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Saddam
Hussein: "Contro gli invasori americani, per ora abbiamo usato
solo un terzo delle nostre forze, mentre i criminali hanno dispiegato
tutte le loro risorse per aggredire l'Iraq".."Colpiteli,
combatteteli. Sono aggressori crudeli dannati da Dio. Voi siete
vittoriosi e loro sono vinti".."Questa è un'aggressione alla
religione, alla salute, all'onore e alla vita ed è un'aggressione
contro le famiglie dell'Islam. Pertanto la Jihad è un dovere e chiunque
morirà nei suoi campi sarà ricompensato dal paradiso"..."
questi sono i giorni più onorevoli da oltre 700 anni. Dio ci ha dato
questa grande opportunità e ha dato una calamità attraverso la quale
Dio ha inteso mettere alla prova la nostra fede".
Tareq
Aziz: "Siamo fiduciosi nella vittoria. Vittoria come? La
vittoria è sconfiggere l'aggressione impedendole di raggiungere i suoi
obiettivi. Questa è vittoria".."Non abbiamo detto che saremmo
entrati in conflitto con l'America in qualche deserto e che l'esercito
iracheno sarebbe stato vittorioso sull'esercito americano"
Michel
Sabbah, Patriarca latino di Gerusalemme: 'La guerra ha fatto di
Saddam Hussein un simbolo, un eroe e adesso tutti gli arabi lottano per
lui. Se si voleva davvero combattere una tirannia non era questa la
strada e il risultato e' l'esatto contrario''.
The
Moscow Times: Le discussioni tra russi e americani prima
dell'inizio della guerra in Iraq sono state segnate da profonde
divergenze. Per fortuna le relazioni bilaterali tra i due paesi sono
sopravvissute all'avvio del conflitto. Ma se gli Stati Uniti vogliono
salvare la diplomazia devono capire che il mondo è più complesso di
quanto voglia far credere l'amministrazione Bush.
Le
testimonianze e i fatti più importanti
dal 19 marzo al 1 aprile
1/4/2003:
declino di Donald Rumsfeld e rinascita di Colin Powell,
Peter Arnett al Daily Mirror. Crisi Usa-Russia. Tensione fra Israele e
Siria. Crisi Usa-Siria. Jihad contro truppe Usa
31/3:
Jihad contro truppe Usa: Mubarak, Abu Imad al Rifai, rappresentante
in Libano della Jihad armata, Hazi al-Rawi, portavoce militare iracheno,
Mullah Omar. Crisi Usa-Siria: Colin Powell, Al-Shari, ministro
degli esteri siriano. Testimonianze: Peter Arnett, Boutros-Ghali,
ex segretario generale dell'Onu
29
e 30: primo attacco suicida, Strage al mercato di al
Nasser a Shola, Sette giornalisti italiani fermati di Bassora, Manifestazioni
nei paesi arabi Kamal Kharrazi ministro degli Esteri di Teheran, Robin
Cook chiede al governo di Tony Blair di ritirare le truppe
britanniche, Hans Blix sostiene che il lavoro svolto in Iraq nei
mesi scorsi "irritava" gli Stati Uniti,
28:
Appello dei capi delle Chiese cristiane d’Iraq; Dichiarazioni
di: Assad, presidente siriano, Saddam Hussein, Mohammad Saeed al-Sahaf,
Colin Powell, George Bush, Geoff Hoon, Hans Blix; Romano Prodi,
Roberto Formigoni,
27:
dichiarazioni di: Kofi Annan, Colin Powell, Gibrael Kassab, arcivescovo
cattolico di Bassora, Hassan, principe di Giordania, Kamal Kharrazi, Nagib
Mahfuz premio Nobel 1988, Igor Ivanov ministro degli esteri russo,
Stampa Estera Al Ahram (giornale governativo del Cairo), New York
Times, Washington Post, Los Angeles Times, Akhbar Alkhaleej (Bahrein)
26: Le
iniziative della Caritas, Massud Barzani e la questione Curda
25:
Questione Sciita, Crisi Stati Uniti e Russia, La Lega araba,
manifestazioni a Damasco
24:
Tensione Ankara e Washington, Gli ospedali di Emergency. Naji Sabri,
Sleiman, arcivescovo di Baghdad, Gloria Arroyo, presidente delle
Filippine.
23:
Andrew J. Bacevich, professore di diritto internazionale alla Boston
University
22:
i militari turchi entrano nel nord dell'Iraq, Bill Graham,
ministro degli Esteri canadese
21:
dichiarazioni Saddam Hussein, Ayman El Zawahri, numero due di Al
Qaeda, Abdel Aziz al-Rantissi di Hamas, Irna, agenzia di
informazioni iraniana, agenzia di stampa nord Coreana
20:
dichiarazioni Bush e Saddam Hussein, Afghanistan: caccia a Osama
Bin Laden, Rueishid in Giordania preparazione campi profughi.
