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Baglioni:
un nonno in fasce che non sa più di latte
Alice: battiata, una volta per
tutte, fuori dallo specchio
Spagna: valori plastici
dell'immobilità
Gigi Vesigna: lacime e canzoni
TV
Gino Castaldo: la difficile
impresa d'essere, a vita, un dignitario reale in
una piccola Repubblica
Marco Mangiarotti: adagio con
moto, quasi pianissimo, ma con giudizio.
Mi piace
l'arte astratta di Elio Copetti
Mi piace l'arte astratta. Ci sono particolari periodi e
predisposizioni d'animo durante i quali mi rivolgo spontaneamente
ad essa, la quale assume allora quel sapore particolarmente buono
che ha l'acqua quando si è veramente assetati. In quei momenti
ogni figurativismo mi appare greve, goffo, soffocante. Ma non si
tratta della goffaggine riconducibile ad una rappresentazione
negligente ma di quella insita nella nostra stessa natura, dalla
quale periodicamente avverto il bisogno di evadere. E non solo
dai nostri tratti animali (compresi quei tratti che in altri
momenti possono apparire di sublime bellezza) ma anche dalla
psicologia, dalla solita danza dei miti, dei simboli, dei trucchi
e trabocchetti dell'inconscio. Il tutto mi appare allora come una
carnevalata sanguigna, terrestre, limitata, caduca. Mi è
difficile persuadermi, con tutte le evidenze contrarie che
abbiamo, di possedere per davvero un'anima. Ma l'illusione in tal
senso rimane fortissima e rende impossibile identificarsi
completamente con il proprio corpo, con le orribili
circonvoluzioni del proprio molle cervello inzuppato di sangue.
Penso che in qualche modo tutti sentiamo di essere qualcosa
d'altro, qualcosa di non identificabile nemmeno con il nostro
logorroico e un poco folle "flusso di coscienza".
Qualcosa di solido, immutabile, eterno, che richiama
nostalgicamente natura inanimata, rocce, paesaggi rarefatti.
Credo sia questo lo stato d'animo che conduce a parole come
"spiritualità" e "purezza", che
personalmente non riuscirò mai a spendere senza sentirmi
ridicolo. Immagino sia questo il cammino dello Zen, dei ritiri
ascetici, delle negazioni, che personalmente non riuscirò mai a
percorrere in profondità, nella certezza che comunque tutto ciò
mi attenda tranquillamente al varco della morte. Però per un
certo tratto oscillo anche io verso tale polo, ed è una
oscillazione sufficiente a rendermi fruibile un certo tipo di
estetica, che a tale disposizione mi pare inconfutabilmente
correlato. Quanto risulta piacevole allora la semplicità di una
composizione astratta, il suo non compromettersi con nulla di
basso, di umano, di animale. E' rasserenante, pulita, ha il suono
di una melodia elementare, primitiva, naturale.Ma il segreto di
quel tipo di arte non sta soltanto in questa piacevole
regressione. C'è anche la sua docilità al pensiero. Un pensiero
che, lasciata la terra ed il servile compito di costruire modelli
efficaci, si compiace e si alimenta di se stesso. Quale migliore
ancella per questo tipo di godimento, sia pure quel godimento
"più difficile", quasi sofferente, del quale parla
Harold Bloom? Tale pensiero scoprirà in dettagli nati dal caso i
più imprevedibili significati, proietterà complessità e
profondità inaudite anche in composizioni di origine
spensierata. Nessuno stupore, è un pensiero capace di scoprirne
anche in una fotografia, anche in un sasso o in un ramo
casualmente raccolto. Davvero non c'é limite ad un pensiero
capace di inventarsi illusori linguaggi e forse addirittura (ma
qui la mia capacità di immedesimazione incontra un limite) di
credere in loro. Scendendo pian piano verso terra, osserverei che
si tratta di un pensiero che, nutrendosi di cultura, si
accompagna spesso ad elitarismo: troverà quindi un ulteriore
incentivo nello snobistico piacere di apprezzare massimamente
ciò che la massa ignorante (o la gretta borghesia) non capisce o
addirittura disprezza. E arriviamo così all'ultimo grande
vantaggio dell'arte astratta: produrne è incredibilmente facile.
