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I Forum di Gnomiz

Il Gioco della Parola, della Memoria e dell'Invenzione

Radio radicale di Rino Spampanato
Cari naviganti, grazie a quanti in questi lunghissimi mesi hanno lottato e sostenuto radio radicale digiunando, firmando appelli, adottando il fiocco bianco, facendo pressioni sul governo e sugli organi di stampa, lottato, fino alla vittoria di radio radicale e radio parlamento, del mercato, della liberta', del pluralismo nell'informazione. Su questa battaglia il nostro movimento ha per la prima volta sperimentato forme di mobilitazione per via telematica: in queste settimane si e' costituito un vero e proprio "partito telematico" : si tratta di un partimonio, da tutelare e da valorizzare, se possibile da incrementare sin dalla prossima lotta. Vi invio, questo testo, pubblicato qualche giorno fa sul Corriere della Sera, con il quale si e' tratto un bilancio sulla positiva conclusione di questa lunghissima battaglia alla quale cioascuno di noi ha partecipato.
Un fraterno saluto, Rino Spampanato Rivoluzione Liberale Web Editor http://www.riformatori.stm.it

"Con il voto del Senato si e' posto finalmente termine con una soluzione equa ad una vicenda durata troppo a lungo. Si e' posta fine ad una situazione di totale incertezza legislativa. Si e' riconosciuto, con il voto quasi unanime di Camera e Senato, che il ruolo svolto da Radio Radicale e' di vero 'servizio pubblico'. Si tratta di un successo importante: non solo di Radio Radicale, ma di un indirizzo politico generale, che non potra' non avere riflessi sul sistema radiotelevisivo pubblico. Si era infatti partiti, sette mesi fa, da una impostazione anacronistica : l'affidamento 'd'ufficio' al gestore pubblico - la Rai Tv- del servizio pubblico di Radio Parlamento (di un servizio, peraltro, inventato e realizzato per 20 anni, la gran parte dei quali senza alcun compenso, da Radio Radicale). Si e' giunti ad una impostazione alternativa, che non si limita a salvare- come qualcuno dice- Radio Radicale, ma che, rinnovando la convenzione a Radio Radicale, ribadisce il regime di gara e di concorrenza, e stabilisce criteri di mercato per l'assegnazione del servizio di Radio Parlamento. Chiediamo, per onore alla verita' ed al Parlamento, che di questa legge- nella parte in cui disciplina il servizio di Radio Parlamento, e rinnova la convenzione a Radio Radicale- non si dicano cose sbagliate o false. Questa legge non concede- come qualcuno sostiene- alcun monopolio a Radio Radicale; al contrario, supera il monopolio della Rai Tv sull'informazione di interesse pubblico, assegnando un servizio ad un gestore privato. E, soprattutto, questa legge non assegna alcun contributo o finanziamento a Radio Radicale, ma stabilisce un compenso sulla base di un contratto; un corrispettivo per un servizio. Non e' una distinzione da poco. La decisione del Parlamento e' una vittoria per il mercato, la liberta' ed il pluralismo nell'informazione. Chi storce il naso - o peggio - perche' radio Radicale e' una radio di partito e' in mala fede. Vent'anni di dirette dal Parlamento all'insegna della correttezza e dell'equilibrio, in un paese in cui l'informazione pubblica e privata hanno quasi sempre dato cattive prove di se', sono una risposta definitiva alle polemiche. Casomai il sospetto e' che il problema non sia che Radio Radicale e' "di partito", ma di "quel partito. Non si finanzia Radio Radicale e tantomeno il Partito Radicale o la Lista