19:
condanne nei paesi islamici e nel mondo
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Continua
e si intensifica la nuova strategia delle truppe alleate: assediare le
principali città irachene per ridurle alla fame, attuare stragi di
civili per terrorizzare la popolazione, puntare su Baghdad per isolarla
e assediarla, trattare gli interessi Usa nell'area solo con le altre
potenze occidentali (Germania, Francia, Russia) umiliando qualsiasi
aspettativa del mondo arabo. E' molto probabile che questa strategia, più
realista di quella che parlava di un impossibile liberazione dell'Iraq,
riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi: trasformare una guerra costosa
nella gestione più economica di una colonia con un piccolo esercito che
sappia arginare le sacche di resistenza per un lungo periodo. E'
realistico pensare che questa strategia alimenterà il terrorismo
internazionale, aumenterà il divario fra le popolazioni e i governi
arabi, creerà qualche dissidio verbale fra conservatori e democratici
ma, alla fine, permetterà all'occidente di non cambiare i propri
modelli di sviluppo.Oggi un raid dell'aviazione alleata contro la
capitale irachena provoca vittime, sia fra i bambini e le madri presenti
in un ospedale ostetrico, sia fra diversi civili che si spostano per le
vie della città con le loro automobili. Al Jazeera riferisce che
almeno 21 civili sono rimasti uccisi in un bombardamento anglo-americano
sul villaggio a maggioranza cristiana di Bartala, situato nel nord
dell'Iraq una quindicina di chilometri a nord-est di Mosul, Ieri
a Hillah, un centro di contadini nei pressi dell'antica Babilonia a
circa 80 chilometri a sud di Bagdad un bombardamento indiscriminato ha
provocato decine di morti e circa 450 feriti. Il portavoce della
Croce rossa internazionale Roland Huguen-Benjamin, a proposito del
massacro di Hilla, ha riferito di un vero e proprio orrore: decine di
morti, tra cui otto bambini e un neonato, corpi fatti a pezzi, feriti
adagiati per terra negli ospedali perché nei letti non c'è più posto.
Sempre ieri, nella città meridionale di Nassiriya quindici membri
di una stessa famiglia, in fuga dalla città, sono stati sterminati
da un razzo lanciato da un elicottero Apache.
Dichiarazioni
Amr
Mussa, segretario generale della Lega araba: «Dobbiamo lavorare con
tutti i mezzi per fermare questa guerra, anche se credo che le
possibilità per raggiungere l'obiettivo siano ridottissime»...«Questa
guerra contro il popolo iracheno travolgerà la Lega araba e tutto il
sistema politico nei paesi arabi»... «Le divisioni e le lacerazioni
sono a tal punto che, forse, non avrà più senso continuare in questo
modo e bisognerà inventare altre modalità per la solidarietà
interaraba».
Dominique
de Villepin, ministro degli Esteri francese: "la priorità è
rimodellare le nostre relazioni con la Gran Bretagna, basandoci sui
punti di accordo, poi fare la stessa cosa con gli Usa".
Jacques
Delors, ex Presidente della Commissione Ue: ''Non possiamo accettare
la visione messianica degli americani, ma non possiamo neanche limitarci
a opporci alle loro posizioni''
David
Blunkett, ministro britannico dell'interno: " le forze alleate
nel Golfo sono viste dalla popolazione come i cattivi e non come
liberatori ma una volta che l'Iraq sarà libero la situazione cambierà
"
Donald
Rumsfeld: ''Non esiste nessuna trattativa con il regime di Saddam
Husseyn. Questo e' quanto il regime vuol far credere per ingannare gli
iracheni. Ma io dico alla popolazione irachena: l'unica conclusione
della guerra sarà la fine di Saddam e la liberazione del paese'' .
''Non accetteremo nessun altro risultato se non la resa
incondizionata. Questa guerra sarà difficile, e ci aspettano delle dure
battaglie, ma l'esito finale e' assolutamente certo, e sarà la
conclusione della dittatura di Saddam Husseyn''...''Il regime non e'
ancora sconfitto ma sta per per esserlo. I bombardamenti stanno
distruggendo la capacità di Sadam di comunicare con le sue forze. Il
fatto che oggi non sia comparso (in televisione) mi sembra
significativo''... ''nella precedente guerra del Golfo si era avuta una
fase di bombardamenti aerei molto lunga. Adesso invece gli attacchi
terrestri sono cominciati subito''... ''Invece di fermarsi ad ogni città
e di combattere per occuparla, le nostre truppe sono arrivate in pochi
giorni alla periferia di Baghdad In questo modo sono stati anche
salvati pozzi petroliferi che il regime avrebbe incendiato, provocando
un disastro umanitario''... ''Mi piacerebbe vedere più complimenti
sulla stampa ma anche se ci fossero, non andrebbero attribuiti a me, ma
al generale Franks. E' lui l'autore del piano''... ''Nessuno si sta
distanziando dal piano. Si e' trattato di un processo interattivo,
andato avanti per almeno sei mesi, e che ha coinvolto molte persone. Io
personalmente ho fatto soprattutto molte domande. In ogni caso, il
generale Franks e' stato incaricato di sviluppare la pianificazione
delle operazioni militari, e sta assolvendo magnificamente questo
compito''
Lamberto
Dini: ''L'Europa può e deve ricondurre gli Stati Uniti nell'ambito
delle istituzioni internazionali e delle decisioni condivise. L'unilateralismo
americano e' proprio di questa amministrazione neoconservatrice, ma e'
minoritario negli Stati Uniti''
Stephen
Eagle Funk, primo riservista dei marine ad essersi rifiutato di
imbarcarsi per l’Iraq: "So che verrò punito ma è meglio
subire una punizione ora che vivere con il rimorso per tutta la vita per
aver fatto qualcosa che so essere sbagliato"... "Questa guerra
è immorale per tutti gli inganni di cui sono stati capaci i nostri
leader. L’uso della violenza non è mai una soluzione"
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