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| Parola - Memoria - Invenzione |
Questa settimana:
Politica: Una Milano da amare di Giovanni Colombo
Religione: Beni di Tutti di
Don Ulisse Frascali
Arte: Sbatacchiamenti Neuronali di Elio Copetti
Libri: Marsilio, Cittadella,
Armando "Politica
e idee"
Ringraziamenti: Tino Bedin, Pier Ferdinando Casini
Una
Milano da amare di
Giovanni Colombo
Persone libere in una Comunità giusta
"Il singolo non può essere libero se tutti non sono liberi e tutti non
possono essere liberi se non sono liberi nella comunità-Jürgen Habermas"
Sono già stato consigliere comunale di Milano dal ‘90 al ‘97. Dopo quattro anni di pausa, mi rimetto in pista. Crisi di astinenza? Non direi. Darei piuttosto la colpa ad un racconto letto per caso in una sera d’estate.L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono narra una storia incredibile. In un’arida regione della Francia, dove la gente è poca, scontrosa e ostile, c’è un uomo che per anni e anni ogni mattina si alza e percorre a piedi chilometri per andare a ficcare nella terra secca i semi degli alberi. Ha un bastone appuntito che gli serve per fare i buchi e un sacco dove tiene le sementi. Parla raramente e sembra non sapere nulla di quanto accade intorno. Ogni giorno riesce a piantare centinaia di semi, sempre più lontano da casa: a volte nemmeno uno attecchisce e germina, la terra è dura e ingrata, gli uccelli beccano i semi e la giornata pare sprecata, ma l’uomo ostinatamente prosegue nella sua strana missione. Dopo qualche decennio quelle brulle pendici sono divenute colli verdeggianti e anche il clima s’è fatto più benevolo grazie ai boschi che sembrano nati dal nulla. Giovani coppie sono arrivate ad abitare la regione, il carattere della gente è più aperto e la vita riprende a scorrere con fiducia. Così, sembra suggerirci Giono, cambiano nel profondo la geografia e l’animo degli uomini: grazie ad un gesto caparbio, intelligente, generoso.Questa lezione di vita riguarda anche chi fa politica, soprattutto chi s’impegna nel centrosinistra a Milano. Qui c’è la pietraia delle destre. Qui c’è un’amministrazione che non ha fatto nulla per il traffico, per l’aria, l’acqua, le periferie, e che ha svenduto il 49% della AEM. Qui c’è un sindaco che vuol fare il podestà, che non si confronta neppure in campagna elettorale, che fa scappare gli assessori e non sopporta la sua maggioranza, che obbedisce alle logiche dei poteri forti. Più la terra è brulla, più è urgente la semina. Fuor di metafora, il mio progetto è il seguente: - sostenere la candidatura a sindaco di Sandro Antoniazzi - Conosco Sandro da anni e so che è persona di valore, in grado di governare la città con le giuste priorità: casa, lavoro, qualità della vita e delle relazioni sociali. Per questo ho accettato di coordinare la sua campagna elettorale; - lavorare insieme in Consiglio comunale - La collaborazione deve continuare a Palazzo Marino: perciò mi sono messo in lista come indipendente nei Democratici di Sinistra (l’unico partito dell’Ulivo dove ho trovato spazio) e sono pronto, in caso di sconfitta, a rifare con il consigliere d’opposizione, mettendo a frutto l'esperienza maturata negli anni di Tangentopoli e della Lega; - contribuire alla ricostruzione della sinistra milanese - Impresa ardua, ambiziosa, ma possibile, ne sono profondamente convinto. La "molla" di partenza: tutti gli uomini sono liberi, uguali, fratelli (come si fa a godere da soli?). L’obiettivo finale: una comunità in cui vi sia amicizia, benessere economico, legalità. Il metodo nuovo: l’integrazione di tutti i talenti presenti nella società civile, nelle associazioni, nei partiti. Lo stile giusto: una volontà appassionata e una prorompente voglia di vivere. Un buon progetto politico ha bisogno di tempo: piantiamo alberi, non insalata! L’importante è partire con il piede giusto e insistere: ogni giorno un seme. Come ripete un grande musicista dei nostri giorni, Peter Gabriel, nel suo suo ultimo disco : "Make tomorrow, today". Fai il domani, costruisci il futuro. Ma fallo oggi, fallo senza sosta. Fallo anche il 13 maggio con un voto intelligente. Grazie di cuore per l’aiuto che vorrai darmi.
