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I Forum di Gnomiz
I Saggi di Gnomiz  

Il Gioco della Parola, della Memoria e dell'Invenzione

Rivisitare Keynes? di Achille Ardigò
Una rivisitazione della politica keynesiana? Con quali cambiamenti?-Titolo originale del saggio di Achille Ardigò pubblicato nel numero 5 della Rivista "Appunti di cultura e di politica".
Rapido e vasto e' stato il successo di opinione pubblica che ha premiato il cosiddetto piano Ciampi ( con consensi dall'on. D'Alema alla Confindustria a parte dei sindacati confederali .) Il patto proposto dal nostro grande ministro del Tesoro, per stimolare piu' investimenti produttivi e piu' occupazione in cambio di piu' flessibilita' nei rapporti di lavoro, mi colpisce perche' ha lasciato intravvedere una qualche rivisitazione aggiornata di politica keynesiana. Sulla necessita' di una tale ripresa keynesiana è anche intervenuto , in oggettiva sintonia con il ministro Ciampi, l'economista Modigliani. Di una tale ripresa si era, in precedenza, parlato al convegno di Camaldoli dei primi di luglio, promosso dalla rivista "Il Regno". Ne ha parlato in quella sede per primo il ben noto economista Pasinetti ed io ho rilanciato l'autorevole provocazione. Mi sono chiesto allora e mi chiedo oggi perché non sia stato il primo ministro Prodi a prendere l'iniziativa di una tale rivisitazione. Prodi, a differenza del suo maestro Andreatta , è rimasto in qualche modo fedele all'imprinting culturale della sua giovinezza di studioso. Credo lo abbia fermato la sua oculata prudenza rispetto al difficile snodo politico delle durezze bertinottiane. Ma deve averlo fermato, non so per quanto, anche l'effettiva difficolta' di comporre l'eventuale revival keynesiano con gli obblighi assunti e le conformita' richieste con il vittorioso ingresso nell'Europa dell'euro.Cio' soprattutto in un contesto economico mondiale carico di oscure minacce di recessione. Non possiamo dimenticare che l'ingresso nell' Europa di Maastricht riduce e ancor piu' ridurrà l'autonomia politica nazionale, non solo per gli aeroporti ma anche per le politiche sociali. E bene ha fatto il premier Prodi a lanciare con Blair la prospettiva dell'Ulivo internazionale , per comporre mercato e solidarieta'. Il patto di Ciampi, , tuttavia ,per quanto possa segnare un ritorno a quel limite del Keynesismo che era l'autoreferenzialita' nazionale stretta di quella politica economica , dovrà coinvolgere la politica dell'intero governo. Tali sono le condizioni attuali e quelle probabili prossime della inoccupazione e disoccupazione al Sud, e delle flessioni prevedibili nel commercio con l'estero, che non si puo' continuare ancora la severa e pur meritoria , politica di tagli al bilancio pubblico e di più pesanti prelievi fiscali e contributivi , che ci ha portati nell'euro. Senonche', l'attesa rivisitazione della politica keynesiana ha da avvenire con sostanziali punti di revisione del modello keynesiano. Nella sua "Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, del 1936, Keynes scriveva:" I controlli centrali necessari ad assicurare la piena occupazione richiederanno naturalmente una vasta estensione delle funzioni tradizionali di governo." ( 1 ) Da allora ad oggi l'estensione delle funzioni tradizionali di governo è stata massima specie in Italia e pero' non si e' rivelata sempre il toccasana di cui teorizzava il grande economista. Credo che una qualche concertazione tra gli attori attori maggiori della politica economica e sociale ( governo, imprenditori, sindacati, sistema di welfare e sistema finanziario, ma anche famiglie e associazioni di non profit ) dovrebbe essere sperimentata ora come alternativa al big government. Si tratta di affrontare, è vero, un non facile cambio di strumentazioni di politica economica e