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Argomenti
Contemporanei
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Guerra 
I fatti del
3 e 4
Aprile

Per Intervenire: staff@gnomiz.it  
Fratellisti
United
updated  3-4  aprile
a

Pietro Ingrao "Mi auguro ardentemente che il popolo iracheno resista all'aggressore fino all'ultimo minuto. L'impunità per gli aggressori sarebbe proprio il peggio. E io sono un pacifista, non un calabrache"... "resistere agli aggressori è da millenni la prima condizione per la pace. Questa verità io l'ho imparata duramente di fronte alle panzer divisionen hitleriane"..." Io sono anti-Bush, non anti-americano. Anche in America c'è chi resiste a Bush in una maniera che ha sorpreso un po' tutti. Esiste il consenso al conflitto, ma accanto a questo c'è tutta una parte di americani che si esprime criticamente. Con toni anche più aspri di quelli che può usare un europeo come me. Basti pensare alle parole di Chomsky"..."Il destino di Saddam è scritto, lui è già nella polvere. Il peso di questa guerra non cade su Saddam ma sul popolo che già dal '91 sta patendo. No, io non sono complice del dittatore di Bagdad e se qualcuno vuole divertirsi con questa ipotesi faccia pure, ma sono e restano delle fanciullaggini. Ho fatto tanti errori sulla guerra e sulla pace, ma questo non mi appartiene. Saddam non è della mia parrocchia: è della loro, di chi lo ha sostenuto economicamente, di chi lo ha salvato ancora dopo la prima guerra del Golfo".
Dichiarazioni
Ferdinando Filoni
, nunzio a Baghdad: ''Si vive nel terrore di una morte improvvisa. Non c'e' spazio per pensare, ma solo per agire. Per cercare di portare un minimo di conforto alle persone piu' vecchie e ai bambini''... ''La televisione irachena continua a dare notizie di una resistenza assoluta e forte, casa per casa. Ma l'intensificarsi dell'azione di bombardamento lascia prevedere che americani e inglesi abbiano intenzione di sfondare le linee della Guardia repubblicana''. 
Jean Stock, segretario generale unione europea radio- televisioni: "il comando centrale americano limita attivamente la raccolta indipendente di informazioni provenienti dal sud dell' Iraq" ..."i reporters e troupe di cameramen che hanno rischiato la loro vita sono stati detenuti dalle truppe britanniche e statunitensi e rinviati in Kuwait".
Saud al-Faisal
, ministro degli Esteri saudita: ''Se il rimanere al potere di Saddam Hussein e' la sola cosa che crea problemi al suo paese, ci aspettiamo che risponda con un sacrificio per il suo paese, che faccia la stessa cosa che chiede di fare a tutti i suoi cittadini'' 

