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2006: Ottobre, Settembre, Agosto, Luglio, Giugno, Maggio, Aprile, Marzo, Febbraio, Gennaio; 2005: Dicembre, Novembre, Ottobre, Settembre, Agosto, Luglio, Giugno, Maggio, Aprile, Marzo, Febbraio, Gennaio 2004: Dicembre Novembre, Ottobre,  Settembre Agosto, luglio, Giugnomaggio, aprile, marzo, febbraio, gennaio, 2003 dicembre, novembre, ottobre, settembre, agosto, luglio, giugno, dal 22 aprile al 6 maggio, 6-21 maggio e 22-30 maggio
Dichiarazioni e argomenti importanti raccolti negli ultimi giorni di guerra, Le testimonianze e i fatti più importanti dal 19 marzo al 14 aprile

Boutros-Ghali, ex segretario generale dell'Onu: ''Tutti gli sforzi fatti in quasi un secolo per gestire le relazioni internazionali, per far prevalere il diritto internazionale, sono stati rimessi in gioco da una guerra preventiva nei confronti di uno stato sovrano''.
Abdel Aziz, ministro degli Interni saudita: «Nessuno può essere soddisfatto nel vedere ciò che avviene alla popolazione irachena, ma la nostra solidarietà non la esprimeremo con le manifestazioni. Manderemo aiuti alimentari al popolo iracheno».

Leggi i fatti del 29 e del30/3/2003: primo attacco suicida, Strage al mercato di al Nasser a Shola, Sette giornalisti italiani vengono fermati nei pressi di Bassora, Manifestazioni nei paesi arabi: Giordania, Cairo, Karachi in Pakistan, Pasuruan, in Indonesia, a Giacarta. Dichiarazioni: Kamal Kharrazi ministro degli Esteri di Teheran, Robin Cook chiede al governo di Tony Blair di ritirare le truppe britanniche, Papa Giovanni Paolo ''Non bisogna mai più consentire alla guerra di dividere le religioni mondiali'',Kaled Fouad Allam, Hans Blix sostiene che il lavoro svolto in Iraq nei mesi scorsi "irritava" gli Stati Uniti, Tony Blair, Steve Hanke condirettore dell'Istituto di Economia Applicata della Johns Hopkins University di Baltimora, Joerg Haider leader della destra austriaca, Ismàeel Haneya analista
Leggi i fatti del 28/3/2003: Appello dei capi delle Chiese cristiane d’Iraq; Dichiarazioni di: Assad, presidente siriano, Saddam Hussein, Mohammad Saeed al-Sahaf, Colin Powell, George Bush, Geoff Hoon, Hans Blix; Romano Prodi, Roberto Formigoni, Nazioni Unite: Jeremy Greenstock, Sergei Lavrov, Jean Marc de La Sabliere; The Times, Annahar quotidiano libanese
Leggi i fatti del 27/3/2003: dichiarazioni di: Kofi Annan, Colin Powell, Gibrael Kassab, arcivescovo cattolico di Bassora, Hassan, principe di Giordania, Kamal Kharrazi, Nagib Mahfuz premio Nobel 1988, Igor Ivanov ministro degli esteri russo, Erica Laurent scrittore. Stampa Estera Al Ahram (giornale governativo del Cairo), New York Times, Washington Post, Los Angeles Times, Akhbar Alkhaleej (Bahrein)
Leggi i fatti del 26/3/2003: Le iniziative della  Caritas commento del Daily Mirror, Sondaggio The New York Times e Cbs, dichiarazioni di Igor Ivanov, Donald Rumsfeld, Colin Powell. Massud Barzani e la questione Curda
Leggi i fatti del 25/3/2003:  Questione Sciita, Crisi Stati Uniti e Russia, La Lega araba, manifestazioni a Damasco, Bassora disastro umanitario
Leggi i fatti del 25/3/2003:  Questione Sciita, Crisi Stati Uniti e Russia, La Lega araba, manifestazioni a Damasco, Bassora disastro umanitario
Leggi i fatti del 24/3/2003: Al-Jazeera trasmette le immagini di cinque prigionieri, 1300 famiglie in fuga, discorso di Saddam Hussein, Tensione Ankara e Washington, Gli ospedali di Emergency. Le dichiarazioni di: Tony Blair, Naji Sabri, Sleiman, arcivescovo di Baghdad, Gloria Arroyo, presidente delle Filippine, Tommy Franks, Igor Ivanov, Muhammed Hassan Al Amin, imam sciita libanese 
Leggi i fatti del 23/3/2003:bombardamenti su Baghdad, due granate contro accampamento, morto giornalista Paul Moran, dichiaraziono Colin Powell, Naji Sabri, Andrew J. Bacevich, professore di diritto internazionale alla Boston University, Giovanni Paolo II, protesta degli Usa nei confronti della Russia
Leggi i fatti del 22/3/2003: Baghdad, Mosul, Kuwait city,  i militari turchi entrano nel nord dell'Iraq, Colpita  la roccaforte del gruppo estremista islamico di Ansar Al Islam, Bill Graham, ministro degli Esteri canadese
Leggi i fatti del 21/3/2003: dichiarazioni Saddam Hussein, Ayman El Zawahri, numero due di Al Qaeda, Abdel Aziz al-Rantissi di  Hamas, Irna, agenzia di informazioni iraniana, agenzia di stampa nord Coreana, Manifestazioni di protesta nei paesi asiatici..
Leggi i fatti del 20/3/2003: dichiarazioni  Bush e Saddam Hussein, Afghanistan:caccia a Osama Bin Laden,  Rueishid in Giordania preparazione campi profughi.
Leggi le dichiarazioni di condanna: nei paesi islamici Lega Araba, Iran, Egitto, Thailandia, Palestina etc. Nel mondo Cina, Russia, Francia, Germania, Canada, Cile, Brasile, Nuova Zelanda. Nel mondo cattolico Desmond Tutu, premio Nobel per la pace, Renato Martino, presidente del Consiglio pontificio Giustizia e Pace, Roberto Tucci, cardinale 
Leggi le dichiarazioni a sotegno: Uzi Arad, capo del Mossad, Junichiro Koizumi, Primo ministro del Giappone

