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Szemann:
(direttore della Biennale) da alle cose
un ordine apparente per aumentare il disordine
fondamentale
Luther
Blissett: quando la cultura in blue jeans ci
riduce on the road
Enzo Cucchi: il riflesso da una
mancanza di leggerezza dalla quale si è
sottratto, una presenza per "contrasto"
che non sa dimenticarsi.
Valter Veltroni: fa di tutto per
farsi stimare per ciò che non riuscirà mai a
essere
Arte e
solitudine di
Elio Copetti
E'inutile che faccia finta di non accorgermi che la tua, diciamo
così, cultura sorpassa di mille cubiti la mia, soprattutto per
quanto riguarda la sua "integrazione". Una cosa che mi
ha insegnato lo studio della matematica superiore (materia che
richiede, come la musica, un talento particolare di cui ero
sprovvisto) è la differenza tra un concetto posseduto ed uno
appena afferrato. Al solo scopo di semplificare i rapporti con me
stesso, non fingo mai il primo caso quando ho solo il secondo.
Laddove tu vedi forze, colpe, alternative, io vedo solo caos e
turbolenza. Le "equazioni differenziali" che ti
consentono di costruirti un modello di quella turbolenza a me
sono, almeno per il momento, precluse. Guardo con ammirazione
alle tue analisi ma non sono in grado di verificarle e farle mie.
In fondo già quando usavo la maschera di "Lucas
Lucatero" (magnifico personaggio di un racconto di Rulfo)
per liberarmi di contenuti per me particolarmente controversi e
incandescenti, mi sembrava che tu facessi alquanto al gatto col
topo, senza prendere molto sul serio quelle considerazioni. Le
tue risposte spostavano il piano del discorso, lo portavano su
fino alle nuvole, e io restavo a guardar su a bocca aperta, ma
senza riuscire a seguirti. Quindi, come Lucatero, sono rimasto
ancora al dubbio se il mondo dell'arte, inteso nella sua
globalità, abbia carte vere in mano o bleffi, si autoilluda o
sia un semplice terreno di contesa sociale. Nel frattempo ho
cercato di vedere cosa avesse in mano la semiotica (ricavandone
in cambio un paio di bei concetti) ma per quanto riguarda la
comprensione del piano sociale, direi di avere gettato la spugna.
Posso credere a singoli artisti e a singole opere, non
all'Arte come impresa sociale. Mi trovo poi nella
curiosa condizione di cercare di entrare in un mondo che in
qualche modo disprezzo. Quando ero Lucatero ero un poco più
frustrato che adesso e mi incazzavo davvero nel vedere
l'esaltazione di certe nullità e l'assoluta indifferenza a
quanto facevo. Non che volessi sostituirmi a quelle nullità
(rabbrividivo al pensiero che si potessero scrivere su di me le
cose che si scrivevano su di loro) ma auspicavo un maggiore
rispetto per i valori, per il talento, per l'autenticità. Ora ho
capito quanto la mia visione incentrata sul rispetto del talento
(quella che si chiede perché mai faccia il pittore uno che non
sa nemmeno disegnare decentemente un gatto, se glielo richiedono)
fosse ingenua, se inserita nelle "dinamiche moderne".
Una visione facilmente ridicolizzabile da parte di marpioni che
l'uso sofisticato del linguaggio rende inafferrabili. Per uno che
abbia studiato la matematica e la fisica a livello universitario,
i fatti riportati in "Imposture intellettuali" di Sokal
e socio, sono gravissime oltre che ridicole, e gettano sui loro
autori una irrevocabile macchia di disonestà intellettuale.
Ebbene i marpioni dell'altra sponda avranno sempre l'abilità di
dire che "Sokal è come uno che va a correggere gli errori
di ortografia nelle lettere d'amore". Insomma staccandosi
dalle "scienze esatte" la verità (seppure largamente
approssimata) va completamente a farsi benedire e questo altro
mondo di suggestioni senza controllo adoperate per i fini più
spregevoli (il successo, i soldi) non mi attrae, richiede
abilità che mi fanno ribrezzo. E' una balla che l'arte
sia un fenomeno essenzialmente sociale, l'arte riguarda prima di
tutto l'uso che fa l'artista della propria solitudine.
