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Risposta a Giletti e a Elio Copetti su Achille
Bonito Oliva
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Guida Frenetica
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Lacan e Foucault risposta ad Elio Copetti
su Artonline
Forum
Caro Elio, parto per le vacanze dove cercherò di curarmi dall'effetto
Copetti: una particolare psicosi che porta il terapeuta a curare gli
altri perché si annoia a curare se stesso. Credo che questa psicosi sia
speculare al tuo disagio di affrontare qualche idea originale di tua
invenzione per poter meglio giocare con " la critica di quelle
altrui". Come potrai immaginare, o se "immaginare" ti
crea turbamento "dedurre", per affrontare la mia particolare
psicosi non dovrò vedermela con la "carenza di idee chiare e
distinte” ma eventualmente solo con i "miti" che queste
" idee chiare e distinte” hanno creato dopo il diciottesimo
secolo. Farò questo in onore del tuo
Foucault,
rimovendo per un po' l'idea maliziosa che il tema sul quale Foucault ha
costruito tutta la sua indagine è anche la principale scoperta
lacaniana. Approfitterò della vacanza anche per capire se vi sono
analogie fra i continui litigi dei fisici che si occupano di clima e le
discussioni fra le varie scuole freudiane. Indagherò sulla Teoria
dell'interferenza umana e quella del caos naturale per capire se queste
teorie siano per caso compatibili alle idee di Lacan
quando si domandava se per caso fosse possibile concepire un analisi
sull' empiria che si occupi di ciò che l'empiria esclude: gli aspetti
affettivi, irrazionali e non comunicabili in modo logico-linguistico.
Infondo i fisici del clima, quando la storia dei loro esperimenti non
coincide con la storia dell'esperienza, potrebbero mettersi un po' a
indagare sulle "conoscenze prescientifiche" , qualche vecchia
pergamena dove si parla di siccità o qualche canto popolare con il
medesimo argomento. Forse loro non lo fanno perché preferiscono non
azzeccare mai le previsioni del tempo piuttosto che essere ricordati
come "strumento di potere, di affermazione personale, di terrorismo
culturale". L'unica è comportarsi come suggeriva un mio prozio
psichiatra quando diceva: "Cerca di vivere con noncuranza: pensa
che da morto potresti fare la figura del provinciale"..Ahh se Lacan
l'avesse ascoltato!! Ci rivediamo a settembre come dei deliziosi
sciupafemmine perennemente bocciati: buone vacanze e ancora grazie per
la tua disponibilità.
I commenti di Elio Copetti
Elio Copetti (http://www.arteadesso.org) Bentornato
Gnomiz. Devo ammettere che hai ragione a dire che non faccio nulla per uscire da
quel dannato pessimismo, però non si tratta di accidia ma piuttosto della
carenza di idee “chiare e distinte” adatte allo scopo. Forse meglio mi si
addice, almeno per ora, la critica di quelle altrui, e sono lieto che tu mi
riconosca in questo una certa onestà. Mi studierò con calma le tue risposte e
se ci troverò del buon contenzioso proverò a rilanciare. Per il momento mi
soffermo sul tema più facile, che sarà forse anche il più futile, ma forse
anche no. Non voglio naturalmente delegittimare il lavoro di alcun terapeuta,
d'altra parte constato anche che i terapeuti si distribuiscono in decine di
“scuole” assolutamente incompatibili tra loro da un punto di vista
concettuale, ciascuna delle quali vanta un proprio “ruolino” di successi.
Com'è possibile tutto ciò? Per me un buon suggerimento ce lo fornisce Gregory
Bateson (un altro “santone” adorato da stuoli di terapeuti) nella sua
definizione di “spiegazione” come proiezione di una descrizione su di una
tautologia (ovvero strutturazione puramente logica): a me pare plausibile che, a
livello di terapia psicologica, più che il modello astratto (Freudiano,
Junghiano, Adleriano, Bernieano, Maslowiano, Winnicottiano...e chi più ne ha più
ne metta) conti la sensibilità e l'intelligenza con la quale il terapeuta
proietta i fatti della propria esperienza pratica sopra il suo attrezzo
logico-concettuale. Attrezzo che sospetto gli serva più da supporto
“mnemonico”, sul quale distribuire e dare un senso (magari illusorio –
magari una soddisfazione di tipo “estetico”) alla sua messe di conoscenza
concreta, che non come strumento ipotetico-deduttivo (che sarebbe in tal caso
soggetto al feed-back dell'esperienza). Se così è, non avrei nulla da
obiettare: finché rimane impossibile arguire la superiorità di questo o quel
modello (ma qui saremmo sul campo dell'efficacia e non necessariamente della
verità) accetto il pluralismo. La cosa è però differente quando questa
oscurità, da patetica impotenza (l'impossibilità di formalizzare adeguatamente
questo “qualcosa” che si ritiene avere in testa) si trasforma in strumento
di potere, di affermazione personale, di terrorismo culturale. Se Lacan non
riusciva a formalizzare doveva accettare lo scacco, accontentarsi dei propri
“successi” terapeutici, e non “imporre”, con una tracotanza che fa
sbigottire, i propri deliri, e farne persino scuola, rovinando chissà quante
menti. Ma mi pare di capire che tu non li ritenga dei veri deliri, quanto
piuttosto delle specie di “licenze poetiche” in fondo giustificate
dall'estrema difficoltà delle questioni. Beh, ti suggerisco di leggerti gli
originali, per capire che non di questo si tratta, assolutamente. E non è una
questione di scuole, o di guerre culturali, in fondo a me Foucault piace molto,
anche se non posso certo essere sicuro di comprenderlo correttamente.