Le testimonianze e i fatti più importanti 
dal 19 marzo al 2 aprile
2/4/2003: strage di Hillah. Dichiarazioni: Amr Mussa, segretario generale della Lega araba, Moscow Times, Dominique de Villepin, Jacques Delors, David Blunkett, ministro britannico dell'interno, Donald Rumsfeld, Lamberto Dini, Stephen Eagle Funk, primo riservista dei marine ad essersi rifiutato di imbarcarsi per l’Iraq, Saddam Hussein, Tareq Aziz, Michel Sabbah, Patriarca latino di Gerusalemme
  1/4/2003: declino di Donald Rumsfeld e rinascita di Colin Powell, Peter Arnett al Daily Mirror. Crisi Usa-Russia. Tensione fra Israele e Siria. Crisi Usa-Siria. Jihad contro truppe Usa
  31/3: Jihad contro truppe Usa: Mubarak, Abu Imad al Rifai, rappresentante in Libano della Jihad armata, Hazi al-Rawi, portavoce militare iracheno, Mullah Omar. Crisi Usa-Siria: Colin Powell, Al-Shari, ministro degli esteri siriano. Testimonianze: Peter Arnett, Boutros-Ghali, ex segretario generale dell'Onu
29 e 30: primo attacco suicida, Strage al mercato di al Nasser a Shola, Sette giornalisti italiani  fermati di Bassora, Manifestazioni nei paesi arabi Kamal Kharrazi ministro degli Esteri di Teheran, Robin Cook chiede al governo di Tony Blair di ritirare le truppe britanniche, Hans Blix sostiene che il lavoro svolto in Iraq nei mesi scorsi "irritava" gli Stati Uniti, 
28: Appello dei capi delle Chiese cristiane d’Iraq; Dichiarazioni di: Assad, presidente siriano, Saddam Hussein, Mohammad Saeed al-Sahaf, Colin Powell, George Bush, Geoff Hoon, Hans Blix; Romano Prodi, Roberto Formigoni,
27: dichiarazioni di: Kofi Annan, Colin Powell, Gibrael Kassab, arcivescovo cattolico di Bassora, Hassan, principe di Giordania, Kamal Kharrazi, Nagib Mahfuz premio Nobel 1988, Igor Ivanov ministro degli esteri russo,  Stampa Estera Al Ahram (giornale governativo del Cairo), New York Times, Washington Post, Los Angeles Times, Akhbar Alkhaleej (Bahrein)
26Le iniziative della  Caritas, Massud Barzani e la questione Curda
25Questione Sciita, Crisi Stati Uniti e Russia, La Lega araba, manifestazioni a Damasco
24: Tensione Ankara e Washington, Gli ospedali di Emergency. Naji Sabri, Sleiman, arcivescovo di Baghdad, Gloria Arroyo, presidente delle Filippine.
23: Andrew J. Bacevich, professore di diritto internazionale alla Boston University
22: i militari turchi entrano nel nord dell'Iraq, Bill Graham, ministro degli Esteri canadese
21: dichiarazioni Saddam Hussein, Ayman El Zawahri, numero due di Al Qaeda, Abdel Aziz al-Rantissi di  Hamas, Irna, agenzia di informazioni iraniana, agenzia di stampa nord Coreana
20: dichiarazioni  Bush e Saddam Hussein, Afghanistan: caccia a Osama Bin Laden,  Rueishid in Giordania preparazione campi profughi.
19: condanne nei paesi islamici e nel mondo

 

Le truppe alleate, finita la guerra per il controllo dei pozzi di petrolio e delle vie di comunicazione nei deserti si preparano a combattere il popolo iracheno. Nelle ultime ore i bombardamenti a tappeto nelle periferie delle città stanno spingendo le truppe nemiche, a trincerarsi nei centri abitati dove dovranno organizzare la resistenza con l'aiuto delle popolazioni civili. Parte dell'aeroporto di Bagdad è caduto e in città sono stati creati  posti di blocco per impedire un'eventuale fuga dei civili. A Bassora le truppe britanniche sono ormai a due chilometri dalla periferia, a Kut, la citta' dove ieri forze americane hanno attraversato il Tigri si stanno svolgendo scontri casa per casa. Gli americani hanno occupato la città di Najaf dove devono continuamente tenere a bada una folla inferocita, anche se disarmata e pacifica, che impedisce ai militari di entrare nella zona dove si trova la moschea dell'Imam, la piu' importante della citta'.
Donald Rumsfeld: ''Il regime e' stato indebolito ma e' ancora capace di sferrare colpi mortali, e potrebbe esserlo ancora di più nei momenti che precedono la sua fine''..'Con le forze della coalizione che si avvicinano sempre di più alla capitale, ci aspettano giorni difficili''...''Saddam Hussein non ha più soldati, ma solo criminali di guerra''
Colin Powell: ''Per l'Iraq pensiamo a una soluzione come quella afghana, poi affronteremo i casi di Siria, Iran e Corea''. ''Non vogliamo altre guerre ma non rinunceremo a fronteggiare chi sostiene il terrorismo''... ''Con Berlino e Parigi tutto si aggiusterà. Abbiamo risolto altre liti. Accadrà  anche stavolta: lavoreremo insieme per il dopoguerra''. 
Thomas Donnelly, dell'American Enterprise Institute di Washington:  ''L'amministrazione Bush tiene gli occhi bene aperti sulla Siria di Assad. Sin da prima del conflitto in Iraq.Se alla fine della guerra, non si trovassero gli arsenali batteriologici e chimici, gli Stati Uniti chiederebbero l'invio di ispettori internazionali a Damasco per controlli''... ''Se Assad, o qualche generale siriano, ha nascosto armi di distruzione di massa irachene, direi proprio che rischiano di essere i prossimi''.