Tutti questi artisti adattati e inseriti nei circuiti del mercato
e della storia sono per me inesistenti quanto Darko
Maver.Tornando a me, la frustrazione è ormai temperata
dall'ironia e dalla considerazione che tutto sommato anche il mio
talento non è gran che se mi paragono ad un qualsiasi pittore
dei secoli d'oro. In qualche modo sto anche io cercando di
passare dalla breccia aperta dai vari Picasso & Co., e se
pittori più piccoli di me mi superano agili, passandomi fra le
gambe, chissà a quanti altri, senza saperlo, finirò per fare io
la stessa cosa. In fondo sotto sotto spero di staccare anch'io un
biglietto vincente. Ma sono preparato anche a qualsiasi scacco
perché in ogni caso questo non riguarderà la mia arte, ma solo
il suo utilizzo sociale. Ed è la prima a starmi veramente a
cuore, anche se il secondo mi consentirebbe di dedicare alla
prima una quota maggiore del mio tempo, cosa forse indispensabile
al raggiungimento di qualcosa di veramente buono.Se ti interessa
vedere quanto semplici siano le mie concezione sull'arte, ormai
del tutto staccate dalla storia dell'arte e ripiegate in una
visione assolutamente personale, puoi dare un'occhiata a quanto
dico nell'ultima parte di questa pagina, finalmente partorita: In fondo
le pose, anche se eseguite a fin di bene, dopo un po' vengono
insopportabilmente a noia ed è molto più salutare mostrarsi per
quel che si è.
Il sito di Elio Copetti a Pagina137 un precedente intervento con una sua
opera
Lucatero, Lucas: Per Rella e Granetto,
Leggendo Granetto, Disinteresse per l'arte,
Lodolandia narcisistica, Franco Rella e l'enigma di Warhol,
Risposta a Biava su Lodola, Un paio di considerazioni
discutibili, Solo
un'impressione
Non
vedo contraddizioni fra arte intimista e arte sociale ma solo
complementarità. La prima, per elaborare esperienze del
subconscio con qualche peso, ha bisogno di apprendere dalla
cultura, la seconda, per arricchire i suoi valori di condivisione
ha bisogno delle esperienze individuali. Più sono limitati i
valori di condivisione che creano una civiltà più sarà
difficile selezionare informazioni che servano a qualcosa. Se
Borromini fosse rimasto in Svizzera a condividere con quegli
onesti valligiani la cultura dei formaggi e dei tetti spioventi,
difficilmente avrebbe fornito, al suo geniale subconscio, i mezzi
necessari per inventarsi S.Agnese a piazza Navona. Negli ultimi
due secoli i forti contrasti fra classi sociali, gruppi di
potere, ideologie filosofiche e religiose hanno sottratto
all'area della condivisione molti valori, riuscendo solo in parte
ad inventarsene dei nuovi. Inoltre pochissime idee sono state
capaci di resistere per più di una generazione, a incominciare
da quella di libertà, disillusa da Napoleone, schiacciata dal
marxismo e vanificata dalle leggi dell'odierno mercato. E' mia
opinione che in questo apparente caos, che piace tanto a Cacciari
e ai suoi modaioli nichilisti, vi siano due scheletri che abbiamo
il dovere di riesumare. Il primo è ammettere che nessuna
aristocrazia borghese o socialista è riuscita, in termini di
civiltà, ad eguagliare le aristocrazie che si affermarono prima
della rivoluzione francese, da quella etica di San Francesco a
quella umanistica di Giulio II . Il secondo è che un
aristocrazia può dirsi veramente tale solo se sa farsi
riconoscere, amare e rispettare. La supremazia artistica della
grande cinematografia americana dipende dal fatto che anche il
più umile degli attori di quel paese ha degli straordinari
modelli da imitare e forse un giorno da superare. Per ritornare
alla pittura sono certo che l'area di condivisione, che
sovrintende la capacità di comprendere e di reinventare i grandi
maestri, si stia allargando mentre avverto una lenta e
inesorabile rovina di tutto ciò che era morto prima di nascere.
Quando penso che non siano molte le opere del 900' che possano
competere con quelle create negli altri secoli, è perché
pochissimi artisti del 900' hanno saputo rispettare i valori
creati prima di loro. Per il futuro dobbiamo metterci nelle
condizioni di fare quello che non riuscì a Picasso: creare un
accordo fra innovazione e sapienza pittorica. Se il più geniale
artista del 900' avesse compreso di Velazquez, oltre la
concettualità anche la materia pittorica, avrebbe creato una
scuola degna di essere imitata. Infondo la materia pittorica di
Velazquez è quella di Tiziano con più tensione e più pensiero.
