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Parola - Memoria - Invenzione

Franco Rella e l'enigma di Warhol di Lucas Lucatero
Ho trovato molto suggestiva la citazione di Rella riportata in un recente intervento (Orietta Berlanda:"Il moderno"). Solo che a me ispira più un avvitarsi disperato che un esaltante dispiegarsi, almeno stando a quello che sembra essere il "bottino" di tali profondissime incursioni. Prendiamo Warhol, che suggella enfaticamente quella visione. Ancora una volta devo interrogarmi sulla insanabile distanza che sembra esserci tra l'eco mentale associata al termine "pittura" nella testa mia e in quella di Rella. Questa volta però, ho preso visione dei testi deputati a spiegarmene l'importanza e devo dire di averli trovati intelligenti ed ingegnosi, certo più affascinanti del loro "explicandum". Mi è quindi chiaro come in un determinato contesto concettuale, e soprattutto nell'ambito di una determinata "storia", Warhol possa "funzionare" e persino fornire un sicuro piacere intellettuale. Mi rimane, ineliminabile, il senso di una sproporzione: credo che quei pochi concetti (serialità inclusa) che sembrano fondare l'importanza di Warhol, avrebbero potuto trovare compiuta espressione in un singolo, magari brillante e memorabile, saggio. Mi pare invece esagerata, e fin comica, l'idea che la pittura abbia mai avuto bisogno di Warhol per ritrovare "la via dell'enigma e del mistero". Naturalmente non si intendeva la pittura in quanto attività di migliaia di individui, ma la "vera" pittura (o la Pittura) che si pretende di saper ritagliar fuori dalla massa di tessuto connettivo con il debole filo di una assai poco stringente dialettica. Di fronte alla fastidiosa invadenza delle opere di Warhol, nella quale si può anche scorgere il retaggio di una prevaricazione culturale, ed alle strabilianti quotazioni di mercato da esse raggiunte, non posso evitare il sospetto che tutte queste "storie" dell'arte moderna, indispensabili per la comprensione di opere che di piacere "viscerale" ne regalano ben poco, siano nella loro essenza abbastanza arbitrarie e strumentali. Il processo a cui cercano di dare forma e significato a me sembra, per molti versi, essenzialmente caotico e comunque guidato più dalle spinte all'affermazione, individuali e di gruppo, che dalla ricerca di chissà quali verità. Anzi, quelle stesse argomentazioni, soggette in misura irrisoria ad ipotetiche verifiche di plausibilità, sono parte in gioco in una lotta di evidenti, umanissime, necessità, le quali, rimanendo sempre sullo sfondo, contribuiscono (ai miei occhi) a stornarne la residua credibilità. Dubito fortemente che esse sappiano cogliere le "invarianti" fondamentali del fenomeno artistico, ammesso che tali invarianti esistano. Avete presente certi programmi per la generazione di frattali, nei quali la variazione micrometrica di un parametro genera un "edificio" che "sembra" completamente diverso? Ecco, allo stesso modo sarebbe interessante immaginare cosa sarebbe l'arte se alcuni personaggi "chiave" avessero svolto un altro mestiere. Io credo che avremmo un dispiegamento analogo a quello descritto da Rella, soltanto con nomi, correnti ed opere ovviamente differenti. Ma differenti in "sostanza" o in "apparenza"? Forse il punto cruciale è proprio questo. Di fronte a tanti aspetti sconcertanti, sono arrivato a chiedermi se il mondo dell'arte, inteso nel suo complesso, abbia in mano carte vere o bluffi alquanto, magari ingannando, forse per profondissime necessità interne alla natura umana, pure se stesso. E' che finora, tutte le volte che sono andato davvero a vederle, quelle carte, non ho finito per stringere molto. Ma naturalmente mi si potrà sempre dare dell'incompetente, se non del sottodotato, e sinceramente anche io, tenendo in considerazione queste possibilità, considero ogni mia impressione come provvisoria. Immaginandomi allora come un "utente ideale", un poco scettico e prevenuto ma disposto ad imparare, mi piacerebbe chiedere ai rappresentanti "consapevoli" di quei mondi, cioe' in ultima analisi ai critici (gli artisti di solito sono abbastanza impermeabili nella loro puerile autosuggestione di genialità) una stima di quanto sia mediamente necessario per attingere a quelle fonti che sembrano ritenere così importanti. Almeno trent'anni di studio, alla maniera delle illuminazioni Zen? Senza scherzi, credo che sarebbe un grande elemento di chiarezza dichiarare esplicitamente quando un certo tipo di arte non puo' piu' essere attinto in maniera "ingenua", ovvero facendo affidamento sul grado di isomorfismo che mostrano le strutture cerebrali dei diversi individui, ma necessita invece di un deciso indottrinamento e magari anche di fede: l'ideale sarebbe una onesta esposizione del cammino richiesto, alla maniera degli esercizi spirituali di S.Ignazio di Loyola. Servirebbe almeno ad escludere subito dal gioco quanti, a causa della vita che svolgono, non avranno mai il tempo di percorrere tale cammino e sarebbero quindi soltanto destinati a subire l'autorità altrui. Gli "addetti ai lavori" potrebbero in tal modo attendere indisturbati ai loro alti compiti, come già accade p.es. alla ristretta casta di matematici in grado di dire qualcosa a proposito della relatività. E' evidente però che non è questo che sognano. Bisogna invece dire alla massa che deve venire alla mostra, che il messaggio è comunque accessibile. Non si azzardi però, di fronte a certi colpi di genio, a sghignazzare, che altro non farebbe che rendere palese la propria incompetenza. Meglio salvare le apparenze ed annuire pensosamente (oppure, nel caso di Lodolandia, divertirsi un sacco).

