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Parola - Memoria - Invenzione

La Questione Jefferson analizzata da Bernasconi di Adriano Autino
Risposta all'intervento di Marco C. Bernasconi "Una condizione costituzionalmente minima" Pagina201.
Caro Marco Bernasconi, la voce Thomas Jefferson compare in diverse enciclopedie e dizionari, alcuni dei quali attenti alle condizioni sociali dell'America tra il 700 e l'800, altri meno. Tutte le voci riportano, piu' o meno, quanto segue: - Jefferson, di studi classici e legali, e' il padre della costituzione americana - si rifaceva all'illuminismo ed alla rivoluzione francese - era un repubblicano (ma non e' dato sapere che cos'erano i partiti repubblicano e democratico allora, se pure esisteva questo bipolarismo) - era un sudista - si contrapponeva alla nuova classe industriale nascente nel Nord-America - il suo modello sociale era una societa' rurale di piccoli coltivatori "naturalmente" buoni. Qualche altra voce riporta anche che: - T.J. era figlio di ricchi allevatori della Virginia, di cui ha raddoppiato il patrimonio - T.J. era personalmente proprietario di schiavi (!). A parte considerare ancora una volta la malignita' lievemente sadica del destino, che fa scrivere la costituzione forse piu' libertaria della sua epoca ad un proprietario di schiavi (ma Diana mi ricorda che Karl Marx aveva in casa una serva, che non mancava di molestare anche sessualmente), mi viene da fare subito qualche considerazione storico-epocale (teniamoci ben saldi sulle sedie, ed allacciamo le cinture, che si parte): a] La rivoluzione borghese dell'egalite'-fraternite'-liberte', sviluppatasi in Francia, aveva diritti umani molto evidenti da far prevalere, contro la nobilta': il fatto che tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali, per quanto riguarda i diritti. La nobilta' di allora non aveva alcuna valida argomentazione filsofica ne' politica, per sostenere i propri privilegi contro la rivoluzione borghese, portatrice dei diritti umani fondamentali. b] La borghesia rivoluzionaria, grazie all'universalita' dei principi che propugnava, ha trovato facilmente nella classe contadina ed in ogni altra classe subalterna degli alleati pressoche' "naturali". c] Quindi, incidentalmente, non c'e' vera contrapposizione neppure tra il sud rurale di Jefferson ed il nord industriale degli Yankee, che si troveranno d'accordo nel dichiararsi indipendenti dalla vecchia Inghilterra, anche se la borghesia nordista chiaramente preferiva avere dei salariati anziche' degli schiavi (ma Jefferson avra' poi concesso i diritti umani elementari ai "suoi" schiavi, o se la sara' cavata dichiarando che non erano esseri umani? [so di essere acido, al limite di ogni sopportazione <gh>]) d] Comunque, per il filo analitico che sto cercando di seguire, la rivoluzione borghese afferma dei valori e dei principi pressoche' incontrovertibili, di valore universale ed estemporaneo. e] Mentre l'America li' si ferma, o addirittura subisce alcuni processi involutivi, l'Europa cerca di andare avanti, ed ivi compare il pensiero socialista, che pero' si sviluppa maggiormente ad est (in societa' pre-industriali). Un altro scherzetto della storia, questa volta ai danni del vecchio Karl: la sua dottrina, nata per liberare il proletariato industriale, finisce col servire prevalentemente come modello di ... industrializzazione di societa' pre-industriali :-) f] Sono personalmente annichilito nel constatare, in primis, che le grandi rivoluzioni socialiste (esclusa forse quella cubana), non solo hanno fallito lo scopo del loro agire, ma sono degradate in regimi autoritari, fascistoidi o nazisti: - il nazional socialismo genocida hitleriano, in Germania, mutatosi in nazismo - il socialismo mussoliniano in Italia, mutatosi in fascismo - il socialismo in un paese solo, genocida, staliniano, in URSS, rimasto nominalmente socialista, ma totalmente liberticida, sia sul piano delle liberta' individuali che di quelle economiche, esattamente come un regime fascista o nazista - il socialismo di Mao-Tse-Tung/ Deng-Tsiao-Ping/ Yang-Tse-Min, liberticida e sterminatore di dissidenti, in Cina - per non parlare di Pol Pot e vari macellai in Cambogia e paesi limitrofi. g] Fanno qualche eccezione alla regola di cui sopra (ma forse solo per non aver potuto, per varie ragioni, giungere a conseguenze estreme): - il socialismo cubano, in cui il burocratismo centralista di Fidel Castro non e' riuscito a sopprimere la spinta libertaria di Che Guevara (mah, spiegazione fantasiosa, lo ammetto) - il socialismo di Allende, soffocato dal regime fascista e liberticida di Pinochet (grazie all'appoggio degli USA e della CIA) molto prima di poter degenerare esso stesso - il socialismo vietnamita, di cui si sa poco, in verita', ma conserva probabilmente ancora troppo viva l'esperienza rivoluzionaria condotta contro l'invasore statunitense, quindi non ha ancora fatto a tempo a degenerare. h] Non ho abbastanza elementi per parlare delle esperienze africane di rivoluzione