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I Forum di Gnomiz

Il Gioco della Parola, della Memoria e dell'Invenzione

Nuove regole per l'Editoria di Luigi Granetto
Per riaprire il dialogo, dopo la pausa di agosto, fra questo Forum e i suoi molti lettori, ho pensato di scrivere un commento al dibattito, avviato sul Corriere della Sera da Ernesto Galli della Loggia, sui giovani che non leggono.
Tutti gli interventi fino ad ora pubblicati polemizzano con il ministro Veltroni per la mancata realizzazione dei promessi aiuti all'editoria e cercano di stimolare governo ed istituzioni ad intervenire con più forza per incrementare nel nostro paese l'interesse per la lettura. Pur condividendo la buona volontà di questi interventi, penso che per comprendere le cause della scarsa diffusione dei libri in Italia non sia sufficiente denunciare l'inadeguatezza delle recenti politiche governative, ma occorrerebbe avere anche la lucidità di rimuovere le cause strutturali che impediscono alla nostra editoria di liberare le sue forze migliori. Vorrei, prima di esporre il mio pensiero, ricordarne alcune:
1) La maggioranza degli utili realizzati con la vendita di libri non di carattere specialistico, e dunque d'interesse generale (classici, romanzi e varia) è resa possibile da una serie di accordi e da società che formano un solido oligopolio costituito da soli quattro soggetti: Mondadori, Rizzoli, Messaggerie e De Agostini.
2) Soltanto per uno di questi soggetti, Le Messaggerie, la vendita dei libri rappresenta il principale businnes.
3) Tale oligopolio garantisce un controllo indiscusso e indiscutibile sulla grande distribuzione, nelle principali catene librarie e nei mercati aggiuntivi del libro ( riciclaggio dei libri a metà prezzo, edicole periferiche, cartolibrerie).
4) La possibilità di tirature elevate, smaltibili con turnover brevi, consentono ai soggetti dell'oligopolio di competere sul mercato, sia abbassando il prezzo di copertina dei libri che vendono di più, sia limitando i danni causati dalla bassa qualità delle nuove proposte.
5) L'inesistenza di una valida alternativa a questo oligopolio non contrasta l'affermarsi di un fenomeno culturale di particolare gravità; un condizionamento troppo rigido sull'aspetto qualitativo degli operatori del settore, sia che agiscano all'interno dell'oligopolio, sia che non ne facciano parte. I primi, per essere funzionali alle leggi dell'oligopolio, sono spinti a consolidare una mentalità conservatrice e protezionista, poco sensibile ai reali bisogni culturali del paese, i secondi, per sopravvivere, sono costretti ad esaudire una domanda sempre più specialistica, creando dei veri e propri ghetti (editoria di nicchia).
Per meglio chiarire ai lettori gli effetti di questo meccanismo mi permetto un esempio di carattere personale. Tre anni fa suggerii a Leonardo Mondadori di adottare, per i libri economici della Casa di Segrate, la stessa politica di prezzo e di diffusione precedentemente attuata dalla Newton Compton e in parte anche dalla mia casa editrice Lato-Side alla fine degli anni 70. Con questo lavoro, con un ritardo di venti anni si è realizzato un sogno culturale della mia giovinezza: riuscire a stampare e a vendere trecentomila copie a titolo, invece di sole cinquantamila, di libri di poesia e di canzone d'autore.
Per terminare ritengo che, se l'obiettivo è allargare e rafforzare la domanda di libri nel nostro paese, costruendo al contempo un offerta qualitativamente valida, non si possa prescindere dal riconsiderare la struttura di questo mercato smussandone le rigidità oligopolistiche; si attuerebbe in tal modo una politica liberale più propensa a credere nelle potenzialità della cultura e dell'economia privata piuttosto che pubblica.

