ottobre 2003

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Notizie Gnomiz Gnomiz Art Encyclopaedia of Art

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Notizie Gnomiz: quotidiano di attualità con sezioni di interni, esteri, economia e spettacoli.

Forum settembre pag 360: disegno di legge di delega del governo sull'ordinamento giudiziario 

  Arte e moda: Roma Villa Medici: 'Un secolo di moda  Creazioni e Miti del XX secolo' dal 25 novembre all'1 febbraio 2004. La mostra rievoca l' evoluzione del costume dagli inizi del XX secolo ad oggi in un percorso ideale che sintetizza le tappe di cent' anni di storia della moda italiana attraverso, l'esposizione delle piu' belle creazioni di alcuni tra i piu' noti stilisti: Sorelle Fontana, Shubert, Emilio Pucci, Krizia, Walter Albini, Valentino, Armani , Versace. L' intento e' quello di valorizzare un patrimonio culturale d' interesse internazionale e di documentare la trasformazione del gusto e del costume mettendo in evidenza la creativita', l'abilita' artigianale e industriale di queste realizzazioni. La moda nel ventesimo secolo ha sempre cercato di collegarsi al mondo dell' arte: Jacques Doucet era sostenitore di Henry Rousseau; Poiret usava per le stoffe i disegni di Raoul Dufy; Schiaparelli e Chanel hanno interpretato o chiesto la collaborazione di Dalì, Picasso e Cocteau. Fotografi come Man Ray, Steichen, Hoynigen Huene, Horst, Avedon, Penn, Bailey, Klein e altri legano la loro arte al prodotto della moda. La moda e' anche legata al mondo della moda, da Antonioni a Godard.
Arte e moda: Le Sedie di Etro e Zerodisegno 
Arte e moda: Nasce il Museo permanente della Moda italiana; Bruce Weber: La moda, il costume e la bellezza nell' Italia Antica; Gibo inaugura il suo unico negozio italiano.Milano Moda Donna

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Cinema: .La 60esima edizione del festival di Venezia
  Biennale di Venezia:
i nostri servizi e le nostre polemiche

Forum settembre pag 359: Inchiesta del Parlamento Europea sui diritti di libertà, di espressione e di informazione in Italia. Legge sulla droga: Fini, Casini, Sirchia, Pannella, Gloria Buffo, Paolo Cento, Ciotti, Bianca Costa.

Franco Modigliani, premio Nobel per l'economia nel 1985, è morto improvvisamente nella notte, probabilmente a causa di un attacco di cuore. Era nato a Roma nel 1918, a causa delle leggi razziali, fu costretto a riparare negli stati uniti, dove nel 1946 prese la cittadinanza. Esperto di economia applicata e di teoria finanziaria, i suoi lavori più noti riguardano il comportamento risparmio-consumo delle famiglie. Il Nobel gli viene conferito nel 1985 proprio per il suo lavoro sull'analisi del comportamento del risparmio nelle famiglie e per il teorema Modigliani-Miller sui mercati finanziari. Franco Modigliani: Avventure di un economista. La mia vita, le mie idee, la nostra epoca  Laterza
Savoia: nozze borghesi o di cattivo gusto?.. vai
Arte e moda: Nasce il Museo permanente della Moda italiana; Bruce Weber: La moda, il costume e la bellezza nell' Italia Antica; Gibo inaugura il suo unico negozio italiano.Milano Moda Donna... vai  

    56esimo Festival di Cannes dal 14 al 25 maggio (Dichiarazioni: Keanu Reeves, Carrie Anne Moss, Monica Bellucci, Lars Von Trier, Meg Ryan, Gina Lollobrgida, Penelope Cruz)..vai allo speciale Cannes 

 

 

Sentenza sulla rimozione del crocifisso 
e Polemica di Violante sulla mafia

La sentenza del giudice Mario Montanaro ha imposto la rimozione del simbolo cristiano dall'aula della scuola statale "Antonio Silveri" di Ofena (Aq), accogliendo la richiesta di Adel Smith, presidente dell'Unione musulmani d'Italia