 

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Gli aerei della coalizione anglo americana hanno sganciato sull'Iraq nelle ultime 24 ore 1.200 ordigni di precisione. Questa mattina la tv di Abu Dhabi ha mostrato un violentissimo incendio scoppiato in un centro commerciale di Bagdad chiamato ''28 aprile''. Sempre l'aviazione alleata ha colpito un villaggio nei pressi di Baghdad nelle prime ore del mattino di oggi, causando un grande numero di vittime. Continua così la nuova strategia americana: non riuscendo ad occupare le città irachene si cerca di piegare il nemico effettuando da una parte stragi di civili e dall'altra cercando di umiliarlo in tutti i modi. Per perseguire questo fine è stata bombardata, nell'imprendibile Bassora, una statua di Saddam Hussein e sono stati rinominati due avamposti della 101/ma divisione aerotrasportata nel sud del paese con i nomi "Base operativa avanzata Gulf" e 'Base operativa avanzata Exxon'. Nel frattempo comandanti militari americani  hanno bandito l'uso del telefono satellitare in possesso dei giornalisti che viaggiano al seguito delle loro unità. Mentre è sempre più difficile fare arrivare i soccorsi alle popolazioni colpite i civili locali, dal canto loro, si trovano a sfamare i militari americani. Su una strada a 250 chilometri a sud di Baghdad,  una divisione di soldati americani è stata tagliata fuori dalle loro retrovie con rifornimenti. Stremati dalla fame e dalla sete, dopo un’avanzata di tre giorni, i soldati sono stati soccorsi da alcuni iracheni che fuggivano in pullman verso Sud.

