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| Parola - Memoria - Invenzione |
La farsa dell'Arte del
Sequestro di Luigi
Granetto
Come un mostro ferito a morte trova ancora la forza di combattere
per vivere la sua ultima illusione, così un'epoca in declino si
avvinghia al simulacro delle idee che causano la sua rovina. Fu
così per gli insensati fasti della corte bizantina, per il vuoto
classicismo senza classici degli zombie in promenade fra il
disastro napoleonico e la nascente era delle macchine. Il
bizzarro di questa recidiva propensione a cucinare le proprie
sconfitte con le stesse minestre riscaldate, risiede nel fatto
misterico che la grande dovizia di ricette conosciute non riesce
mai a modificarne il gusto: un cattivo, cattivissimo gusto.
L'appello di questi innominati omonimi a emulare "queste
meravigliose azioni di iconoclastia e guerra di classe"
conserva intatto il gusto riciclato di muffa non salvificamente
vichiana che aleggia nei giardinetti della Biennale. Questa muffa
che un giorno o l'atro diventerà finalmente penicillina, si è formata lentamente sull'inesorabile crollo di
quasi tutte le idee rivoluzionarie che non seppero proporre una
cultura condivisibile se non da strette oligarchie. La recita
obbligata di giacobini, bolscevichi, fascisti, anarchici, teosofi
e figli dei fiori, non raggiunse mai i toni della tragedia: non
poté mai contare su un vasto pubblico che ne comprendesse il
destino. E' molto doloroso pensare che anche i più spaventosi
disastri della nostra epoca, il nazismo, lo stalinismo e
l'attuale indicibile crudeltà del comunismo cinese, non siano
riusciti a farci comprendere quale grado di pericolosità si
possa annidare nella capacità di mettere in atto progetti
utopici. Le regole non scritte della recita non si curano dei
dettagli demagogici o delle follie ideologiche, il loro scopo è
solo quello di preservare questi dettagli e queste follie dalla
comprensibilità e dalla condivisione. I fedeli, gli oppressi, i
dimenticati del sud, testimoni di una cultura che è riuscita a
conservare ciò che c'è di buono nella sapienza pagana che il
cattolicesimo non è riuscito a rappresentare, non capirà mai
che dietro i furti degli oggetti della propria cultura ci possano
essere i sogni disperati di un loro simile, di uno che come loro
è destinato a recitare nel teatro dell'alienazione e del potere.
Quella gente non capirà mai le azioni di quel pessimo attore,
non perché ignori l'esistenza di Marcuse, ma perchè è ancora
capace di riconoscere una tragedia da una farsa.
Sequestro dell'Arte / Arte del
Sequestro di Entarete
Kunst
E di ieri la notizia del sequestro di quattro
sculture da altrettante chiese calabresi. Il non-autore e
Luther Blissett. Questo e un comunicato di elogio di quello
che si puo definire un sequestro artistico. In
realta non si tratta del primo caso, storicamente piu
volte oggetti darte sono stati usati per intervenire nel
mondo reale, come oggetti di scambio, come ostaggi,
per i piu svariati motivi. Gennaio 1963: alcuni studenti
rivoluzionari di Caracas sferrano un attacco armato ad una mostra
d'arte francese e rubano cinque quadri che si offrono di
restituire in cambio del rilascio dei prigionieri politici. Dopo
uno scontro a fuoco la polizia si impossessa nuovamente dei
dipinti. I rivoluzionari cercano invano di fare esplodere il
furgone della polizia che li trasporta. A volte politici, a volte
economici, questa volta religiosi, sono infiniti i
motivi che ci portano ad andare oltre la semplice
contemplazione verso un utilizzo dellarte
davvero interattivo, cioe imprevisto ed imprevedibile dal
presunto autore. Ecco una breve cronologia dei
piu interessanti casi di riutilizzo di opere darte a
scopo altro da quello lucroso, che e ovviamente
il piu diffuso (sia legalmente che
illegalmente: secondo l'Interpol, subito dopo il
traffico di droga e di armi viene per volume d'affari il
commercio di opere d'arte rubate). Insurrezione di Dresda 1848:
L'anarchico Mikhail Bakunin propone senza successo di
saccheggiare il museo cittadino e di mettere i quadri sulle
barricate per dissuadere la polizia dall'aprire il fuoco. In
questo caso, per la verita un po rozzo, il movente
e evidentemente politico, utilizzare un oggetto artistico
per conseguire i propri fini, solo ed esclusivamente in base al
suo valore economico. Giugno 1958, pinacoteca di Brera: il
pittore milanese Nunzio Van Guglielmi infrange il vetro che
protegge "Lo sposalizio della Vergine" di Raffaello e
incolla sul dipinto un volantino con la scritta: "Viva la
rivoluzione italiana, via il governo clericale!". Van
Guglielmi viene internato in manicomio. 11 novembre 1995: Luther
Blissett decapita una delle quattro statue di Henry Moore esposte
in Piazza Maggiore a Bologna, in solidarieta col
Leonkavallo, vittima di unaggressione da parte della