sociale, che implichi piu' flessibilita' sul mercato del lavoro e piu' disponibilita' degli imprenditori a combattere la sfiducia e la difesa passiva. Anche il governo, sebbene sempre meno big government, deve dare il suo contributo metodologico e di prassi al cambiamento. Rispetto al pur pregevole documento del febbraio 1997 , varato dalla "Commissione per l'analisi delle contabilità macroeconomiche della spesa sociale ", con ancora forti accenti centralistici , v'e' da segnalare che qualche pur timida svolta e' avvanuta , con l'orientamento ad un forte decentramento ai comuni e alle famiglie di risorse della nuova politica sociale del governo Prodi. Mi riferisco in primo luogo alla normativa antipauperistica del Governo Prodi introdotta , sia pure in via di prima sperimentazione , col d.lgv 237/98 n.237, del 18 giugno '98. Essa prevede un'azione di assistenza affidata ai sindaci e direttamente rivolta a fornire sostegno economico familiare attraverso la via del reddito minimo garantito. I 42 comuni entrati nel primo campionamento nazionale per l'attuazione del d/lgv 237/1998, possono distribuire - con loro responsabilita' decisionale ed anche con proprie integrazioni finanziarie - il Fondo nazionale per le politiche sociali , a persone e/o famiglie stabili residenti nei comuni prescelti , purchè famiglie con reddito inferiore a 500 mila lire pro capite e in situazioni di difficolta' e di rischio di essere emarginate . (2) Tali famiglie dovranno essere prive di patrimonio mobiliare e immobiliare (esclusa la casa in cui si abita). E' una linea di lotta alla poverta' che segna il ritorno al ruolo di un tempo dei comuni i quali erano gestori degli e.c.a. ( enti comunali di assistenza). La seconda normativa del governo Prodi, patrocinata dal ministro Livia Turco ma non ancora (al momento in cui scrivo) discussa in Consiglio dei ministri, consiste nientemente nel colmare il cronico vuoto italiano di una legge nazionale sull'assistenza. Varie opportunita' sono incluse in questo disegno di legge ; dalla deduzione di imposte per chi assiste in casa uno o piu' familiari non autosufficienti, all'assegnazione di buoni (voucher) con cui le famiglie posso acquistare a loro scelta servizi di assistenza anche da privati purchè accreditati. Si introduce, anche per l'assistenza socio-assistenziale, un sistema di programmazione simile a quello per l'assistenza sanitaria , ma con piu' flessibilita' verso le scelte delle famiglie e le offerte dei privati (3) Speriamo resti e sia più esplicita, nella normativa di tale progetto di legge per l'assistenza,quella apertura che il governo Prodi ha introdotto da varie parti e cioè di considerare non più solo o tanto l'individuo come il destinatario delle misure assistenziali ma anche ed in primis la famiglia da assumere,dove possibile, come nuovo attore sociale del welfare da rinnovare. E pero', anche nella prospettiva delle prossime elezioni comunali e' da pensare ad anticipare sperimentazioni concrete per poi rivedere la legislazione piu' recente in materia di enti locali. Ciò sia per favorire integrazioni multifunzionali sul territorio quanto alle politiche sociali pubbliche e private, sia per superare le tendenze all'iperspecializzazione e alla separazione tra sociale e sanitario, e tra professionale e volontario a livello dei servizi sociali di base.
1) J.M. Keynes, "Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta", ed. It. UTET, Torino, 1978; v. p. 550
2) In "Diga dei sindacati contro la povertà", Il Sole 24 ore 11 agosto 1998
3) Cfr. Assistenza via alla riforma: bonus per i servizi sociali, in "La Repubblica", 8 maggio 1998. Cfr. anche Assistenza, rinviato l’esame al Consiglio dei ministri, in "L’Unità", 8 maggio 1998
Per la bibliografia su Achile Ardigò vedere Pagina 68 di questo stesso Forum.

