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| Parola - Memoria - Invenzione |
Novità Editoriali: Rugginenti
Sonetti e poesie I più
celebri sonetti di Trilussa, la voce sapiente di Mario Scaccia,
una musica suggestiva: un audiobook che sa restituirci
un'atmosfera non solo romana de Roma, ma genuinamente
italiana. Manuale di storia della musica nel cinema
Storia, teoria, estetica della musica per il cinema, la
televisione e il video: tutto su un genere che ha contribuito non
solo alla storia del cinema ma anche a una nuova estetica
musicale. Il signore dell'auditorium di Rino Maione
Da Beethoven a Gershwin e Shostakovic, la storia e le vicende
dell'incontrastato protagonista degli auditorium di tutto il
mondo: il pianoforte.
Italiani, ricchi di cultura di Guido Belli
Seguendo un trend internazionale, la gestione dei beni
culturali è diventata da tempo un tema caldo dell'agenda del
mondo della cultura e della politica italiani. Politici,
operatori economici e culturali rivolgono la loro attenzione ed
azione verso la ricerca dei benefici economici ed occupazionali
derivanti dallo sfruttamento dei beni culturali, dei quali
l'Italia è particolarmente ricca. Essi identificano nel
desiderio di arricchimento personale una domanda di valori che il
patrimonio culturale può soddisfare. Questo bisogno è
riconosciuto crescente e sempre più diffuso nelle società
europea, nordamericana e giapponese. Il mercato del turismo e
delle proposte per il tempo libero diventa dunque il luogo dove
proporre e vendere la dimensione culturale dell'Italia. Questo
pone le offerte culturali sullo stesso piano dell'entertainment,
con il quale entrano in diretta concorrenza per la conquista di
clienti. La strategia messa in atto per guadagnare fette
dimercato è di rendere!
i luoghi d'arte e cultura più vicini alle esigenze del
consumatore, offrendo servizi diversificati ed integrati, e
applicando al prodotto cultura tecniche di gestione e di
marketing già ampiamente sperimentate in altri settori... continua
Politica culturale per la
creazione artistica di
Guido Belli
A quando una politica culturale per la creazione artistica? Il
fronteggiarsi di sostenitori del valore economicodei beni
culturali e della necessità di un approccio imprenditoriale al
loro sfruttamento da una parte, e sostenitori del primato della
conservazione dall'altra sta polarizzando il dibattito. Pur non
negando la validità di questi approcci, e lanecessità di tenere
conto delle rispettivi punti di vista, sembra sempre più
necessario allargare gli orizzonti della discussione includendo
anche altri fattori, che sembrerebbero essere di uguale
importanza. In particolare sembra significativamente problematica
l'assenza di una politica culturale dichiarata che, ad esempio,
sancisca la positività e la necessità del sostegno diffuso e
pubblico alla creatività artistica. Tale mancanza è ancora più
colpevole visto l'esistenza in Italia, comunque e nonostante
tutto, di un diffuso interesse verso l'arte contemporanea. Essa
è testimoniata dalla presenza di importanti collezionisti e
galleristi, di associazioni e di artisti, punte alte di sen!
sibilità ai fenomeni artistici contemporanei, nel campo delle
arti visive come in quello dello spettacolo dal vivo... continua
Musei: pubblici, privati o non
profit?di Michele
Trimarchi
Le relazioni tra il settore pubblico e quello privato sono da
anni al centro del dibattito economico cosi come
dellinteresse e delle aspettative della società. Ciascuno
di questi settori viene, correttamente, visto come il luogo
privilegiato per un approccio alle scelte economiche
caratterizzato da aspetti sui generis, il settore pubblico dalla
visione più globale e ampia, dal possesso più esteso di
informazioni rilevanti, dallassenza di finalità di lucro;
il settore privato dalle opportunità connesse con
limprenditorialità, con lobiettivo del profitto, con
il paradigma del mercato. uesto dibattito, che ha toccato nel
corso del tempo quasi tutti i settori dellattività
economica, lambisce da qualche anno anche il settore culturale
che appare sempre più stretto tra lirrigidirsi del vincolo
dei bilanci pubblici che finora lhanno foraggiato e la
presenza di sprechi e inefficienze (veri o presunti) nella
gestione delle istituzioni culturali. Il tema è delicato.... continua
Il piano dello zio Hitler di Carl William Brown
Caro Granetto, ho ricevuto con piacere la tua ultima
e-mail, e ora ti scrivo per inviarti un altro intervento, questa
volta un po' piu' divertente. Ciao, ciao e grazie per il lavoro
che svolgi. Io del resto cerco di farti della buona pubblicita'.
