmente maturo che deve tipicizzare un mondo formativo efficiente ed educativo, anche perché rischiano di farlo avvelenare con inevitabili episodi di microconflittualità personali, magari legati a rozzi egoismi o ad emotività irrazionali da “bisogno”. ATRI lì 12 giugno 1998 LA COMMISSIONE
documento spedito da Alessandro Pavone alpavone@tin.it Penso che la lettera di Pietro Visleghi, pubblicata qui sotto, possa servire da valida risposta alle vostre giustissime rivendicazioni : qualche volta il "caso" è più potente della "causa".

Scuola d' immaginazione di Pietro Visleghi
Per dare un piccolo contributo alla discussione sulla violenza vorrei dire, sia a Granetto che ad Accorsi, che per vie diverse si stanno avvicinando a quello che è il problema centrale delle barbarie nel novecento: la vittoria di uno spirito frammentario e soggettivo, sulle tradizioni consce ed inconsce, fondate sulla condivisione del famoso "magazzino dell'immaginazione" citato da Granetto. Scriveva molto prima delle due guerre Yeats: Giro su giro nella spirale che s'allarga / il falco non può udire il falconiere; / si sfaldano le cose; il centro più non tiene; / mera anarchia dilaga sopra il mondo, / dilaga la marea tinta di sangue, e in ogni luogo / la cerimonia dell'innocenza annega; / manca ai migliori ogni convinzione, mentre i peggiori / traboccano di ardore appassionato" (Traduzione di A.Passi pag. 194 "Autobiografie" Ed. Adelphi Milano 1994). Yeats ricorda questi suoi versi nella sua autobiografia commentandoli così: " Una cosa non avevo previsto, mancandomi il coraggio di un pensiero veramente mio: la crescente tendenza omicida del mondo". Penso, al contrario di Sofsky, che una cultura vera che sappia fondere immaginario popolare alle esigenze della modernità, possa essere l'unico deterrente per evitare la fine della nostra civiltà. Per incominciare bisognerebbe che qualcuno invitasse il ministro Berlinguer a prendersi una meritata vacanza, consentendo ad Umberto Eco, non di fare il ministro, ma di essere pagato da qualsiasi ministro per riformare la nostra scuola.
Opere di Yeats: Trentatré poesie Ed. Mondadori | Poesie (a cura di R. Senesi) | Rosa segreta Ed Newton Compton | Fiabe irlandesi Ed. Passigli | Autobiografie Ed. Adelphi E-Mail | Crepuscolo celtico Ed. Bompiani  | Fantasmi d' infanzia e di gioventù Ed. Theoria E-Mail | Poesie Ed. Passigli | Blake e l' immaginazione Ed Greco e Greco | Crepuscolo celtico Ed. Theoria E-Mail | Racconti di Hanrahan il Rosso Ed. Theoria E-Mail | Uccello maculato Ed. Studio Tesi | Ciclo di Cuchulain. Cinque drammi celtici. Testo originale a fronte Ed. Garzanti | Fiabe irlandesi Ed. Einaudi | Cigni selvatici a Coole Rizzoli 
Saggi su Yeats; Gallesi Luca "Esoterismo e folklore in Yeats-La rosa segreta" Ed.Nuovi Orizzonti |
Oliva Renato "Hodos chameliontos, la via dell' inconscio: W. B. Yeats e C. G. Jung" Ed. Le Lettere
Amato Antonio- Andreoni Francesca -Salvi Rita "Omaggio a William Butler Yeats (1865-1939)" ; Ed.
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