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Notizie
Gnomiz: quotidiano di attualità con sezioni di interni, esteri,
economia e spettacoli.
Appello
degli scienziati contro la legge sulla procreazione assistita
Arte e moda: Le Sedie
di Etro e Zerodisegno
Dilmos, Piazza San Marco 1 - Milano 20 novembre 2003 a partire dalle ore
18

Etro
e Zerodisegno danno vita ad
una speciale collaborazione che ha come primo frutto una limitatissima
serie numerata di sedie della collezione nobody's
perfect, ideata da Gaetano Pesce. Il 20 novembre, presso Dilmos a
Milano, saranno presentati i 99 pezzi unici realizzati in resine
multicromatiche all’interno delle quali sono incastonate porzioni di
tessuti stampati provenienti da diverse collezioni dello stilista. Un
incontro quindi fra due mondi creativi dove la raffinatezza di Etro si
abbina felicemente al design di avanguardia di Zerodisegno. Jacopo Etro
e Carlo Poggio hanno scelto di realizzare una serie limitata di questi
pezzi, tutti diversi nei colori delle resine e nella scelta dei tessuti.
Una serie, dunque, per pochi raffinati collezionisti e intenditori. Nella
“bottega Zerodisegno” riprende quindi il colloquio tra design e moda
e nuovi capitoli si aggiungono a nobody’s perfect, la collezione
ideata da Gaetano Pesce per Zerodisegno. Una collezione di mobili in
resine elastometriche che il grande designer e architetto ha pensato per
l’azienda alessandrina, in nome di una filosofia nuova e
rivoluzionaria. Sono infatti gli operai a decidere di volta in volta
forma, colori e profumi dei prodotti. Ogni pezzo è unico,
contrassegnato con la data di realizzazione e la firma di chi lo ha
realizzato. Ogni pezzo al tempo stesso è parte di una serie. Una serie
“speciale” in qualche modo, in cui il concetto di diversità e
imperfezione non solo non è negato, ma anzi è enfatizzato. Gaetano
Pesce e la “bottega Zerodisegno” hanno scelto infatti nel loro
linguaggio creativo di riflettere e far riflettere sulla varietà e
diversità di popoli e culture. Gli oggetti di nobody’s perfect
vogliono ricordarci che la diversità può generare armonie ed energie,
ben lontane dagli odi in cui questa a volte degenera.
Arte e moda: Gli
abiti-scultura di Gabriella Ferrera, giovane artista-stilista siciliana,
sorella della piu' nota Marella Ferrera, partecipano alla mostra
Anteprima 2 della XIV Quadriennalea Palazzo Reale a Napoli. Gabriella
Ferrera, impegnata da anni nel rapporto moda-arte con la creazione di
abiti-scultura, sperimenta con le sue opere una nuova visione della moda
che penetra nell' arte.
Arte e
moda: Roma Villa Medici: 'Un secolo di
moda Creazioni e Miti del XX secolo'
Arte e moda:
Nasce il Museo permanente della Moda italiana; Bruce Weber: La moda, il
costume e la bellezza nell' Italia Antica; Gibo inaugura il suo unico
negozio italiano.Milano Moda Donna
Gnomiz Art Novembre
2003: A
Roma "Metafisica Giorgio e gli altri", a Milano Guercino e Il
cavaliere azzurro a Verona da non perdere la mostra “La creazione
ansiosa / da Picasso a Bacon”,Bologna i Futuristi
Vox
Inside: Cultura: concorsi letterari
Cantanti
italiani: il trionfo di Venditti, la Tosca di Dalla
L'Isola
dei Famosi: ultimo giorno
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Le
reazioni alla strage di Nassiriya
Nassirya 12 novembre, alle 10.40
un attacco suicida contro la base dei
Carabinieri italiani provoca una strage. Il bilancio provvisorio parla di 19
morti italiani e 9 civili iracheni. Questa azione militare colpisce i militari
italiani per il loro rapporto privilegiato con la popolazione
sciita. E' naturale infatti che la minoranza sunnita si sia alleata con i nazionalisti
arabi per impedire l'ascesa al potere degli sciiti per la prima volta nella
secolare storia dell'Iraq.