Libri in italiano di Fabrizio Fournier
Gentili Signori, vi scrivo per sapere se é possibile trovare dei testi , dei libri in italiano.. Distinti saluti
Purtroppo gli unici libri in italiano presenti su internet sono quelli proposti da Liber & Liber e raccolti anche nella nostra Biblioteca della Memoria:

A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

.Una mostra di Lacasella di Marco Rossani
La Galleria L'Isola inaugura nelle sue sale una mostra personale di Silvio Lacasella, artista trentino di nascita (1956) che vive e lavora a Vicenza. Dal 1977 al 1988 si è dedicato completamente alla tecnica dell'incisione, esponendo sia in Italia sia all'estero. Solo con il 1988 Lacasella inizia a dipingere e, sviluppando il lavoro delle sue incisioni, arriva a un'arte 'dicotomica'. "Nella sua opera, infatti, è come se convivessero e confliggessero … classico e moderno, rappresentativo ed espressivo, natura e storia, figurazione e astrazione", (Franco Marcoaldi). Lacasella parte da un paesaggio e prima lo investe, lo sommerge di grumi di materia (cementite, bitume, tempera, olio …), poi raschiandoli via lo riporta alla luce. Come se l'idea e la forma potessero esistere ed essere rappresentate soltanto attraverso il loro opposto, la loro negazione. In occasione di questa esposizione saranno presentate circa cinquanta nuove opere, tutte realizzate negli anni 1997-1998. La mostra rimarrà aperta fino al 17 ottobre. L'ISOLA GALLERIA D'ARTE Via del Suffragio 24 38100 Trento Tel 0461/987140 987024 Fax 987343
E-mail la Galleria è aperta dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30
Omero di Aldo
E' passata ormai la torrida estate e dalla mia sacca pendono due libri "estivi" cioe' comprati quasi distrattamente prendendoli a caso dall'espositore appena fuori dal negozio di cartoline illustrate qui sull'isola. Il primo scritto da Enzo Mandruzzato, un insegnante di Padova che nella prefazione del suo ultimo "Omero, racconto del mito" si chiede: Ma perche' un altro libro su Omero? Gia', perche'?. Il secondo dell'immarciscibile De Crescenzo che, mi direte, che male fa se ogni tanto guadagna una cappellata di soldoni se si mette a scrivere attorno al Mito e alla Grecia? Veramente male non farebbe, dico io, se evitasse, nella fretta di consegnare un approssimativo manoscritto, di controllare le cazzate che ha scritto e che potrebbero confondere il lettore. Come quando dice che l'Odissea e' il primo libro che sia stato scritto nella storia della letteratura occidentale. E l'Iliade? Pure il signor Mandruzzato in una nota a pagina 227 si lancia in una pindarica teoria secondo la quale gli avvenimenti della Odissea sarebbero accaduti di febbraio perche', dice lui citando alcuni passi dell'Odissea, le notti sono fredde, i giorni non sono lunghi e sopra la tunica si porta un pesante mantello che - faccio modestamente notare - potrebbe succedere anche a settembre/ottobre. Ma il signor Mandruccato dice no perche' Laerte lavora la vigna e non vendemmia quindi deve trattarsi necessariamente di febbraio. Ma, dico io, come potrebbe di febbraio Ulisse navigare seminudo per diciotto giorni e rimanere in acqua, naufrago, ben due giorni e due notti? Nel libro VII verso 122 quando Odisseo arriva al palazzo di Alcinoo ne descrive la frutta e la vigna carica d'uva. Era febbraio? Se poi leggete attentamente la descrizione della vigna di Laerte, nel libro XXIV, 220 - trovate che "Odisseo si diresse nel vigneto ricco di frutti" Che non potrebe' essere di febbraio, oppure no. Li' Odisseo non trovo' Dolio ne' alcuno dei servi che erano andati a raccogliere pruni. Nel vigneto ben coltivato Odisseo trovo' Laerte si', ma che "zappava ad una pianta" non