socialista, se di rivoluzione socialiste si puo' parlare. j] Al di la' delle lezioni che oggi potremmo anche finalmente tentare di trarre dal fallimento della rivoluzione socialista, mi interessa qui analizzare quali diritti e principi la rivoluzione socialista cercava di affermare, e cercare di collocarli nella situazione sociale in cui tali rivoluzioni si sono sviluppate. k] Laddove la rivoluzione borghese partiva dalla contraddizione tra il diritto alla liberta' di principio ed all'uguaglianza nominale dei diritti di tutti gli esseri umani da una parte, e la negazione di tali diritti da parte della nobilta', la rivoluzione socialista cerca di affermare alcuni diritti di fatto , non di tutti gli esseri umani, ma di un sottoinsieme della specie, vale a dire degli esseri umani salariati. l] Karl Marx infatti afferma che se un salariato deve lavorare per la maggior parte del proprio tempo di veglia, ed il suo salario gli basta appena per ricostituire la propria forza lavoro, egli non e' libero, poiche' non ha tempo ne' energie da dedicare alla propria crescita culturale e sociale. m] Nell'affermare la necessita' di liberare la classe proletaria da quanto sopra, la rivoluzione socialista affermava di poter liberare implicitamente anche le altre classi subalterne (contadini poveri, sottoproletari e poi, per estensione, negli ultimi decenni, gli studenti, le donne, e tutti gli insiemi sociali discriminati), mediante l'espropriazione dei mezzi di produzione dalle mani della borghesia proprietaria. In attesa di questo "sol dell'avvenire", soprattutto nei paesi occidentali, la classe lavoratrice ha conquistato, mediante lotte sindacali a volte rivoluzionarie, alcuni diritti sociali (orario di lavoro, obbligo di giusta causa per il licenziamento, condizioni salariali, pensione, diritto allo studio per i minori, ecc...). Paradossalmente (ma non troppo), proprio questi diritti acquisiti costituiscono oggi un fattore di arretratezza culturale, che tiene le vecchie leve lavoratrici inchiodate a modelli ideologici superati e non piu' aderenti alla realta'. n] Osserviamo subito che, se la classe operaia aveva una possibilita' di liberare se stessa e le altre classi subalterne e di instaurare una societa' socialista (Libertaria? Secondo un modello cooperativistico? Applicando criteri di democrazia diretta e di rivoluzione permanente alle strutture consigliari elette? Non e' detto che non esistessero in assoluto direzioni di sviluppo sociale non stataliste-burocratiche, e forse varra' la pena di riparlarne, per non gettar via, insieme all'acqua sporca, anche il famoso bambino) questa possibilita' e' tramontata con la fine della societa' industriale, in cui esistevano effettivamente concentrazioni molto nette: da una parte il capitale, dall'altra il lavoro (destra e sinistra). o] Quanto all'alleanza, data quasi per scontata, delle altre classi subalterne, questa non c'e' mai stata in realta'. Ricordiamo la persecuzione stalinista nei confronti dei kulaki (contadini ricchi). Quanto alla Cina maoista, ha pagato l'appoggio della classe contadina con un ritardo culturale di almeno cinquant'anni, rispetto al resto del mondo, per quanto riguarda lo sviluppo industriale. Per quanto riguarda gli altri ceti considerati alleati (donne, studenti, disagio giovanile, ecc...) non si tratta di vere classi (cioe' aventi interessi economici in comune, secondo la definizione marxiana) e neppure erano assimilabili a classi sociali. q] Senza alleati, con una "validita' a tempo", e propugnando i diritti di una sola classe sociale (che oggi non e' neppure piu' maggioritaria), la rivoluzione socialista non poteva vincere, ed infatti non ha vinto. r] Per la liberazione dei salariati, e' stata molto piu' efficace la rivoluzione elettronica che la rivoluzione socialista. Anche se i difensori della classe operaia (che comunque continuo, pur dissentendo quasi in toto dalla loro analisi, che ritengo obsoleta e e giurassica, a trovare piu' simpatici ed onesti di tanti "liberisti" interessati) tardano a rendersene conto. s] Detto quanto sopra, con quale situazione deve fare i conti, oggi, chi si pone il problema dei diritti umani e di un loro avanzamento? E soprattutto chi, come nel nostro caso, si accinge ad una battaglia politico-filosofica (anche questa con "validita' a tempo" e con alleanze tutt'altro che certe) per il diritto di tutti gli umani ad un futuro di libero sviluppo? t] La situazione dei diritti umani e', ovviamente, tutt'altro che tranquilla e scontata. Se la rivoluzione borghese aveva sancito l'avvento del diritto borghese secondo cui, quantomeno, la legge e' uguale per tutti, oggi questo diritto viene pesantemente rimesso in discussione. u] Infatti (i) il diritto internazionale e' ancora pesantemente sottomesso alla legge preistorica degli armamenti (ii) il diritto civile e' sempre piu' messo in discussione dal potere economico, capace di accaparrarsi i migliori avvocati. Si vedano le vicende di Berlusconi in Italia e di Bill Gates negli Stati Uniti (o dovremmo dire