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Le
testimonianze e i fatti più importanti
dal 19 marzo al 4 aprile
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e 4/4/2003: Pietro Ingrao, Ferdinando Filoni, nunzio a Baghdad,
Jean Stock, segretario generale unione europea radio- televisioni, Saud
al-Faisal, ministro degli Esteri saudita, intervista al pensatore
islamico Mohammed Arkoun, Donald Rumsfeld,Colin Powell, Thomas Donnelly,
dell'American Enterprise Institute di Washington
2/4/2003:
strage di Hillah. Dichiarazioni: Amr Mussa, segretario generale della
Lega araba, Moscow Times, Dominique de Villepin, Jacques Delors, David
Blunkett, ministro britannico dell'interno, Donald Rumsfeld, Lamberto
Dini, Stephen Eagle Funk, primo riservista dei marine ad essersi
rifiutato di imbarcarsi per l’Iraq, Saddam Hussein, Tareq Aziz, Michel
Sabbah, Patriarca latino di Gerusalemme
1/4/2003:
declino di Donald Rumsfeld e rinascita di Colin Powell,
Peter Arnett al Daily Mirror. Crisi Usa-Russia. Tensione fra Israele e
Siria. Crisi Usa-Siria. Jihad contro truppe Usa
31/3:
Jihad contro truppe Usa: Mubarak, Abu Imad al Rifai, rappresentante
in Libano della Jihad armata, Hazi al-Rawi, portavoce militare iracheno,
Mullah Omar. Crisi Usa-Siria: Colin Powell, Al-Shari, ministro
degli esteri siriano. Testimonianze: Peter Arnett, Boutros-Ghali,
ex segretario generale dell'Onu
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e 30: primo attacco suicida, Strage al mercato di al
Nasser a Shola, Sette giornalisti italiani fermati di Bassora, Manifestazioni
nei paesi arabi Kamal Kharrazi ministro degli Esteri di Teheran, Robin
Cook chiede al governo di Tony Blair di ritirare le truppe
britanniche, Hans Blix sostiene che il lavoro svolto in Iraq nei
mesi scorsi "irritava" gli Stati Uniti,
28:
Appello dei capi delle Chiese cristiane d’Iraq; Dichiarazioni
di: Assad, presidente siriano, Saddam Hussein, Mohammad Saeed al-Sahaf,
Colin Powell, George Bush, Geoff Hoon, Hans Blix; Romano Prodi,
Roberto Formigoni,
27:
dichiarazioni di: Kofi Annan, Colin Powell, Gibrael Kassab, arcivescovo
cattolico di Bassora, Hassan, principe di Giordania, Kamal Kharrazi, Nagib
Mahfuz premio Nobel 1988, Igor Ivanov ministro degli esteri russo,
Stampa Estera Al Ahram (giornale governativo del Cairo), New York
Times, Washington Post, Los Angeles Times, Akhbar Alkhaleej (Bahrein)
26: Le
iniziative della Caritas, Massud Barzani e la questione Curda
25:
Questione Sciita, Crisi Stati Uniti e Russia, La Lega araba,
manifestazioni a Damasco
24:
Tensione Ankara e Washington, Gli ospedali di Emergency. Naji Sabri,
Sleiman, arcivescovo di Baghdad, Gloria Arroyo, presidente delle
Filippine.
23:
Andrew J. Bacevich, professore di diritto internazionale alla Boston
University
22:
i militari turchi entrano nel nord dell'Iraq, Bill Graham,
ministro degli Esteri canadese
21:
dichiarazioni Saddam Hussein, Ayman El Zawahri, numero due di Al
Qaeda, Abdel Aziz al-Rantissi di Hamas, Irna, agenzia di
informazioni iraniana, agenzia di stampa nord Coreana
20:
dichiarazioni Bush e Saddam Hussein, Afghanistan: caccia a Osama
Bin Laden, Rueishid in Giordania preparazione campi profughi.
19:
condanne nei paesi islamici e nel mondo
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Violenti
combattimenti in corso questa mattina nelle periferie a sudest di
Baghdad tra forze americane e irachene. Mohammed Saeed Al Sahaf
dichiara che ''Le forze statunitensi sono state cacciate dall'aeroporto
Saddam''... ''Fra qualche ora vi potremo portare all'aereoporto
non appena avremo sconfitto le ultime forze che resistono''..''La
Guardia repubblicana irachena ha il pieno controllo dell'aeroporto
Saddam''.
