a
Home Page
Sommario Forum
Granetto: l'altro lato del '900
Notizie Gnomiz notizie del giorno
Gnomiz Art
Encyclopaedia of Art
5000 Libri on-line
Gnomiz Roses soap opera
e-commerce Shop Viaggi
Moda  Arte Libri  Video
VoliViaggiAlberghiLastminuteAuto
MutuiLingerieComputer occasioni
Erboristeriae-Dreams
a

News and imagination

Baglioni: un nonno in fasce che non sa più di latte
Alice: battiata, una volta per tutte, fuori dallo specchio
Spagna: valori plastici dell'immobilità
Gigi Vesigna: lacime e canzoni TV
Gino Castaldo: la difficile impresa d'essere, a vita, un dignitario reale in una piccola Repubblica
Marco Mangiarotti: adagio con moto, quasi pianissimo, ma con giudizio.

Mi piace l'arte astratta di Elio Copetti
Mi piace l'arte astratta. Ci sono particolari periodi e predisposizioni d'animo durante i quali mi rivolgo spontaneamente ad essa, la quale assume allora quel sapore particolarmente buono che ha l'acqua quando si è veramente assetati. In quei momenti ogni figurativismo mi appare greve, goffo, soffocante. Ma non si tratta della goffaggine riconducibile ad una rappresentazione negligente ma di quella insita nella nostra stessa natura, dalla quale periodicamente avverto il bisogno di evadere. E non solo dai nostri tratti animali (compresi quei tratti che in altri momenti possono apparire di sublime bellezza) ma anche dalla psicologia, dalla solita danza dei miti, dei simboli, dei trucchi e trabocchetti dell'inconscio. Il tutto mi appare allora come una carnevalata sanguigna, terrestre, limitata, caduca. Mi è difficile persuadermi, con tutte le evidenze contrarie che abbiamo, di possedere per davvero un'anima. Ma l'illusione in tal senso rimane fortissima e rende impossibile identificarsi completamente con il proprio corpo, con le orribili circonvoluzioni del proprio molle cervello inzuppato di sangue. Penso che in qualche modo tutti sentiamo di essere qualcosa d'altro, qualcosa di non identificabile nemmeno con il nostro logorroico e un poco folle "flusso di coscienza". Qualcosa di solido, immutabile, eterno, che richiama nostalgicamente natura inanimata, rocce, paesaggi rarefatti. Credo sia questo lo stato d'animo che conduce a parole come "spiritualità" e "purezza", che personalmente non riuscirò mai a spendere senza sentirmi ridicolo. Immagino sia questo il cammino dello Zen, dei ritiri ascetici, delle negazioni, che personalmente non riuscirò mai a percorrere in profondità, nella certezza che comunque tutto ciò mi attenda tranquillamente al varco della morte. Però per un certo tratto oscillo anche io verso tale polo, ed è una oscillazione sufficiente a rendermi fruibile un certo tipo di estetica, che a tale disposizione mi pare inconfutabilmente correlato. Quanto risulta piacevole allora la semplicità di una composizione astratta, il suo non compromettersi con nulla di basso, di umano, di animale. E' rasserenante, pulita, ha il suono di una melodia elementare, primitiva, naturale.Ma il segreto di quel tipo di arte non sta soltanto in questa piacevole regressione. C'è anche la sua docilità al pensiero. Un pensiero che, lasciata la terra ed il servile compito di costruire modelli efficaci, si compiace e si alimenta di se stesso. Quale migliore ancella per questo tipo di godimento, sia pure quel godimento "più difficile", quasi sofferente, del quale parla Harold Bloom? Tale pensiero scoprirà in dettagli nati dal caso i più imprevedibili significati, proietterà complessità e profondità inaudite anche in composizioni di origine spensierata. Nessuno stupore, è un pensiero capace di scoprirne anche in una fotografia, anche in un sasso o in un ramo casualmente raccolto. Davvero non c'é limite ad un pensiero capace di inventarsi illusori linguaggi e forse addirittura (ma qui la mia capacità di immedesimazione incontra un limite) di credere in loro. Scendendo pian piano verso terra, osserverei che si tratta di un pensiero che, nutrendosi di cultura, si accompagna spesso ad elitarismo: troverà quindi un ulteriore incentivo nello snobistico piacere di apprezzare massimamente ciò che la massa ignorante (o la gretta borghesia) non capisce o addirittura disprezza. E arriviamo così all'ultimo grande vantaggio dell'arte astratta: produrne è incredibilmente facile. Ma soprattutto è facile escogitare un paio di regole sufficientemente nuove rispetto al già fatto, sulle quali fondare il "rigore formale" del proprio neonato linguaggio. Un "linguaggio" capace di significare tutto in quanto non significa proprio niente, proprio come una teoria di sassi, di rami, di frattali, di frattaglie, o di immagini ottenute applicando una cascata di filtri "photoshop" sopra immagini "rubate" ad altri (vero Bocompagni?). Chi quindi si trovasse nelle particolari condizioni di poter trasformare in moneta sonante qualsivoglia espressione di sé (grazie ad una fama ormai acquisita o per appannaggio di leve sociali particolarmente efficaci, che so, come ricoprire un ruolo importante in un grande giornale) troverà nell'arte astratta un mezzo particolarmente veloce, sicuro e inattaccabile.
Postfazione: rileggendomi, la primitiva soddisfazione di essere riuscito ad esprimere alcune genuine convinzioni si è stemperata dinanzi alla costante tentazione di aprire altre parentesi e circostanziare meglio i temi. Mi sono così reso conto che un discorso del genere neglige quasi completamente le complessità degli sviluppi storici, pur non entrando in diretta contraddizione con essi. Ciò mi ha portato a interrogativi più cruciali di quello iniziale, ovvero a chiedermi se sia davvero possibile leggere in quelle complessità (e, trattandosi di arte, ciò implicherebbe la capacità di leggere negli insondabili cuori altrui, la presunzione di vedervi quel confine tra sincerità e finzione che ci sfugge persino dentro a noi stessi) o se siamo invece condannati a fare quello che, nel mio piccolo, ho realmente fatto nelle righe precedenti, ovvero adattare un certo numero di fatti, nella loro essenza irriducibili, o irrecuperabili, alle nostre altrettanto irriducibili fantasie (o intuizioni, se suona meglio). Forse su queste cose non possiamo davvero fare altro che giocare a chi la conta meglio. E questo davvero spiegherebbe molte cose che ancora non mi tornano.
Il sito di Elio Copetti:Auto da fé (tra il serio e il faceto), Disclaimer, Gli sgorbietti di Picasso, Arte e solitudine con un commento di Granetto, Caso Maver e senilità a Pagina137 un precedente intervento con una sua opera
Lucatero, Lucas (Alias Elio Copetti): Per Rella e Granetto, Leggendo Granetto, Disinteresse per l'arte, Lodolandia narcisistica, Franco Rella e l'enigma di Warhol, Risposta a Biava su Lodola, Un paio di considerazioni discutibili, Solo un'impressione
Mi ha fatto sempre un po' ridere l'idea che si potesse fare con i pennelli quello che ci illudiamo di fare con il cervello: astrarre da fenomeni fisici dei fenomeni immateriali. Sono disposto a credere allo spirito ma mi è assolutamente impossibile credere all'astrazione. Se una parola pronunciata con una nota troppo alta può infrangere un bicchiere, se un pensiero cupo può farci sudare, perchè proprio un oggetto come un quadro dovrebbe fornirci le prove di una sua genealogia astratta? Mondrian e Balla, da incalliti spiritualisti , scambiarono il loro idealismo con la modernità, con il risultato di trasmetterci il loro mal di pancia più con le simbologie ottocentesche della teosofia che con le figurazioni, in voga ai loro tempi, di svolazzanti ninfette. Come poi quelle strane teorie, depurate dal fastidio di pensare, siano riuscite a ritornare in auge dopo la seconda guerra mondiale rimarrà per me sempre un mistero. Se Copetti riesce ad evitare la "carnevalata sanguigna" che lo infastidisce, rinunciando alle figure e non facendo trasparire troppo il suo personalissimo mal di pancia, perchè non dargli ragione? Forse questa "ragione" finirà prima o poi con l'annoiarlo. Chissà, se a quel punto, scoprendo l'esistenza della poundiana "qualità dell'affetto...dove sta memoria", saprà per un attimo diventare un maestro che dimentica se stesso.
Granetto: sulla beffa Darko Maver-
Risposta a Gino Castaldo, Risposta a Vallora, Risposta a Luther Blisset, Risposta ad Antonio Caronia, Risposta "agli sgorbietti di Picasso" di Elio Copetti, risposta "Riconoscere le grandi opere" di Francesco Sarbini Altri scritti sull'arte: La farsa dell'Arte del Sequestro, César:Oltre il Passatismo della Contemporaneità, Futurismo a Milano: un caso di decadenza, La fine del Futuro, Man Ray: libertà vo' cercando, Alberto Burri, Balla, De Chirico e De Dominicis, Adolf Wölfli e Armodio, Artefiera'99: Assenza e lateralità, Ruscha, Dorazio e Tribaltech, Le Cancellature di Lichtenstein, Luzzati interpreta Alice, Arte a Milano