Pannella, ma si affida ad un soggetto privato, secondo criteri di economicita' ed efficienza, un servizio rivolto a tutti i cittadini. O qualcuno pensa che sarebbe stato meglio, per il triplo o il quadruplo della cifra, espropriare Radio Radicale e trasferire alla Rai le dirette parlamentari con conseguente aumento del canone? E' vero il contrario, casomai, che sono stati e saranno ancora il Partito Radicale e la Lista Pannella a finanziare - oltre che ad inventare e far crescere - con le proprie risorse il servizio delle dirette parlamentari, dal momento che il corrispettivo ricevuto dallo Stato e' sempre stato, e continuera' ad essere, inferiore ai costi di esercizio. Se, come chiedeva qualcuno, il servizio fosse stato "espropriato" dalla Rai il costo per i contribuenti sarebbe stato assolutamente maggiore: e' questo che si voleva? In questi sette mesi in cui- prima che la legge fosse approvata, e senza alcuna garanzia contrattuale- Radio Radicale ha assicurato il servizio di Radio Parlamento agli italiani senza alcun compenso, sono stati compiuti importanti passi in avanti nella direzione "europea" della concorrenza e del pluralismo nei servizi pubblici: un risultato importante non solo e non tanto per Radio Radicale, ma per il paese e per la sua modernizzazione. Ci• e' stato possibile grazie al contributo di personalita' delle istituzioni, della politica, della cultura e del giornalismo, certamente, ma anche e soprattutto per l'iniziativa rigorosa e straordinaria, per durata e intensita', di circa diecimila militanti nonviolenti, che hanno condotto un digiuno - che per due giorni per oltre venti di loro ha raggiunto il momento intenso e drammatico dello sciopero totale della fame e della sete - per la legalita' dell'informazione e per una soluzione equa sulla vicenda di Radio Parlamento. A tutti loro va il nostro ringraziamento: grande e meritato quanto la riconoscenza, che crediamo loro abbiamo espresso - anche, ma non solo, in questi ultimi 7 mesi - verso Radio Radicale con queste dimostrazioni di amicizia, di solidarieta' politica e di impegno civile. Alla fine, ne diamo atto, Governo e Parlamento- grazie innanzitutto all'impegno delle forze di opposizione, schierate da subito a difesa dell'impostazione suggerita dai senatori a vita, su cui infine si e' registrata anche la convergenza delle forze di maggioranza- hanno trovato una mediazione accettabile. Come sapevamo, la vicenda si e' potuta concludere solo nel momento in cui il Governo ha dato attuazione agli impegni a cui era chiamato da numerosi atti di indirizzo parlamentare, ed alla mediazione suggerita dai senatori a vita tutti convergenti nel giudizio che non sarebbe stato possibile potenziare il servizio di Radio Parlamento limitandosi a liquidare Radio Radicale ed affidando la trasmissione delle sedute parlamentari alla Rai Tv. La Rai aveva forzato la situazione, creando il fatto compiuto di una quarta rete radiofonica per le dirette parlamentari: la legge, anche a seguito degli interventi delle Autorita' per la Concorrenza e il Mercato (Antitrust) e per le Comunicazioni, impone uno stop alla Rai, almeno fino alla legge di riordino del sistema delle comunicazioni. Ne' vinti, ne' vincitori quindi, ma sicuramente un passo avanti e, soprattutto, il riconoscimento a Radio Radicale di poter concorrere anche in futuro per la fornitura di un servizio ai cittadini di cui le istituzioni italiane possono andare orgogliose e che senza di essa non sarebbe neppure iniziato."