Peter Arnett, giornalista statunitense della NBC: "Il primo piano di guerra è fallito a causa della resistenza dell'Iraq e adesso stanno cercando di scriverne un altro. Chiaramente, gli strateghi americani avevano sbagliato nel valutare la decisione delle forze irachene.".."Il presidente Bush dice di essere molto preoccupato per il popolo iracheno, ma se gli iracheni moriranno in tanti, la politica americana verrà messa a dura prova"... "Baghdad è indiscutibilmente una città disciplinata, pronta ad accettare le richieste del suo governo, in città si sta sviluppando sempre più un senso di nazionalismo e di resistenza a quel che Stati Uniti e Gran Bretagna stanno facendo."( La Nbc ha licenziato Peter Arnett "E' stato uno sbaglio andare sulla tv irachena per dire che il piano militare della coalizione è fallito per l'imprevista resistenza dell'Iraq")
Tareq Aziz Intervistato dalla ABC, ha detto che ''la guerra sta andando bene per quanto ne sappiamo e per quanto dimostrato della realtà dei fatti. Il popolo iracheno  e' pronto a contrattaccare. Gli iracheni accoglieranno gli americani con le pallottole''... 'Sono sorpresi che il popolo iracheno resista coraggiosamente e con grande determinazione, noi invece non siamo sorpresi, ce lo aspettavamo, e l'avevamo detto'.  Per quanto riguarda gli attacchi suicidi ha aggiunto: ''il popolo che viene minacciato ha il diritto di combattere con tutte le armi per difendersi''.. ''quando si combatte contro l' invasore con tutti i mezzi possibili, non si e' un terrorista, ma un eroe''. 
Jihad contro truppe Usa Hosni Mubarak, presidente egiziano: "A causa della guerra contro l'Iraq i gruppi terroristici si riuniranno ed invece di lottare contro un Bin Laden, avremo cento Bin Laden nella regione e la terra non sarà sicura". Abu Imad al Rifai,  rappresentante in Libano della Jihad armata "le Brigate al Qods danno al nostro popolo e alla nostra nazione la buona notizia che i suoi primi martiri sono arrivati nel cuore di Baghdad". "Questo per adempiere al sacro dovere di difendere la terra araba e musulmana". Hazi al-Rawi,  portavoce militare iracheno: "da tutti i Paesi arabi, senza eccezioni, sono arrivati mujahiddin che hanno giurato di non fare ritorno in patria e hanno chiesto di essere sepolti in Iraq". Mullah Omar 'Ogni volta che i non musulmani attaccano la terra musulmana, e' un dovere ribellarsi all'aggressore'... 'La Jihad contro le truppe Usa e' un nostro dovere.  Siamo stati accusati di dare rifugio a Bin Laden,ma l'Iraq non ha un Bin Laden nel Paese'... 'Ci sono solo due simboli nel mondo:uno e' l'Islam,l'altro e' Bush, simbolo di odio e di terrore'.
Crisi Usa-Siria Colin Powell: ''La Siria ha davanti a se' una scelta critica: può continuare ad appoggiare gruppi terroristici e il regime morente di Saddam Hussein o può avviarsi su una rotta diversa e piu' utile''... ''In un modo o nell'altro la Siria sarà responsabile delle proprie scelte e delle loro conseguenze''. Al-Shari, ministro degli estersiriano:"La nazione araba si trova davanti ad una svolta storica, rappresentata dall'invasione anglo-americana di un paese arabo fratello. Gli Stati Uniti dicono di voler la liberazione dell'Iraq, ma intanto stanno compiendo delle operazioni di omicidio e di distruzione ai danni del popolo iracheno".

cyber presse Canada Si l'invasion anglo-américaine de l'Irak donne une image pour le moins belliqueuse de la perfide Albion et de sa grande soeur américaine, il faut absolument naviguer sur le Web pour se rendre compte que les États-Unis ne sont pas un monolithe de TNT aux crocs acérés. Les sites pacifistes se démènent à qui mieux mieux pour ramener la paix. «Pourquoi terrorisons-nous des gens qui terrorisent les gens afin de montrer à ces gens que terroriser les gens est mauvais?» Ce slogan, les internautes le retrouveront sur www.peaceproject.com, un site Internet militant pour une solution pacifique en Irak. Les auteurs de peaceproject.com vendent des épinglettes aux slogans parfois grinçants. «Le cow-boy conduit le pays dans un fossé. Il lance une guerre comme couverture.» D'autres phrases sont devenus des classiques tels le «No blood for oil». Peaceproject.com vous propose une collection de plus de 600 boutons, affiches, T-shirts pour arrêter la guerre. Signe des temps, si les slogans de l'époque de la guerre du Vietnam insistaient sur la nécessité de faire l'amour plutôt que la guerre, ceux de cette nouvelle guerre du Golfe sont plus froids. Tous les sites, tels le United for Peace and Justice ou www.peacepins.com  insistent sur un point: «Peace is patriotic.» Ce leitmotiv, tous les sites pro-paix semblent le partager. Le site peacepins.com a même réalisé une épinglette en métal proclamant «Patriot for Peace». 
Sergio Noja Noseda, islamista: ''I governi arabi non vedono l'ora di poter archiviare una volta per tutte il problema Saddam. Naturalmente condannano la morte dei civili iracheni sotto le bombe alleate. Ma in realtà sperano solo che tutto finisca presto''...''Il sogno dell'unita' araba -dice- e' tramontato da almeno una decina d'anni. Ogni volta che la Lega araba si riunisce, finisce in un litigio''

 

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