Sanremo: cronaca battona di Aldo
Vista l’inutilita’ di un commento su canzonette composte saccheggiando tra gli altri Puccini , Torna a Sorriento, Morricone e Santa Lucia (ascoltare per credere) e con la voglia di farsi piccoli piccoli ogni volta che viene a cantare uno straniero, ecco la cronaca battona (una volta si diceva mondana) come la scriverebbe Rossella 2000: Carmen Consoli, sfoggia i capelli col famoso taglio della scodella, mentre Fazio si presenta vestito da tirolese meno una volta che si veste da carota. Morandi e Bersani, approfittando del fatto che non vanno in scena insieme si mettono lo stesso vestito mentre Masini sfoggia i capelli che l’anno scorso non aveva. Gazze’ ha sacrificato il divano del salotto per confezionarsi la giacca, Irene Grandi, con la gonna sopra i pantaloni, ha perso un guanto, mentre il peggio vestito, per acclamazione e’ stato Tozzi. Sul fronte plastico facciale, Spagna assomiglia sempre piu’ alla Biagini (forse usa lo stesso chirurgo) e Alice ha sfoggiato un orecchio alla Spock, enorme e impressionante fuori dai capelli, forse per dimostrare che non sara’ una gran cantante, ma ha orecchio! Tra gli esordienti i due peggiori pessimisti del Festival. Uno che cantava una crocefissione e l’altro, certo Joe Barbieri che ha cantato: “Qui non ci piove” ma non si e’ mai tolto il cappello. Mah. GALA- TEO Gia’ dalla serata di gala per il Festival, si mormorava che tra TeoTeocoli e Fabio Fazio, siano nati i primi screzi.Povero Fazio, gia’ con l’ultimo valzer aveva notato che era sceso il geltra lui e Baglioni che se ne andava in giro tutto tirato ma lui si credeva che era l’effetto del lifting. Adesso gli tocca questo Teocoli che dopo aver litigato con tutti ma proprio tutti, lascia trasparire la sua vera natura di macchiettista con pretese chapliniane, e un carattere che lo ha costretto ad emergere per ultimo da una generazione di comici del Derby. Ma Fazio, conoscendo il soggetto, confida ancora una volta nelle sue capacita’ di imbonitore. Un soggetto, un verbo, un complimento.

