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| Parola - Memoria - Invenzione |
Progetto Manunzio di Marco Calvo
Segnalo che il link al progetto Manunzio (il primo
presente nella pagina http://gnomiz.ciao.it/nexus/letit00/letit01.htm
) e' molto vecchio e ormai non piu' valido. La URL giusta e': http://www.liberliber.it
Cordiali saluti, Marco Calvo.
Grazie della
segnalazione: fra i moltissimi links a
Liber e Liber
presenti in Gnomiz non ci
ricordavamo più di quella pecorella smarrita!
Segnalazione di un sito d'arte di
Micol
Andrea Chiarantini e Kiki Franceschi di
Firenze sito d'arte: a.x t.e.v. arte per tracce di esistenza
visibile www.dadacasa.com/axtev/
indirizzo email micol@dada.it
Scrivono i due
artisti nel loro sito:
Arte per tracce di esistenza visibile
Le emozioni sono la base del nostro fare. Affermiamo la qualità
soggettiva del gesto artistico, sosteniamo che lo spazio è uno
stato mentale, non è solo dimensione indefinita ma anche la
forma di ciò che creiamo. Non dipingiamo lidea astratta ma
ciò che visualizziamo nellinsé, la percezione essendo
potere creativo.
Tracce di esistenza visibile
Fin dal secondo dopoguerra larte astratta si è configurata
come simbolo di libertà e civiltà: si trattava di dare sostanza
anche esistenziale a un fatto dirompente, a unesperienza
decisiva nellambito del linguaggio. E stato un errore
continuare a considerare avanguardia lastrattismo; è stato
un errore continuare a costruire la composizione astratta secondo
i moduli e i ritmi classici e considerarla
espressione della realtà. Lastrattismo è un linguaggio e
dunque soggetto a mutamento nel tempo, ma soprattutto è un
nucleo specifico di energia creativa, il liquido amniotico del
segno. Per questo la partitura geometrica si è pian piano
modificata nella prospettiva di uno spazio fluido dove il segno
appare immerso in una attività di proliferazione quasi organica.
Questa è la più recente evoluzione del linguaggio astratto, una
evoluzione sul filo di un sistema significante, condotta al cuore
dellesistenza.
Ho sempre pensato
che in pittura gli elementi astratti fornissero la possibilità
agli artisti di esprimere con una "certa libertà" la
parte più emozionale e soggettiva della loro lavoro ma non sono
mai riuscito a comprendere come questa tecnica, data per scontata
nei tempi antichi, sia stata considerata nel nostro secolo come
una grande e innovativa scoperta. Basta prendere una qualsiasi
campitura non figurativa di Tintoretto o Tiziano, anche di grandi
dimensioni, e buona parte della pittura astratta del '900 ci
sembrerà perlomeno puerile. Naturalmente la grande attenzione
del '900 per questo fondamentale linguaggio pittorico ha liberato
gran parte delle opere, di semplice ispirazione poetica e
d'arredamento, da simboli e convenzioni obsoleti. Ad Andrea
Chiarantini e Kiki Franceschi auguro di continuare questo
positivo lavacro nella "pura estetica delle emozioni"
accettandone però i limiti, senza cioè confondere le gioie
lunari di Piccarda Donati con le sapienze degli altri cieli
danteschi.
Gnomiz e la professoressa di Elio Copetti
Caro Granetto, volevo segnalare di aver rinnovato profondamente
il mio sito: finalmente
esso contiene anche una decente rassegna dei miei lavori non
virtuali. Per quanto riguarda la mia pittura, ho provato a tenere
presente i tuoi consigli. Non so però quanto la mia evoluzione
abbia preso o meno direzioni ad essi consone: l'interessante
tentativo di riflettere criticamente su tali parametri nel corso
della "creazione", mi ha portato a rendermi conto della
estrema difficoltà di riassumere in limpide parole il senso di
tale processi. Non saprei quindi dire se davvero ho fatto
progressi in termini di "pulizia delle opere", tanto
per fare un esempio. Se mi fornissi ancora una volta la tua
opinione, mi faresti cosa grata. Per quanto riguarda quell'ultimo
bizzarro attacco a Gnomiz, non credo che esso meriti enfatiche
manifestazioni di solidarietà (che da parte mia comunque avete).
E' un vero peccato che di fronte alle "parole in
libertà" la professoressa ( Pagina251 del Forum) si sia
limitata ad un futile appunto sintattico: lo scopo della sintassi
non è forse quello di veicolare la "semantica" del
messaggio? Occupiamoci di quella allora! Vorrei inoltre
consigliare alla professoressa l'uso del formato gif (anziché
jpg) nel caso di immagini con pochi colori e dimensioni ridotte:
gli artefatti da compressione visibili nel suo sito (invero assai
bruttino e povero) offendono il mio occhio quasi quanto un
"qual'è".