Il piano dello zio Hitler
"Certamente la follia di Hitler era figlia della stupidita',
ma in ogni caso e' tuttora fortemente imparentata con la nostra
stanca e assurda umanita'. Siamo sempre un po' tutti colpevoli,
anche perche' il nostro universo e' di certo stupefacente e noi
quindi siamo per forza di cose anche un po' drogati, e non sempre
sappiamo quello che facciamo. Alla fine comunque Dio ci
perdonera', anche perche' in fondo, come diceva Heine, questo e'
il suo mestiere!" Carl William Brown. Intendiamoci bene,
voglio chiarire una volta per sempre, diradando tutti gli
equivoci, che io sono un pacifista convinto, anche se sono
tuttavia consapevole che per rimanere in pace a volte si deve
necessariamente eliminare chi rompe le palle. Detto questo e'
anche pur vero che a me della guerra non interessa piu' di tanto
visto che so, per aver letto molto bene Voltarie, che la storia
dell'umanita' non e' altro che un tragico susseguirsi di
sciagure, guerre, stermini, ed atrocita', coronate sempre e
dovunque dall'autorita' della stupidita'. Per cui il mio vero
oggetto di studio e di critica, anche feroce e talvolta ermetica,
e' il potere, e quindi anche e soprattutto il potere della
tecnologia al servizio dello sterminio e della prepotenza
economica. E' poi chiaro che essendo un letterato e non un
cronista cerco di dare ai miei interventi una certa devianza,
proprio per suscitare, a seconda di chi mi legga, sdegno, rabbia,
riflessione o compiacimento, cogliendo al tempo stesso
l'occasione per lanciare spietate frecciate a chi si ostina a
voler sempre aver ragione, a voler sempre aver il privilegio di
essere ospitato in televisione, sui grandi giornali o tra i
numerosi titoli delle grandi case editrici, senza magari averne
in fin dei conti tutti i meriti. Cosi' pur non potendo lanciare
bombe a volte mi diverto anche al pensiero che alcune di queste
siano persino cadute sulla sede della televisione serba, sede
come ogni tw che si rispetti di abili e ben retribuiti sicofanti
e servi del potere. E questo anche per un ateo e' di certo un
bene, infatti come mi ha insegnato S. Agostino, non e' sempre un
male che non ci sia ovunque il bene, in quanto talvolta e'
proprio un bene che da qualche parte ci sia il male. C'e' poi
ancora da aggiungere che noi viviamo nel migliore dei mondi
possibile anche se permangono ancora difficolta' di reciproca
comprensione soprattutto perche' vi sono ancora alcuni fervidi
credenti e vari filosofi teoreteci che non riescono a capire
molto bene la logica di un certo linguaggio, soprattutto quella
del linguaggio logico e quella del linguaggio altamente figurato.
Facciamo dunque un esempio a questo proposito: dopo lo scoppio
della bomba atomica su Hiroshima il numero dei protoni, degli
elettroni, e dei neutroni e' rimasto invariato e si sono
volatilizzati solo tre grammi di massa, in compenso sono morte
quasi 200.000 persone. A questo punto l'artista potrebbe coniare
questo aforisma: "La materia di sicuro non puo' banalmente
essere definita -umana-, e noi fino a prova contraria siamo fatti
di -materia-." Il ruolo della letteratura dunque, del tutto
simile a quello della filosofia, dell'arte o di altre scienze
dovrebbe essere quello di migliorare il mondo, ma la cosa non
sembra essere cosi' agevole. Infatti il potere tende a
prevaricare le esigenze degli esseri umani, e fingendosi generoso
non fa altro che autopotenziarsi per instaurare il suo dominio e
la sua autorita'. In questo gli americani, eredi degli inglesi,
sono bravissimi. A questo punto l'artista dopo aver visto che in
questa guerra sono stati bombardati ospedali, universita',
scuole, ambasciate, treni, autubus, profughi, mercati, e persino
la citta' di Nis, il luogo con la concentrazione piu' alta di
antagonisti al governo di Milosevic, si convince che i morti
innocenti della Jugoslavia appaiono come simboli dell'arroganza
prepotente e della codardia e stupidita' di una strategia che non
sa cosa vuole ne' sa come raggiungerla, per dirla appunto con
Mario Vargas Llosa, e che guarda caso e' appunto la strategia
degli Stati Uniti, i quali come al solito si candidano,
nonostante la loro stupidita', al governo e alla tutela del
