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Igor Ivanov, ministro degli esteri russo: "la guerra contro l'Iraq oltre ad essere illegittima non è neppure una guerra di liberazione. Oggi la Russia chiederà alla sessione del Consiglio di Sicurezza la sospensione immediata delle operazioni militari in Iraq".Per quanto riguarda la ratifica del trattato sul disarmo nucleare con gli Usa Ivanov ha detto  "E' necessario ratificare il trattato, ma adesso non e' proprio il momento migliore per farlo, la ratifica dovrebbe tornare al Parlamento solo dopo che la situazione sull'Iraq sarà risolta attraverso l'Onu"
Donald Rumsfeld, segretario alla Difesa: ''Questa campagna potrà diventare ancora più pericolosa nei prossimi giorni, quando arriveremo a Baghdad, ma il risultato è sicuro. Abbiamo preso 3500 iracheni e altre migliaia sono scappati. La fine del regime è certa, l'unica cosa incerta sono  i giorni  necessari per ottenerla'' .."La popolazione di Bassora e' sotto la minaccia delle armi dei feddayn' di Saddam Hussein che vestiti in  abiti civili tendono imboscate, fingendo di arrendersi''
Colin Powell: ''La gente deve capire che non si tratta di un videogame: e' la guerra, una guerra reale''...  ''Siamo ancora nella prima settimana di combattimento, ed e' sorprendente ciò che abbiamo portato a termine. E le vittime sono poche per il momento, anche se ogni vita persa e' una sofferenza ed un dolore per tutti noi e sopratutto per le famiglie che accusano le perdite''.
Questione Curda Massud Barzani. capo del Partito Democratico del Kurdistan: i combattenti curdi sono fermamente intenzionati ad opporsi contro qualsiasi tipo di intervento militare turco nell'Iraq settentrionale. Ciò che i curdi vogliono, ha detto ancora Barzani, dopo avere conferito oggi con il presidente siriano Bashir Assad, è la fondazione, in Iraq, di "uno stato unico, federale, democratico e libero da armi di sterminio".

Leggi i fatti del 25/3/2003:  Questione Sciita, Crisi Stati Uniti e Russia, La Lega araba, manifestazioni a Damasco, Bassora disastro umanitario
Leggi i fatti del 24/3/2003: Al-Jazeera trasmette le immagini di cinque prigionieri, 1300 famiglie in fuga, discorso di Saddam Hussein, Tensione Ankara e Washington, Gli ospedali di Emergency. Le dichiarazioni di: Tony Blair, Naji Sabri, Sleiman, arcivescovo di Baghdad, Gloria Arroyo, presidente delle Filippine, Tommy Franks, Igor Ivanov, Muhammed Hassan Al Amin, imam sciita libanese 
Leggi i fatti del 23/3/2003:bombardamenti su Baghdad, due granate contro accampamento, morto giornalista Paul Moran, dichiaraziono Colin Powell, Naji Sabri, Andrew J. Bacevich, professore di diritto internazionale alla Boston University, Giovanni Paolo II, protesta degli Usa nei confronti della Russia
Leggi i fatti del 22/3/2003: Baghdad, Mosul, Kuwait city,  i militari turchi entrano nel nord dell'Iraq, Colpita  la roccaforte del gruppo estremista islamico di Ansar Al Islam, Bill Graham, ministro degli Esteri canadese
Leggi i fatti del 21/3/2003: dichiarazioni Saddam Hussein, Ayman El Zawahri, numero due di Al Qaeda, Abdel Aziz al-Rantissi di  Hamas, Irna, agenzia di informazioni iraniana, agenzia di stampa nord Coreana, Manifestazioni di protesta nei paesi asiatici..
Leggi i fatti del 20/3/2003: dichiarazioni  Bush e Saddam Hussein, Afghanistan:caccia a Osama Bin Laden,  Rueishid in Giordania preparazione campi profughi.
