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I Forum di Gnomiz

Parola - Memoria - Invenzione

Appello alle forze Progressiste di Danilo D'Antonio
Gentili Signore, gentili Signori, quante volte, cercando di porre rimedio ad uno dei tanti problemi che questa nostra società è così abile a creare ci sembra che tutto sia inutile, che tutti i nostri sforzi per costruire una società più equa, più giusta, più razionale, più pacifica e concorde, più umana e più armoniosamente inserita nell'ambiente naturale, siano destinati ad infrangersi contro il classico muro di gomma? Quante volte, cercando di risolvere un'emergenza causata da un'ingiustizia, da una azione violenta, dalla miseria, dall'insensibilità, ci pare di essere impotenti, tanto il sistema, pur prodigandosi molto in superficie, in profondità rimane invece del tutto indifferente ed immutabile? Ogni Progressista, ogni attivista, conosce molto bene la risposta. Ma potrebbe mai esistere un punto su cui concentrare gli sforzi, un punto su cui insieme far leva per far sì che l'intero sistema sociale italiano possa divenire, quasi all'improvviso, un sistema molto più efficiente, molto più progredito, tale da dare davvero ascolto alle esigenze che man mano si creano in questa mutevole realtà, invece che continuare a far orecchie da mercante? A nostro avviso sì, esiste un punto che attaccato con vigore dalle Forze Progressiste del Paese potrebbe far scomparire per sempre la mafia di stato e con essa ogni indifferenza, ogni scorrettezza. Questo punto nodale è l'Impiego Pubblico. In genere si pensa che la dittatura sia scomparsa dall'Italia, decenni fa. In realtà è scomparsa la macro-dittatura, quella visibile, e forse per questo più vulnerabile. Ma è rimasta, tutt'oggi, una dittatura più subdola, invisibile, una micro-dittatura diffusa su tutti i 301.000 Kmq. del Paese: l'Impiego Pubblico assegnato a vita alla persona, tale che questa tende a divenire automaticamente, per l'organizzazione stessa in cui è inserita, un micro-dittatore, un micro-mafioso, ed il risultato finale è quello che tutti ben conosciamo. Infatti, tra persone assunte a vita all'interno di una organizzazione, tendono facilmente a stabilirsi legami distorti, nel migliore dei casi di tipo parentelare nel peggiore di tipo mafioso. Tali tipi di rapporti rendono molto più difficili risposte pronte, genuine, oneste, sincere, eque ed efficaci alle varie situazioni in cui la società si viene a trovare. Di fatto, dopo i primi cinque anni, tra i Pubblici Dipendenti a vita si stabiliscono rapporti che minano la democrazia e realizzano invece la oligarchia. Prendiamo ad esempio la RAI. Tutti sappiamo che essa diffonde informazioni accuratamente selezionate, funzionali all'arcaico sistema vigente ed ai forti poteri economici, ma ne nasconde ancor più accuratamente altre che invece potrebbero favorire il progresso del Paese, se non del mondo intero. Questo non potrebbe assolutamente accadere se l'organizzazione della RAI prevedesse una Armonica Rotazione Sociale nel suo organico, tale da permettere, tra l'altro, a chiunque nel Paese, purchè in grado naturalmente, di lavorarvi ed esprimersi come vorrebbe. Diciamo la verità: come progressisti non ci piacerebbe ad esempio poterci recare a volte in RAI e parlare finalmente alla gente del nostro lavoro, delle nostre attività, del nostro pensiero, degli obiettivi che potremmo insieme raggiungere? In fin dei conti sarebbe nostro pieno diritto poter accedere, perfino periodicamente, a tale Servizio Pubblico, senza dover elemosinare ed ottenere, nel migliore dei casi, pochi minuti ogni dieci anni, come avviene oggi. Accedere a tale risorsa, attualmente di solo teorica appartenenza comune, è quanto di più impossibile vi sia, ed il motivo è uno solo: la RAI oggi in realtà non è un Servizio Pubblico ma si trova completamente in mano a quei Pubblici Dipendenti, di ogni livello, che, assunti a vita, causano e mettono in atto tutta una serie di azioni e procedure che come risultato finale rendono