Il Giallo e il Nero di Aldo Vincent
Perche' ho scritto un altro romanzo con delitto. Intanto perche' mi piace. Poi perche' credo che il genere poliziesco sia ingiustamente relegato fra la letteratura minore mentre rappresenta, in questa societa' asettica dove ci e' stata tolta qualsiasi emozione animale, uno dei piu' solidi miti moderni. Perche' se uccidere per procacciarci il cibo e' ormai prevalentemente delegato al macellaio, e se uccidere come sopraffazione dell'altro e' stato delegato al soldato, se alcuni Stati praticano la vendetta con la pena di morte, in nome della comunita', ecco che il sogno di profanare l'antico tabu' dell'omicidio, raggiunge l'acme dell'azione liberatoria. Detto questo, occorre dire pero' che limitare il racconto strettamente all' omicidio ne diminuisca la forza tragica, perche' credo che per superare il tabu' del sangue, occorra un movente che corra all'indietro per tutta la vita dell'assassino, ed e' da li' che io comincio. Altrimenti tutto e' commedia sofisticata che allora va trattata con un altro registro narrativo, come il seguente racconto che vuole racchiudere in una commedia di dieci minuti, TUTTI i moventi e TUTTE le combinazioni del giallo moderno. Buona lettura. Ah, dimenticavo. A chi me ne fara' richiesta spediro' uno zip col mio nuovo romanzo con delitto. Ciao Aldo ULTIMISSIME Le notizie viste dal didietro!
NATALE GIALLO
Commedia da dieci minuti in un interno
E' la vigilia di Natale. Deborah sta dando gli ultimi ritocchi alla tavola imbandita per la cena mentre Norman sta finendo di profumarsi davanti allo specchio del bagno dopo aver indossato lo smoking. Debora appoggia il pacchetto infiochettatto sulla tavola nel posto di Norman, poi lo raggiunge per dargli un bacio. Vengono interrotti dal suono del campanello: Il campanello? - chiede stupito Norman -Vado io - dice Deborah e si avvia ad aprire. Sulla porta c'e' Sam con un impermeabile alla Bogart: -Ciao, devo vedere Norman- -Entra- gli fa Deborah e si avviano verso la cucina mentre Norman viene avanti e ascolta i due in cucina: - E' un Dom Perignon del '69 - sente dire da Sam - Ci stai viziando - gli risponde Deborah ridendo. Sam si gira e vede Norman sulla soglia della cucina: - Ciao - dice facendosi serio - Ciao Sam - risponde distrattamente Norman guardando la tavola imbandita - Chi vuole un aperitivo? - chiede allegra Deborah avvicinandosi ai due Sam toglie dall'impermeabile un libro contabile e guarda fisso Norman negli occhi: -Credevi che non me ne fossi accorto? - Norman strizza l'occhio a Deborah e le fa cenno di allontanarsi: -Portaci un aperitivo - le dice mentre Sam lo incalza: - Hai falsificato i registri. Hai approfittato della situazione da quando Phillips e' morto… - Norman e' conciliante: -Andiamo, Sam. E' Natale! - apre il pacchetto sulla tavola e mostra a Sam il pugnale che c'e' dentro: - Ti piace? E' il regalo di Deborah - e cosi' dicendo passa a Sam il pugnale. Sam lo toglie dalla scatola, lo guarda e commenta: - Interessante, ma voglio le tue dimissioni e i soldi, altrimenti ti denuncio! - Deborah interrompe gli aperitivi e li ascolta attenta. Norman estrae la pistola: -Non dovevi dirlo! - sibila -Non fare l'idiota! - gli dice Sam. Deborah grida e Norman spara. Sam scivola a terra senza un gemito. Norman si avvicina a Deborah e le sussurra: -Mi dispiace, ma non avevo altra scelta. Era in gioco il nostro futuro! Lei si tocca il cuore in visibile affanno e Norman lo nota: -Mi dispiace per il tuo cuore, ma non potevo avvertirti - mesce un liquore in un bicchiere e glie lo fa bere. Lei: - E la polizia? - Lui: - Ci sono le sue impronte sul pugnale. Diremo che e' stata legittima difesa e che lui voleva ucciderci perche' avevamo scoperto che rubava. Sam si muove