5 IMPEGNI PER PALAZZO MARINO
Giovanni Colombo
Se eletto, mi impegnerò innanzitutto per i seguenti obiettivi: 1) Aiutare
bambini, giovani, anziani Nuovi asili nido, strutture per il tempo libero,
giardini pubblici attrezzati, controllo sul cibo della refezione scolastica,
"carta giovani" con agevolazioni per lo sport e la cultura, assistenza
domiciliare per gli anziani.2) Ridurre il traffico, potenziando il trasporto
pubblico Chiusura del centro e di altre
zone della città, aumento della frequenza e della copertura oraria dei mezzi
pubblici, corsie preferenziali per le linee di superficie, investimento per i
metrò e le ferrovie.3) Rigenerare l’ambiente Depuratori (finalmente!)
e controllo della falda acquifera, manutenzione continua del verde e nuovi
parchi intorno alla città, riduzione degli imballaggi (che sono la metà dei
rifiuti milanesi), lotta senza quartiere alle cacche dei cani e ai piccioni.4) Risanare
le periferie Manutenzione e bonifica del patrimonio abitativo pubblico,
lotta all’abusivismo, offerta di affitti a prezzo calmierato, iniziative di
socializzazione, comitati zonali per la "sicurezza partecipata".5) Utilizzare
meglio le risorse economiche comunali Trasparenza amministrativa, strategia
per le società comunali che assicuri il controllo sulle tariffe e sulla
qualità dei servizi, destinazione degli utili a nuove infrastrutture di cui
possa beneficiare l’intera città.
Sono nato a Carate Brianza il 1 luglio 1961. Risiedo a Milano dal 1988 e da cinque anni abito in zona San Siro. Sono sposato e ho due bimbi. Avvocato, lavoro attualmente all’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Nell’ultimo anno ho fatto parte della segreteria tecnica del Ministro dell’Industria Enrico Letta. Dall’83 all’89 sono stato il responsabile dei giovani dell’Azione Cattolica della diocesi di Milano. Dal ’90 al ’97 sono stato consigliere comunale di opposizione in rappresentanza della Rete, movimento che ho contribuito a fondare, e dei Cristiano-sociali. Fin dall’inizio - febbraio ’95 - ho promosso e sostenuto l’esperienza dell'Ulivo. Curo, con altri amici, la rivista "Appunti di cultura e di politica". E-mail: giovanni.colombo12@tin.it Il 13 maggio sulla scheda per il Comune (colore azzurro) - traccia una croce sul nome del candidato sindaco Antoniazzi - traccia una croce sul simbolo dei Ds e scrivi a fianco il mio cognome (croce sul simbolo DS) COLOMBO
Gnomiz
Reference: G. Colombo: Danzare la vita, Ma
la sinistra è un mattone?, Cardinal Martini-dopo il
sogno il botto, I sogni del Cardinale
Beni
di tutti di don Ulisse Frascali
Ti confesso che il dialogo con i giovani mi interessa molto perché, operando con
i giovani con finalità pedagogiche, dal colloquio con loro ho imparato tante
cose e tantissime in più ho da impararne oggi perché la società di domani
sono loro, che debbono pian piano formarla se noi vogliamo seguire e contribuire
all'evoluzione sociale dell'umanità. Nessuno può giudicare un altro: questo
fatto non è determinato dal rispetto verso il prossimo, ma dal dover fare una
analisi sulle cause che favoriscono determinati atteggiamenti dell'individuo.