vendemmiava, quindi; "indossando gambali di cuoio per evitare i graffi e guantoni contro le spine. Sul capo aveva un berretto di pelle di capra che la sua pena accresceva". Ora a me sembra la descrizione di un avvenimento accaduto a settembre / ottobre piuttosto che a febbraio dove un cappello di pecora avrebbe portato conforto piuttosto che aumentare la pena (del caldo?) Continuando pero' la lettura, sara' il fresco delle frasche, sara' il caldo che non da' tregua, trovo una affinita' tra i due libri. De Crescenzo cita Ugo Foscolo che avrebbe detto di Vincenzo Monti: "Il cavaliero, gran traduttor dei traduttor di Omero" e poi scopro che il signor Enzo Madruzzato nel 1978 per i tipi di Rizzoli, ha scritto una apprezzata monografia sul Foscolo. Tra i miei ricordi di prima media giganteggia il pesantissimo Vocabolario italiano-latino che era pieno di aforismi e citazioni che leggevo continuamente durante le lezioni di quella noiosissima prof di lettere, e una di quelle citazioni e' appunto questa a proposito di Vincenzo Monti che pero' era attribuita al Giusti. Potrebbe il signor Mandruzzato in segno di apprezzamento per la mia modesta persona con il pregio vistosissimo di aver comprato e letto tutto il suo gustoso saggio, farmi avere a stretto giro di posta la risposta alla domanda che da giorni mi toglie il sonno e la pace: Ma "gran traduttor dei traduttor…" e' del Foscolo o del Giusti? Grazie.
OMERO O DELL'ERRORE
Ovvero: Senza nulla togliere a quelli che sbagliano ma dal loro errore tirano fuori dal cappello a cilindro un coniglio enorme a vantaggio dell'intera societa'. Che se Cristoforo Colombo aveva sbagliato tutti i calcoli "buscando il ponente pel levante" credendo che la Terra fosse piu' piccola o che l'India fosse dietro l'angolo ( pardon la curvatura della Terra), ben venga l'errore! E cosi' se lo Schliemann deve venire fino a Corfu' per capire se Omero aveva davvero descritto luoghi esistenti o esistiti e poi e' partito per la Turchia convinto di avere le prove dell'esistenza del Palazzo di Alcinoo e delle fonti dove Nausicaa e' andata a fare il bucato, va bene cosi', anche se lo Schliemann ha preso una toppa pazzesca, ma vedendo poi i frutti che ne sono venuti, benvenuto anche l'errore. Perche' di errore si tratta e gli ultimi scavi effettuati a Corfu' in localita' Canoni lo dimostrano. Ora, per capire tutta la faccenda ci vuole un po' di pazienza ed occorre fare un passo indietro. Intanto bisogna sapere che la proprieta' immobiliare denominata "Mon Repos" e attualmente contesa tra il Re Costantino e il Dimos di Corfu' e' una collina che comincia dal mare alla fine della passeggiata di Garitza che i locali chamano "Anemomilo" cioe' Spartivento. Qui si trovano i piu' antichi ritrovamenti archeologici dell'isola dal decimo al quarto secolo con l'annessione Romana. Questa collina e' sempre stata di proprieta' dei vari Re e reggenti. Qui e' nato Filippo d'Inghilterra ma qui ci sono anche le vestigia dell'antico palazzo che c'era quando Omero o chi per lui venne in questi luoghi e li descrisse come la residenza di Alcinoo. Lo Schliemann con in mano l'Odissea, cerco' riscontri che avvalorassero la sua ardita ipotesi e cioe' che Omero o chi per lui avesse cantato ispirandosi a luoghi e racconti dei luoghi veramente esistiti. Allora, vediamo insieme quali sono i passi che descrivono i luoghi di Corfu', che lui chiama Scheria, l'antica Korkyra, patria dei Feaci: L'intera descrizione del palazzo la trovate nel libro VII dal verso 78. Io la salto paro paro per andare al verso 129: "Vi sono due fonti: una si spande per tutto il giardino mentre l'altra scorre sotto la soglia verso l'alto palazzo e i cittadini attingono ad