un poco a terra e Norman si avvicina. Deborah si passa una mano sul cuore: -E' morto? - chiede. Norman si inchina verso Sam che con uno scatto agguanta Norman per la giacca: -Non credo proprio! - dice e infila il lungo pugnale nello stomaco di Norman piu' volte, poi si raddrizza e si avvicina minacciosamente a Deborah brandendolo minacciosamente. Debora indietreggia atterrita: - Sam! Io non c'entro con tutta questa storia! - dice arretrando e rovesciando oggetti dietro di lei: - -Sam, io non ho visto niente! - lui continua ad avvicinarsi brandendo minacciosamente il pugnale: - Scappa, Sam. Non diro' nulla! - grida e in un estremo tentativo, gli butta addosso la lampada e quando e' contro il muro, atterrita implora: - Ti prego, Sam! Mi sento male! - Sam ride perverso: - -E allora Sam ti fara' la bua! - Deborah boccheggia poi colpita da infarto cade a terra esanime mentre Sam si guarda il pugnale e sorride. Si alza Norman con la camicia tutta sporca di sangue e si avvicina a Sam: -Complimenti! Un infarto perfetto! -dice guardando la moglie a terra - Cosi' avremo i soldi dell'assicurazione e l'eredita'! - e intanto si toglie la bustina di plastica col sangue sintetico che gli aveva macchiato la camicia. Sam: - Temevo che il suo cuore resistesse - Norman: - Pessimista. - gli dice dandogli un bacio sulla bocca - Vuoi un po' di champagne? - gli chiede avviandosi verso la cucina. -c'e' la mia bottiglia di la' - gli dice Sam mentre Norman passando dalla tavola imbandita si prende una oliva e gli dice: -Mmmm, prendine una, e' deliziosa! - Sam si toglie l'impermeabile e va alla tavola: -Buona davvero! Dovremmo chiamare la polizia, non credi? - assaggia l'oliva che trova ottima: -Mmmm, e denunciare subito il decesso - dice a Norman che di spalle sta aprendo la bottiglia di Champagne: -Si, ma dovresti pelare prima una cipolla - -Come? - Norman ride: - per riuscire a piangere! - si gira e vede Doborah che dalla porta gli punta una grossa pistola in faccia: -Ma sei viva - le dice fintamente sollevato -Risparmiami la commedia - gli sibila, dura, lei - Sam mi ha detto tutto: non riuscivo a crederci! - Norman: - Allora eravate d'accordo! - Compare Sam da dietro Deborah e la bacia sul collo: - E non solo su quello! - lei fa scorrere il carrello della pistola: - Questi colpi, invece sono veri! - E Norman: - -Ma vi accuseranno! - - Si, certo, se usassimo la pistola - disse calmo Sam - ma non sarebbe una cosa degna di te! - e mette in bella mostra il boccettino del veleno sul tavolo della cucina: - Lo Champagne non era una buona annata! - dice Sam ridendo mentre Norman guarda atterrito la boccetta - ti restano cinque secondi - e Norman scivola a terra avvelenato. Deborah gli va vicino e lo tocca con un piede: - Ah e' finita, finalmente sola! - dice convinta - Finalmente soli, vorrai dire - gli sussurra Sam - No, sola. L'oliva che hai mangiato era al cianuro e non ti rimane molto tempo ormai! Sam strabuzza gli occhi e le mormora: - Vigliacca mi hai tradito con tuo marito - e cade a terra stecchito. Deborah aiuta il marito ad alzarsi e gli dice: - Lo sapevo che era un traditore, e' per questo che mi sono alleata con te! - - E hai fatto male - le dice Norman - perche' il cordiale che ti ho dato per il cuore altro non e' che un lentissimo veleno che ti togliera' di mezzo. La societa' e' mia e la gestiro' da solo! Addio - Deborah, stupita si porta una mano alla gola e cade riversa sulla poltrona. Sam si rialza e dice a Norman: - Bel colpo! Adesso saro' l'unico amministratore della Societa' perche' ho convinto Deborah a cambiare il veleno delle olive. Quella verde che ho mangiato io era innocua, ma la tua oliva nera era mortale! - Norman cade a terra avvelenato mentre Sam aiuta Deborah ad alzarsi