Esamina per esempio i condizionamenti che questa società ti impone attraverso i
mass media, attraverso una cultura di sfruttamento, attraverso anche leggi
moralistiche non sempre legate alla razionalità antropologica, potrai così vedere
che l'uomo, se non con enorme impegno e sforzi, non riesce ad essere
libero ed autodeterminato nei suoi comportamenti e nelle sue scelte. Esamina per
esempio la moda: quante scelte e comportamenti sciocchi e stupidi ti costringono
a fare per portare indotto alle speculazioni di chi ci dirige a livello
economico e, ammettiamolo pure, anche a livello politico. Forse sono troppo
cattivo. Non ce l' ho con i politici e neppure con il mondo del potere
economico. Non intendo colpire nessuno; il mio intento è solo mosso dal
desiderio e dal bisogno di dare stimoli all' individuo per far si che si
inserisca in un progetto-programma per rispondere alla esigenza di difendere la
vita di tutti gli uomini. Non è una cosa facile, anzi è molto grossa e molto
impegnativa. Prendiamo atto che essendo diventata la terra per i collegamenti
veloci fra i vari paesi una casa molto piccola dove si trova continuamente a
contatto chi vive fra lo sfarzo e chi vive solo in attesa della morte e della
fine, ci impone di tenere comportamenti e linee ideologiche che portino ad
operare nell'interesse di tutti, ridimensionando i nostri piaceri (non i
bisogni) sempre eccessivamente consumistici. I beni della terra non sono solo di
qualche privilegiato ma sono dell'umanità e chi li ha a sua disposizione,
favorito dalle sue capacità e dalla sua intelligenza, deve operare per rendere
partecipe di questi beni anche chi non è capace di approvvigionarsene. Il
messaggio non è nuovo: è un messaggio che partì 2000 anni fa con il Cristo
che per primo mise in discussione il diritto assoluto alla vita riservato al
dominus. Oggi se vogliamo essere in assonanza con questo messaggio, dobbiamo
mettere in discussione l'appartenenza e l'uso dei beni. E' logico mettere alla
base di un discorso di questo genere "non giudichiamo il nostro prossimo ma
cerchiamo di stimolarlo ad essere più umano" affinché abbia a scomparire
chi per un raptus uccide il suo prossimo e chi per il suo egoismo favorisce la
fine di tanti esseri umani. Grazie. Ti sono grato per le Tue eventuali risposte,
spero che il nostro dialogo continui perché questo fatto mi fa sentire sempre
più sacerdos. Grazie e saluti cordiali.
(don Ulisse Frascali)
Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo
Celso ed Anna Frascali
via 56 Martiri 79
48100 RAVENNA
tel. 0544/61083 fax: 0544/61379
Caro Ulisse, la tua lettera è piena di passione e umanità, ma quello che dici
potrebbe fare dei danni che certamente tu potresti non condividere. La grandezza del
pensiero cristiano sta nel fatto che quel pensiero colloca la Sapienza al di
sopra dei problemi materiali. Fra chi " vive fra lo sfarzo e chi vive solo
in attesa della morte e della fine" Cristo privilegia i secondi perché
solo chi è in grado di non "rimuovere" il problema della morte può tentare di
avvicinarsi alla Sapienza. Il problema non è "mettere in discussione
l'appartenenza e l'uso dei beni" ma dare la possibilità a tutti di essere
in grado di evolvere intellettualmente e spiritualmente. Naturalmente l'estrema indigenza
o l'eccessivo consumismo rendono difficile
comprendere il mistero dell'esistenza, rendono arduo liberarsi
dagli inganni della vita. Sembra una beffa pensare che le grandi lotte sociali
scaturite in occidente dopo la rivoluzione francese non siano riuscite a
conciliare l'indubbio miglioramento del tenore di vita con una diffusione
consapevole del sapere. L'ignoranza, lo scollamento fra chi pensa (scienziati,
filosofi, teologi, ecc.) e chi agisce potrebbe creare disastri peggiori di quelli
finora conosciuti. Probabilmente, la causa prima di questo disastro risiede nel
fatto che la ragione senza la Sapienza tende a divenire un labirinto dal quale
non si può più uscire. I greci credevano che la "ragione" di Dedalo
non fosse trasmissibile (morte di Icaro), i cristiani pensano che sia possibile
per l'uomo accedere alla Rivelazione, i nostri contemporanei sono così sciocchi
da credere di poter vivere senza queste dottrine. Se come mi dici operi
"con
i giovani con finalità pedagogiche", cerca di mettere come primo dei tuoi
obiettivi il difficile compito di convincerli dell'importanza di tutto ciò che
è eterno, abituali a confrontarsi con la morte giorno per giorno, ora per ora.