polizia. In questi due casi invece lattacco ad
unopera darte ha come unico fine lattirare
lattenzione dei media su un argomento specifico, per
trasmettere ed amplificare un messaggio solitamente scomodo. La
scelta dellopera da colpire non e assolutamente
pregnante, ma solo contestuale. A meta degli anni 80
Erik Hobijn ha approfondito il tema del riutilizzo a
scopo commerciale/sociologico, compiendo almeno tre
sequestri di opere darte - un dipinto di Appel, e due
disegni di Haring - e spiegando poi il senso delle sue azioni:
Nelle interviste dichiaravamo che avevamo voluto mostrare
una parodia del mercato ufficiale dell'arte; la nostra intenzione
era quella di rubare un'opera d'arte, renderla famosa e poi
rivenderla, perche' i media hanno il potere di rendere le cose
famose inflazionando il loro valore. 12 dicembre 1976: alla
Galleria Nazionale di Berlino, Ulay sottrae, in presenza di
diversi sorveglianti, il celebre dipinto di Carl Spitzweg
"der Arme Poet". Lo porta poi in un appartamento di
immigrati turchi e lo appende ad una parete, sostituendolo ad una
riproduzione economica dello stesso, molto diffusa nelle case
tedesche del ceto piu povero. Il giorno dopo lo restituirà
intatto. In questo caso e evidente che lazione del
sequestro diviene essa stessa lopera darte, viene
percio definita performance, le opere
sequestrate non vengono valutate in rapporto al loro valore
economico, ma in base al contesto in cui lazione si svolge.
Non e assolutamente necessario condividerne i motivi ed i
fini, e invece fondamentale comprenderne i mezzi, la
portata e soprattutto le conseguenze del sequestro
artistico; ossia una sana boccata dossigeno per
queste povere reliquie che se ne stanno decenni ad ammuffire nei
cimiteri dellarte. Questi sono solo alcuni esempi che ci
sono sembrati particolarmente significativi per comprendere come
unopera darte possa tornare ad essere viva, a contare
veramente nella nostra vita e non piu un oggetto di sterile
contemplazione. "L'arte è viva! Godetela, ridetene,
odiatela o amatela, ma non adoratela! Non siamo in chiesa,
appendetela alle vostre pareti, pulitevici il culo magari... ma
usatela!"
:::appendice:::
DAI LUTHER BLISSETT AUTORI DEL ROMANZO Q
INCONDIZIONATA SOLIDARIETA AI LUTHER BLISSETT AUTORI DEI
COSIDDETTI "FURTI DI BAMBINELLI" NELLE CHIESE DI
CALABRIA
Bologna, 2 settembre 1999, h. 15:20
[...] Puo' darsi che queste meravigliose azioni di iconoclastia e
guerra di classe, dirette contro un dominio clericale che si
autocelebra con rinnovata arroganza nella mega-sagra del
Giubileo, siano state direttamente ispirate dalla lettura del
nostro romanzo Q (Einaudi), dalle cui pagine sembrano scaturite.
C'e' un forte odore di anabattismo nell'aria. Se cosi'
risultasse, saremo ben felici di essere chiamati "cattivi
maestri". Ci definiamo senza alcun timore "mandanti
ideologici" di quanto avvenuto in Calabria. Le 30.000 copie
del romanzo sinora vendute non potevano produrre risultato
migliore. Ci auguriamo che si scateni un colossale meccanismo di
emulazione. E' il miglior modo per sabotare l'incombente
Giubileo: costringere i parroci a sprangare i portali delle
chiese. Nel malaugurato caso che le forze dell'ordine riuscissero
a catturare i nostri omonimi di Calabria, esprimeremo la nostra
solidarieta' militante con ogni mezzo necessario.[...]
:::links:::
Per una Cronologia
dei piu' eclatanti atti vandalici di questo secolo: General
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Periodico, Archivio e Galleria: http://www.0100101110101101.ORG/EntarteteKunst
Per una vivace critica
dell'Arte di
Rosella Gallo
Cocchi, capitata dalle vostre parti ("discorso fuori scena
per una pittura fuori stagione"),
desidero ricordarvi che "qual è" si scrive, appunto,
senza apostrofo. Irrita trovarsi di fronte a cascate di parole in
libertà coronate da un errore di ortografia da prima elementare.
Tornate sui libri. Ma partite da uno studio accurato della lingua
nella quale pretendete di esprimervi. Rosella Gallo
Signora, il suo
significativo intervento ci ha lasciato senza parole, oltre che
senza grammatica.
A noi è scappato un apostrofo, Lei si è persa sui cocchi.
Suggerirei alla professoressa d'Accademia di Belle Arti, che in
Lei riposa, di avere occhi non solo per leggere ma anche per
guardare.
Grazia Colombo. ( Il sito della Professoressa Gallo )
Web dell'Itcs Ricatti di
Treviso di Giovanni Tozzi
Saluti e cordialita'. Sono il prof. Giovanni Tozzi webmaster
dell'ITCS RICCATI di Treviso. Ho visto che avete incluso
l'indirzzo del mio istituto nel vostro elenco. A questo punto vi chiederei l'ulteriore gentilezza di
aggiornare l'indirizzo. Le pagine web aggiornate (dal 1997) si
trovano all'indirizzo: www.evo.it/riccati e sono
molto ma mllto piu' interessanti di quelle del vecchissimo sito.