Sfogo di una notte di mezza estate di Carl William Brown
Caro Granetto, si avvicinano le vacanze, anche se non per tutti. La stupidita' infatti non interrompe mai le sue numerose e facoltose attivita'. Malerba dice che gli scrittori anche se famosi hanno poco potere, ed io condivido questa affermazione, ma penso anche che dovrebbero comunque lottare per cercare di fare in modo che gli altri di potere non ne abbiano troppo. Con questo voglio dire che e' assurdo che uno che guadagna gia' centinaia e centinaia di milioni in attivita' televisive debba essere corteggiato anche dall'editoria, mentre talvolta gli scrittori autentici devono tribolare per pagarsi le spese, o magari devono persino autofinanziarsi. E' pur vero che viviamo in una societa' del conflitto, pardon del profitto, ma i due miliardi dati per i diritti d'autore a Sarah Ferguson per il suo libro sulla cucina dietetica prima, e il miliardo e mezzo conferitole per il suo libro sui consigli alle coppie divorziate poi, mi sembrano invocare piu' che una guerra, un vero e proprio sterminio. Oh certo, e' vero, anche il mercato ha le sue leggi, ed e' forse per questo che io preferisco restare un fuorilegge e considerare stupidi non solo i re, ma anche chi li considera tali, o che comunque contribuisce a crearli. Io in questo sono vicino a Bacone, anche lui scriveva aforismi del resto e prima di tutto voleva distruggere i falsi idoli. Oh certo, io non sono un vero scrittore, non ho pubblicato una ventina di libri, non ho criticato i giornalisti per poi scrivere su dei settimanali, non mi sono scagliato contro gli editori per poi diventare direttore editoriale, non ho sofferto per poi far soffrire, non ho mai fatto il giullare in tw....(Forse qui sono stato troppo enigmatico, vediamo un po' se indovinate di chi sto parlando). Mi sembra pero' che da questi fatti ne derivi una situazione che non fa altro che alimentare il degrado nel tessuto culturale ed educativo del nostro paese, con evidenti ripercussioni anche nell'ambito dell'economia, si puo' infatti notare come gli stranieri abbiano in genere buon gioco a superarci, sia nell'ambito della ricerca, sia nell'ambito della stessa industria culturale. Questo lo si vede benissimo anche a scuola, dove e' praticamente quasi impossibile far leggere un testo significativo agli allievi, mentre e' facilissimo coinvolgerli in attivita' di tutt'altro tipo, come i videogiochi americani per esempio, o il gossip della peggior specie. Vi sono chiaramente delle eccezioni, ma vi e' anche una grande sfiducia sia nelle istituzioni, sia nel mondo culturale. Tanto è vero che talvolta anche gli insegnanti scherzano e quando conferiscono il diploma di maturita' a qualcuno non e' raro sentirli dire, idoneo, si consiglia l'inserimento nel mondo del crimine. Vi e' poi persino un certo odio nei confronti degli pseudo-intellettuali di regime che non fanno altro che tirare l'acqua al proprio mulino, impegnati come sono a riscuotere gli stipendi dalle universita', dalle libere professioni, dai giornali, dalle consulenze, dalle case editrici, talvolta dalla politica o dalle tangenti e via dicendo. Non e' poi raro sentirli dire che sono momenti difficili o che il tal scrittore, pur scrivendo bene, fa dei brutti libri; non importa in realta' che la sua opera non sia altro che una banale saga del cazzo, l'importante e' che si venda bene. E cosi' via, sempre piu' pubblicazioni, sempre piu' polemiche, sempre piu' querele, sempre piu' traduzioni. E gli altri? Oh si, gli altri possono sempre sfogarsi in qualche maniera, magari con internet, perche' no, o consolarsi col fatto che c'e' gente che sta molto peggio, come in India o nel Sudan e magari non va neanche sulle pagine dei giornali, e che comunque anche se ci va continua a morire nella piu' completa indifferenza del mondo occidentale, quello che tra le altre cose consente a Severino di continuare ad accatastare legna nel suo magazzino, forse a vantaggio della figlia o della banalita', chissa'? E allora cosa mai si potrebbe dire, forse che ormai l'unica vera forma di provocazione letteraria non puo' che essere l'omicidio o forse che e' meglio puntare sulla ricerca di una donna ricca, come facevano i cacciatori di ereditiere dell'Antica Grecia e allora ecco l'annuncio:" Giovane artista scapigliato, amante dell'ossatura femminile, cerca ereditiera da spolpare, assicurasi forti emozioni, disponibili anche amici. Ovviamente astenersi perditempo." In fin dei conti le parole devono pur avere una funzione pragmatica ed invitare all'azione. E' la famosa "Speech act theory". Ma! Chi dice ma, cuor contento non ha. Ora pero' vi saluto, ho anche superato le quaranta righe, spero comunque che mi perdoniate questo piccolo sfogo estivo, ma penso che possiate comprendere, in fondo le parole servono anche ad attenuare il non senso dell'esistenza. La gia' nota "filosofia come terapia" di Wittgenstein, e poi era un po' che non vi scrivevo. Comunque stiamo lavorando per voi, per esempio stiamo cercando una femminista, a saperlo che erano una specie in via d'estinzione l'ultima non l'avremmo mangiata. Scherzo ovviamente! Infatti anche se in genere sono di bocca buona, il mio palato ha pur sempre dei limiti! Buttiamola sul ridere, va la'. Ciao e buon divertimento! Struggle Against Stupidity, if you can join the Daimon Club, If you want and give new life to your ideas, if you like!