Ma soprattutto è facile escogitare un paio di regole
sufficientemente nuove rispetto al già fatto, sulle quali
fondare il "rigore formale" del proprio neonato
linguaggio. Un "linguaggio" capace di significare tutto
in quanto non significa proprio niente, proprio come una teoria
di sassi, di rami, di frattali, di frattaglie, o di immagini
ottenute applicando una cascata di filtri "photoshop"
sopra immagini "rubate" ad altri (vero Bocompagni?).
Chi quindi si trovasse nelle particolari condizioni di poter
trasformare in moneta sonante qualsivoglia espressione di sé
(grazie ad una fama ormai acquisita o per appannaggio di leve
sociali particolarmente efficaci, che so, come ricoprire un ruolo
importante in un grande giornale) troverà nell'arte astratta un
mezzo particolarmente veloce, sicuro e inattaccabile.
Postfazione: rileggendomi, la primitiva
soddisfazione di essere riuscito ad esprimere alcune genuine
convinzioni si è stemperata dinanzi alla costante tentazione di
aprire altre parentesi e circostanziare meglio i temi. Mi sono
così reso conto che un discorso del genere neglige quasi
completamente le complessità degli sviluppi storici, pur non
entrando in diretta contraddizione con essi. Ciò mi ha portato a
interrogativi più cruciali di quello iniziale, ovvero a
chiedermi se sia davvero possibile leggere in quelle complessità
(e, trattandosi di arte, ciò implicherebbe la capacità di
leggere negli insondabili cuori altrui, la presunzione di vedervi
quel confine tra sincerità e finzione che ci sfugge persino
dentro a noi stessi) o se siamo invece condannati a fare quello
che, nel mio piccolo, ho realmente fatto nelle righe precedenti,
ovvero adattare un certo numero di fatti, nella loro essenza
irriducibili, o irrecuperabili, alle nostre altrettanto
irriducibili fantasie (o intuizioni, se suona meglio). Forse su
queste cose non possiamo davvero fare altro che giocare a chi la
conta meglio. E questo davvero spiegherebbe molte cose che ancora
non mi tornano.
Il sito di Elio Copetti:Auto da fé (tra il serio e il
faceto), Disclaimer, Gli sgorbietti di Picasso,
Arte e solitudine con un commento
di Granetto, Caso
Maver e senilità
a Pagina137 un precedente intervento con una sua
opera
Lucatero, Lucas (Alias
Elio Copetti): Per Rella e Granetto,
Leggendo Granetto, Disinteresse per l'arte,
Lodolandia narcisistica, Franco Rella e l'enigma di Warhol,
Risposta a Biava su Lodola, Un paio di considerazioni
discutibili, Solo
un'impressione
Mi
ha fatto sempre un po' ridere l'idea che si potesse fare con i
pennelli quello che ci illudiamo di fare con il cervello:
astrarre da fenomeni fisici dei fenomeni immateriali. Sono
disposto a credere allo spirito ma mi è assolutamente
impossibile credere all'astrazione. Se una parola pronunciata con
una nota troppo alta può infrangere un bicchiere, se un pensiero
cupo può farci sudare, perchè proprio un oggetto come un quadro
dovrebbe fornirci le prove di una sua genealogia astratta?
Mondrian e Balla, da incalliti spiritualisti , scambiarono il
loro idealismo con la modernità, con il risultato di
trasmetterci il loro mal di pancia più con le simbologie
ottocentesche della teosofia che con le figurazioni, in voga ai
loro tempi, di svolazzanti ninfette. Come poi quelle strane
teorie, depurate dal fastidio di pensare, siano riuscite a
ritornare in auge dopo la seconda guerra mondiale rimarrà per me
sempre un mistero. Se Copetti riesce ad evitare la
"carnevalata sanguigna" che lo infastidisce,
rinunciando alle figure e non facendo trasparire troppo il suo
personalissimo mal di pancia, perchè non dargli ragione? Forse
questa "ragione" finirà prima o poi con l'annoiarlo.
Chissà, se a quel punto, scoprendo l'esistenza della poundiana
"qualità dell'affetto...dove sta memoria", saprà per
un attimo diventare un maestro che dimentica se stesso.