Una croce libera da imposizioni di Giovanni Colombo

Che sia un integralista islamico ad elevarsi a difensore della laicità dello Stato è francamente paradossale. E spiega, a mio avviso,  la reazione - in alcuni casi altrettanto integralista - di  quanti, difendendo l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, ritengono di proteggere se stessi, le proprie abitudini, la propria civiltà, che è civiltà, non dimentichiamolo, dalle radici cristiane (non solo ma soprattutto cristiane): da queste radici l'Europa ha tratto linfa per elaborare il concetto di persona e per affermare il principio di tolleranza. "Soltanto una cultura cristiana avrebbe potuto produrre un Voltaire e un Nietzsche" (Eliot, citato  nel libro di G. Reale, Radici culturali e spirituali dell'Europa. Per una rinascita dell'«uomo europeo» , Raffaello Cortina  Editore). In una fase come questa di grande sbandamento etico e culturale - prima ancora che politico e giuridico -, io fisserei due punti (il primo da cittadino, il secondo da credente).
1. Lo Stato può imporre la presenza nei locali pubblici dei simboli dell'identità nazionale italiana; può imporre la presenza della bandiera tricolore o del ritratto del Presidente della Repubblica che "rappresenta - come la Costituzione stabilisce - l'unità nazionale"; ma non può imporre la presenza di un simbolo religioso, senza contraddire la sua laicità. Può accettarne la presenza quando essa esprima un sentimento condiviso o quanto meno rispettato anche dal non credente. Vige in questo caso la regola dell'unanimità: se qualcuno si oppone,  lo si toglie. 2. La trasmissione del Vangelo non avviene per imposizione e il rispetto dell'altro appartiene, prima che al politically correct, al mistero stesso di Dio. I cristiani ormai sanno che il  pluralismo religioso dell'Europa di oggi e di domani non è una provvisoria sfortuna da cui pregare di essere liberati, ma la condizione concreta entro cui dar ragione della propria  speranza. Sanno, insomma, che alla spada sguainata da Pietro, Gesù preferì il cammino verso la Croce: voler di nuovo rendere obbligatorio ciò che è il segno radicale della gratuità, delle braccia spalancate verso tutti, sarebbe profondamente anti-evangelico. La Croce non va dunque imposta sul muro delle classi e degli edifici pubblici, e si può anche togliere senza tragedie laddove c'è. In ogni caso, rimane simbolo eterno di libertà fraterna, così eloquente da accogliere il bisogno di misericordia di chiunque.
Giovanni Colombo Presidente nazionale della Rosa Bianca Consigliere comunale di Milano - indipendente Ds   @ e-mail  Recenti scritti su Gnomiz: Nonno Nino, giudice delle due rose, Giulio Andreotti: Sorprende la sorpresa 