Se ti capita di parlare con chi non crede fai la stessa cosa chiamando Dio con
uno dei tanti attributi che lo evocano: Amore, Uno, Tutto, il Non Diviso, ciò
che non è Nominabile, il Verbo, il Discorso, la Sapienza, ecc. Penso che un
cristiano debba occuparsi dell'ingiustizia sociale, del consumismo
piuttosto che della moda solo per utilizzare un'area di valori condivisibili per
cercare di far passare valori di più difficile comprensione. (Luigi
Granetto)
Gnomiz
Reference: vai
a pagina 329 Considerazioni:
Danzare la vita di Giovanni Colombo
Lettera ai miei figli sull'intelligenza di Adriano Autino
Gnomiz
Reference: Granetto
scritti on line
Sbatacchiamenti
neuronali di Elio Copetti
Avevo posto un bookmark sul tuo forum e per
parecchio tempo ci sono tornato, in cerca di qualche sbatacchiamento neuronale,
ma troppo sbadatamente, senza accorgermi che invece qualcosa si muoveva in
altre pagine. Non nella misura che vorrebbe la mia ingordigia, ma sempre meglio
che niente. Eh, Luigi, nel frattempo mi sono fatto un po' di esperienza. Ho
sperimentato "l'esposizione" in svariati contesti, ho sviscerato il
mio sentire e l'ho, per quanto possibile, confrontato con quello di artisti
(suppergiù del mio "livello", beninteso) sparsi un po' dappertutto
nel mondo. Ho letto, fatto, confrontato, cercato di intuire, e di distillare
qualche modello, qualche attrezzo concettuale che mi consentisse di dire
qualcosa di più fondato, di rilanciare il gioco. Niente da fare: i modelli
invece di irrobustirsi si ammollano e si squagliano. Ormai, dentro di me (ancora
non l'ho detto in giro) trovo già assurdo esporre, e ancor più assurdo vendere
(quando qualcuno mi chiede dei prezzi cerco di sviare il discorso). Trovo in
fondo assurda l'intera invenzione di me come artista, giustificata dal solo
fatto che fin dall'asilo ero il più bravo nel disegno. E traballa, soprattutto,
il mito dello scambio di idee, della comunicazione "profonda". Prevale
il sentimento che questa storia, questa realtà, sia davvero troppo caotica per
sperare di rinvenirne un senso. Tutt'al più potrò, talvolta, lasciarmi
affabulare da quello che vi san scorgere gli altri. Però leggendo certi
interventi mi rimane un dubbio: ma quelli sanno veramente quel che dicono
(facendo roteare le frasi a effetto come il giocoliere del tuo logo
animato) oppure scimmiottano le pose di successo del passato, grattando il fondo
di quel vasto repertorio? Ma se davvero nelle loro menti tutti i conti
tornassero, se non si trattasse della solita finzione o ubriacatura letteraria?
Quel pensiero quasi mi addolora.
I conti non tornano più forse perché si son
perse le tracce del re!. La crisi della nostra epoca è solo una temporanea
crisi di reggenza: dove esisteva un trono non è rimasto che un buco. Quel trono
garantiva il visibile della civiltà sia per per chi decideva di accettarla sia
per chi si proponeva di combatterla. Come ho già scritto più volte
dobbiamo lavorare affinché la rivoluzione liberale riesca finalmente
a trasformarsi da borghese a popolare e magari da razionalista a sapienziale. Non sarà facile riadattare i
"valori" della, ormai morta, borghesia colta per chi confonde
empiria con possibilismo, relatività con relativismo. Lo scoglio più temibile
non è rappresentato dal rapporto fra l'idea di caos e l'idea di realtà ma dal
rapporto che intercorre fra una solida cultura e una solida
ignoranza pratica. Le arti visive per la loro grande capacità di evocare
sentimenti, sono uno strumento formidabile per ridare senso ai
valori elaborati da chi ci ha preceduto: finiscila di frignare e mettiti a
lavorare. (Luigi Granetto)
Gnomiz Reference: Elio
Copetti Lucatero, Lucas (Alias Elio Copetti): Per
Rella e Granetto, Leggendo Granetto, Disinteresse
per l'arte, Lodolandia narcisistica, Franco
Rella e l'enigma di Warhol, Risposta a Biava su Lodola,
Un paio di considerazioni discutibili, Solo