essa." Qui lo Schliemann cerca le due fonti piu' vicine ai ruderi ritrovati risalenti al decimo secolo, le trova e ne deduce che la fontana che la popolazione chiama "Fonte di Nausicaa" che si trova in riva al mare in localita' Kardaki siano i lavatoi dove Nausicaa si reca a lavare i suoi vestiti, e l'altra fonte li' vicino, scendendo da Analypsis siano le fonti dove il popolo attingeva l'acqua. Confortato anche dal fatto che davanti alla soglia del palazzo e' stato ritrovato un pozzo probabilmente collegato a questa fonte, gli ha fatto credere di avere trovato riscontro alla sua teoria, e cosi' e' partito. Per fortuna. Perche' se non prendeva questa toppa pazzesca, forse non avrebbe mai fatto il ritrovamento piu' importante della storia dell'Archeologia, dopo la tomba di Tutankamon. Ora pero', senza nulla voler togliere alla grandezza di Schliemann, mi sembra sia arrivata l'ora di fare un poco di chiarezza e poiche' la nostra bella isola e' visitata da archeologi di tutto il mondo, sarebbe bello che qualcuno approfittasse di qualche spedizione scientifica delle tante che ogni anno vengono a scavare, per rivedere criticamente questa faccenda riportando un poco d'ordine, prima che la speculazione edilizia cancelli definitivamente le ultime tracce delle vestigia del decimo e del nono secolo. Allora diciamo che se vuoi andar dal palazzo di Alcinoo alla fonte di Nausicaa devi percorrere in discesa un dolce pendio che porta al mare con un sentiero di trecento metri e non di piu'. Ma allora perche' i servi: "…trassero e armarono un carro con solide ruote e spinsero ed aggiogarono al carro le mule?" c'era bisogno di un carro per fare un percorso cosi' breve? E poi:"Dal talamo la fanciulla porto' i suoi splendidi panni e nel carro levigato la madre pose un canestro con ogni sorta di cibi in abbondanza. Vi pose saporite vivande e poi pose il vino." Questa descrizione presuppone che il viaggio sia almeno un poco piu' lungo dei trecento metri che separano il palazzo dalla fonte. Da li', se Nausicaa avesse avuto fame, avrebbe mandato qualcuno a prenderle un cesto per fare merenda! E poi Nausicaa arriva "…con le mule al fiume dove sono i lavatoi perenni e tanta acqua. Spinsero le mule a pascolare l'erba, lavarono i panni e li stesero dove finisce il fiume … in fila sulla riva del mare dove l'acqua soleva lavare di piu' la ghiaia sulla spiaggia." Quindi ci troviamo alla foce di un fiume dove lavare i panni e stenderli sui sassi in riva al mare. Il posto e' spazioso se permette rumorose gare tra le ancelle che lavano, alle mule di pascolare, e alle ragazze di giocare alla palla quando e' finito il lavoro.Ma questo spazio non c'e' e probabilmente non c'era nella localita' individuata dallo Schliemann. Se invece scendiamo dalla collina Reale fino al cancello principale di fronte alla cattedrale pre-romana sulla strada che conduce a Canoni, troveremo sulla sinistra gli scavi che da anni sta conducendo l'Universita' belga e americana con un ritrovamento che per il momento viene classificato come "Terme romane" che di qualsiasi cosa si tratti, presuppone una costruzione per invasare l'acqua che assomiglia alle varie costruzioni e acquedotti primitivi che servivano a convogliare nelle stagioni di copiose piogge, le acque dalla montagna fino alle fonti dove ancora oggi le persone del luogo vanno ad attingere l'acqua. Gli ultimi due ritrovamenti del settembre scorso, l'ultimo dei quali gia' inghiottito da un enorme condominio di cemento armato, sono stati datati quali "invasi o acquedotti del decimo e nono secolo" e portavano l'acqua nella valle paludosa dove oggi e' stato costruito l'aeroporto. La distanza giustificherebbe il carro con le mule, gli