Il sogno fotografico di Paolo Roversi a cura della galleria Sozzani
PAOLO ROVERSI dal 23 febbraio al 19 marzo 2000 martedì - venerdì - sabato - domenica, 10.30 - 19.30 mercoledì - giovedì, 10.30 - 21.00 lunedì, 15.30 - 19.30 Galleria Carla Sozzani @ Corso Como 10 - Milano Tel. 02.653531 "Il cuore vede sempre più lontano della mente" così diceva mio zio Pierino. Paolo Roversi. Di lui si sà, non troppo: Paolo Roversi è un italiano a Parigi dal 1973, dai modi un po' british, ma che non rinnega le sue origini. Uno stile, il suo, - riconoscibile e molto copiato - influenzato dalla contro-cultura degli anni '60 (leggi beat generation), dai viaggi (lo Yémen), dalla conoscenza "rara" della storia della fotografia, da una bella collezione personale, da una solida biblioteca specializzata, dall'arte contemporanea che tanto l'appassiona (l'arte minimale, l'arte povera): Roversi è un pittore d'immagini. "La nostalgia dell'infanzia è il motore primario del mio lavoro". Non potrebbe che essere cosìle sue fotografie sono sogni, immagini oniriche, atmosfere acquarellate, icone dissolute e impalpabili. Ama il ritratto, ama le donne, ha rivoluzionato l'uso del colore e l'approccio alla bellezza nei servizi di moda. Tutte le fotografie sono rivelatrici - dichiara - ma il ritratto non è solo un gesto estetico, esso esiste come dimensione psicologica. E ancora "La fotografia è soprattutto la rappresentazione dello sconosciuto, dell'irreale. Per me la foto è il sogno". Paolo Roversi non ama guardare il mondo attraverso la macchina fotografica; il momento fotografico è per lui un momento creativo; la spontaneità parte fondamentale di questo processo; la fotografia un linguaggio per apprendere. Sono ritratti - quelli in visione - che insieme compongono la storia delle donne ritratte, della giovinezza, della bellezza. Scattati in studio a Parigi, ma anche a New York, a Londra, per il mondo; Roversi instaura un rapporto diretto con i soggetti, i corpi, le forme, i colori. In mostra anche una selezione dei "nudi", pubblicati nel libro omonimo: una figura centrale su un fondo neutro, bianco crema; stessa dimensione, stessa luce, stesso bianco e nero che evidenzia la silhouette, stessa postura, in piedi.

Manga, Computer, Riotgrrrl e altre storie di Giuliana Isola
Dol's Aggiornamento 26 febbraio 2000 Fumetti giapponesi da bambina, musica punk da adolescente. E ora: una passione per Internet e l'impegno con Riotgrrrl. La storia di Manuela, 20 anni, tra Napoli e l'Olanda. Riotgrrr un movimento di giovani donne nato in Usa nei primi anni Novanta, che sta trovando consensi anche in Europa. Ne parla Manuela, Rioter italo-olandese. Il mio mestiere di scrivere: non poesie o romanzi, ma brochure, report e pagine web. Luisa Carrada - autrice di un sito di tecniche e di riflessione sulla comunicazione online - racconta il suo percorso. Da aspirante archivista a scrittrice d'azienda Do you webmaster?: un corso a Milano finanziato dalla Comunita' Europea e dalla regione Lombardia, per diventare tecnici reti dati. Quando la fatica e' un gioco: scrive Maria Stella:"Sono piena di idee e sogni che ho il brutto vizio di provare a tradurre in pratica. Con il risultato di grandi corse contro il tempo, la logica, il sonno, ed una "agenda con prolunga" che assomiglia parecchio alla borsa di Mary Poppins.. . Risponde Patrizia Lorenzi Matta per gli scacchi: un gioco difficile, ma molto formativo. Ginevra racconta come ha imparato da bambina e perche' applicarsi a sedici anni, puo' avere i suoi vantaggi. On line e off line Le recensioni di F. Bizzozzero: La donna intera, di Germaine Greer e La signora dei porci, di Laura Pairani. Parliamo di Lo stile del web, di Franco Carlini e del manuale Director 7 -Tutto oltre