Libri
Lacan
Jacques opere: Scritti
Einaudi Gli «Scritti» del grande psicoanalista francese a quasi
trent'anni di distanza dal loro prima apparizione in Italia (1974)
vedono immutata la forza teorica dell'autore. Volutamente non
sistematici, questi appunti, interventi, recensioni di varia natura
testimoniano la "rivoluzione epistemologica" di Lacan,
artefice di un ritorno a Freud attraverso l'analisi del linguaggio. Il
seminario. Libro XI. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi
(1964) Einaudi Il volume,
qui presentato in seconda edizione e una nuova traduzione, contiene il
seminario pronunciato da Lacan nel 1964 che segna una svolta
fondamentale nel suo insegnamento. È infatti il momento della rottura
con l'Associazione internazionale freudiana e della fondazione della sua
Scuola, l'Ècole freudienne de Paris. Il
seminario. Libro XVII. Il rovescio della psicoanalisi (1969-1970)
Einaudi Lacan tenne il seminario dal titolo "Il rovescio
della psicanalisi" - il diciassettesimo del suo insegnamento -
nell'anno accademico 1969-1970. I fatti del maggio '68 non esulano dalla
tematica del seminario né per le implicazioni concrete, nè soprattutto
perchè Lacan vi sviluppa una teoria del potere che ha il suo fulcro nel
"discorso del padrone", esatto rovescio del discorso della
psicoanalisi. Il discorso del padrone, infatti, è incentrato sul potere
del significante, mentre nel discorso della psicoanalisi il potere non
è accordato al significante ma a ciò che lo causa. "Il rovescio
della psicoanalisi" è dunque un seminario critico nei confronti di
Freud.
Foucault
Michel opere: Il
sogno Cortina Raffaello In questo saggio sul sogno Foucault
traccia un percorso che da Eraclito va a Platone, Schelling, Novalis,
Sartre, Freud, Bachelard passando attraverso riferimenti alla poesia
francese e a Shakespeare. Egli esamina e supera le principali concezioni
del sogno fino a scorgervi l'a priori storico dell'uomo, lo spazio
originario in cui si dispiegano in modo privilegiato la trascendenza
dell'immaginario e il movimento della libertà. Gli
anormali. Corso al Collège de France (1974-1975) Feltrinelli
Sulle basi di numerose fonti teologiche, giuridiche e mediche, Foucault
affronta il problema di quegli individui "pericolosi" che, nel
corso del XIX secolo, sono stati definiti "anormali".
Definisce le tre figure principali dell'anormalità: il mostro umano,
antica nozione cui quadro di riferimento erano le leggi della natura e
le norme della società; l'individuo da correggere, di cui si fanno
carico i nuovi dispositivi di disciplinamento del corpo; l'onanista, che
è oggetto, già dal XVIII secolo, di una campagna indirizzata al
controllo della famiglia moderna. Per Foucault l'individuo anormale
deriva dell'eccezione giuridico-naturale del mostro, dalla moltitudine
degli incorreggibili e dal segreto delle sessualità infantili. Storia
della sessualità. Vol. 2: L'Uso dei piaceri. Feltrinelli
Parlare di sessualità come di un'esperienza storicamente singolare ha
richiesto di ricostruire i percorsi del 'soggetto desiderante',
risalendo dall'epoca moderna fino all'Antichità classica. "L'uso
dei piaceri", entra nel vivo della rappresentazione delle pratiche
e delle teorie sessuali nella città greca, e dà così concreto avvio a
un'opera storiografica dall'ambizione assolutamente unica: non più
indagine parziale o settoriale sui problemi della sessualità, essa
presenta globalmente la genealogia dell'esperienza più ignota, anche
quando più esibita, della nostra cultura e della nostra storia,
offrendoci al contempo una sorta di specchio delle radici più remote e
cancellate della logica degli odierni comportamenti sessuali.
Granetto Rovescio
di musica (detail)
Forreword:
english,
francais,
italiano
Granetto
"The unseen its truth reveals"
...
Tele Giuliane: "..... the
books that no one reads any more, the games of children who are not born,
the clock of wasted time, the relic of a boat once drunk..." Gnomiz:
the pictures and images used in the Internet Site Gnomiz. Les
Lunettes de Mondrian: the works are controversially dedicated to the
"erroneous way" which conditioned, better or worse, this
nihilist century. The The Empty Throne:
an art exhibition of sculptures, paintings and sounds distributed in 18
rooms and comprehends 22 paintings, 44 sculptures and 44 panels of large
dimensions. This broad work is a meditation on western thought. Genesis:
a laic representation of the conceptual order making it possible to "conceive
unity. Publishing: a personal way
to make the values of civilization audible and visible. Archeology:
the time of initiation, of stormy navigation into the modern which was
becoming modernist decadence..
Granetto Da
un abito di Dior (detail)
Index
Art and Fashion
Art
and Fashion "out of season" paintings
...
....Thus I dared looking for those
"common values" in the world of Fashion among many people who
hold out without having to rely on an understanding. The outcome is amid
paintings and sculptures "out of season" dedicated to abstract
expressions, levity
and photo advertising,
important pictures, objects and perfumes,
play and strangely enough to some
elderly portraits......so is
there really a necessity for a subject?
"

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