Grazie per la cortese attenzione. prof. Giovanni Tozzi wwwmaster.riccati@mail.evo.it
New book on Space di Michael Martin-Smith
Dear Editor, I wrote to you a couple of weeks ago about a new
book for the general public on Space development and its
importance; it is now translated and is being published by Giulio
Gelibter of Tre Editori, via Principe Umberto, 35, Roma (
GELIBTER<ansa@ada,.net.tr) for 25,000 Lira, for release in the
next 3-6 months. Here for your interest is the book cover! [
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sincerely, Michael Martin-Smith / Zvpunry Znegva-Fzvgu
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Thank you.
Archée septembre 1999 par Pierre Robert
SOMMAIRE: Les Prix Ars Electronica 1999: le
choix des uvres et la méthode Par Richard Barbeau. Le
Festival Ars Electronica 1999 divulguait en juin dernier ses prix
de distinction dont les Nicas d'or et les mentions honorables
accordées aux participants du festival qui se tient à Linz, en
Autriche, du 4 septembre au 9 septembre 1999. Nous nous penchons
ici sur la catégorie «.net» (intégrée en 1995) et, surtout,
à la polémique soulevée par les choix du jury. Une sélection
qui pose effectivement certains problèmes en ce qui a trait aux
critères, à la vision esthétique et au processus de sélection. http://archee.qc.ca /
«Bodymaps: artifacts of touch» de Thecla
Shiphorst Un article conjoint d'Isabelle Hayeur et Éric Raymond.
Bodymaps: artifacts of touch appartient au registre encore très
restreint d'uvres interactives significatives où
l'expérience du spectateur est tributaire d'une immersion
concrète dans un environnement à très forte charge poétique.
Compte rendu d'une exposition interactive. http://archee.qc.ca/
Le NET: site et non-site Un entretien de Chantal
Pontbriand avec Jean-Claude Guédon Jean-Claude Guédon est
professeur titulaire en littérature comparée à
lUniversité de Montréal. Membre du collège scientifique
du REFER (réseau électronique francophone pour
lenseignement et la recherche), il a publié La Planète
cyber. Internet et cyberespace chez
Découvertes-Gallimard.Chantal Pontbriand, directrice de la revue
d'art contemporain Parachute, la rencontré pour discuter
des retombées artistiques et sociales de la révolution
cyber. http://archee.qc.ca/
Les rhizomes du ciel étoilé Par Pierre Robert
Présentation de l'organisme Rhizome et discussion autour de leur
nouvelle interface à l'image d'une carte du ciel. La présence
de l'internaute dans la configuration de l'interface
perturbe-t-elle la perception de la banque de données? http://archee.qc.ca/
L'équipe de la revue Archée vous souhaite la bienvenue à
l'occasion de cette première publication de la saison 1999-2000.
Les lecteurs et les lectrices assidus remarqueront notre nouvelle
interface. Nous avons tout mis en oeuvre pour créer une
interface simple, dynamique et conviviale. En effet, lire à
l'écran demeure un des défis de la publication en ligne. Nous
tentons d'année en année de parfaire la consultation de notre
site. Nous vous invitons à nous suivre dans cette démarche en
utilisant les navigateurs de génération 4, si ce n'est déjà
fait. Archée utilise maintenant une base de données grâce à
l'apport exceptionnel de Richard Barbeau sur le plan de la
programmation. Concrètement, nous avons réduit les points
d'accès au contenu d'Archée. La barre de menu se compose
uniquement de cinq éléments clés. Au haut de la page, on
retrouve les rubriques: «Cyberart», «Théorie» et
«Cyberculture», elles contiennent tous les articles publiés
par Archée depuis 1997. «Cyberart» regroupe les commentaires
relatifs aux oeuvres dédiées à l'interréseau (net.art,
webart, artweb, art des nouveaux médias, art médiatique, art
interactif, vidéo numérique et autres appellations),
«Théorie» fait état de l'évolution des idées entourant
l'art, la virtualité et l'interréseau alors que
«Cyberculture» rend compte des productions culturelles
supportant l'activité cyberartistique. Le quatrième élément
est l'habituel sommaire mensuel. Dernier mains non le moindre,
«Recherche et index des articles» vous permet de construire des
requêtes en diagonale à l'aide de mots clés ou de consulter
les résumés des articles. Au bas de chacune des pages, la zone
«Contacts» vous permet de commenter, recevoir le sommaire
mensuel par courriel, soumettre un article, demander des
informations ou, encore, faire de votre entreprise le
commanditaire privilégié de l'organisme Archée. On vous invite
à interagir allègrement à notre nouvelle interface, vos
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Permettez-nous de saluer les personnes inscrites à notre liste
d'envoi et de les remercier pour leur encouragement. Nous vous
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