un'impressione, La vogliazza delle proprie budella
di Copetti e Granetto
Gnomiz Reference:
Granetto
scritti on line
Libri
Editori e vendita libri on line
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Novità
Editoriali Marsilio "Politica
e idee"
Marsilio-
@ (Marsilio,-internetbookshop)
Per
Bruno Visentini Giurista di esperienza internazionale e uomo
politico, dalla giovinezza caratterizzata dall'opposizione al fascismo che gli
causò persecuzione e carcere, alla militanza accanto a Ugo La Malfa nel Partito
d'Azione, ai ripetuti incarichi di governo come ministro nei settori finanziari,
presidente dell'Olivetti e per 18 anni della Fondazione Cini, Bruno Visentini è
un personaggio importante per l'Italia del Novecento. Il volume, attraverso le
testimonianze di chi gli fu più vicino nei vari settori della sua attività e
la bibliografia dei suoi scritti, è un documento per ricostruire la vita e
l'opera di un grande protagonista della nostra storia recente. Storia
della violenza sessuale Vigarello Georges ; Una storia della
violenza sessuale che illustra a un tempo la nascita di una visione del soggetto
e quella della sua intimità. Essa mostra l'antica difficoltà di saper misurare
l'autonomia di una persona e di come si sia perpetuata la necessità di
attestarsi ai fatti materiali per riconoscerla. La storia dello stupro è anche
quella degli ostacoli che si frappongo al legame da sempre istituito fra la
persona e i suoi atti: il riconoscimento che il soggetto può essere
"assente" dai gesti che è condannato a subire presuppone infatti
l'esistenza di una coscienza distinta da ciò che fa. I
colori della mente. Art Brut a arteterapia contro lo stigma della psicosi Nate
come iniziative sperimentali e successivamente divenute parte integrante del
trattamento terapeutico, le esperienze di arteterapia hanno coinvolto negli anni
un numero sempre maggiore di utenti e operatori, accomunati dal desiderio di
dare spazio e visibilità a capacità altrimenti non riconosciute né
esprimibili. Il pregio dell'iniziativa tuttavia non si limita alla testimonianza
che essa porta del modello terapeutico fondato sull'integrazione del trattamento
clinico con interventi attenti alla tutela e allo sviluppo delle risorse
individuali e orientati alla promozione sociale, ma rappresenta al tempo stesso
una sfida culturale più ampia che evidenzia la necessità di ripensare il
rapporto tra normalità e disagio psichico. Beata riva. Trattato dell'oblio
Conti Angelo ; "La
beata riva" è un breve trattato di estetica sul valore della meraviglia,
sull'arte come svelamento della natura e sul ruolo del critico come continuatore
dell'opera dell'artista. Scritto nel 1900 e pubblicato da Treves con dedica
dell'autore a Mariano Fortuny e prefazione di D'Annunzio, il testo è oggi
riproposto con un commento e un saggio introduttivo, a cura di Pietro Gibellini,
in cui si da conto dei rapporti tra Conti e D'Annunzio, dell'ambiente
intellettuale e della critica d'arte del primo Novecento.
Gnomiz Reference:
(vedi anche Le
Novità Editoriali -Nexus: Storia,
Sport)
Novità
Editoriali Cittadella "Politica
e idee"
Cittadella-@
Ripartire
dalle radici. Naufragio della politica ed etiche contemporanee Cavadi
Augusto ; La politica "centrata sullo Stato" e sui partiti
attraversa, non solo in Italia, una crisi epocale. Perché i cittadini mostrano
tanta disaffezione, se non addirittura ostilità? Quali possono essere strategie
e ambiti d'intervento? Le radici del rigetto della politica sono etiche, ed è a
queste radici che occorre ritornare se si vuole tentare di fondare una nuova
politica "de-centrata". Alcune indicazioni etiche per sopravvivere al
naufragio della politica provengono da settori diversi della cultura europea
contemporanea: l'italiano Vattimo, lo spagnolo Savater, il francese Morin,
l'olandese Schillebeecks, il tedesco Jonas. Economia/finanza.
