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Giovanni Paolo II: “Quando la guerra, come in questi giorni in Iraq, minaccia le sorti dell'umanità, è ancora più urgente proclamare, con voce forte e decisa, che solo la pace è la strada per costruire una società più giusta e solidale”.

Vibrata protesta degli Usa nei confronti della Russia, che starebbe garantendo armi e assistenza ai militari iracheni. Secondo il Washington Post, citando fonti vicine a Bush, una compagnia russa avrebbe fornito un quantitativo di materiale elettronico in grado di fare un'azione di disturbo nei confronti delle apparecchiature usa. Non solo. 

Leggi i fatti del 22/3/2003: Baghdad, Mosul, Kuwait city,  i militari turchi entrano nel nord dell'Iraq, Colpita  la roccaforte del gruppo estremista islamico di Ansar Al Islam, Bill Graham, ministro degli Esteri canadese
Leggi i fatti del 21/3/2003: dichiarazioni Saddam Hussein, Ayman El Zawahri, numero due di Al Qaeda, Abdel Aziz al-Rantissi di  Hamas, Irna, agenzia di informazioni iraniana, agenzia di stampa nord Coreana, Manifestazioni di protesta nei paesi asiatici..
Leggi i fatti del 20/3/2003: dichiarazioni  Bush e Saddam Hussein, Afghanistan:caccia a Osama Bin Laden,  Rueishid in Giordania preparazione campi profughi.
Leggi le dichiarazioni di condanna: nei paesi islamici Lega Araba, Iran, Egitto, Thailandia, Palestina etc. Nel mondo Cina, Russia, Francia, Germania, Canada, Cile, Brasile, Nuova Zelanda. Nel mondo cattolico Desmond Tutu, premio Nobel per la pace, Renato Martino, presidente del Consiglio pontificio Giustizia e Pace, Roberto Tucci, cardinale 
Leggi le dichiarazioni a sotegno: Uzi Arad, capo del Mossad, Junichiro Koizumi, Primo ministro del Giappone

 

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Terza notte di bombardamenti su Baghdad: un anello di fuoco ha bruciato per ore ieri intorno alle trincee cosparse di petrolio dalle truppe irachene. Pesanti combattimenti nei pressi di Najaf, a 160 chilometri a sud della capitale. Il ministero della Difesa britannico conferma che un aereo della Raf, la Royal air force risulta disperso. Le forze angloamericane avanzando di 240 chilometri in territorio iracheno, conquistano Nassiriya e il controllo su una parte di Bassorad. Le forze irachene hanno lanciato nella notte una controffensiva nei pressi di Umm Qasr. 

Terrorismo: un soldato statunitense di fede islamica ha lanciato due granate contro un accampamento della Centounesima divisione aerotrasportata americana in Kuwait provocando un morto e dodici feriti, di cui cinque gravi. Paul Moran, giornalista australiano, è morto in seguito ad un attentato compiuto da un taxista che si è fatto esplodere nel villaggio di Khormal, roccaforte del gruppo islamico Komala Islami Kurdistan (Società islamica del Kurdistan). Rafforzate le misure di sicurezza in tutta la Nuova Zelanda, dopo le minacce di attentati  da parte di un gruppo islamico che si firma '11 settembre''.

Colin Powell:  ''Non e' vero che tutti ci considerano degli aggressori. Non tutte le Nazioni europee ci criticano. Sono più numerosi i leader che ci appoggiano apertamente, spesso andando contro la maggioranza della loro popolazione, perché sentono il pericolo e capiscono la loro responsabilità come governanti. Il parlamento turco ha fatto qualcosa del genere''. 

Naji Sabri, ministro degli esteri iracheno, ha affermato: "Il popolo iracheno combatterà, da un angolo all'altro del paese. Tutta la popolazione irachena è armata. Oltre alle forze armate ci sono sette milioni di civili che ora possono sparare. Gli invasori sionisti pensano che il popolo iracheno, le autorità e le truppe si arrenderanno, ma è un errore"..."Sconfiggeremo gli invasori e daremo loro una lezione che non dimenticheranno mai. Trasformeremo il deserto nel cimitero degli invasori"

La guerra contro l'Iraq costerà 80 miliardi di dollari. E' il conto che il presidente americano George Bush, riferiscono fonti dell'amministrazione, presenterà domani ai leader del Congresso, a tre giorni dall'approvazione 'al buio' da parte della Camere della previsione di bilancio e dall'autorizzazione dei tagli fiscali

Andrew J. Bacevich, professore di diritto internazionale alla Boston University: “L’uso della forza non è più visto come un’ultima risorsa da accettare con riluttanza. C’è una grande ironia in questo, essendo la nostra nazione nata dalla prima grande rivoluzione anti imperialista”... “la forza è diventata lo strumento preferito degli statisti americani”. “C’è una parola per definire ciò: ‘militarismo’, una malattia che ha contagiato l’America, anche se le sono stati risparmiati i classici sintomi teutonici. Sedotti dall’immagine di una guerra sempre più antisetticamente precisa, abbiamo smarrito la nostra capacità di orientamento”. 

 

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