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Parola - Memoria - Invenzione

 

Risolto il mistero di Zelt Kleinemund? di Annacarla Albertini
Cari Videum, ho il piacere di ritrovare molti di voi con il pericoloso vizio dell’arte e solo alcuni mortificati dalla difficoltà di reperire notizie in merito al misterioso autore del pregevole tomo "Honi soit qui mal y pense" (mi scusino gli alemanni per i capolettera minuscoli). Se poco posso aggiungere alle colte discussioni sulla pittura e sul senso del ‘900, potrei però forse cercare di alleggerire l’animo turbato di quanti si interrogano sulle origini del misterioso scrittore. Zelt-Kleinemund è mio cognato, se si può considerare cognato chi sposò, con nozze morganatiche, una figlia di terzo letto di mio padre. Come brillantemente ha dedotto il Signor Giuseppe Pini ( Pagina170 del Forum), Zelt-Kleinemund è solo un nome de plume che deriva dai ricordi di infanzia di questo mio congiunto non consanguineo, il quale, fino all’età puberale, veniva affettuosamente chiamato "piccolo-monello-perditempo-che-il-mondo-ti-ringrazi-per-la-tua-impudenza". Non stupisca la lunghezza del soprannome, ma l’autore di "Honi soit qui mal y pense" vanta origine pellirosse da parte di madre, conosciuta, oltre che con il nome di Giulia Maria, anche come "Anatra che si congiunge gioiosamente". Spero che queste scarse note rafforzino il convincimento dei Videum sull’ineludibile necessità di leggere il testo in questione. Libro che sarà mia cura cercare al più presto nella più vicina Feltrinelli. Che la Rete vi conservi. Annacarla Albertini
P.S: Ho notato che anche la prestigiosa trasmissione radiofonica "Lampi" è stata stimolata ad approfondire la questione. Sono certa che i curatori del programma risponderanno celermente, non fosse altro per evitare un ossimoro troppo facile.
Ben tornata Annacarla, questo forum ha bisogno dei suoi lumi come Zelt Kleinemund di un più vasto pubblico.
Alcuni interventi di Annacarla Albertini leggibili su Gnomiz:
Alice.it - Colti in flagranza di Cultura, Il nanetto in Home Page, Ligabue mi fa Sesso.

Per Pini e Rigacci di Grazia Colombo
Gentili Signori Pini e Rigacci, mentre Granetto, per natura più coscienzioso di un filologo, effettua serie ricerche sul poco letto ma ormai quasi famoso "Honi soit qui mal y pense", interrogando nel contempo assidui frequentatori delle Giubbe Rosse fiorentine, mi trovo nella condizione di chiedervi una cortesia: continuate ad illudermi per favore....! Ditemi che avete trovato il tempo e la fantasia per costruire, parafrasando Eco, il romanzo del giorno dopo. Se è così, siete grandi! Grandi e adorabili. Avrete per sempre tutta la mia incondizionata e imperitura ammirazione. Se invece, molto più prosaicamente, il romanzo esiste e così anche il suo autore dal nome che sa di Goethe Institut-corso base, aspetto per fax o per e-mail (e con tempi non sospetti) fotocopia del frontespizio, della quarta di copertina e di un paio di pagine a vostra scelta di questo inebriante inno alla femminilità risolta. In deliziosa attesa di vostre notizie. Grazia Colombo
Alcuni interventi di Grazia Colombo leggibili su Gnomiz: Honi soit qui mal y pense!, Specchio specchio delle mie brame...., Un mese di Proverbi, Silenzio innocente o Silenzio fetente?

Per Annacarla Albertini e Grazia Colombo di Mauro Rigacci
Egr Sig Granetto, Mi riferisco agli interventi sul Forum delle Signore in oggetto e mi scuso per appoggirmi alla sua e-mail al solo scopo di rispondere alla Signora Annacarla Albertini ed alla Signora Grazia Colombo. A quest'ultima, per la verità, avevo già intenzione di rivogermi per via del suo precedente articolo intitolato "Honi soit qui mal y pense". Non sapevo però (e non so tuttora) come trovare la di Lei e-mail: sa, non sono tanto pratico di computers, sarà forse l'età... Comunque, la mia richiesta alla Signora Colombo era quella di domandarLe umilmente una spiagazione del suo articolo HSQMYP, perchè, in tutta onestà, non ci avrei capito un respice. Niente di niente, tantevvero che avevo pensato ad una coincidenza e che l'articolo non c'entrasse nulla col libro. Vedo poi l'intervento sul Forum che mi ha tolto definitivamente l'idea della coincidenza, senza peraltro aiutarmi per nulla. Anche perchè credo che al Goethe Institut - corso base - si insegni già che essendo Mund di genere maschile, la declinazione sarebbe kleiner Mund e non kleine Mund. Scarto quindi anche il Goethe Institut ed il buio si fa ancora più nero per via dei tempi non sospetti con cui inviare fotocopia del frontespizio/quarta di copertina/paio di pagine. Che vuol dire? Io non ho e non so usare uno scanner. Posso allegare ad una e-mail quello che qualche amico compiacente mi scannerizzerà? Non Vi prenderò troppo spazio? Più comprensibile e bellino ho trovato l'intervento della Signora Annacarla Albertini la cui arguzia, pur apprezzabile, non cambia di molto le cose. Sig Granetto, nel ringraziarLa della Sua pazienza Le sarei grato, se non potrà inoltrare questa mia alle Signore in questione, mi comunicasse come posso fare a trovare le loro e-mail. Cordialmente Mauro Rigacci
Ho fatto avere la sua e-mail alle interessate. Grazia Colombo è con me la responsabile del sito e pertanto qualsiasi messaggio a lei destinato può essere spedito per e-mail a Latoside@micronet.it , o per posta a Granetto Editore Milano 20154 Via Messina, 20. L'articolo "Honi soit qui mal y pense" fu scritto da Grazia Colombo molti mesi fa come "editoriale" e non ha quindi nessuna "attinenza" con il "caso" Zelt-Kleinemund. (Luigi Granetto)