Carlo
Azeglio Ciampi: "L'Italia è andata in Iraq non per partecipare a una
guerra ma per contribuire alla ricostruzione del paese".
Khaled
Fouad Allam "questa guerra terribile non fa distinzione alcuna fra chi è
considerato forza occupante e chi è presente con finalità
umanitarie"..." la strategia terroristica in atto, che vede l'alleanza
fra radicalismo islamico e nazionalisti arabi, tende a impedire, costi quel che
costi, l'ascesa al potere degli sciiti, considerata un'offesa della storia. E se
è stata attaccata Nassiriya, e con essa l'esercito italiano, è proprio perché
questa è una città a maggioranza sciita, e l'esercito
italiano aveva iniziato ad avviare rapporti privilegiati con la popolazione
sciita.".. Quell'alleanza
strategica sfocia quindi nel tentativo di creare un islamo-nazionalismo volto a
contrastare un'egemonia del mondo sciita, qualunque sia la sua natura,
democratica o rivoluzionaria.".."tutto
il mondo sciita è in subbuglio, e dal sultanato del Bahrein all'Iran lo sciismo
è divenuto la chiave di lettura della geopolitica mediorientale. Perciò l'islamo-nazionalismo
nascente rischia di rappresentare in questo quadro un forte elemento di
destabilizzazione."
Peter
Singer, politologo
americano: ''Io credo che l'alleanza fra
nazionalisti e terroristi sia un fatto vero. Tuttavia penso che il fattore
nazionalismo sia la componente piu' forte. Puo' benissimo capitare che un popolo
disprezzi il proprio leader, ma abbia un suo orgoglio nazionale e non voglia che
qualcun altro entri nel suo Paese e prenda decisioni per conto suo. Purtroppo
l'Amministrazione ha dimenticato il fattore 'orgoglio' nelle nazioni arabe''
Gareth
Stansfield, massimo esperto di Iraq presso il 'Royal Institute of International
Affairs' di Londra: ''E' stato il sentimento
nazionalista degli iracheni contro l'occupazione, e a difesa di una propria
identita', a fomentare l'attacco contro il quartier generale italiano a
Nassiriyah.Ora ci si deve preoccupare di un sentimento nazionalista molto
diffuso nel Paese, che rivela un forte sentimento di unita' nella popolazione
locale''.
Marina
Catena, consigliere dell'Inviato Speciale del Governo Italiano in Iraq. ''A
Nassiriyah, rispetto a Baghdad, e' possibile interagire con la popolazione
civile in maniera piu' libera. Il contingente italiano, quindi, lavorava in
maniera piu' diretta con la popolazione civile, dalla ricostruzione delle scuole
alla distribuzione degli aiuti e alla consegna degli stessi stipendi. Ma questo
evidentemente non e' bastato: non ci aspettavamo un attacco diretto in questo
modo''.
Mohammed Al Bakri, leader
dell'organizzazione islamica Muhajiroun:
''Chi fa parte delle forze che occupano le terre dell'Islam, non puo' aspettarsi
l'impunita''',
Bernardo Valli:
"Saddam e i suoi generali erano impotenti davanti alla potenza militare
degli Stati Uniti; gli Stati Uniti e i loro alleati sono adesso impacciati,
smarriti, di fronte alla guerriglia e al terrorismo. Le forze della coalizione,
prima quelle americane, adesso anche quelle alleate, attirano i terroristi come
il miele i più svariati insetti."
Giovanni
Paolo II ''Esprimo la piu' ferma condanna per questo nuovo atto di violenza che,
aggiungendosi ad altri efferati gesti compiuti in quel tormentato Paese, non ne
aiuta la pacificazione e la ripresa''.
Paul Sayah, arcivescovo Maronita di
Haifa e Terra Santa: ''Sfortunatamente questo e' il risultato di una guerra
infelice. Offro cordoglio ai parenti delle vittime e do' a tutti la mia
benedizione''
Rohan
Gunaratna autore di 'Inside
al Qaeda Global Network of Terror'': "Gli italiani vengono colpiti
perche' alleati degli Stati Uniti e perche' i bersagli americani sono sempre
piu' difficili da prendere di mira.