nel mondo). O si consideri che le grandi multinazionali hanno recentemente proposto un Accordo Multinazionale sugli Investimenti (l'AMI). secondo cui le aziende multinazionali non sarebbero piu' soggette alle leggi dei singoli stati in materia di diritti sindacali e sociali. v] L'Unione Europea ha un Governo non eletto dai Cittadini. Gli USA ed il Regno Unito si sono recentemente arrogati il diritto, in barba a qualsiasi deliberazione dell'ONU o della NATO, di intervenire militarmente contro l'IRAK. L'ONU stessa sta agendo da anni, nei confronti di problemi sociali di portata planetaria, in base ad accordi stipulati con... il WWF, senza neppure l'ombra di una consultazione popolare. x] I padroni del cosiddetto "libero mercato" fanno il bello ed il cattivo tempo, poiche' la dimensione in cui si muovono e' planetaria, mentre i cittadini esercitano il loro diritto di voto solamente a livello nazionale. y] Si va quindi delineando, in una situazione in cui le vecchie classi sociali sono completamente disgregate (e non e' affatto chiaro su quali forze sociali possa contare un movimento di opposizione), una situazione in cui i diritti costituzionali nazionali conteranno sempre meno (ed il ritorno alle sovranita' nazionali non costituisce certo un'alternativa), a meno che non sia scritta, e votata almeno dai tre quarti dell'Umanita', una Costituzione Terrestre. z] Si ricostituisce di fatto, in base al potere economico, una casta governante che si perpetua per diritto di successione, in barba sia alla Rivoluzione Francese che al buon Thomas Jefferson (che, probabilemente, trattava i "suoi" schiavi meglio dei suoi figli, credo anzi che abbia avuto una dozzina di figli proprio da una "sua" schiava, non che questo comunque gli faccia molto onore). aa] Entriamo quindi in un'epoca in cui qualsiasi battaglia per il furturo dell'umanita' non potra' prescindere da una battaglia per i diritti umani elementari. Il problema e' quello di definirne gli obiettivi, che non possono piu' essere ne' quelli libertari di Jefferson (anche se impararne qualcosa non puo' farci che bene) ne' quelli sociali di Karl Marx (che andavano bene per una sola classe sociale, in epoca industriale). ab] Potremmo anche aggiungere che tutti i principi suddetti, ancorche' sacrosanti nella lettera, sono stati applicati in modo disastroso, con risultati di cui nessuno puo' certo andare fiero (gli USA mica scherzano, in quanto a negazione dei diritti umani, nei fatti, sia in casa loro che all'estero). ac] Non possiamo comunque pensare che tutti gli esseri umani accettino un giorno o l'altro di liberarsi dalle catene del lavoro salariato, e diventare imprenditori. Ci sara' forse sempre una componente sociale che preferisce lavorare in posizione subordinata, pero' bisogna avere il coraggio di osservare che oggi questa e' una libera scelta, e non piu' una necessita' ineluttabile (come solo vent'anni fa lo era). Un certo numero di diritti sociali va comunque mantenuto, a difesa di questa componente. Certo non si puo' piu' pensare di basare delle rivoluzioni sulla lotta per tali diritti (!). Ma, per esempio, il diritto allo studio merita ancora parecchie lotte, senza dubbio, e cosi' altri, che valgono in qualsiasi contesto di societa' civile, industriale o no (cito per tutti il diritto alla salute, pesantemente compromesso da privatizzazioni selvagge). ad] Le rivoluzioni vittoriose si possono basare solo su diritti (forse neppure su "esigenze") largamente riconosciuti dalla stragrande maggioranza e da molti ceti e classi sociali. Comunque e' innegabile che siano i ceti emergenti, con i loro problemi (nuovi), a creare il vapore rivoluzionario. Un capitolo interessante, tutto da scrivere, e' quello sui diritti dei piccoli e micro-imprenditori, tanto nel mondo post-industriale che in quello pre-industriale, e come questi diritti siano difficilmente raggiungibili in un contesto di economia stagnante, Forse, la stessa borghesia nordamericana alla fine l'ha avuta vinta sui sudisti perche' creatrice di un'economia crescente, contro il modello rurale stagnante di questi ultimi. ae] Ben altro scenario, per almeno qualche secolo a venire, si delinea in un contesto di sviluppo di un'economia spaziale. Una ragione fondamentale per guardare finalmente in Alto, dopo tanto agitarci a Destra ed a Sinistra? Con questo, per oggi ho viaggiato anche troppo, e non so ancora dove sono arrivato. (Quanto a coloro che ho arbitrariamente, e senza alcuna logica apparente,
tirato a bordo, spero che non soffrano troppo di mal di spazio :-) Adriano Autino President - TECHNOLOGIES OF THE FRONTIER

Notiziario Gemini Europa a cura di Gemini Europa
E' disponibile sul sito Gemini Europa il Notiziario Gemini Europa Marzo 1999. E' possibile ricevere il notiziario via email gratuitamente richiedendolo a notiziario@geminieuropa.com . "Quante piu' informazioni abbiamo a disposizione, tanto meglio saremo in grado di pensare creativamente". [Edward De Bono, Essere creativi.]
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