Le mani sul Festival di FerrariStationWagon
"Esiste anche, ed e' in vertiginosa espansione, una tendenza al mescolamento, al riciclaggio continuo e instancabile dell'esistente, che rende ardua ogni precisa distinzione sulla indipendenza dell'atto creativo dal rapporto con quanto e' gia' stato creato." (Gino Castaldo) Al culmine della kermesse sanremese il network audio-sperimentale/plagiarista dei FerrariStationWagon annuncia ufficialmente l'avvio del progetto Sanremo2000Remix, ovvero una esplorazione pratica delle nuove attitudini musicali scaturite dall'interazione dinamica tra estetiche ricombinative, software per il trattamento sonoro e tecnologie di rete. Da ieri notte e' infatti possibile scaricare da
internet, alcune tracce musicali composte esclusivamente mediante campionamenti, remix e cut-up dei brani eseguiti durante la cinquantesima edizione del Festival della Canzone Italiana. Il risultato di questa jam-session in tempo reale e' un esilarante detournamento sonoro a base di easy-listening industriale, nella miglior tradizione del do-it-yourself, che raggiunge l'acme in una illuminante re-interpretazione della discussa performance di Jovanotti sul palco del Teatro Ariston. Altre tracce sono annunciate per i prossimi giorni. Operazioni simili non sono nuove nel panorama della musica sperimentale e d'avanguardia, recente e' il caso di "Deconstructing Beck", compilation edita dell'etichetta statunitense Illegal Art e realizzata usando numerosi samples del celebre autore di "Loser" e "MTV makes me want to smoke crack". Altri esempi noti sono quelli di John Oswald, teorico della plunderphonia, e dei Negativland, passati alla storia per essere incappati nelle ire legali degli U2 a seguito di un remix irriverente di un loro brano. Ne' mancano precedenti anche in Italia, con i collage plagiaristi di Lieutenant Murnau. Tuttavia questa sembra essere la prima performance del genere centrata esclusivamente sulla rete. FerrariStationWagon è un ensemble musicale formatosi all’inizio del 1998 come semplice collettivo di “operatori culturali”. Nel 1999 si trasforma in un progetto audio sperimentale i cui membri adottano tutti lo pseudonimo "Sandro Satie". FerrariStationWagon: Sanremo2000Remix Projec

 


La posta di Beautiful: Gnomiz Soap Lettere Fans @
.....
Lucilla
Sono una superfanatica di Beautiful, a volte penso di essere ammalata e di aver bisogno di una clinica di disintossicazione! non perdo una puntata e, malattia delle malattie, le sto registrando tutte ( senza cancellarle ), così quando ho una crisi di astinenza mi riguardo quelle che mi sono piaciute di più (sono sempre quelle con Brooke, che io adoro ). Temevo di essere una mosca bianca o un caso patologico, invece, leggendo questo divertentissimo forum, mi sono accorta che di gente che parteggia per Brooke e odia Taylor (una volta ho sognato che moriva), Stephanie, Macy ecc. ce n'è molta. Se devo essere sincera il mio sogno? che prima o poi Brooke torni con Ridge perchè sono convinta che sarà sempre lui il suo grande amore! Da questo forum vorrei lanciare il sondaggio: chi preferite tra Brooke e Taylor? Sono veramente curiosa del risultato. Comunque la gente che conosco io? tutta dalla parte di quella piattola maledetta, falsa, ipocrita e detestabile, che mi costringe a fare delle litigate pazzesche. Spero di non incazzarmi troppo se il "sondaggino' prenderà piede!!!! saluto tutti i fans di Beautiful.
Cara Lucilla
questa lettera mi è piaciuta così tanto che ti ho messo in
Soap home page come super soppista. L'idea del sondaggio mi sembra fantastica; in America ne avevo seguiti un paio e i risultati erano sempre equamente divisi tra Taylor-la perfetta e Brooke-la zoccoletta. Riguardo al grande amore tra Brooke e Ridge e il desiderio che ritornino insieme, devo ammettere che l'ho sperato anch'io per moltissimo di tempo, pensavo che Brooke non si sarebbe mai innamorata di nessun altro...poi è arrivato thorne, inizialmente mi dava persino fastidio che prendesse il posto di Ridge poi, guardalo oggi guardalo domani, mi sono resa conto di un paio di cose: Primo! Thorne è infinitamente più figo e meno truzzo di Ridge (deve solo stare attento a non sparasi troppe camicie awaiane e a non mettersi il jel sui capelli: la brillantina uccide!) Secondo! Thorne mi sembra meno pencolante! L'eterna indecisione di Ridge tra Brooke e Taylor mi dava sui nervi, anche perché, non dimentichiamolo, gli americani sono tremendamente puritani e fanno sempre vincere la convenzione più bieca e rassicurante. Brooke al confronto di Taylor è troppo destabilizzante e ha ha lo scopazzamento facile, quindi, anche per questo, era destinata a perdere sin dall'inizio (quello che non capisco è perché debba soccombere anche contro Stephany ....mi ribello!) Grazie per la tua lettera, aspetto altri tuoi commenti...... fatti forza... le fans di Brooke non hanno mai vita facile! ti abbraccio

