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| Parola - Memoria - Invenzione |
Lettera a Bill Clinton di Manuela Corti
con una nota di Granetto
to BILL CLINTON president@whitehouse.gov
"Il Signore perdona tante cose per un'opera di
misericordia" (Alessandro Manzoni)
LETTERA APERTA AL CAPO DELLA NATO: IL
GOVERNO DEGLI STATI UNITI
Gentile Signor Presidente degli Stati Uniti d'America, ci perdoni
l'affermazione retorica e un po' provocatoria che l'intestazione
della lettera contiene. Sotto le festività e durante le guerre
la retorica e la propaganda sono smerciate sempre in quantità
eccedente.Cogliamo l'occasione di questa, per Lei e per noi e per
tanti altri, Pasqua particolare, per esternarLe un senso di
sgomento che non può essere in nessuna maniera taciuto.Tutti
sanno, ormai, che gli Stati Uniti d'America sono, in ogni campo
del sapere, dell'arte, della letteratura, della scienza, della
tecnologia e in modo speciale degli armamenti e dell'esercito, i
primi del mondo.Questa convinzione si è affermata dalla fine del
secondo conflitto mondiale e dagli Stati Uniti ci si aspetta
sempre, oggettivamente, il meglio di ogni cosa.La potenza
economica statunitense ha affermato gli artisti americani in
tutto il mondo. Quando un artista è americano è, per
necessità, il migliore e siccome avete molti artisti è fuori
discussione che siano tutti i migliori. Il Vostro cinema e la
Vostra televisione hanno fatto scuola.I premi più ambiti sono
una Vostra creazione e il Vostro modo di commercializzare i
Vostri prodotti è tale che chiunque si mette contro di Voi è
certamente un aspirante suicida che non ha capito bene chi sia il
motore primo del mondo.Queste osservazioni sono vere al punto che
non vi sarebbe neppure bisogno di parlarne. Se ne vogliamo
parlare è perché in Italia, ad esempio, ci avete concesso il
beneficio del Rinascimento, ma essendo provincia decadente (parlo
dell'Italia) non riuscite a vedere in Noi altra evoluzione (a
parte, forse, il settore alimentare e quello della moda).Gli
interessi americani nel mondo hanno prodotto comunque effetti
indiscutibili.Cuba è diventata un atollo che attende solo la
morte di Fidel Castro per essere liberata del tutto; la caduta
del muro di Berlino ha creato piccoli staterelli con una Russia
centrale impoverita dal fascino della Vostra e in parte Nostra
(ma solo di riflesso) economia. Le borse azionarie di tutto il
mondo, prima di decidere se vendere o acquistare, aspettano le
decisioni di Wall Street. E ancora: la Cina, pur non essendo un
paese democratico, è economicamente appetibile. Secondo tale
criterio può ammazzare quei 2-300 studenti ma non di più:
questo perché non bisogna ingerire con gli affari di uno Stato
Sovrano. Sappiamo tutti che quando uno Stato Sovrano proprio non
Vi va bene organizzate di tanto in tanto un colpo di stato; ma
sappiamo anche che lo fate per il bene comune e di questo ve ne
siamo grati. Ci dispiace che la Vostra egemonia faccia
riferimento, in Europa, da una parte alla Gran Bretagna e
dall'altra alla Germania. Ci dispiace nel senso che non abbiamo
saputo essere Vostri partner privilegiati. Come la Germania in
Europa così in oriente avete saputo fare del vecchio Stato
Feudale del Giappone uno stato economicamente e tecnologicamente
avanzato. Il comandante Arkan, capo dei miliziani Serbi e
stragista (a quanto si dice) Vi accusa di aver gettato l'atomica
su Hiroshima e Nagasaki; ma questa di Arkan è solo per
giustificare se stesso. Oggi il Giappone è anche molto
considerato per l'arte, il cinema e la letteratura. E' possibile
che fra arte ed economia esista uno stretto legame. E' sicuro che
i paesi più ricchi producono l'arte migliore (da questo si
deduce che i Nostri Stati del 500 erano molto ricchi). Certo, Lei
prenderà questa lettera come lo sfogo di chi non riesce a
emergere rispetto a Voi. Non è proprio così, anche se siamo
stanchi di sentirci sempre posposti a ogni evento scientifico o
culturale. Le garantiamo, ad esempio, che qui da noi si fanno
ottimi interventi chirurgici per appendicite e che non sentiamo
il bisogno di emigrare per tali necessità.Lei, Signor
Presidente, ha fatto un calcolo sbagliato quando ha deciso di
attaccare la Serbia. Non vogliamo giustificare Milosevic; ma i
profughi che Milosevic aveva promesso di rendere tali si stanno
riversando, come sa, in Albania e in Macedonia. Paesi come la
Grecia hanno detto di no all'ingresso dei profughi, ma i greci
hanno sempre nutrito livore nei confronti dei macedoni dai tempi
di Alessandro Magno e quindi hanno quanto meno una
giustificazione storica. Ora, presupponendo che i profughi
saranno di qui a breve più di un milione, Lei crede davvero che
potrà trattare il loro rientro in Kosovo senza concedere niente
a Milosovic? Se questo era previsto immaginiamo che Lei e
Milosevic abbiate trattato non sull'autonomia ma su: un tanto a
te e un tanto a me: crede sia questo il modo di spartirsi la
terra? Si, è vero, siete riusciti a mandare centinaia di