Ho guardato con
grande attenzione le tue opere e mi sembra che dal punto di vista
della fattura e della qualità poetica siano inattaccabili: mi
sentirei presuntuoso nel farti anche la più piccola critica. Per
quanto riguarda il loro impianto concettuale mi pare che i temi a
te cari - della morte, dell'ironia, del pensiero enigmatico -
debbano in qualche modo uscire dal "repertorio"
pittorico con i quali li hai finora rappresentati. Cerca di fare
come Michelangelo: dipingi una qualche storia che non ti va di
raccontare. Se non abbiamo più Papi, principi e mecenati capaci
di regalarci l'opportunità di confrontarci con la
"Necessità" o più umilmente con la
"Contingenza", dobbiamo in qualche modo cercare di
reinventarci la loro funzione. L'individualismo, la troppa
importanza rivolta a qualsiasi brulichio della nostra pancia,
l'eccessiva fiducia nei poteri del "significante"
stanno togliendo alla pittura la capacità totemica di
"rappresentare" valori condivisi da tutti. Occorre che
gli artisti si vengano a noia, trovino la maniera di
dimenticarsi, se non altro per concedersi la meraviglia di
ritrovare se stessi in luoghi inaspettati. Se poi qualche
professoressa di passaggio confonde la "libertà di perdersi
" con "le parole in libertà" vorrà dire che
siamo sulla strada giusta. Luigi Granetto. (A Pagina137 il precedente intervento di Elio Copetti
con una sua opera)
L'illusione dell'idea di autore di
EntarteteKunst
Caro Granetto ho appena letto il tuo commento a "Sequestro dell'Arte / Arte del
Sequestro". Ho avuto
qualche problema nella comprensione... sai, sono solo
laureato..scherzi a parte. Ho solo un appunto, che comunque
concerne solo l'ambito che mi interessa maggiormente, cioe'
l'arte: molto spesso chi legge i nostri articoli li interpreta
piu' o meno come "apologia di reato, pura e semplice
provocazione di stampo futurista/avanguardista" o peggio
ancora "anarchico" (aarrggghh), mentre la nostra
proposta vorrebbe essere assolutamente "pro-positiva",
direi ottimista: che l'arte cominci a prendere in considerazione
il proprio riutilizzo fisico come forma d'arte, una sorta di
metaarte radicale. Cio' significa che la distruzione, il
sequestro, lo sfregio ecc. sono solo ALCUNI tra gli infiniti modi
di riutilizzo dell'arte, e la nostra speranza e' che presto si
diffondano anche altre pratiche, non solo
"distruttive", ma anche "costruttive".
Sostanzialmente aprire una nuova frontiera per la produzione
dell'arte, una inversione di marcia: non piu' "creare"
ma "modificare, sostituire, moltiplicare...". Questo
non perche' non ci siano piu' "artisti creatori", ma
perche' non si sono MAI stati, la storia dell'arte e' solo un
infinito e continuo plagio, riutilizzo e mescolamento del gia'
fatto. Nessuno crea nulla, nessuno distrugge nulla, tutti si
influenzano a vicenda, non esistono "autori", non
esistono "falsari", non esistono "geni
cratori" e "muse ispiratrici", solo un eterno
scambio, l'idea di autore e' un'illusione. Tutto qui. Grazie
comunque per lo spazio, qualcuno a EntarteteKunst.
Comprendo molto bene il vostro
disagio davanti a un bambino che da troppi anni urla inascoltato:
il Re è nudo stanate il mago di Oz. Faccio molta più fatica a
digerire la vostra "metaarte radicale". Non so nulla
sul dogma della verginità della madonna ma sono certissimo che
esista una differenza fra Picasso e i volenterosi che sfilavano
nelle manifestazioni sotto gli striscioni con l'immagine di
Guernica. Possiamo metterci d'accordo di non chiamare più i geni
geni e i creatori creatori, ma non sarà tanto facile impedire
che la storia si prenda le sue rivincite sulla
"cronaca": la terra può essere, come dite voi,
"utilizzata" come un grande disco immobile
nell'universo tolemaico ma dubito che per farvi piacere
rinuncerà mai all'amicizia con quel fesso di Galileo. Le idee,
come le cellule, si possono clonare, ma la vita continuerà a
differenziarsi un po' per "caso" un po' per
"necessità": è forse questa la ragione per la quale i
plagi borrominiani di Wright ci sembrano riusciti mentre il
classicismo di Portaluppi ci ricorda gli spaghetti con la
marmellata tanto amati dai tedeschi. L'arte la si può
distruggere, riciclare, monetizzare, ma qualche volta la si può
anche utilizzare per ridare la vista ai ciechi...che non è certo
un miracolo di serie B. (Luigi Granetto)
Vox
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