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Achille Bonito Oliva

Ha ragione Achille Bonito Oliva quando scrive: "la scrittura è spostamento del logos a luogo intransitivo, a prospettiva di piacere, ad affondamento nella profondità, nella prospettiva appunto, non è possibile ritorno ma solo l'eterna smagliatura, quella emarginata e non abilitata all'uso della storia che pratica le improvvise curvature del disorientamento, la tensione sistematica ed obbligatoria del nomadismo". Ma ha torto marcio quando concepisce questo nomadismo come su di un movimento a spirale fra due zeri, quando afferma che "è dal luogo, logos dell'opera come assenza che nasce il bisogno della riparazione e della proiezione: la scrittura diventa il letterale proiettore del miraggio". Perché è proprio questo desiderio sconsiderato e utopico di riparazione che rende inguaribile l'occidente malato immaginario di idealismo o, come felicemente dice Bonito Oliva, di logocentrismo. Almeno che questo desiderio di guarire la malattia non sia altro che il vecchio sotterfugio dello stregone che, temendo nella guarigione del paziente, non la desideri per non perdere il cliente. 

A parte lo sberleffo, la teoresi di Achille Bonito Oliva per un artista è, dopo molti anni di completa insensatezza critica, una fonte inestinguibile d'informazioni medico sociologiche di come migliorare il giudizio sul quale fondare il linguaggio creativo per non peggiorare ancora di più il rapporto fra produzione e consumo di opere d'arte. Bonito Oliva sembra uno che, partendo da Machiavelli, e di questo non gli saremo mai grati abbastanza, oltrepassando con scaltrezza l'Alfieri del "Principe e delle Lettere", un altro grazie, approdando alle pratiche terapeutiche di Lacan, molto utili per evitare prematuri suicidi ad artisti d'eccessiva incongruenza, arriva a uno smascheramento raffinatissimo di tutti quei comportamenti molto goffi che un artista deve cercare di evitare, e che lui, non in quanto critico, ma come artista della parola sa evitare benissimo. Quando molto realisticamente, e poco realmente, afferma che: "l'arte vive un doppio momento: organico e disorganico. Il momento disorganico è l'opera, che fonda la soggettività e le differenze dell'artista, quello organico è il momento della fruizione, da parte del corpo sociale, che fonda l'intersoggettività dell'opera e dei suoi significati con il pubblico" racconta la terribile e frustrante realtà nella quale ci tocca vivere e ci fornisce, inconsapevolmente i mezzi per riparare questo gigantesco danno storico. 

Si potrebbe tentare di rendere organico quello che altri considerano disorganico per dare la possibilità un po' a tutti di trovare molte espressioni, si accettano anche le più curiose, che tentino per gioco di essere (tendenzialmente) riducibili ad espressioni analoghe a quella espressa dall'equazione 0=0. Il gioco è divertentissimo perché i valori attribuiti alle variabili (le incognite) non sono mai identici ma più spesso simili per analogia, in modo che l' eguaglianza fra due o più espressioni non si verificherà mai in maniera algebrica, ma parzialmente algebrica, come nel famoso problema di Pitagora (date due figure, costruirne una terza simile ad una delle due e della stessa dimensione dell'altra). O solo virtualmente come quando Achille Bonito Oliva immagina che la scrittura sia uno spostamento del logos al luogo intransitivo ovvero sia (da un luogo come premessa a una premessa che sia luogo) dove il valore riflessivo esprime la possibilità della parola di suicidarsi per definizione, come un'assenza si riflettesse su se stessa. Quasi tutto il lavoro poetico di Beckett è organico alla figura retorica espressa da Bonito Oliva mentre quello di Tzara è organico al fatto che c'è un tentativo esprimibile così: ogni luogo può essere premessa ma non ogni premessa può essere luogo. Si tratta comunque dell'uso di figure retoriche a-sillogistiche che, generando entimemi apparenti, non percorrono un luogo della dimostrazione ma un luogo psicagogico dell'esempio o del racconto. Il giudizio artistico, visto nella sua duplice veste di strumento di creazione e di strumento di apprendimento, è esprimibile solo, e per fortuna, come esempio, tenendo presente che il principio dell'esempio è l'induzione. Questo giudizio obbliga l'artista, non a persuadere attraverso l'opera, ma a far scorgere in essa i segni per i quali il fruitore potrà trarre argomenti persuasivi. 