di fatto la RAI un organo dittatoriale per eccellenza e lo stato italiano una orripilante oligarchia: non una res publica, come dichiarato nella Costituzione, ma un governo di pochi che si poggia sull'ignoranza e l'indifferenza di molti. Per quanto qui appena accennato e per quanto esposto ancora sull'argomento all'indirizzo: http://www.hyperlinker.com/pubimp.htm è stata, dunque, stilata una petizione popolare alle Camere della Repubblica per un Equo Impiego Pubblico (che vi troverete) tesa ad ottenere che nessuno venga più assunto a vita nel settore Pubblico del nostro Paese, che tale settore, nella sua interezza, venga presto liberato dal giogo cui lo costringono gli attuali Pubblici Dipendenti a vita, consapevoli od inconsapevoli che ne siano, e che venga istituita una apposita Commissione, od altro Ente Governativo, preposta ad effettuare il conteggio delle ore di lavoro necessarie al buon andamento della nazione, determinare il numero delle persone disponibili ed idonee a compierle, e distribuire poi equamente le prime tra le seconde, attuando nel tempo una intelligente rotazione. In questo modo sarà possibile riuscire ad eliminare quella enorme separazione che tutt'oggi esiste tra Stato e Cittadino e che spesso predispone entrambi in lotta tra loro, finalmente permettendo invece alle due entità di riunirsi e coincidere felicemente. Tale petizione, col relativo materiale annesso, è pubblicamente disponibile, replicabile a volontà su Internet, carta e qualsiasi altro supporto, è ampliabile e migliorabile, nonchè atta ad essere spedita individualmente, personalmente, alle Camere, in maniera da permettere un'azione liberamente e creativamente diffusa e non coercitivamente e riduttivamente centralizzata, in piena armonia con i suoi contenuti. Ed allora, gentili, stimati ed autorevoli rappresentanti delle Forze Progressiste del Paese, qualora effettivamente si concordasse sulla tesi e la relativa modalità di intervento qui brevemente esposte, perchè non pensare di impegnarci comunemente in entrambe, con ulteriori ricerche, riflessioni, ed azioni divulgative fino al pieno raggiungimento dell'obiettivo dichiarato? La posta in palio, la liberazione dalla mafia di stato e quindi la successiva possibilità di esprimerci e partecipare liberamente, pienamente, alla vita della nostra società (cosa che, non vi è dubbio, concederebbe ai nostri rispettivi, più specifici scopi associativi di avere maggiori possibilità di trionfare), non è forse tale da giustificare un nostro impegno protratto in una azione comune e per questo molto più forte? Si pensi, inoltre, che tale impegno può essere svolto in totale autonomia, senza la necessità di alcun coordinamento centrale, tanto la mèta dovrebbe risultar chiara ed il metodo d'intervento, una esplicita richiesta a volontà di popolo per comune riconoscimento di legittimità, potenzialmente diffuso. Profondamente grati, dunque, per la cortese attenzione, ci auguriamo di vedere presto un vostro deciso coinvolgimento in ciò che si vorrebbe fosse una iniziativa per il bene di tutti, nessuno escluso, compresi coloro che, estrapolati da una forma organizzativa che renderebbe malfidato anche un santo, potranno essere reinseriti, al pari di tutti questa volta, in una forma organizzativa che aiuti gli esseri umani ad essere validi e retti! Danilo D'Antonio
LABORATORIO EUDEMONIA Via Fonte Regina, 23 - 64100 Teramo - Italy tel: 0861 415655 - e.mail: eulab@tin.it
Ciò che si augura Danilo D'Antonio è sacrosanto ma gli strumenti da lui indicati mi sembrano ingenui. Per cercare di risolvere uno dei problemi socioculturali più studiati e sentiti dalla scienza politica non servono generici proclami ma bisogna essere in grado di collaborare con le componenti più liberali del movimento sindacale. Per quanto riguarda la Rai penso che lo Stato debba privatizzarla; le pochissime ore che quest'azienda dedica al servizio pubblico potrebbero essere obbligatoriamente imposte anche ai suoi concorrenti. (Luigi Granetto)