Ieri 3 marzo.Le truppe della coalizione sono arrivate a meno di 10 km, dalla capitale irachena e combattono con le truppe irachene per conquistare l'aeroporto internazionale ''Saddam Hussein''. Un missile cade su un mercato a sud-est di Baghdad, facendo otto morti e diversi feriti. Le forze statunitensi hanno registrato la perdita di un caccia e di  elicottero ''Black Hawk'', colpito ed abbattuto dal fuoco dell'artiglieria leggera irachena. Nello schianto sono morti sette soldati a bordo ed altri quattro sono rimasti feriti. Il Pentagono annuncia che e' stato sferrato ''l'attacco al cuore del regime'' iracheno, mentre una manovra a tenaglia supera le citta' di Al Kut e Karbala e spinge verso Baghdad gli americani. Un portavoce del primo ministro britannico Tony Blair mette in guardia da eccessive speranze sulla prossima fine della guerra: ''Non siamo alla fase finale e ancora ci attendono grandi sfide, grandi ostacoli da superare. E' importante che le notizie relative all'avanzamento dei combattimenti non vadano oltre lo stato reale delle cose", Saddam Hussein, circondato dai suoi ministri, è riapparso in televisione per minacciare i Curdi di ''non fare cose di cui potrebbero pentirsi'' e per smentire le notizie di smantellamento delle divisioni della Guardia repubblicana. Nel nord del paese un cameraman inviato per la BBC in Iraq e' morto nell'esplosione di una mina. Una bomba e' esplosa questa mattina presso il consolato britannico di Istanbul, dopo la conclusione delle qualificazioni per il campionato di calcio Euro 2004, che ha visto la nazionale inglese vincere per 2 a 0 la Turchia.

Da Leggere
Il Misna pubblica una interessante intervista al pensatore islamico Mohammed Arkoun. Qualche passo: "i regimi del mondo musulmano non hanno una base democratica che li legittimi. In nessun paese. Elezioni truccate, libertà che non esistono... perciò non possono darsi al lusso di tollerare un'informazione libera e aperta. È impossibile. È... strutturale.".. " il mio libro The Unthought in Contemporary Islamic Thought è difficile da leggere. Anche tra quanti lo leggono, pochi lo capiscono: non hanno la cultura necessaria per capire che significhi la nozione di in-pensato nella storia del pensiero. È difficile anche per gli occidentali, d'altra parte, a scuola non ve ne parlano mai anche se, per esempio, in Italia c'è un enorme in-pensato sul fenomeno religioso.".."  Nei paesi musulmani non c'è un'opinione pubblica forte, una società civile forte. Tutto è fragile. Prendiamo il caso delle manifestazioni di piazza. Una manifestazione implica un regime andato al potere su basi democratiche. Ora, siccome nessun regime riempie questa condizione, manifestazioni non ce ne saranno, a meno che non le organizzi il potere stesso o che questo non sia sicuro di recuperarle a proprio vantaggio. Perché altrimenti potrebbe recuperarle al volo il movimento fondamentalista! "...?La sura 9 del Corano giustifica il jihad con l'idea di verità: in nome suo io lotto fino a sacrificare la mia vita e anche di altri uomini. Ma questa non è una posizione esclusiva dell'islam. Quando si legge il Corano con gli strumenti della linguistica e dell'antropologia, non c'è nessuna ragione di fare un'eccezione per la Bibbia. Dove ritroviamo, di nuovo, il triangolo antropologico, a tal punto che l'idea di popolo eletto ha permesso agli ebrei di tornare in Palestina e di fare tutto quello che stiamo vedendo. Non è Gerusalemme la dimostrazione stessa del triangolo antropologico, là dove le tre versioni del monoteismo hanno sviluppato la funzione simbolica".
Mohammed Arkoun (La filosofia araba libro disponibile in italiano) Dal 1977 al 1988 ha diretto l' Istituto do studi islamici alla Sorbonne Nouvelle (Paris III), dove oggi insegna Storia del pensiero islamico. Arkound ha scritto numerosi lavori per far conoscere e apprezzare il pensiero e la cultura araba, sin da Aspects de la pensèe musulmane classique IPN, Paris 1963 fino al volume, pubblicato in italiano Islam. Religione e società  ERI, Roma 1980: una serie di interviste condotte da M. Arosio con Arkoun e M. Boormans. E' stato tra i relatori di spoletoscienza 1992 ed ha pubblicato il saggio Pensiero religioso e pensiero scientifico nel contesto islamico, La passione del conoscere (Laterza, 1993)

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20 Tel. 02-3361.1517 staff@gnomiz.it

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