In quanto ai critici la loro funzione è riguardevole: non è
facile apprezzare gli artisti che verranno dimenticati dando la
possibilità agli altri di diventare famosi. Il loro lavoro è
utile per gli investitori che amano i tempi stretti della borsa e
per i collezionisti che conoscono l'arte di evitarli. Navigare
senza tale zavorra è disagevole: la loro presenza evita i
naufragi e scaccia le mosche.. (Luigi Granetto)
Granetto:
sulla beffa Darko Maver- Risposta
a Vallora, Risposta
a Luther Blisset, Risposta
ad Antonio Caronia Altri scritti sull'arte: La
farsa dell'Arte del Sequestro, César:Oltre il Passatismo della
Contemporaneità, Futurismo
a Milano: un caso di decadenza, La fine del Futuro, Man Ray: libertà vo' cercando, Alberto Burri, Balla, De Chirico e De Dominicis, Adolf Wölfli e Armodio, Artefiera'99: Assenza e
lateralità, Ruscha, Dorazio e Tribaltech, Le Cancellature di Lichtenstein, Quando
l'arte vince la morte, Luzzati interpreta Alice, Arte a Milano
Giubileum
di
Aldo
Certo di farvi cosa gradita ho raccolto qua e la in giro
per il Web tutte le frasi latine che potrebbero tornare utili in
occasione del Giubileo e ne ho fatto un piccolo manuale che, sono
certo, porterete sempre con voi, in ogni occasione. Al Ristorante
un piatto di spaghetti alla puttanesca: lancem funiculorum modo
meretricio coctorum; una porzione di strozzapreti: partem pastae
presbyterostrangulatoriae; delle penne all'arrabbiata: plumas
quasdam furenti; Un pollo alla diavola: pullum gallinaceum
daemoniacum; un tiramisu: sursumtractorem. Avvisi e
Inserzioni: ORATVR NE LINTEOLA EXSORBENTIA INTRA
LATRTNAM CONICIANTVR. Si prega di non gettare assorbenti nel
dispositivo igienico. PRAESENTES LONGELOCVTO AD IVCVNDUM
MOLLEMQVE SERMONEM CONFERENDUM PVELLAE FERVIDAE, PVLCHERRIMAE,
INVERECVNDAE! FLORES PRAVITATIS MIRABILES PRAETERQVE MODVM
IMPVDICI! NE FAC VT SOMNIA TVA MADIDA ETIAMNVNC EXSPECTENT! In
linea dal vivo, per conversazioni piacevoli e sensuali, calde
ragazze splendide e spudorate Splendidi fiori del male,
disinibite oltre ogni limite Non fare ancora attendere i tuoi
sogni bagnati! SI HOC SIGVUM LEGERE POTES, OPERIS BONI IN
ALACRIBUS ET FRUCTVOSIS LATINIS REBVUS POTIRI POTES ! Se sei
Capace di leggere questo annuncio, puoi ottenere un ottimo
impiego nel fantastico ricchissimo mondo del latino ! (Tratti da
"Il Latino per tutte le occasioni" Manuale di
conversazione per l'uomo d'oggi di Piero della Gherardesca - Ed.
Sonzogno) Qualche proverbio: IN GUBIO CONTRA
REUM Se vai a Gubbio contrarrai i reumatismi UBI MAIOR MINOR
CESSAT Il maggiore Ubi si e inculato un sottoposto nel
cesso
CAVE AB CAVE AB HOMINE UNIUS LIBRI OMINE UNIUS LIBRI Un uomo
e libero di mettere le mine nelle cave cave IN HOC SIGNO
VINCES Nellocchio del signor Vincenzo FACTA NON VERBA
(Trad. "Non v'e' erba!" grido'. Aveva finito l'hashish
ma era fatta come una cucuzza!) NEMO MAGISTER NATUS Trad. Andiamo
(dialettale) oh magistrati, nella NATO ) OMO OMINI LUPUS Gli
omosessuali si allupano per gli uomini AUDENTES FORTUNA
JUVENT(Trad. Gli juventini per fortuna ci sentono ) QUOD LICET
JOVI NON LICET BOVI Traduzione: (Chi va al liceo Giovedi' non
licenzia Bon Jovi) Domanda:Ma e' cosi' vecchio Bon Jovi? SPIRITUS
PROMPTUS, CARO INFIRMA (Traduzione: Il vino e' ok , ma la carne
e' cruda) Ad Maiora! . ARTE POPOLARE DI HAITI
Aldo Vincent Lippi, Del Piero, Capello e 7
referendum, Libera
droga in libero, Lurker intenettiani e tracce di pensiero,
Veltron Translator Pro,Veltronate's,
Ferillerie, crolli
e miracoli, La
Rosati a chi la da?, Castro, D'Antoni, Jovanotti, Anna
Kanakis, Crolli
e disastri aerei, Ligabue, Chiambretti, Ecstay e la gatta di
Celli, Globalizzazione, Maradona, Cucinotta e altre giullarate
Giubilati
tranne uno: Giordano Bruno di Daniele Iosimi
Caro Granetto, ti invio, qualora ti servisse e ne volessi, in
tempo reale, far uso, la cronaca della manifestazione
commemorativa su Giordano Bruno. Conclusa alla ore 12,00, in