dalla poltrona e la stringe a se: -E' tutto finito, cara - dice Sam -Oh, mio adorato! - dice lei romantica - Finalmente! E' il momento tanto atteso! - Deborah gli punta la pistola in faccia e gli dice: - E' il momento tanto atteso ma solo da te! Vendichero' mio marito e saro' sola nella societa'! Addio - Ma Sam, lesto, tira il filo della lampada e la stanza sprofonda nel buio. Sam tenta di scappare ma giunto quasi sulla porta mette il piede sull'interruttore e accende accidentalmente una lampada che lo fa stagliare in silouhette contro la parete dove Deborah lo colpisce come al tirassegno. Cadendo, Sam si trascina la lampada e la stanza resta completamente al buio. Al buio Deborah si avvicina al corpo di Sam e ne accerta il decesso: - Legittima difesa, espressione magnifica! - dice ricaricando il revolver. Si accende una lampada che illumina il volto di Norman: - Direi meglio: omicidio colposo - - Ma tu, non sei…- - No, mia cara! Vi sospettavo gia' da tempo e ho preso le mie precauzioni - Lei alle spalle gli punta la pistola. Norman non ci fa caso e continua: - La casa sara' piu' vuota con te in prigione - lei spara a vuoto e Norman si gira dicendo: - Oh, povera cara! Hai finito le pallottole? - Prende il pugnale dal tavolo: - -E' meglio che muoia anche tu: penseranno che vi siete uccisi a vicenda. Tutte queste menzogne, tutti questi tradimenti: Non dovevi farlo! - e le lancia il coltello che la colpisce nel petto. Lei stramazza al suolo vicino a Sam che gli dice: - Bel tiro! Ho visto tutto! Quando sarai in galera, dirigero' io la compagnia! - Norman: - Vigliacco! Hai fatto in modo che uccidessi la mia Deborah per prenderti tutta la societa'! - Sam: Nulla di personale, amico mio. Si tratta solo di business - Mentre parla Deborah si alza col coltello nella pancia, se lo leva e dice: -Norman aveva ragione, mi hai usata per i tuoi sporchi scopi! - poi rivolta a Norman: - Potrai mai perdonarmi, caro? - lui l'accarezza mentre Sam tenta di scappar via ma Norman prende la pistola dalla cintola e lo fulmina da lontano. Deborah: - Finalmente e' tutto finito. Abbracciami! - e se lo porta, baciandolo, verso la tavola imbandita da dove prende lo spezzaghiaccio e pugnala Norman alle spalle. Lui cade bocconi e lei, toccandolo con un piede: - Saro' io a dirigere la societa'! - Il sorriso si trasforma in una smorfia: si tocca il collo e si toglie una minuscola freccia che le ha tirato Sam: - Curaro. Un veleno letale dell'Amazzonia! Ti paralizzera' i muscoli e anche il cuore! E cosa dira' il referto? Infarto! - lei cade stecchita. Sam continua: - Una causa di morte decisamente plausibile, e comune, visto che e' successo anche a Phillips, l'amministratore, due mesi fa. Ho usato la stessa freccia - Sam adesso e' vicino a Deborah esanime quando Norman si alza con lo spezza ghiaccio tra le scapole e grida: - Grazie, Sam. Era quello che volevamo sentirti dire! Lo sapevamo gia' ma ci mancavano le prove! - Norman apre un'armadio da cui esce l'ispettore, un poliziotto, un fotoreporter e un'infermiera. Norman: - Credo possa bastare, signor commissario. Arrestatelo! - Il poliziotto ammanetta Sam Il fotoreporter lo fotografa ma Sam si copre il viso e il poliziotto porta via Sam passando davanti all'infermiera che medica Deborah che le sta dicendo: - Mi ero vaccinata! - Il Commissario fa per uscire dicendo: -Grazie, Norman, grazie Deborah, - poi si avvia verso il proscenio: -E grazie anche a voi, grazioso pubblico che siete venuto questa sera, a passare la vigilia di Natale a Teatro per vedere che il delitto non paga. Buon Natale a tutti, e fate attenzione al rientro a guidare ben saobri! - Essce di scena mentre Norman e Deborah si baciano. Applausi. 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