Bisogna però tener presente che non viviamo nell'epoca di Eschilo quando, l'inevitabile spazio dell'incomprensione e dell'ambiguità, faceva scrivere, candidamente al retore Pelasgo nelle Suppilici. " se la lingua non ha espresso parole convenienti, il discorso può in seguito colmare gli effetti assai dolorosi causati nell'animo dal primo discorso" ma viviamo in un'epoca dove, come ho già scritto, il labirinto è stato eretto "a simbolo consolatorio della propria impotenza". Quell'impotenza che fa vedere ad Achille Bonito Oliva l'arte come un "sistema di carie" alle quali va opposto un sistema "igienico della critica" con il compito di "riparare l'eccesso dell'opera dentro il corpo normativo della regola culturale". Un' epoca che ha bisogno di artisti-malati che producano opere disorganiche, oblique, nevrotiche, che diano la possibilità al critico di girare "intorno alla soglia dell'opera" non per conoscere ciò che la sua civiltà ha dimenticato ma per consolarsi nel "approdare infine nell'acme giudiziaria del processo come giudizio e procedimento". 

Cari amici vorrei meditaste su tutto ciò mettendovi con me sulla strada di una rifondazione del giudizio che tenga presente le macerie sulle quali stiamo parlando. L'opera deve forse parlare da sola, ma per il momento non parla più da sola, e quando lo fa, si fa travisare. La scrittura deve essere espressione ma per il momento è solo quel segno suicida che sposta il logos a luogo intransitivo, mosca cieca nel bicchiere. La storia deve essere sinottica, deve informarci diacronicamente e sincronicamente della nostra genesi, per restituirci la memoria ma per il momento è solo il vuoto gioco delle consolazioni hegeliane. L'arte ha bisogno, come già la scienza, di una rifondazione. Ha bisogno dei principia: non lasciatemi solo. (da Lettera per un orientamento del giudizio in arte

il sito ufficiale di Achille Bonito Oliva @

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L'arte moderna 1770-1970-L'arte oltre il Duemila  Indice del volume: Classico e romantico; La realtà e la coscienza; L'Ottocento in Italia, in Germania, in Inghilterra; Il Modernismo; L'arte come espressione; L'epoca del funzionalismo; La crisi dell'arte come 'scienza europea'; L'arte fino al Duemila; La globalizzazione dell'arte. Alla fine del volume si trova una mappa dei movimenti artistici contemporanei nel Sistema dell'arte e un indice degli artisti, dei movimenti e dei termini.

Granetto : Rovescio di musica (detail) Granetto Rovescio di musica (detail)
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Granetto "The unseen its truth reveals"
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Tele Giuliane: "..... the books that no one reads any more, the games of children who are not born, the clock of wasted time, the relic of a boat once drunk..." Gnomiz: the pictures and images used in the Internet Site Gnomiz. Les Lunettes de Mondrian: the works are controversially dedicated to the "erroneous way" which conditioned, better or worse, this nihilist century. The The Empty Throne: an art exhibition of sculptures, paintings and sounds distributed in 18 rooms and comprehends 22 paintings, 44 sculptures and 44 panels of large dimensions. This broad work is a meditation on western thought. Genesis: a laic representation of the conceptual order making it possible to "conceive unity. Publishing: a personal way to make the values of civilization audible and visible. Archeology: the time of initiation, of stormy navigation into the modern which was becoming modernist decadence..

Granetto: Da un abito di Dior (detail) Granetto Da un abito di Dior (detail)
Index Art and Fashion

Art and Fashion "out of season" paintings
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....Thus I dared looking for those "common values" in the world of Fashion among many people who hold out without having to rely on an understanding. The outcome is amid paintings and sculptures "out of season" dedicated to abstract expressions, levity and photo advertising, important pictures, objects and perfumes, play and strangely enough to some elderly portraits......so is there really a necessity for a subject?

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