dicembre 2003

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Forum novembre pag 363 Le reazioni alla strage di Nassiriya
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Un vascello fantasma: la televisione Europa 7
di Dario Fo e Franca Rame

 Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che trasmettevano non contemporaneamente gli stessi programmi. Era una furbata che permetteva di violare la legge, visto che allora era  vietato a soggetti privati di possedere  televisioni nazionali. Ma Berlusconi si mette d'accordo con Craxi che gli fa un decreto legge apposta. E fin qui, lo sapevamo  già...Cosi' Berlusconi ha finalmente tre  televisioni nazionali vere. Ma molti storcono il naso perché, essendo possibili solo 11 reti nazionali, e' un po' anomalo che un solo   imprenditore se ne prenda tre. Non siamo nel Far West che il primo che arriva si prende tutto...Nel 1994 la Corte Costituzionale con la sentenza 420, stabiliva in
difesa del pluralismo, che   un unico soggetto privato non potesse detenere tre reti nazionali, concedendo un periodo di transizione e rimettendo il problema al legislatore per una soluzione   definitive entro e non oltre l'agosto 1996. Arriva il 1996, scade nell'indifferenza generale la decisione della Corte Costituzionale e Berlusconi continua ad avere tre Tv. Nel 1997 la legge Maccanico stabiliva che un soggetto non potesse detenere più di due reti e che,  finché non ci fosse stato un "congruo sviluppo" via satellite e cavo, Rete4 avrebbe potuto continuare a   trasmettere via etere, quest'ultima decisione in palese contrasto con le decisioni della Corte Costituzionale che aveva deciso per un termine definitivo entro l'agosto 1996. D'Alema, una volta diventato capo  del governo, decide di risolvere la questione e indice una gara per l'assegnazione delle concessioni delle reti nazionali. La commissione nominata dal Ministero e' presieduta da un avvocato di Mediaset. Berlusconi si aspetta che finalmente possa detenere legittimamente, con un regolare mandato dello Stato, le sue  tre reti e relative frequenze.Nel luglio 1999 si svolge questa gara d'appalto, per partecipare si richiedono requisiti spaventosi e sembra chiaro che nessuno  riuscirà a scombinare i giochi. Invece, colpo di scena. Arriva un tipo con uno  scatolone enorme pieno di documenti   e dice: "Buon giorno sono Francesco Di Stefano di Europa 7, vorrei due reti nazionali, grazie." Panico! E chi e' questo? E' pazzo? No, non e'  pazzo, e' il loro peggior incubo. Iniziano a mettergli i bastoni  tra le ruote: "Le manca il certificate 3457!" "No  e' qui!" "Il modulo 13 bis compilato in 8 lingue?" "Ne ho due, bastano?" Ma poi trovano la furbata: "Il bando di gara richiede di avere 12 miliardi di capitale versato per rete, lei ne ha solo  12, può chiedere una sola Tv."  "Balle!" Risponde il signor Di Stefano, "dodici miliardi sono per concorrere non per ognuna delle due frequenze". Ricorre al Tar e poi al Consiglio di Stato  e vince. Insomma alla fine gli devono dare una concessione  per una rete nazionale e presto   anche una seconda perché ne ha diritto e a  Berlusconi ne tolgono una, non che la  debba chiudere, deve traslocarla sul satellite che ormai e' ricevuto da 18 milioni di italiani. Ma a  questo Di Stefano non gli vogliono dare  proprio niente. Evidentemente lui deve essere uno che da piccolo lo allenavano   ad abbattere i muri con la cerbottana  perché avvia una serie di   procedimenti giudiziari spaventosa. Ingiunzioni, diffide, cause penali,   civili, regionali, Commissione  Europea. E vince tutti I ricorsi, tutti gli appelli, tutte le   perizie. E alla fine arriva alla Corte Costituzionale che nel novembre 2002, sentenza numero 466-2002, ha stabilito inequivocabilmente che: - Retequattro, dal 1 Gennaio 2004 dovrà emigrare sul  satellite - le frequenze resesi disponibili  dovranno essere assegnate a Di Stefano! L'avete sentito dire al telegiornale? Abbiamo chiesto a Di Stefano come si  sentisse in questa storia e ci ha risposto con un  lieve sorriso: "Nonostante siano trascorsi ben nove anni dalla decisione della Corte Costituzionale, Mediaset  continua a detenere e  utilizzare appieno tre reti nazionali su un totale di sette concessioni assegnate sulle undici assegnabili (comprese quelle Rai). Il fatto che un soggetto,  a cui e' stata data una concessione  (in concessione si da'un bene  pubblico, in questo caso le frequenze), non riceva poi materialmente il bene e' un avvenimento che non ha  precedenti al mondo. Nel luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto richiesta di due concessioni, una  (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'e'