migliaia di palestinesi in Giordania e finora ha funzionato. E'
anche vero che i Vostri accordi commerciali con il Messico sono
appunto accordi commerciali e i milioni di poveri che dormono
nelle strade messicane, non avendo commercio, non possono
rientrare in tali accordi. Pur tuttavia ci preme lanciare a Lei e
a chi ci ascolta il seguente messaggio: noi desideriamo che Lei
apra le porte al milione di Kosovari profughi. Desideriamo che
Lei ordini un raduno di navi (anche porta container) e carichi i
profughi come passeggeri per forza maggiore e li porti tutti
negli Stati Uniti dove esistono terre non sovraffollate perché
quivi siano ospitati e trattati come esseri umani. L'idea di
mantenere un milione di profughi ai confini della loro terra,
l'idea di farli crescere per anni davanti alle loro abitazioni
sarebbe troppo crudele e trasformerebbe Albania e Macedonia in
contenitori pericolosi proprio per la pace che Lei vuole
raggiungere. Chi potrebbe obbligare costoro a starsene fermi con
la sola speranza che un giorno potranno rientrare? Chissà, fra
questi profughi potrebbero esservi menti eccelse in grado , un
giorno, di dare lustro alla Sua nazione. Inoltre verrebbe anche
impedito lo spettro della "pulizia etnica" perché i
profughi creerebbero una società integrata in quella
statunitense ma mantenendo sempre viva la propria tradizione,
cultura ecc. Nel frattempo potrà destabilizzare a suo piacere il
regime serbo e predisporre abitazioni per i profughi che potranno
rientrare in Kosovo una volta che gli interessi americani e le
ragioni umanitarie siano salvaguardati. I costi di tale
operazione sarebbero presto ammortizzati da: 1) Abbattimento
delle spese militari. 2) Aiuti di tutta la comunità
internazionale che sostiene, con alimenti e versamenti in denaro,
il popolo fuggiasco. Questo già basterebbe a fare di Lei un
benefattore dell'umanità e un futuro premio Nobel. Le garantiamo
che continueremo a pensare di Lei e del suo governo il meglio che
si possa pensare: siete i migliori, i più grandi e fatecelo
vedere in questo momento.Manuela Corti, Bologna - Italia, Gianni
Actis Barone, Bologna - Italia, http://www.cassiopea.it/passages/war/war.htm
La decisa adesione di tutte le
democrazie occidentali all'intervento nel Kossovo, dovrebbe
suggerire a Manuela Corti e Gianni Actis Barone, una polemica
più realistica. Se si pensa che quest'intervento sia stato un
tragico sbaglio bisogna anche essere in grado di fornire ai
popoli che partecipano a questa guerra, argomenti utili a una
soluzione positiva. La complessa realtà, che riesce a garantire
libertà d'opinione, uguaglianza di diritti, fratellanza nelle
scelte comuni, è resa possibile da un sistema sempre più
perfetto d'interscambio culturale, economico e di controllo,
messo in atto dalle classi dirigenti dei paesi che si riconoscono
nel modello della democrazia occidentale. Queste classi dirigenti
sono composte da individui che, spinti da interessi spesso
contrastanti ( sindacali, religiosi, di categoria, nazionalistici
etc.), tentano di rappresentare la volontà dei loro popoli. Se,
nella lunga e travagliata storia dell'affermarsi di questa
realtà , il popolo americano è riuscito a raggiungere prima di
altri molti obiettivi, non è per la sua forza economica o
militare ma per merito della forza delle sue idee, le idee di
Hume e di Voltaire. Gli europei che costruirono l'America ebbero
il coraggio di realizzare, con un anticipo di due secoli, l'unica
rivoluzione possibile, quella rivoluzione che in questi ultimi
anni ha ripreso il suo cammino per merito del fondamentale
contributo degli afroamericani e recentemente delle popolazioni
latine della California. Penso sia venuto il momento, per gli
europei rimasti nel vecchio continente, di portare il loro
contributo a quella rivoluzione per cercare di recuperare il tempo perso ad inseguire
idee delle quali si conoscono ormai le tragiche conseguenze.
(Luigi Granetto)
Cinquantamilanoi a cura di Futurando
La finalità di Futurando, un giornale mensile
distribuito gratuitamente, è di propagandare opinioni,
considerazioni e proposte di chiunque desideri sottoporre
all'opinione pubblica le proprie idee, di difendere, quindi,
"...il diritto di cercare, ricevere e diffondere
informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a
frontiere." (art.19 della "Dichiarazione universale dei
diritti umani" ONU). Futurando non nasce solo per garantire
un libero e neutrale veicolo di opinioni, ma soprattutto perché,
per la stessa Dichiarazione, "Ogni individuo ha diritto di
partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia
attraverso rappresentanti liberamente scelti." (art.21)
Partecipare direttamente al governo è un diritto che si realizza
nel poter avanzare, attraverso il giornale, non solo opinioni, ma
soprattutto petizioni o precise proposte di legge, per le quali
l'Associazione CINQUANTAMILAnoi si pone come neutrale promotrice
e punto di riferimento per la raccolta delle firme.
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