Carlo Azeglio Ciampi: "Si tratta di una decisione non definitiva, suscettibile di impugnazione. A mio giudizio il crocifisso nelle scuole è sempre stato considerato non solo come segno distintivo di un determinato credo religioso, ma soprattutto come simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità. Non a caso il filosofo laico Benedetto Croce intitolò un suo saggio Perché non possiamo non dirci cristiani".
Roberto Piccardo, segretario nazionale dell'Ucoii (Unione delle comunita' ed organizzazioni islamiche in Italia):''la decisione di rimuovere il crocefisso dalla scuola di Ofena non ci riempie di soddisfazione e tantomeno le salve entusiaste degli atei, razionalisti e iperlaici. Questa vicenda è uno dei tanti presupposti ideologici che stanno portando all'espulsione dalla scuola pubblica le ragazze musulmane che in Francia portano il foulard. La rimozione del crocifisso dalla scuola di Offena  e' una di quelle decisioni che sembra destinata ad andare lontano, a produrre effetti perversi e indesiderati e certamente negativi per quel dialogo cristiano-musulmano che tanto faticosamente si sta cercando di avviare e, piu' in generale per la qualita' della convivenza in questo nostro paese''
Giuseppe Betori
, segretario Cei: " Sembra che cio' che non ha fatto l'anticlericalismo dell'Ottocento viene invece ribadito ora come una conquista della tolleranza In forza di una malintesa tolleranza, di fatto non si fa altro che dare ragione ai fondamentalismi religiosi piu' estremi."
Mario Borghezio
della Lega Nord: ''E' un preciso dovere di chiunque abbia a cuore le proprie tradizioni, anche religiose sostenere a spada tratta l'unica forza politica che combatte l'invasione islamica senza se e senza ma''.
Sandro Bondi
di Forza Italia: " deve intervenire il Parlamento per ristabilire la sovranita' popolare e democratica rispetto a decisioni come quella assunta da un funzionario dell'ordine giudiziario che offendono i valori fondamentali della nostra storia, della nostra cultura e della nostra identita' nazionale''.
Francesco Storace, Presidente della Regione Lazio: "Provo una fortissima indignazione Per la sentenza dell'Aquila che è la logica conseguenza di una Grave tendenza che punta alla negazione di valori che fanno Parte della tradizione italiana ed europea. E' bene che si cominci a dire forte e chiaro che i cattolici non possono essere considerati ospiti in Italia. Ci sono paesi in cui non possiamo né votare né soprattutto pregare ed è davvero paradossale che ci si debba difendere nel nostro Paese. Altro che diritto di voto ".
Roberto Castelli, ministro della giustizia Roberto Castell:
"Ricordo che anch'io ho ricevuto da Adel Smith una lettera in cui mi intimava di togliere il crocefisso dalle aule giudiziarie. Ovviamente non ho dato seguito a quella strampalata richiesta per quanto riguarda invece la sentenza in questione, ricordo che in giurisprudenza esiste la possibilità di sanzionare dal punto di vista disciplinare chi emette sentenze abnormi".
Pierluigi Castagnetti, presidente dei deputati della Margherita: "E' una sentenza priva di intelligenza, buonsenso e legittimità " 
Roberto Maroni, ministro del Welfare:  "Una sentenza aberrante. Che va cancellata al più presto perché un giudicenon può cancellare millenni di storia".
Roberto Calderoli
, della Lega Nord: "Come cattolico sento la sentenza del giudice dell'Aquila, con cui si dispone la rimozione del crocifisso dalla scuola, come una bestemmia e ancor più gravi mi appaiono le motivazioni della sentenza in cui fra l'altro si dice: '...la presenza del simbolo della croce induce nell'alunno a una comprensione profondamente scorretta della dimensione culturale dell'espressione di fede..'. Dopo il mancato inserimento nella Convenzione europea delle radici cristiane ora si cerca di eliminare tali radici anche dalla nostra costituzione dimenticandosi degli art. 7 e 8 della carta. Queste sono purtroppo le conseguenze della passiva accettazione di religioni che negano la liberta' religiosa e individuano come nemici coloro che credono in un dio diverso dal loro". "Tra Maometto, guerre di religione, Bin Laden e soci, io e la Lega  staremo sempre dalla parte del crocifisso, daremo battaglia e su tutti i fronti".
Luca Volontè, capogruppo dell'Udc alla Camera: "proprio un anno fa il ministro Moratti aveva riconfermato a seguito di un'interrogazione del nostro gruppo la validità delle leggi vigenti. Il crocifisso nelle aule scolastiche è legittimo proprio perché è il simbolo dei valori civili del nostro paese. L'interpretazione delle leggi vigenti da parte di un giudice non può portare alla negazione delle norme stesse. Invito pertanto l'Avvocatura dello Stato e il ministro Moratti ad intervenire in sede giudiziaria per tutelare le leggi e la morale civile della nazione italiana".
Letizia Moratti
ministro "Il ministero applica e continuerà ad applicare le disposizioni di legge del 1923, mai abrogate, che fanno, appunto, obbligo di esporre il crocifisso in tutte le scuole, così come in tutti i tribunali".
Clemente Mastella
: "Un errore storico e culturale, che non aiuta l'integrazione e interpreta in modo sbagliato il pluralismo religioso.Togliere oggi il crocifisso dalle aule delle scuole significa non avere rispetto per valori che per noi sono fondamentali".
Giuseppe Pisanu
, ministro dell'Interno: ''Rispetto questa sentenza, ma mi sento offeso come cristiano e come cittadino. Il crocifisso, infatti, non e' solo il simbolo della mia religione, ma anche l'espressione piu' alta di 2000 anni di civilta', che appartengono interamente anche al popolo italiano. Da ministro responsabile dei culti osservo che la convivenza dialogante fra religioni e culture diverse si basa sul reciproco rispetto e comporta l'affermazione di ogni singola identita' e non l'umiliazione di alcuna di esse alle pretese altrui.Questa sentenza, dando ragione ad un noto provocatore, rischia di turbare la sincera disposizione al dialogo che esiste tra la stragrande maggioranza delle chiese, delle comunita' e dei gruppi religiosi presenti in italia. Sono certo, comunque, che alla fine prevarranno l'intelligenza, la moderazione e il buon senso comune. Siamo impegnati a fare in modo che il dialogo interreligioso diventi un fattore decisivo di coesione sociale in tutti i paesi europei a forte immigrazione. "
Marco Follini
, segretario dell'Udc: ''la decisione del tribunale de L'Aquila non ha nulla a che vedere con la laicita' dello Stato. Chi immagina di promuovere la laicita' rimuovendo i crocifissi dalle scuole sbaglia due volte. Infatti, colpisce i sentimenti delle persone senza aggiungere nulla alla piena autonomia delle istituzioni''.
Gianni Alemanno
, ministro delle Politiche agricole e forestali: 'sono indignato per la sentenza del Tribunale dell'Aquila. Aprire alle altre culture non puo' e non deve significare la cancellazione della nostra identita' italiana'',