Granetto:
sulla beffa Darko Maver-
Risposta
a Gino Castaldo, Risposta a Vallora, Risposta a Luther Blisset,
Risposta ad Antonio Caronia, Risposta "agli sgorbietti di
Picasso" di Elio Copetti, risposta "Riconoscere le
grandi opere" di Francesco Sarbini Altri scritti sull'arte: La farsa
dell'Arte del Sequestro, César:Oltre il Passatismo della
Contemporaneità, Futurismo a Milano: un caso di decadenza,
La fine del Futuro, Man Ray: libertà vo' cercando, Alberto Burri, Balla, De Chirico e De Dominicis,
Adolf Wölfli e Armodio, Artefiera'99: Assenza e lateralità, Ruscha, Dorazio e Tribaltech, Le Cancellature di Lichtenstein, Luzzati interpreta Alice, Arte a Milano
Sanremo:
cronaca battona di Aldo
Vista linutilita di un commento su canzonette
composte saccheggiando tra gli altri Puccini , Torna a Sorriento,
Morricone e Santa Lucia (ascoltare per credere) e con la voglia
di farsi piccoli piccoli ogni volta che viene a cantare uno
straniero, ecco la cronaca battona (una volta si diceva mondana)
come la scriverebbe Rossella 2000: Carmen Consoli,
sfoggia i capelli col famoso taglio della scodella, mentre Fazio
si presenta vestito da tirolese meno una volta che si veste da
carota. Morandi e Bersani, approfittando del
fatto che non vanno in scena insieme si mettono lo stesso vestito
mentre Masini sfoggia i capelli che lanno
scorso non aveva. Gazze ha sacrificato il
divano del salotto per confezionarsi la giacca, Irene Grandi,
con la gonna sopra i pantaloni, ha perso un guanto, mentre il
peggio vestito, per acclamazione e stato Tozzi.
Sul fronte plastico facciale, Spagna assomiglia
sempre piu alla Biagini (forse usa lo
stesso chirurgo) e Alice ha sfoggiato un
orecchio alla Spock, enorme e impressionante fuori dai capelli,
forse per dimostrare che non sara una gran cantante, ma ha
orecchio! Tra gli esordienti i due peggiori pessimisti del
Festival. Uno che cantava una crocefissione e laltro, certo
Joe Barbieri che ha cantato: Qui non ci
piove ma non si e mai tolto il cappello. Mah. GALA- TEO Gia dalla serata di gala
per il Festival, si mormorava che tra TeoTeocoli e Fabio Fazio,
siano nati i primi screzi.Povero Fazio, gia con
lultimo valzer aveva notato che era sceso il geltra lui e
Baglioni che se ne andava in giro tutto tirato ma lui si
credeva che era leffetto del lifting. Adesso gli tocca
questo Teocoli che dopo aver litigato con tutti ma proprio tutti,
lascia trasparire la sua vera natura di macchiettista con pretese
chapliniane, e un carattere che lo ha costretto ad emergere per
ultimo da una generazione di comici del Derby. Ma Fazio,
conoscendo il soggetto, confida ancora una volta nelle sue
capacita di imbonitore. Un soggetto, un verbo, un
complimento.
Il sogno
fotografico di Paolo Roversi a cura della galleria Sozzani
PAOLO
ROVERSI dal
23 febbraio al 19 marzo 2000 martedì - venerdì - sabato -
domenica, 10.30 - 19.30 mercoledì - giovedì, 10.30 - 21.00
lunedì, 15.30 - 19.30 Galleria Carla Sozzani @ Corso Como 10 - Milano Tel. 02.653531 "Il
cuore vede sempre più lontano della mente" così diceva mio
zio Pierino. Paolo Roversi. Di lui si sà, non troppo: Paolo
Roversi è un italiano a Parigi dal 1973, dai modi un po'
british, ma che non rinnega le sue origini. Uno stile, il suo, -
riconoscibile e molto copiato - influenzato dalla contro-cultura
degli anni '60 (leggi beat generation), dai viaggi (lo Yémen),
dalla conoscenza "rara" della storia della fotografia,
da una bella collezione personale, da una solida biblioteca
specializzata, dall'arte contemporanea che tanto l'appassiona
(l'arte minimale, l'arte povera): Roversi è un pittore
d'immagini. "La nostalgia dell'infanzia è il motore
primario del mio lavoro". Non potrebbe che essere cosìle
sue fotografie sono sogni, immagini oniriche, atmosfere
acquarellate, icone dissolute e impalpabili. Ama il ritratto, ama
le donne, ha rivoluzionato l'uso del colore e l'approccio alla
bellezza nei servizi di moda. Tutte le fotografie sono
rivelatrici - dichiara - ma il ritratto non è solo un
gesto estetico, esso esiste come dimensione psicologica. E ancora
"La fotografia è soprattutto la rappresentazione dello
sconosciuto, dell'irreale. Per me la foto è il sogno".