A Lucatero pescator di fo-Rella di Luigi Granetto
Caro Lucatero: quante esche per così pochi pesci! Il gambero fluviale relinere-relatio (Rella in ladino fantastico) non può essere catturato dagli ami Minerva, è preferibile utilizzare, per questo scopo, gli specchietti Medusa-relucens, particolarmente adatti a creare false ombre nelle tenebre gotiche. Il retrosum redire suggerisce, a quest'astaco d'acqua dolce, di schifarsi delle prede viventi per poter trangugiare i simulacri della morte che lo tengono in vita. Ho letto recentemente il suo libro "Negli occhi di Vincent-l'io nello specchio del mondo"edito da Feltrinelli e mi sono reso conto come gli sia difficile farsi tentare da bocconcini bacchici conditi da salse apollinee. C'è nel libro un capitolo, scritto con la lingua dei letterati, dove l'autore, uscendo dalla prigione del pensiero referenziale e dismettendo l'adorato uso del cilicio delle citazioni, riesce a farci sognare una sua impossibile metamorfosi da gambero a forelle schubertiana. Si tratta di poche pagine nelle quali Franco Rella, con la scusa di parlare di Van Gogh, riesce a trascinarci in una compiuta narrazione di un amore realmente vissuto con una donna in carne ed ossa, a emozionarci con pensieri autenticamente personali, a riconciliarci con la poesia e con la sua capacità di fiutare il mondo dei viventi. Avevo promesso a Franco Rella una recensione di questo libro composto da otto capitoli scritti da un professore per altri professori e da un capitolo scritto da un uomo per altri uomini, poi ho dato retta alla mia rabbia e non ho raccolto tutti quei talenti sprecati. Ho voluto raccontare questi miei brulichii viscerali, non per la redenzione di Rella ma per suggerirle la strategia vincente per pescare il gambero: 1) assicurarsi un medium finnico o di Carate Brianza, 2) evocare lo spirito di Totò e di Warhol, 3) chiedere con voce perentoria a Warhol cosa ne pensa della "via dell'enigma e del mistero" 4) fare in modo che Franco Rella sputi nell'occhio di Warhol prima di Totò, 5) mostrarsi assolutamente indifferenti per la vittoria conseguita. Per quanto riguarda il suo desiderio di lanciare esche ad altri pesci le ordino di rinunciare alle ciabatte (critici) limitandosi ai più commestibili storici dell'arte che, anche se non possono essere cotti all'acqua pazza, sono sempre consigliabili per arrotondare il sapore-sapere delle zuppe. Per concludere, una profezia: "gli artisti abbastanza impermeabili nella loro puerile autosuggestione di genialità" saranno presto dimenticati anche se questo fausto evento non renderà più facile la vita agli artisti capaci d'intelligere.