Campo de' Fiori, la manifestazione promossa dall'Ass. Libero
Pensiero in occasione del quattrocentesimo anniversario della
morte sul rogo di Giordano Bruno. Significativa la presenza
dell'Assessore per le Politiche Culturali del Comune di Roma,
Gianni Borgna, così come polemico il suo intervento in difesa
della tolleranza culturale (oggi anche razziale) e del libero
pensiero. Polemico contro la Chiesa, Borgna ha sottolineato
l'attualità del pensiero bruniano e la necessità di una sua
più ampia diffusione, sia sul piano filosofico che su quello
letterario, definendo lo "scrittore" Bruno come un
maestro di stile tutto da riscoprire, come fecero in un recente
passato letterati italiani e stranieri, da Gadda a Joyce. Non
meno polemici gli altri interventi succedutisi sotto la statua
dell'illustre domenicano, soprattutto per ciò che riguarda
l'imminente beatificazione di Pio IX (prevista per il prossimo 3
settembre). Congiuntamente, associazioni mazziniane ed ebraiche,
hanno fortemente evidenziato il fatto che la breve esperienza
della Repubblica romana è e deve rimanere patrimonio prezioso
della città di Roma (in cui morirono oltre 3000 giovani -
ricordata la figura di Luciano Manara), quale momento alto di
tolleranza e libertà, in cui agli ebrei fu finalmente riaperto
il ghetto e in cui la Repubblica, l'8 febbraio 1949 (casualmente
la stessa data in cui, nel 1600, Bruno fu condannato
dall'Inquisizione), fu dichiarato decaduto il potere temporale
della Chiesa. Polemica, infine, anche sulla figura del cardinal
Bellarmino, materiale firmatario della condanna dell'eretico
Bruno: anch'egli proclamato beato e dottore della Chiesa, ma solo
in epoca fascista. Un'ultima annotazione: da una finestrella
all'ultimo piano sullo spigolo del Palazzo della Cancelleria,
quello che guarda su Campo de' Fiori, un gesuita prendeva
appunti...
Strana
circostanza, per uno che morì sognando gli "Eroici
furori" di pochi eletti di forte intelletto, essere
ricordato da chi conosce solo i "bassi furori", le
passioni per le cose del mondo, i piaceri volgari, la mancanza
totale di spiritualità. Probabilmente l'ignoranza dei nostri
tempi è più "universale" di tutta la visione unitaria
del grande Nolano: non riuscendo a danzare al ritmo generale
della natura ci si accontenta di polemizzare a Campo De' Fiori.
Scritti recenti su questo stesso Forum
Musica: Guccini visto da Aldo e da Granetto Attualità: Giovanni Colombo "..in questi anni una lunga fila di persone - politici, intellettuali, imprenditori, preti - hanno negato di conoscere ciò di cui erano in diretta, piena conoscenza" uno straordinario intervento che si ha il dovere di leggere Donne: Dol's: Richard Gere, psicologia, dietetica e altre news, La posta di Beautiful Erotismo: Tinto Brass Trasgredire Opinioni Luigi Granetto...la fine del determinismo non può renderci diversi da quello che siamo: ignoranti che fingono d'essere eterni.Continua Adriano Autino...superata la civiltà industriale, ci lasceremo alle spalle la grande illusione deterministica che aveva pervaso la nostra cultura sullonda dello sviluppo della meccanica Continua Millennio: Adriano Autino Nasce un millennio analogico e umano, Luigi Granetto Lettera ad Autino sulla morte Apogeonline Tutti i bachi del 2000 Religione: Almalinda Giacummo Arriva Natale! sconosciuto ai più Carlo Maria Martini Il male oscuro dell'accidia politica, Anch'io ho avuto un sogno; Alleanza Cattolica Storia del Giubileo on-line; Luther Blisset Vaticano beffato dagli hacker Arte: Repubblicarts, Elena Pontiggia La scultura: lingua morta?, Davide Cirese Cartoline Virtuali Economia: Francesco Carlà Tech Stocks rischioso non calcolare i rischi E-commerce: Giuliana Isola E-commerce e donne; Valentina Conci Magazine sui Gioielli; Davide Gioielli e-commerce; Vincenzo Ferrari Lingerie Cucina: Alfredo Nocera Prodotti siciliani on-line
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