Paolo Roversi non ama guardare il mondo attraverso la macchina
fotografica; il momento fotografico è per lui un momento
creativo; la spontaneità parte fondamentale di questo processo;
la fotografia un linguaggio per apprendere. Sono ritratti -
quelli in visione - che insieme compongono la storia delle donne
ritratte, della giovinezza, della bellezza. Scattati in studio a
Parigi, ma anche a New York, a Londra, per il mondo; Roversi
instaura un rapporto diretto con i soggetti, i corpi, le forme, i
colori. In mostra anche una selezione dei "nudi",
pubblicati nel libro omonimo: una figura centrale su un fondo
neutro, bianco crema; stessa dimensione, stessa luce, stesso
bianco e nero che evidenzia la silhouette, stessa postura, in
piedi.
Manga,
Computer, Riotgrrrl e altre storie di Giuliana Isola
Dol's Aggiornamento 26 febbraio 2000 Fumetti
giapponesi da bambina, musica punk da adolescente. E ora: una
passione per Internet e l'impegno con Riotgrrrl. La storia di Manuela, 20 anni, tra Napoli e l'Olanda. Riotgrrr un movimento di giovani donne nato in Usa
nei primi anni Novanta, che sta trovando consensi anche in
Europa. Ne parla Manuela, Rioter italo-olandese. Il mio mestiere
di scrivere: non poesie o romanzi, ma brochure, report e pagine
web. Luisa Carrada - autrice di un sito di tecniche
e di riflessione sulla comunicazione online - racconta il suo
percorso. Da aspirante archivista a scrittrice d'azienda Do you webmaster?: un corso a
Milano finanziato dalla Comunita' Europea e dalla regione
Lombardia, per diventare tecnici reti dati. Quando la fatica e' un gioco: scrive Maria
Stella:"Sono piena di idee e sogni che ho il brutto vizio di
provare a tradurre in pratica. Con il risultato di grandi corse
contro il tempo, la logica, il sonno, ed una "agenda con
prolunga" che assomiglia parecchio alla borsa di Mary
Poppins.. . Risponde Patrizia Lorenzi Matta per gli scacchi: un gioco difficile, ma molto
formativo. Ginevra racconta come ha imparato da bambina e perche'
applicarsi a sedici anni, puo' avere i suoi vantaggi. On line e
off line Le recensioni di F.
Bizzozzero: La donna intera, di Germaine Greer e La
signora dei porci, di Laura Pairani. Parliamo di Lo stile del
web, di
Franco Carlini e del manuale Director 7 -Tutto oltre
Le mani
sul Festival di FerrariStationWagon
"Esiste anche, ed e' in vertiginosa espansione, una
tendenza al mescolamento, al riciclaggio continuo e instancabile
dell'esistente, che rende ardua ogni precisa distinzione sulla
indipendenza dell'atto creativo dal rapporto con quanto e' gia'
stato creato." (Gino Castaldo) Al culmine della
kermesse sanremese il network audio-sperimentale/plagiarista dei
FerrariStationWagon annuncia ufficialmente l'avvio del progetto
Sanremo2000Remix, ovvero una esplorazione pratica delle nuove
attitudini musicali scaturite dall'interazione dinamica tra
estetiche ricombinative, software per il trattamento sonoro e
tecnologie di rete. Da ieri notte e' infatti possibile scaricare
da internet, alcune tracce musicali composte
esclusivamente mediante campionamenti, remix e cut-up dei brani
eseguiti durante la cinquantesima edizione del Festival della
Canzone Italiana. Il risultato di questa jam-session in tempo
reale e' un esilarante detournamento sonoro a base di
easy-listening industriale, nella miglior tradizione del
do-it-yourself, che raggiunge l'acme in una illuminante
re-interpretazione della discussa performance di Jovanotti sul
palco del Teatro Ariston. Altre tracce sono annunciate per i
prossimi giorni. Operazioni simili non sono nuove nel panorama
della musica sperimentale e d'avanguardia, recente e' il caso di
"Deconstructing Beck", compilation edita dell'etichetta
statunitense Illegal Art e realizzata usando numerosi samples del
celebre autore di "Loser" e "MTV makes me want to
smoke crack". Altri esempi noti sono quelli di John Oswald,
teorico della plunderphonia, e dei Negativland, passati alla
storia per essere incappati nelle ire legali degli U2 a seguito
di un remix irriverente di un loro brano. Ne' mancano precedenti
anche in Italia, con i collage plagiaristi di Lieutenant Murnau.