mondo, il loro mondo, naturalmente. Ma nonostante tutto questo e
nonostante la guerra abbia avuto spesso una funzione, dal punto
di vista evolutivo: assicurandosi risorse, marcando un
territorio, mantendendo la propria identita' di gruppo, come dice
Eibl-Eibesfeldt, l'allievo del grande Konrad Lorenz, non si
capisce ancora bene quale siano i loro veri intenti. Infatti se
proprio fosse stato loro a cuore la sorte dei profughi, sarebbero
intervenuti anche con truppe terrestri, e con aiuti economici,
visto che in quei paesi un lavoratore guadagna in media
ventimilalire al mese, e avrebbero evitato di uccidere civili
innocenti, in questo modo almeno anche i soldati si sarebbero
guadagnati il loro stipendio, ma questo non rientra negli
obiettivi, perche' i professionisti della guerra non devono
morire, ma devono invece morire i civili, la gente comune, gli
impotenti, i militari servono ai regimi, non possono essere
sacrificati. A questo punto l'artista potrebbe coniare un altro
aforisma, per esempio questo: "Anno 1999. Aggressione della
Nato Americana in Serbia. Finalmente dopo tante terribili,
tragiche e drammatiche notizie un episodio veramente allegro,
gioioso ed umoristico: elicottero apache precipita in fiamme
durante un addestramento notturno, muoiono i due piloti. Dulce et
decorum est pro patria morere!" Concludendo voglio solo
aggiungere che io sono contrario sia alla pulizia etinica, sia ai
raid americani, come del resto lo sono anche Harold Pinter, Noam
Chomsky, Margherita Hack, Alberto Asor Rosa, Rita Levi
Montalcini, Luis Sepulveda, Eugenuio Garin e molti altri, tanto
per citarne alcuni, e sono inoltre fermamente convinto che la
ragione strategica di questa guerra sia la stupidita', oltre che
la necessita' americana di un rilancio della propria industria
bellica anche attraverso un forte smaltimento degli arsenali
militari, forse prossimi alla scadenza. Anche perche' la storia
dell'intervento umanitario per chi applica la pena di morte, ha
fatto la guerra in Vietnam, non ha mosso un dito per lo sterminio
del popolo curdo e ha sempre sostenuto le dittature in Sudamerica
non mi sembra poi cosi' credibile e piu' che una giustificazione
etica mi sembra una vera e propria barzelletta. Per quanto
riguarda poi l'Europa in fase di unificazione, che gia' aveva
rischiato di farsi unire definitivamente da Hitler, possiamo dire
che e' del tutto consapevole che i potenti devono essere
assecondati e forse pensa che il vecchio piano di Hitler sia
ancora di una certa attualita', vale a dire prima sterminare gli
Ebrei, poi gli Zingari e infine i Neri, e visto che lo zio l'ha
iniziato ma evidentemente non puo' piu' portarlo a termine, ha
pensato bene di lasciare l'iniziativa agli americani, che in
genere se ne intendono sia di slavi, sia anche di neri, visto che
sono stati uno dei paesi che piu' di tutti ha sfruttato a piene
mani lo schiavismo. Al limite poi bastera' solo qualche piccolo
ulteriore perfezionamento, vale a dire applicare la stessa
politica ai cinesi, agli arabi, agli asiatici e rimanere cosi'
gli unici dominatori legali, umani e certificati di questo pazzo
pianeta. Suvvia dunque, ora smettiamola di parlare di guerra e
lasciamoli lavorare in pace, cosicche' la loro economia e la loro
borsa possa espandersi sempre di piu' e tutti gli altri abitanti
del globo possano capire una volta per tutte chi ha ragione! In
God we Trust! Struggle Against Stupidity, if you can! Join the Daimon Clubhttp://users.iol.it/cwbrown, if you
want! And give new life to your ideas, if you like!
Interventi sulla
guerra presenti sul Forum:Giuliano
Pontara: Balcani: una strategia
fallimentare,
Michele Nicoletti: Diritti umani e uso della Forza, Giovanni Kessler: Riprendere
subito le trattative , Carl William Brown: Per
Granetto sul Kosovo (con un commento di Luigi Granetto), La
guerra come diceva Eraclito..., Manuela Corti:
Interventi sul Kosovo
(Tullio Fragiacomo webmaster di psyche- Listiani dall'Indonesia-
Satoshi dal Giappone), Lettera a Milosevic, Sempre sul Kosovo , Lettera a Bill Clinton (con un commento di Luigi
Granetto),Guerra: i miei occhi
informano la mia anima,
Adriano
Autino: Intervento sul Kosovo,
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