Risposta a Pattarino di Marcello Alessio
Caro Pattarino, la differenza sta nel fatto che la nostra legge sulla cittadinanza prevede che la medesima (coi connessi diritti, fra cui il voto) si trasmetta da una generazione all'altra anche in assenza di registrazione anagrafica: questa però può essere richiesta "ora per allora" da qualunque discendente che voglia fare l'accertamento. Senza dubbio vi è molto di irrazionale, in questo come in tanti altri aspetti del nostro ordinamento giuridico, ma per liberarsi da queste irrazionalità non si possono fare "salti", bisogna andare per ordine e individuare tutti i passaggi necessari. Questo non si chiama dialettica, nè disquisizione, nè masturbazione mentale, ma sano e modesto lavoro di tecnica normativa e amministrativa. Ad ogni modo, il sistema spagnolo di chiedere una specifica manifestazione di volontà a chi voglia votare - una volta per tutte? e depennare tutti coloro che non la esprimano - forse pone qualche problema di carattere costituzionale, ma certamente per noi sarebbe ancora più benemerito, dato che gli italiani all'estero sono molti di più, più sparsi e in genere più mobili che gli spagnoli. Cordialmente
M. Alessio L'intervento di Pattarino si può leggere alla pagina precedente di questo stesso Forum.

Astronautica mercantile di Adriano Autino
Vi anticipo che Tecnologie di Frontiera , insieme al gruppo della Greater Earth, sta lavorando ad un progetto politico, un programma finalizzato a favorire lo sviluppo di un'Astronautica Mercantile, motore economico molto piu' potente, rispetto ai palliativi riproposti dall'attuale leadership mondiale (telecomunicazioni ed entertainment) nello sconfortante quadro della sostenibilita' in un mondo chiuso. Forse non faremo a tempo ad entrare nel dibattito per le elezioni europee (posto che un tale dibattito esista e che vi sia spazio _anche_ per le idee) ma entro l'anno certamente renderemo pubblico il nostro programma. Interessanti anticipazioni sono in corso da parte dei nostri colleghi inglesi della Space Age Associates, che stanno entrando nella discussione del parlamento inglese, a proposito della politica spaziale UK. Di questo daremo notizie piu' dettagliate nel prossimo numero di TdF. Un'altra notizia interessante, passata recentemente sui giornali, e' quella della lista per le elezioni europee formata da Jean-Loup Chretien e Luc Montagnier, una lista di ricercatori umanisti, che testimonia la correttezza di una delle nostre intuizioni, che gli scienziati (e la Space Community in particolare) abbiano un ruolo politico di prim'ordine nell'attuale periodo storico. Ho cercato qualche riferimento in internet, ma senza successo. TdF intende prendere contatto con tale lista. Chiunque sia a conoscenza di un indirizzo o un riferimento mi farebbe un grande favore comunicandomelo.
Sul nuovo numero di TdF troverete: - un articolo di Roger Launius, Capo Storico della NASA, che fa il punto sulla svolta nelle attivita' spaziali rappresentata dall'inizio della costruzione della ISS; - un articolo di informazione di Michael Martin Smith, con cenni storici sulla spedizione del Mayflower dei Padri Pellegrini, sul viaggio orbitale privato cui Michael stesso prendera' parte; - il "Manifesto degli Emigranti Spaziali", che Marco Bernasconi ha estratto per noi da un romanzo di fantascienza, molto interessante per le concezioni dei diritti umani e della liberta' in esso contenuti; - una breve illustrazione dell'Astronismo (o Evoluzionismo Astronautico), una teoria cosmogonica elaborata da Stephen Ashworth (Space Age Associates), che tenta una connessione logica dello sviluppo dell'universo, dal caos primigenio alla vita intelligente.
La frequenza di TdF sembra orientarsi (pur con tutta la nostra buona volonta') piu' sui due mesi che sul mese a suo tempo indicato come obiettivo. Ma questo non mi sembra un gran problema: molto meglio uscire quando si ha del buon materiale che non rispettare a tutti i costi una frequenza (come succede spesso con le riviste di carta) riempiendo lo spazio purchessia.



Seminario: "L'uomo Nuovo" a cura della fondazione Mazzucconi
La Fondazione Vittorio Mazzucconi apre un Workshop interdisciplinare di studio, dedicato al progetto della CITTDELLA DELLA CULTURA: una riflessione sui problemi del mondo contemporaneo, sull'arte, la cultura, la città, che si concreta in un'iniziativa di grande respiro per Milano, portatrice del suo rilancio e di una speranza per i giovani. La Cittadella è un manifesto culturale, ma anche un progetto per la realizzazione, nella zona del Castello Sforzesco, di un grande Centro Internazionale di Cultura e Museo di Arte Contemporanea, paragonabile al Beaubourg di Parigi. Il Workshop è articolato in: - Concorsi Internazionali di Architettura e Arti Visive - Seminario sul tema: L'UOMO NUOVO, "arte in cantiere per il prossimo millennio" - Corsi di insegnamento Lingue del Workshop: italiano e inglese. Potete trovare il manifesto-programma sul web: Fondazione Vittorio Mazzucconi sede Via Andrea Ponti 1, galleria-museo Via Lodovico il Moro 1, 20143 Milano tel +39 02 8910251 Fax +39 02 89125825


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