Carl William Brown
http://users.iol.it/cwbrown | http://www.geocities.com/Athens/Forum/6856
Caro Brown, penso che la vita degli scrittori sia piuttosto sfigata: quelli di successo passerebbero inosservati se non avessero la disgrazia d'imbattersi nella fortuna; quelli di valore finiscono con il diventare presuntuosi, più per i loro molti ammiratori che per i loro pochi lettori. In tutti e due i casi questi poveretti non riescono quasi mai a raggiungere la saggezza: non si preoccupano abbastanza di vedere fino a che punto potrebbero essere pazzi senza danno. Comunque, se proprio vuole trovare un modo di pubblicare un libro, impari a mostrare i suoi difetti e a nascondere le qualità, perché i primi sono condivisibili dai più, le seconde dai meno. (Luigi Granetto)

I giochi di Umberto Eco di Aldo
E' ritornato
Golem di Umberto Eco con un numero zero in attesa delle pagine definitive che si preannunciano per settembre. Il sito e' diviso in Terra Cielo e Miniera con varie leccornie ma su tutte si stagliano i giochini di Eco come questo:
Monica Lewinsky e le memorie di Casanova Fase A. Casanova
Mentre il cosiddetto Cinegioco sta per diventare un libro, Umberto Eco è già oltre. Sempre lavorando sui titoli delle opere ha proposto a Golem una domanda: "Che titolo avrebbe il Don Chisciotte se l'avesse scritto Italo Calvino?". La risposta l'aveva già in mente lui: Il cavaliere dei mulini inesistenti. In seguito Eco ha prodotto questi altri esempi: Odissea Lidia Ravera, Proci con le ali. James Joyce, Ulysses strikes back Don Chisciotte Riccardo Bacchelli, I mulini del Don. Roland Barthes Renato Mannheimer, Il piacere del test. Il nome della rosa Stendhal, La certosa di xxx. Joseph Roth, La cripta dei benedettini. Goffredo Mameli, Frati d'Italia. Italo Calvino, Le Comicosmiche .Critica della ragion pura Anonimo, Immanuel D'Annunzio, Forse che in Sé forse che no. Il mito di Narciso Liala, Trasparenze di pozzi antichi Ernst Hemingway, Al di là del fiume sotto i giunchi Goffredo Parise, Il protobello Ultimo tango a Parigi .Giacomo Puccini, Madama Butter Madame Bovary Giuseppe Verdi, La Traviata .Nessuno è riuscito a definire bene lo status logico della seguente domanda: "Come si intitolerebbe Madame Bovary se l'avesse scritta Gustave Flaubert?" La domanda pare insensata, ma non lo è la risposta, trovata dallo stesso Eco: La maleducazione sentimentale.