Ieri
sera Saddam Hussein è stato ripreso dalla televisione per le vie
di Bagdad subito dopo aver letto un messaggio al suo popolo
"Colpite il nemico con forza con le armi di cui disponete, la
battaglia contro gli invasori può essere vinta, anche grazie all'aiuto
di Allah: Dio è grande, e sconfiggerà i criminali". Dopo le
immagini del rai's tra la folla mostrate dalla tv irachena, Fleischer,
portavoce della Casa Bianca, ha chiarito che gli Stati Uniti non devono
per forza catturare o uccidere Saddam Hussein per poter proclamare la
vittoria.
Mohammed
Saeed al-Sahaf, ministro iracheno dell'Informazione, ha detto in una
conferenza stampa "Faremo azioni non convenzionali contro di loro,
non necessariamente militari. Faremo qualcosa che servirà di grande
esempio per questi mercenari"..."non useremo armi di
distruzione di massa, ma metteremo in atto una sorta di operazioni di
martirio"..." l'attacco sull'aeroporto di Baghdad è stato un
atterraggio aereo"... "E' difficile che i soldati Usa che sono
circondati nell'aeroporto Saddam ne escano vivi".."Da questa
guerra in Iraq, non porterete a casa niente se non vergogna e disgrazia.
L'Iraq è qui ed è stato qui da 9.000 anni. Non lo cambieranno questi
bastardi di americani".
Due
donne di cui una incinta, dopo aver registrato un video, si sono
lanciate con un'autobomba e hanno ucciso tre militari delle forze
anglo-americane. L'attacco è avvenuto 200 chilometri circa a nord-ovest
della capitale, 120 chilometri dal confine con la Siria. Nel video,
mandato in onda da Al Jazeera le due giovani ragazze annunciano il loro
martirio per la loro terra e per Saddam e appaiono con in mano il
kalashnikov e il Corano.
Intanto
a Bassora le truppe britanniche cercano di fare arrivare agli
abitanti un volantino: ''Siamo qui per liberare il popolo iracheno. Il
nostro nemico e' il regime, non la popolazione. Abbiamo bisogno del
vostro aiuto per identificare il nemico, per ricostruire l'Iraq.
Resteremo qui solo il tempo necessario''. Il quotidiano pan-arabo 'Asharq
al Awsat' riferisce che a Bassora la guardia repubblicana ha mandato un
messaggio ad un influente religioso sciita per trattare con i britannici
la resa.
Naji
Sabri, ministro degli Esteri iracheno, ha affermato che almeno 1.250
civili sono morti nei bombardamenti anglo-americani sull'Iraq.
"Dall'inzio dell'invasione, il 20 marzo, in tutto il Paese vi sono
stati oltre 1.250 morti e 5.000 feriti tra i civili",
Secondo
il Times, l'esercito di Londra sta moltiplicando gli ordini di
bandiere britanniche per identificare meglio uomini e mezzi nel
conflitto iracheno. I generali inglesi sperano così di evitare per
quanto possibile nuove vittime del fuoco Usa, in una guerra in cui sono
morti piu' Royal Marines per il 'fuoco amico' che negli scontri con le
truppe di Saddam Hussein.
 Giulio
Andreotti; ''L'Europa stia attenta alla scuola dei duri che sembra
al momento prevalere negli Stati Uniti''...''Puo' darsi che in un primo
tempo vi sia un governo militare alleato, come del resto accadde in
Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma credo che senza un
apporto politico sara' difficile tenere unito tutto l'Iraq''...''La
tentazione di allargare il conflitto ad altri paesi, al fine di punire
gli islamici cattivi e' un rischio enorme''.. ''occorre evitare un
contrasto tra Nord e Sud o peggio tra religioni, la cristiano giudaica
da un lato, l'Islam dall'altro''.
Achille
Occhetto: ''Saddam non deve vincere. Del resto, ha già perso. E'
impensabile che esca indenne. Ma l'intervento illegale degli Usa non
deve passarla liscia. Sarebbe un grave precedente. I rapporti
internazionali diventerebbero una giungla. Va ripristinata subito la
legalita' internazionale''.
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