stato un diniego, in quanto non ritenuta idonea per la mancanza del requisito del capitale sociale. Una sentenza del  Consiglio di Stato ha riconosciuto   esistente il requisito del capitale sociale, per cui siamo in attesa di una seconda   concessione, anche se il Ministro Gasparri prende tempo. Nel frattempo Centro Europa 7 per iniziare le  trasmissioni, si e' dotata di una struttura di oltre 20.000 mq,   di otto grandi studi di registrazione per le proprie eventuali produzioni,  di una library di oltre 3000 ore di programmi e di tutto ciò che e' necessario per  una
rete televisiva nazionale con 700  dipendenti. Questa preparazione e' stata necessaria  poiché la legge stabilisce che, entro sei mesi dall'ottenimento della concessione, la neo-emittente  ha l'obbligo di iniziare le trasmissioni. Attualmente Centro Europa 7 e'  una società praticamente ferma, non ha alcun introito, poiché non e' stata messa in condizione di  operare, ma ha avuto, e   continua ad avere, pesanti oneri per la gestione  della struttura, l'adeguamento   della library, l'adeguamento tecnologico, le ingenti spese legali, i costi dei dipendenti..." Ma ora altro colpo di scena: Gasparri si sta muovendo  per salvare Rete4. Il D.D.L. Gasparri, art. 20 comma 5 e art. 23 comma 1,  realizza in pratica un condono,  riconoscendo il diritto di trasmettere a "soggetti privi di titolo" che occupano   frequenze in virtù di provvedimenti temporanei, discriminando cosi' le imprese come Europa 7 che hanno legittima concessione, il tutto sempre   al fine di salvaguardare Retequattro. Infatti, quest'ultima potrà   continuare a trasmettere, in barba alla sentenza del '94 e del 2002 della Corte Costituzionale e della  legge 249/97, pur non avendo ormai da quasi  quattro anni la concessione, mentre Europa 7 non  potrà mai trasmettere, dimenticando che nel luglio 1999 c'e' stata una regolare gara dello Stato per  assegnare le concessioni, gara persa da Retequattro e vinta da Europa 7. Si realizza quindi un ennesimo gravissimo stravolgimento del diritto. In pratica, chi ha   perso la gara (Retequattro) può   continuare tranquillamente a   trasmettere, e chi l'ha vinta (Europa 7),  perde definitivamente tale diritto. Non vi  sembra straordinario? Travolti da un miracoloso afflato civico, i  deputati del Polo bocciano alla   Camera dei Deputati il decreto Gasparri   proprio laddove vuol tagliare   la gola a Europa 7. E' chiaro che le urla di  Berlusconi di questi giorni   sono anche per ricompattare i suoi, che se lo  mollano adesso...Ora bisogna vedere cosa fa il Senato... e poi la legge  deve tornare alla Camera...E poi bisogna vedere se Ciampi la firma  una legge del genere. Saremmo all'oltraggio  definitivo del concetto stesso di stato di diritto. Un conto e' fare una legge per non  finire in galera, un conto e' fare una legge per prendersi qualche cosa che  appartiene a un altro. Si comincia cosi' e poi si pretende il Jus Primae Noctis. Quindi, cara cittadina, caro cittadino,  sappi che in questo momento si sta   giocando una partita incredibile. Se questa legge passa quel che e' tuo e' suo. Vedi tu se riesci a far girare questa mail. Che  secondo me anche solo se si sa in  Internet un po' li rende nervosi... Che poi casomai gli viene di fare un altro passo  falso...Internet non conta niente in borsa ma siamo comunque una decina di milioni...

 

Oscar 2003 
Oscar 2002
David
di Donatello
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