Scritti recenti su questo stesso Forum

Musica: Jovanotti e il ventaglio del negro, Guccini visto da Aldo e da Granetto Attualità: Giovanni Colombo "..in questi anni una lunga fila di persone - politici, intellettuali, imprenditori, preti - hanno negato di conoscere ciò di cui erano in diretta, piena conoscenza" uno straordinario intervento che si ha il dovere di leggere Donne: Dol's: Richard Gere, psicologia, dietetica e altre news, La posta di Beautiful Erotismo: Tinto Brass Trasgredire Opinioni Luigi Granetto...la fine del determinismo non può renderci diversi da quello che siamo: ignoranti che fingono d'essere eterni.Continua Adriano Autino...superata la civiltà industriale, ci lasceremo alle spalle la grande illusione deterministica che aveva pervaso la nostra cultura sull’onda dello sviluppo della meccanica Continua Millennio: Adriano Autino Nasce un millennio analogico e umano, Luigi Granetto Lettera ad Autino sulla morte Apogeonline Tutti i bachi del 2000 Religione: Almalinda Giacummo Arriva Natale! sconosciuto ai più Carlo Maria Martini Il male oscuro dell'accidia politica, Anch'io ho avuto un sogno; Alleanza Cattolica Storia del Giubileo on-line; Luther Blisset Vaticano beffato dagli hacker Arte: Repubblicarts, Elena Pontiggia La scultura: lingua morta?, Davide Cirese Cartoline Virtuali Economia: Francesco Carlà Tech Stocks rischioso non calcolare i rischi E-commerce: Giuliana Isola E-commerce e donne; Valentina Conci Magazine sui Gioielli; Davide Gioielli e-commerce; Vincenzo Ferrari Lingerie Cucina: Alfredo Nocera Prodotti siciliani on-line

| |

Vox Inside | Gnomiz Forum
I Saggi di Gnomiz La Biblioteca della Memoria: presentazione "de Categorie" La Biblioteca della Memoria: Sommario
Legenda e Cogitanda secum Lingua & Ginnastica Epistoesercizi L'Anello che non tiene Vox Similia
Invece La Rete Forata


Indice GeneraleNEXUS di Gnomiz
L'enciclopedia di Gnomiz con i migliori siti in Rete
Se siete qui, vi consigliamo i seguenti NEXUS-Argomenti
.
| Libri | Librerie on line | Biblioteche | Produttori di Software | Contemporaneita' | Catalogo del Sofware | Le Riviste | Universita' | Scuola | Scuole on line | Stampa Estera | Radio e Televisioni | Agenzie di Stampa | Musei | Arte | Fumetti | Storia | Storia Moderna | Teatro | Spettacoli | Politica | Psicologia | Scienze | Musica Classica | Musica Leggera | Cinema | Letteratura Greco-Latina | Letteratura Italiana | Letterature Straniere | Archeologia | Filosofia | Religioni |

Granetto Editore Milano 20154 Via Messina, 20 Tel. 02-3361.1517 latoside@micronet.it