Tuttavia questa sembra essere la prima performance del genere
centrata esclusivamente sulla rete. FerrariStationWagon è un
ensemble musicale formatosi allinizio del 1998 come
semplice collettivo di operatori culturali. Nel 1999
si trasforma in un progetto audio sperimentale i cui membri
adottano tutti lo pseudonimo "Sandro Satie". FerrariStationWagon: Sanremo2000Remix
Projec
La posta di Beautiful: Gnomiz Soap ..... |
| Lucilla Sono una superfanatica di Beautiful, a volte penso di essere ammalata e di aver bisogno di una clinica di disintossicazione! non perdo una puntata e, malattia delle malattie, le sto registrando tutte ( senza cancellarle ), così quando ho una crisi di astinenza mi riguardo quelle che mi sono piaciute di più (sono sempre quelle con Brooke, che io adoro ). Temevo di essere una mosca bianca o un caso patologico, invece, leggendo questo divertentissimo forum, mi sono accorta che di gente che parteggia per Brooke e odia Taylor (una volta ho sognato che moriva), Stephanie, Macy ecc. ce n'è molta. Se devo essere sincera il mio sogno? che prima o poi Brooke torni con Ridge perchè sono convinta che sarà sempre lui il suo grande amore! Da questo forum vorrei lanciare il sondaggio: chi preferite tra Brooke e Taylor? Sono veramente curiosa del risultato. Comunque la gente che conosco io? tutta dalla parte di quella piattola maledetta, falsa, ipocrita e detestabile, che mi costringe a fare delle litigate pazzesche. Spero di non incazzarmi troppo se il "sondaggino' prenderà piede!!!! saluto tutti i fans di Beautiful. Cara Lucilla questa lettera mi è piaciuta così tanto che ti ho messo in Soap home page come super soppista. L'idea del sondaggio mi sembra fantastica; in America ne avevo seguiti un paio e i risultati erano sempre equamente divisi tra Taylor-la perfetta e Brooke-la zoccoletta. Riguardo al grande amore tra Brooke e Ridge e il desiderio che ritornino insieme, devo ammettere che l'ho sperato anch'io per moltissimo di tempo, pensavo che Brooke non si sarebbe mai innamorata di nessun altro...poi è arrivato thorne, inizialmente mi dava persino fastidio che prendesse il posto di Ridge poi, guardalo oggi guardalo domani, mi sono resa conto di un paio di cose: Primo! Thorne è infinitamente più figo e meno truzzo di Ridge (deve solo stare attento a non sparasi troppe camicie awaiane e a non mettersi il jel sui capelli: la brillantina uccide!) Secondo! Thorne mi sembra meno pencolante! L'eterna indecisione di Ridge tra Brooke e Taylor mi dava sui nervi, anche perché, non dimentichiamolo, gli americani sono tremendamente puritani e fanno sempre vincere la convenzione più bieca e rassicurante. Brooke al confronto di Taylor è troppo destabilizzante e ha ha lo scopazzamento facile, quindi, anche per questo, era destinata a perdere sin dall'inizio (quello che non capisco è perché debba soccombere anche contro Stephany ....mi ribello!) Grazie per la tua lettera, aspetto altri tuoi commenti...... fatti forza... le fans di Brooke non hanno mai vita facile! ti abbraccio |
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