Casini: L'Italia paga un prezzo
altissimo per una missione umanitaria, per assicurare pace, ordine e sicurezza''
Silvio
Berlusconi: ''Se c'e' un giorno in cui le polemiche dovrebbero tacere, se c'e'
un giorno in cui la totalita' dei cittadini deve riconoscersi solidale con chi
adempie all'alta missione di difendere i valori della nostra democrazia
costituzionale, questo e' il giorno, queste sono le ore. Mi rivolgo a tutto il
Parlamento affinche' venga data una grande prova di maturita' democratica e di
lealta' verso chi ha perso la vita in difesa dei beni piu' preziosi dell'umanita':
la democrazia e la liberta', la sicurezza e la pace''.
Massimo D'Alema: "considero un errore politico' proporre ora il ritiro della nostra
missione in Iraq"
Cesare
Salvi dei DS ''L'Italia deve al piu' presto cambiare orientamento,
raccordarsi con la Francia e la Germania, ritirare le proprie truppe dall'Iraq e
operare affinche' in tempi rapidi, con la garanzia dell'Onu, il popolo iracheno
possa democraticamente scegliere chi dovra' governarlo''.
Francesco
Rutelli. ''Tanta sofferenza esige unita', ma, finalmente, anche chiarezza,
rigore e un grande cambiamento di quanto l'Italia sta facendo e ha fatto in Iraq.
Verràil momento per rispondere alle domande che ogni italiano si pone da mesi
sulla guerra e sul sanguinoso dopoguerra in Iraq; sui compiti della missione
italiana; sul modo migliore per onorare l'alleanza atlantica; sul ruolo di guida
da attribuire, da domani, all'Onu, anche in virtu' dell'ultima risoluzione;
sulla nuova sovranita' da attribuire al popolo iracheno; sulla necessita' di
rendere prioritari meccanismi piu' efficaci della comunita' internazionale per
prevenire e contrastare il terrorismo internazionale''.
Antonio
Bassolino " discuteremo nei prossimi giorni sui fatti di questa guerra e
sul dopo guerra e sull'eccessiva presenza degli americani e della necessita'
della presenza invece dell'ONU''
Altero Matteoli, ministro all'Ambiente: "quel paese ha avuto piu' morti con la
fine della guerra che durante il conflitto. Non posso che esprimere
preoccupazione per quanto sta accadendo''.
Oliviero
Diliberto, segretario del Pdci: 'Di fronte a questa immane tragedia faccio una
sola domanda: in nome di chi sono stati mandati a morire i nostri soldati? Per
quale causa? Tantissima e' la solidarieta' per loro e per le famiglie dei caduti
e tantissima e' la collera contro questo governo che li ha man
Alfonso
Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, . ''Il velo di menzogne del governo e'
caduto nel modo più tragico. E' irresponsabile e immorale mettere in gioco la
vita di migliaia di giovani italiani per seguire l'irresponsabile e fallimentare
strategia della guerra preventiva di Bush. I nostri soldati, inviati come
missione umanitaria, stanno partecipando a una occupazione militare, sono in
guerra. E' assurdo che a pagarne le tragiche conseguenze siano proprio loro''.
Fausto
Bertinotti: "la missione italiana in Iraq ''e' sbagliata: non e' una
missione di pace, si innesta in una guerra in atto''.
Laura
Boldrini del commissariato dell'Onu per il rifugiati: ''La violenza in Iraq
ormai non risparmia nessuno. Tutti coloro che operano in Iraq, a prescindere
dalla loro attivita', sono diventati un obiettivo da colpire''.
Vittorio
Agnoletto: '' Il governo Berlusconiha un'enorme responsabilita perche' ha messo
a repentaglio le vite dei militari italiani pur di sedere al tavolo dei
vincitori''.
In primo piano:
Ectoplasma
Luttazzi, Beppe Grillo
il casinista, Lucia
Annunziata bambina capricciosa, Sentenza
sulla rimozione del crocifisso, Madre
Teresa di Calcutta e il Business della provvidenza
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