acquedotti avrebbero ragione di esistere vicino all'acqua dolce, e i panni potrebbero essere stesi sui sassi del mare. Da notare che questa localita' viene chiamata da Omero "potamoi" il fiume, il torrente. Attraversando la diga che unisce la chiesetta piu' fotografata di Corfu' all'altra sponda, si nota che il grumo di case che si vede la' in fondo, che non costituiscono nemmeno un paesino, sorgono in una localita' chiamata "Potamos". Un'ultima osservazione. Quando Nausicaa dopo aver fatto lavare ed ungere Ulisse, gli propone di andare a palazzo con lei, gli dice: "Finche' andiamo per la campagna e le colture degli uomini, cammina dietro le mule e il carro, insieme alle ancelle…" dopo di che Omero descrive l'ingresso nella citta' dei Feaci dove si nascondera' nel bosco da cui ascoltera' Atena che gli parlera' con la voce dell'airone. Ecco, solamente facendo questo secondo percorso si puo' passare in mezzo ai ruderi di un'antica citta' che finisce li' in basso alla tomba di Alcibiade, luogo dove probabilmente si estendeva la necropoli. E per una romantica combinazione ancora oggi, dal lato di Corifo' il luogo del bosco da dove Ulisse si nascose per aspettare l'imbrunire, nidificano ancora gli aironi. Allora, signori archeologi, affrettatevi a visitare Corfu', prima che la speculazione edilizia si mangi questa ultima possibilita' di datare con sicurezza i reperti e di stabilire la verita' storica della posizione della fontana di Nausicaa.
DE: IL PRAGMATISMO DEGLI ARCHEOLOGI
Approfittando di qualche giorno per spedire queste noticine, ho fatto leggere il tutto ad una mia cara amica archeologa, neo laureata in lingue antiche, in partenza per la Siria dove effettuera' scavi importanti. Viky, cosi' si chiama la mia dolcissima amica, dice che non e' compito dell'Archeologia elaborare teorie piu' o meno pindariche sull'esistenza o meno di riscontri storici. L'Archeologia, quella con l'A maiuscola, si limita a ritrovare reperti e a datarli. Poiche' sull'isola di Corfu' non si sono trovate vestigia del diciassettesimo secolo, ne consegue che in nessun contesto si puo' parlare del Palazzo di Alcinoo e la questione e' chiusa. Intanto, nel mio piccolo mi permetto di dissentire. Perche' non e' da oggi che archeologi sono andati a fare scavi con in mano l'Iliade, l'Eneide o addirittura la Bibbia, acchiappandoci, qualche volta. La seconda obiezione e' che vi sono testimonianze letterarie confortanti che teorizzano la presenza sull'isola di Omero o della sua scuola nel nono secolo prima di Cristo. Ora, se Omero o chi per lui ha visto un palazzo o le rovine di un palazzo e facendo correre la fantasia, si e' inventato un episodio epico accaduto settecento anni prima, e' plausibile. Perche' scartarlo a priori? Io a questo punto mi farei modestamente da parte aspettando qualche intervento autorevole tra gli amici di Gnomiz.
I libri di Enzo Mandruzzato: "Omero. Il poeta che racconta" Mondadori | "Piacere del latino" Mondadori | "Piacere della letteratura italiana" Mondadori | "Quinto non ammazzare" Marsilio E-Mail |
I Libri di Luciano De Cresscenzo editi dalla Mondadori : "Nessuno. L' Odissea raccontata ai lettori d'oggi" | "Storia della filosofia greca. I presocratici" | "Storia della filosofia greca Da Socrate in poi." | "Socrate" | "I grandi miti greci a fumetti." | "Elena, Elena, amore mio" | "Pantarei" | "Ordine e disordine" | "Il tempo e la felicità" | "Dubbio" | "Raffaele" | "Croce e delizia" | "Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo" | "Dialogoi. Dialoghi di Bellavista" | "Zio Cardellino" | "Così parlò Bellavista. Napoli, amore e libertà" | "Napoli di Bellavista"

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