I libri suggeriti dal sito LABORATORIO EUDEMONIA
Fondamentali: I King versione di Richard Wilhelm - Astrolabio | Principi e metodi della Psicosintesi Terapeutica Roberto Assagioli - Astrolabio | Psicocibernetica Maxwell Maltz - Astrolabio | Shambala Chogyam Trungpa - Ubaldini Editore | Il libro arancione Bhagwan Shree Rajneesh - Mediterranee | La potenza del pensiero Swami Sivananda - Edizioni Babaji | Il libro dei consigli Kay Ka'us ibn Iskandar - Adelphi | Come ottenere il meglio da sé e dagli altri Anthony Robbins - Bompiani Per lo sviluppo fisico: Tecniche del corpo Pierre Huard, Ming Wong - Mondadori | Il Tao del Tai - Chi Chuan Jou Tsung Hwa - Ubaldini Editore | Yoga Aldo Saponaro - Edizioni della Specola | Il potere psichico della corsa Valerie Andrews - Sugarco Edizioni | Stretching Bob Anderson - Mediterranee Per godere per bene delle gioie del sesso: Tantra André Van Lysebeth - Mursia | Tao Yoga femminile Mantak Chia - Mediterranee | Tao Yoga dell'amore Mantak Chia - Mediterranee Per andare d'accordo: L'arte del negoziato Fisher,Ury - Mondadori | Come trattare gli altri e farseli amici Dale Carnegie - Bompiani | Nessuno ti dirà di "NO" Jack Carew - Armenia Editore Per essere in grado di esprimersi con successo: Come parlare in pubblico Dale Carnegie - Bompiani Ottime letture: Brodo caldo per l'anima Canfield, Hansen - Armenia | Il più grande successo del mondo Og Mandino - Gribaudi | Hara - Il centro vitale dell'uomo secondo lo zen Karlfried von Durckheim - Mediterranee | Amore, medicina e miracoli Bernie S. Siegel - Sperling Paperback | | Camminare sul fuoco Schweighardt - Mediterranee Biografie di esseri umani che hanno raggiunto grandi capacità e risultati: Franklin Carl Van Doren - Editore dall'Oglio | Lincoln Lord Charnwood - Editore dall'Oglio | Roosvelt James Macgregor Burns - Editore dall'Oglio | I Rockfeller Jules Abel - Editore dall'Oglio | De Gaulle Don Cook - Editore dall'Oglio | Churchill Jacques Chastenet - Editore dall'Oglio | Edison Ronald W. Clark - Sperling & Kupfer Editori | Albert Einstein Kenji Sugimoto - Gremese Editore

Sotto specie di eternità di Francesca Sandri
Caro Granetto, come cattolica mi congratulo con lei per lo sforzo che sta compiendo per trovare motivi di condivisione fra credenti e non credenti (pagina 256), tuttavia non credo che "l'intuizione" sia paragonabile "all'ascesi". L'intuizione, essendo costruita solo dal nostro inconscio, ci può far dedurre anche il male, "l'ascesi", in quanto contemplazione dell' immagine di Dio riflessa in noi, ci può far dedurre solo il bene. Anche un non cattolico in odore di ateismo, il filosofo Bento de Spinoza scriveva: "L'amore intellettuale della mente per Dio è lo stesso amore di Dio, con cui Dio ama se stesso, non in quanto è infinito, ma in quanto può essere manifestato attraverso l'essenza della mente umana, considerata sotto specie di eternità; ossia l'amore intellettuale della mente per Dio è parte dell'infinito amore con cui Dio ama se stesso" ( pp.322-Etica, trad. Sossio Giametta Ed. Boringhieri 1959)
Bento De Spinoza bibliografia: Etica Editori Riuniti Trattato politico Ets, Trattato teologico-politico Editori Riuniti, Spinoza ' Contra' Leibniz. Documenti di uno scontro intellettuale Unicopli, Principi della filosofia di Cartesio. Pensieri metafisici Laterza, Trattato sull' emendazione dell'intelletto SE, Breve trattato su Dio, l' uomo e il suo bene. Ediz. Critica con testo a fronte italiano-olandese Japadre, Epistolario Einaudi, Pierre Francois Moreau Spinoza Ragione pensante. Una guida alla lettura Editori Riuniti
Cara Sandri, speriamo che anche i non credenti si convincano che per avere "intuizioni" libere dagli scherzi dell'inconscio è importante coltivare idee "sotto specie di eternità" (Luigi Granetto)

Nuovi indirizzi Corriereonline di Ottavio Pattarino