Yahoo!,Umberto Eco e L'ornitorinco di Corrado Petrucco
Ovvero del perché Yahoo! è cattolico e Altavista è protestante.
Perché Yahoo! ha avuto tanto successo? Qual è stato il segreto del successo di Yahoo!? Ovvero, perché milioni di persone preferiscono cercare informazioni in Internet attraverso un indice delle risorse di rete (le cosiddette directory) e non piuttosto usando un motore di ricerca? Le strutture categoriali ci piacciono: troviamo più facile cliccare su una categoria già pronta e poi su di una sotto-categoria come ad esempio: Arte e Cultura -> Archeologia -> Musei -> Museo Egizio di Torino invece che inserire faticosamente in un motore di ricerca una stringa con gli operatori logici: “Muse* AND Egizio AND Torino” e poi navigare nella selva dei risultati della ricerca. In realtà può entrare in gioco anche una sorta di “povertà di lessico” che ci fa preferire la scelta tra immediate alternative visibili piuttosto che cercare di ricordare qualche parola chiave che appartiene all'area semantica dell'argomento che stiamo cercando. Quindi meglio cliccare che inserire? Una risposta potrebbe consistere nel fatto che noi esseri umani siamo pigri, o meglio, economi. Eseguendo un qualsiasi compito ripetitivo, tendiamo a compiere il minor lavoro mentale possibile. Si chiama “legge del minimo sforzo” ed è stata formulata da G. Zipf. Detto in soldoni è lo stesso processo per cui tendiamo a dire auto invece che automobile, tele o tv invece di televisione, eccetera. Da un certo punto di vista si può dire che Windows è strutturato per i pigri mentre il DOS no poiché lascia all'utente il compito di digitare i comandi per il Sistema Operativo. E non solo, si possono infatti inventare anche nuovi comandi. Umberto Eco in un famoso articolo sosteneva a questo proposito che il Mac e Windows (con i menu' a cascata e le icone) sono Cattolici e dogmatici, e che quelle proposte, sono le uniche scelte possibili. Proprio quello che succede con un indice di rete. Il DOS invece è protestante poiché lascia libera scelta, richiede difficili decisioni ed impone una sottile ermeneutica e cioè l'interpretazione dei risultati. Proprio quello che succede quando si usa un motore di ricerca. Continua in Apogeo Online

Le Ultime di Apogeo Online di Salvatore Romagnolo
Eccovi le ultime di Apogeo Online - 28 aprile 1999:
WINDOWS 2000 INSTALLATO IN ANTEPRIMA SUI COMPUTER DELL A partire dal mese di maggio il costruttore americano Dell installerà su alcuni modelli di PC la versione beta di Windows 2000. AMERICA ONLINE PUNTA SULL'ACCESSO A INTERNET SENZA PC America Online (AOL) il primo fornitore di accesso a Internet del mondo (17 milioni di abbonati), pensa di proporre ai suoi abbonati dei terminali per il collegamento a Internet espressamente pensati per le famiglie che non possiedono un computer. MICROSOFT REINVENTA IL MOUSE Durante il Comdex di Chicago, Bill Gates ha presentato una nuova generazione di mouse sviluppati dalla Microsoft e non più basati su una sfera rotante, ma su un captatore ottico. GETMUSIC.COM, UN NUOVO PORTAL MUSICALE CONTRO MP3 Due giganti della comunicazione e della multimedialità, BMG (gruppo Bertelsmann) e Universal Music, si sono alleati dando vita a un nuovo sito per la vendita di musica online. SUN MICROSYSTEMS LANCIA SUN.NET, UN NUOVO SOFTWARE PER IL TELELAVORO MOBIL La Sun ha sviluppato una nuova applicazione per il telelavoro mobile, quello svolto lontano da un ufficio, ma anche da un telecentro, usando nella maggior parte dei casi un portatile e un cellulare. IBM PUNTA SULL'ELECTRONIC MARKET Intervista a Irving Wladawsky-Berger, l'Internet-Man di IBM. All'interno di Big Blue è stato tra i primi a credere nello sviluppo dell'Electronic Market. E gli ultimi dati gli danno pienamente ragione. CHE COS'è L'UNIVERSAL SERIAL BUS (USB) USB è essenzialmente un nuovo tipo di tecnologia seriale che presenta molti vantaggi rispetto alle connessioni attualmente presenti sui nostri computer (PS/2 per i PC e ADB per i Macintosh).

Il sito della Galleria Blu di Daniele Palazzoli
Gentile Dr.Granetto, le comunico il fatto che da pochi giorni è pronto il sito www.galleriablu.com , un sito che per ora è informativo dei nostri servizi e dà un'idea sia di come lavoriamo che di ciò che trattiamo.

Guerra: i miei occhi informano la mia anima di Manuela Corti
Caro Granetto, grazie per gli aggiornamenti e il contributo del forum all'informazione pluralistica. L'intervento di Adriano Autino è interessante con spunti molto costruttivi. Io non riesco più a parlare, sto raccogliendo centinaia e centinaia di immagini e cerco di capire da queste quello che devo pensare o dire. I miei occhi informano la mia anima; e il mio stomaco, dolorante da molti giorni, non ha ancora deciso come o dove vomitare tutto il disgusto che lo pervade. Cordialmente Manuela Corti Interventi sulla guerra presenti sul Forum: Carl William Brown: Per Granetto sul Kosovo (con un commento di Luigi Granetto), La guerra come diceva Eraclito..., Manuela Corti: Interventi sul Kosovo (Tullio Fragiacomo webmaster di psyche- Listiani dall'Indonesia- Satoshi dal Giappone), Lettera a Milosevic, Sempre sul Kosovo , Lettera a Bill Clinton (con un commento di Luigi Granetto), Adriano Autino: Intervento sul Kosovo

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