Per un'etica degli affari Lorenzetti Luigi; Marzano Ferruccio;
Quaglio Antonio ; La globalizzazione dell'economia e l'esplosione della finanza
hanno riproposto con forza la questione etica della ricchezza, del suo accumulo
e della sua distribuzione. I meccanismi di funzionamento della finanza e
dell'economia, le teorie economiche che oggi si confrontano e contrappongono, le
prospettive per i paesi "poveri" e i paesi "ricchi", i
problemi etici che pongono la globalizzazione del mercato, le innovazioni
tecnologiche, l'organizzazione del lavoro e della produzione, sono proposti da
esperti del settore. La
globalizzazione vista dagli ultimi Frassineti Cesare ; Obiettivo
dell'autore è quello di analizzare le contraddizioni in cui si sta avvitando il
sistema economico dominante per tentare, sulla base della presa di coscienza
delle sofferenze che genera, di indicare le coordinate di liberazione dalla
prevaricazione dei poteri egemonici. In questa ricerca di alternatività,
l'ispirazione di fondo deriva dalla consapevolezza che per recuperare i valori
oscurati dal bene comune è ineludibile l'assunzione da parte di ciascuno del
principio di responsabilità nei confronti del prossimo.
Gnomiz Reference: (Nexus:
Enciclopedie)
Novità
Editoriali Armando "Politica
e idee"
Armando - @
L'innocenza
del mercato. Pensieri liberali Mises Ludwig von ; Il
volume riporta il pensiero di un maestro del liberalismo. L'economia di mercato,
afferma Mises, implica la democrazia e la pace ed è "l'unico sistema
fattibile di cooperazione sociale". Il mercato è il regno della libertà e
i consumatori ne sono i sovrani. Infatti, "il mercato è una democrazia in
cui ogni penny dà diritto ad un voto". Al mercato vengono attribuite
numerose colpe, ma esso è sempre innocente. Al mercato si attribuisce la
"colpa" di produrre troppi beni "superflui", ma si dimentica
che tali beni sono prodotti perché vengono richiesti dai consumatori. Le
riflessioni dell'autore sono ordinate alfabeticamente secondo l'argomento
trattato. Il volume diventa così un dizionario-manuale di idee liberali. La
giustizia politica in Tommaso d'Aquino. Un'interpretazione di bene comune
politico Chalmeta Gabriel ; L'autore di questo saggio
ribadisce più volte la sua convinzione che non è possibile trovare la
soluzione ai problemi del Welfare State negli scritti di Tommaso. Nel contempo,
però, ha cercato di mostrare il valore e l'attualità della filosofia politica
dell'Aquinate. Sostiene, infatti, che le opere politiche di Tommaso ammettono un
tipo di "lettura" da cui emergono alcuni principi di giustizia
politico-giuridica a partire dai quali l'interprete attuale può sviluppare una
riflessione in grado di superare a testa alta il confronto dialettico con le
proposte politiche moderne e postmoderne, nonché di contribuire positivamente
alla soluzione dei problemi del Welfare State e alla costruzione di una società
politica più giusta. Modernismo
e postmodernismo. I mutamenti culturali delle società complesse Lash
Scott ; Che cosa vuol dire postmodernismo? Il libro di Scott Lash ne
ricostruisce la centralità per comprendere le tendenze della cultura
contemporanea nelle società complesse. Da un lato, sullo sfondo di
un'innovativa distinzione tra modernità e modernismo, Lash ci offre una
genealogia del postmodernismo con un lavoro di scavo condotto sull'opera di
Nietzsche, Deleuze, Foucault, dall'altro rivisita alcuni fra i classici della
tradizione sociologica (tra cui Weber) e figure contemporanee come Bourdieu in
cerca di un mezzo di contrasto adeguato con cui far risaltare la specificità
del "regime di significazione" postmoderno.La
libertà è più importante dell'uguaglianza Popper Karl R. ;Il pensiero
di un maestro del liberalismo. Le riflessioni dell'autore sono ordinate
alfabeticamente secondo l'argomento trattato. Il volume diventa così un
dizionario-manuale di idee liberali.
Gnomiz Reference: (Nexus:
Argomenti
contemporanei, Donne,
Economia, Filosofia,
Moda, Pedagogia,
Politica, Psicologia,
Sociologia, Medicina
e salute)
Ringraziamenti
Ringrazio
per la referenza nella vostra pagina dedicata alla Politica
ed anche per la collocazione: quel "cattolici umanitari" mi
va giusto.
Buon lavoro e cordiali saluti.Tino Bedin
Ringrazio
per la segnalazione sul vostro interessante sito Internet Pier Ferdinando
Casini
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