Polemica sulla Mafia (13-!4 ottobre)
Luciano Violante, presidente dei deputati DS: "Oggi la mafia non ha motivo di avere paura, non per responsabilità delle forze dell'ordine, ma per responsabilità del presidente del Consiglio".. "l'insultante espressione usata dal presidente del Consiglio nei confronti dell'intera magistratura e ha sottolineato come quell'espressione fosse simile ad altra usata addirittura dal boss Liggio".
Silvio Berlusconi: ''Un commento su Violante? Sono parole che si commentano da sole...''
Massimo D'Alema: '''Sinceramente mi sono chiesto su che basi, a freddo, si e' voluto montare questo caso. In quella intervista, con molta durezza, Violante, rimprovera al governo e al presidente del Consiglio di aver indebolito in qualche modo il contrasto verso la mafia, per le scelte sul terreno di attacco alla magistratura e per misure che hanno abbassato il senso della legalita' nel Paese, come i condoni. E' un attacco politico estremamente severo del quale sarebbe giusto discutere. Ma aver presentato questo come un'accusa giudiziaria e' un falso. E questo falso e' stato alimentato allo scopo di intorbidire le acque''.
Antonio Di Pietro: "la mafia non ha più bisogno di uccidere, perché trova terreno connivente in politica. Temo però  che le parole di Violante siano riduttive. La mafia trova un terreno connivente a 360 gradi dovuto alla concomitante azione sia di chi interloquisce con i soggetti mafiosi, come le recenti inchieste evidenziano, sia di chi non prende posizione e sta a guardare, come Erode e Pilato. La mafia non ha più bisogno della lupara e non è più questione di paura, perché essa si è inserita nelle istituzioni proprio attraverso la connivenza. Perciò non è più un fenomeno di questo o quel governo, ma riguarda entrambe le parti, anche l'opposizione".
Paolo Cento dei verdi: "Violante ha ragione. Non c'è dubbio che, negli ultimi due anni, la lotta alla mafia si è indebolita e non è più nelle priorità dell'agenda politica nazionale. E' indubbio che il governo del Polo abbia indebolito la lotta alla mafia. Si tratta di una valutazione politica, ma sono convinto che oggi questo governo non sta svolgendo un'adeguata lotta alla mafia".
Enrico La Loggia, ministro per gli Affari regionali: "Le dichiarazioni rilasciate quest'oggi con cialtronesca leggerezza da Luciano Violante dimostrano ancora una volta come il suo livore personale nei confronti del Presidente Berlusconi non conosca limiti Si tratta di una vera e propria mascalzonata che dimostra, ancora una volta, come il senso del confronto politico di Violante sia fortemente condizionato dall'abusata logica della demonizzazione dell'avversario, sempre e comunque. Nella realtà l'azione del governo Berlusconi contro ogni forma di criminalità organizzata è stata fin dall'inizio convinta e determinata, portando a straordinari risultati nella lotta alle cosche che sono sotto gli occhi di tutti coloro i quali sanno valutare oggettivamente e serenamente i fatti".
Domenico Nania, capogruppo di An al Senato: "L'affermazione di Violante punta con tutta evidenza a dividere e a mio avviso è la divisione che agevola i piani e i comportamenti mafiosi ovunque si manifestino. Non credo che la consistenza della lotta e quindi l'intensità del timore da incutere alla mafia dipendano in positivo o in negativo dai comportamenti di Berlusconi o di chiunque altri. Penso piuttosto che dipendano dall'azione delle forze dell'ordine e dalla unità strategica della magistratura inquirente".