Leggi le dichiarazioni di condanna: nei paesi islamici Lega Araba, Iran, Egitto, Thailandia, Palestina etc. Nel mondo Cina, Russia, Francia, Germania, Canada, Cile, Brasile, Nuova Zelanda. Nel mondo cattolico Desmond Tutu, premio Nobel per la pace, Renato Martino, presidente del Consiglio pontificio Giustizia e Pace, Roberto Tucci, cardinale 
Leggi le dichiarazioni a sotegno: Uzi Arad, capo del Mossad, Junichiro Koizumi, Primo ministro del Giappone

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  Continuano i  bombardamenti su Baghdad che rimane senza corrente elettrica e, per qualche ora, senza la possibilità di trasmettere notizie attraverso la televisione di stato. Moltissimi civili vengono feriti e uccisi da un ordigno esploso in un mercato di un quartiere a nord della capitale.  A Bassora, una manifestazione di protesta per la mancanza di acqua potabile attorno alla sede cittadina del partito Baath fa sperare in una rivolta popolare (qualche salve di mortaio sparato dai miliziani fedeli al Rais per disperdere la folla, vedi i fatti del 25/3/2003: questione Sciita). Sempre a Bassora Carristi dei ''Queen Royal Lancers''  vengono colpiti  da una cannonata esplosa da un altro carro armato britannico: due morti. A Nasiriyah ed in altre località dell'Iraq del sud vengono distrutti sei carri armati della coalizione. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunisce oggi: la riunione è stata convocata dai Paesi del Gruppo Arabo e del Movimento dei non allineati per discutere la risoluzione presentata dalla Siria che chiede il ritiro immediato delle forze della coalizione dal territorio iracheno e che gode del pieno appoggio della Russia. Richard Boucher, portavoce del dipartimento di Stato respinge la proposta di pace presentata dall'Arabia Saudita: ''Il tempo per soluzioni collaborative con il regime iracheno è scaduto''.. ''Piani di pace che lasciano intatto il regime attuale al potere a Baghdad ... semplicemente non valgono la pena di essere preparati''. Il Senato americano, con 51 voti contro 48,  ha votato contro i fondi straordinari (726 miliardi di dollari) chiesti dall'amministrazione Bush
The Daily Mirror: " Sarà un limite terribile se, come molti analisti sostengono, Baghdad dovrà essere conquistata strada per strada, edificio dopo edificio; e il nemico avrà fatto indossare ai soldati abiti civili e posto le apparecchiature militari nei pressi, se non dentro, le abitazioni stesse".
Sondaggio The New York Times e Cbs, 43 % degli americani  disposto a credere che la guerra sarà veloce e vittoriosa,  il 32 % che la guerra vada molto bene, il 60 % sostiene la politica di George Bush
Caritas Dopo aver ripetutamente cercato di scongiurare la guerra, la Caritas Italiana ora pensa con decisione a far fronte alle conseguenze. Su indicazione della Conferenza episcopale italiana, ha invitato tutte le Caritas diocesane a raccogliere fondi. La stessa Caritas Italiana ha già messo a disposizione 150.000 euro per i primi interventi e provvederà a destinare i fondi raccolti ai profughi e le vittime del conflitto. La rete internazionale della Caritas, operativa da subito, sta ora intensificando gli sforzi. I 14 Centri di Caritas Iraq, sparsi intorno a Baghdad, Basra, Kirkuk, Mosul, insieme ad 8 piccoli ospedali sono stati dotati di attrezzature sanitarie, ossigeno, medicinali, beni di pronto consumo, letti, materassi, coperte e lenzuola. Per il trasporto dei pazienti sono disponibili nuove ambulanze, con riserve di benzina, barelle e biciclette. Altri attrezzature e medicinali sono stoccati in magazzini a Baghdad e in Giordania e serviranno per far fronte alle urgenze. Un team di emergenza è pronto per entrare nel Paese, appena sarà possibile, per sostenere gli sforzi in atto. La situazione dei profughi resta ancora poco definita. In Siria, nei giorni scorsi sono riuscite ad arrivare clandestinamente 2000 famiglie, ospitate da famiglie irachene già sul posto. I confini restano chiusi dalla parte irachena, mentre sono stati allestiti campi per l'accoglienza di 20.000 profughi. La Turchia continua a tenere chiuse le frontiere: 10.000 profughi sono già ammassati al nord dell'Iraq e il numero continua a crescere. In Iran per il momento non si segnalano arrivi, ma una missione della rete internazionale Caritas è in partenza per definire insieme alla Chiesa locale le modalità di accoglienza. In Kuwait la rete Caritas è in contatto con il vescovo locale. In Libano la Caritas locale ha aiutato Caritas Siria a prepararsi all'emergenza, ha preparato generi di prima necessità e resta in allerta per eventuali arrivi. Circa 350 persone si sono ammassate al confine con la Giordania, ma restano strettamente chiuse le frontiere irachene. Sono stati allestiti dall'UNHCR 2 campi profughi a 70 km dal confine per accogliere 25.000 rifugiati e un terzo campo potrebbe essere aperto. La Caritas Giordania si fa carico dell'occorrente per sei mesi (materassi, coperte, cibo, vestiti) per 2000 persone che saranno ospitate in alcuni locali messi a disposizione dalla Chiesa. In collaborazione con la Ong World Vision e in accordo con la Mezza luna rossa, ha già predisposto 8.000 coperte, tre autocarri per il trasporto di vari generi, 10.000 containers di acqua e 16.000 teli di plastica. La Caritas Ambrosiana sostiene tali iniziative della Caritas Italiana e della rete delle Caritas. Le offerte si possono effettuare attraverso: - C.C.P 34565200 - CREDITO ARTIGIANO SEDE MILANO C/C 1985 ABI 3512 CAB 1601 - lo sportello Raccolta Fondi in via S.Bernardino 4 (Milano) dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 il venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00 - con carta di credito telefonando al n. 02 76037 324 - con carta di credito on line clicca qui CAUSALE: EMERGENZA IRAQ Gli interventi che la Caritas ha effettuato durante questi anni in Iraq, Il messaggio del Papa per il digiuno e la preghiera del 5 marzo
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