Da oggi il nostro indirizzo E- mail corriereccs@true.net NON E' PIU' ATTIVO Si prega pertanto utilizzare d'ora in poi unicamente i seguenti indirizzi E-Mail corriere@corriereonline.com e/o corriere@cantv.net Dalla medesima data E' SOSPESO (fino a nuovo avviso) l'accesso alla nostra pagina web al vecchio indirizzo www.corrieredicaracas.com Per accedere alla nostra pagina digitare UNICAMENTE http://www.corriereonline.com
CONGIURA DEL SILENZIO DI AMBASCIATE E CONSOLATI SUI REFERENDUM RADICALI
Siamo sempre più convinti che esista un drammatico scollamento tra le collettività italiane sparse per il mondo e le autorità italiane (Consolati ed Ambasciate) che ne sono (si fa per dire) responsabili. Scollamento che si manifesta anche nell'insensibilità e nell'indifferenza per le necessità profonde di dette comunità che vanno al di là di mere necessità amministrative, per approdare sul delicato terreno della violazione dei diritti umani. Si dovrebbe supporre che Consoli ed Ambasciatori - per la loro fisica vicinanza alle comunità - dovrebbero essere tra i più sensibili sostenitori del desiderio sempre più vivace espresso dagli italiani all'estero di partecipare, attraverso il voto, all'esercizio dei diritti politici nel paese d'origine. Invece, purtroppo, così non è. Come dimostra la mancata raccolta di firme per gli ultimi referendum promossi dai radicali. Questi ultimi avevano raggiunto un accordo con il Ministero degli Esteri affinché presso i consolati e le ambasciate all'estero fosse data la possibilità agli italiani fuori d'Italia di apporre su appositi moduli le firme di adesione. Atto che - al di là di una mera raccolta di firme - avrebbe consacrato, per la prima volta, una partecipazione diretta e concreta delle nostre comunità all'estero ad una decisione politica. Non cogliendo l'enorme importanza di un fatto del genere o facendo finta di "non capirlo" Consolati ed Ambasciate (quelle del Venezuela non hanno fatto certo eccezione) si son guardate bene dal sensibilizzare - come era loro preciso dovere - le rispettive comunità organizzate (in primis Comites ed il complesso mondo dell'associazionismo) sulla possibilità di partecipare ad una manifestazione di alta democrazia. Col risultato che l'operazione è
clamorosamente fallita, mettendo in pericolo la lodevole iniziativa di Emma Bonino e Marco Pannella. Tanto è vero che perfino in Belgio, paese nel quale alle recenti elezioni europee la lista Bonino aveva registrato un successo senza precedenti, riflesso in migliaia di consensi, saranno state raccolte si e no una decina di firme. Non parliamo poi del Venezuela dove di firme non ne è stata raccolta, pare, nemmeno una malgrado che la comunità vanti una catena di centri sociali unica nel mondo
dell'emigrazione, ed attorno alla quale ruotano decine di migliaia di connazionali. Per non parlare dell'associazionismo regionale capace anch'esso di mobilitare migliaia di connazionali. Di fronte a questo ennesimo, gravissimo episodio è difficile negare di trovarci di fronte di una vera e propria congiura del silenzio, riflessa del resto dall'atteggiamento assunto dal regime e dalla paludata "grande stampa" che non si è certamente sbracciata per assicurare ai referendum dei radicali quell'equanimità di informazione che la tanto conclamata "par condicio" dovrebbe assicurare a tutte le organizzazioni politiche in particolare ed a tutti i cittadini in generale. (Eppoi c'è ancora qualcuno che entra in orgasmo per lo "sbarco" in Venezuela del "Corriere della Sera", formato "Corriere dei piccoli"!). Congiura evidenziata infine da "Rai Internazionale" (alias Rai International) che si è ben guardata di ragguagliare con "spot" ad hoc i connazionali all'estero su questo loro sacrosanto diritto. Al cospetto di un simile, antidemocratico atteggiamento non sappiamo che farcene degli slogan adulativi che nei nostri riguardi i politici sono impegnatissimi a sfornare un giorno si e l'altro pure. Meno adulazioni, maggior rispetto per i nostri diritti. Ecco quel che esigiamo. Con tanti complimenti al ministero delle "pari opportunità" che, almeno nel nostro caso, non fa onore alla propria, pomposa denominazione.

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