A giudizio generale, questo gioco ha finora dato i migliori risultati con le Memorie di Casanova, Casanova di cui ricorre in
questo giugno il bicentenario della scomparsa. Come si intitolerebbero, se fossero le Memorie di Moravia? di Sciascia? di Bevilacqua? Umberto Eco, assieme alla redazione di Golem, ha risposto così: Le memorie di Casanova Moravia, Io e Io Sciascia, Il Consiglio dei Dieci Bevilacqua, Venezia in amore Roth, La cripta di San Vendramin Roth, La marcia del Bucintoro Hemingway, Harry's bar; Al di là del canale, nei frari Wilde, L'importanza di chiamarsi Giacomo Nabokov, Giacomo Giacomo Tondelli, Venezia, Venezia Gadda, Quel benedeto intrigo del Ponte dei sospiri Goethe, Le affinità erettive
Fase B. La stagista Il periodo in cui Eco ha incominciato a giocare a questo gioco casanoviano era anche il periodo in cui il procuratore federale Starr accusava il presidente degli Stati Uniti d'America di essere il maggior emulo del medesimo, e poco tenero, Giacomo. Non ancora archiviata la storia dell'impiegata molestata nell'Arkansas è esploso il caso Monica Lewinsky, un caso che non ha mancato di colpire a fondo l'immaginario comune. Innanzitutto si tratta di una stagista, e questa importante figura professionale saliva finalmente agli onori delle cronache. Stagista è un ragazzo, normalmente appena laureato, che fa uno stage in un ufficio: un periodo di apprendimento e lavoro a stipendio zero o con borsa di studio. Una delle tante forme di lavoro grigio o di schiavismo nobilitato che il mercato del lavoro si è inventato per aggirare le mene del posto fisso. Ma mentre il tristissimo stagista non se lo fila nessuno, la stagista è una figura di grande potenzialità letterarie. E' la pastorella del terziario avanzato, coartata al sorriso dai rapporti di forza, allegra e brillante per una convenienza che è più evidente e stringente di una pistola puntata. Pastorella sì, ma in un senso non bucolico, e in un'accezione della parola "pecoreccio" che
Virgilio (Marone) non avrebbe approvato. Ebbene, la Casa Bianca è piena di stagisti e di stagiste e il procuratore Starr accusa il presidente di essersi imboscato più volte nello Studio Ovale con una di esse, Monica Lewinsky, una ragazza sulla cui avvenenza, stato di forma, curriculum sentimentale, preferenze erotiche hanno trovato da dire commentatori politici di tutto il mondo. Del resto si sa che dalla stagista allo statista basta un cambio di consonante e che Clinton ha svolto ricerche teologiche che gli hanno permesso di appurare che in nessun versetto della Bibbia la fellatio è esplicitamente considerata atto sessuale: questa inspiegabile lacuna del Libro va casualmente incontro alle sue preferenze senza essere configurabile come peccato adulterino. Un po' una situazione da pazzi, se ci si pensa, che ha consentito a Walter Fontana di chiedersi, nello scorso numero di Golem: "In che film, in che libro, quale autore, quale comico avrebbe potuto usare questa gag? Chi avrebbe potuto inventare il presidente degli Stati Uniti (Il Presidente Degli Stati Uniti) che convoca conferenze stampa per parlare alla Nazione di Pompini?". Dato il contesto è stato facile arrivare alla nuova variante del gioco dei titoli. Come si intitolerebbe un libro sul caso Clinton - Lewinsky se lo scrivesse Alessandro Manzoni? Le prime risposte (di Eco e di Bartezzaghi) sono state: Moravia, La stagista Busi, Ora et labora Pavese, Lavorare Stanca Cesare Cantù, Monica Saussure, Corso di linguistica generale Manzoni, La Monica di Washington Schulz, Penuts De Filippo Gli orali non finiscono mai Antonioni, Lewinsky Point Sergio Leone, Giù la testa! Dopo aver letto questi esempi, Diana Piloni Tolon ne ha coniati altri: Conan Doyle, Uno studio ovale Pietro Valpreda, Lo stage è di Stato! Sam Peckinpah, Il succhio selvaggio Céline, Scappatelle per un massacro Salvatore Samperi, Grazie Zip Billy Wilder, Lasso, nella Monica Simon & Garfunkel, The Boxer Daniele Luttazzi, Adenoidi Cronin, The Starr Look Down Tarantino, Pump Fiction. E il gioco non è certo finito… Lewinsky Point Per chi volesse fare una visita:
Golem
Caro Aldo, ho l'impressione che Umberto Eco si sia convinto che il passato sia un parassita che possa vivere tranquillamente alle spalle dell'avvenire, e quei furboni di Golem hanno capito che è molto più facile capire le intenzioni che le idee.Comunque dare agli imbecilli l'impressione di essere diventati intelligenti mi sembra quasi una buona azione. (Luigi Granetto)

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