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Contemporanei
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Guerra 
I fatti del 
6 e 7
Aprile

Per Intervenire: staff@gnomiz.it  
Fratellisti
United
updated  7  aprile
a

Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato Onu: ''I campi profughi allestiti in Giordania dal governo e dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite (Unhcr) sono deserti in quanto gli iracheni hanno paura ad abbandonare le loro case''... ''vi sono parecchi perché alla base di questa situazione a cominciare dal fatto che c'è un popolo che vive costantemente sotto le bombe, di notte e di giorno, e quindi teme di mettersi in fuga perché è in ogni modo rischioso. Dall'altro un regime che pone sotto pressione la popolazione affinché non si muova''.
Uri Avnery, scittore israeliano e fondatore del movimento ''Gush Shalom: ''Le ragioni vere di questa guerra hanno ben altri nomi: petrolio e un'ideologia neo-imperiale tanto più inquietante perché venata da una concezione messianica di cui l'attuale amministrazione Usa si sente portatrice''... ''L'Iraq  non e' come il Giappone o l'Afghanistan e gli iracheni non ubbidiranno mai ad un Mikado imposto dagli americani''.

Le testimonianze e i fatti più importanti 
dal 19 marzo al 5 aprile 
5/4/2003: Giulio Andreotti, Achille Occhetto, Fleischer, Naji Sabri, dichiarazioni del Times
3 e 4/4/2003:
Pietro Ingrao, Ferdinando Filoni, nunzio a Baghdad, Jean Stock, segretario generale unione europea radio- televisioni, Saud al-Faisal, ministro degli Esteri saudita, intervista al pensatore islamico Mohammed Arkoun, Donald Rumsfeld,Colin Powell, Thomas Donnelly, dell'American Enterprise Institute di Washington
2/4/2003: strage di Hillah. Dichiarazioni: Amr Mussa, segretario generale della Lega araba, Moscow Times, Dominique de Villepin, Jacques Delors, David Blunkett, ministro britannico dell'interno, Donald Rumsfeld, Lamberto Dini, Stephen Eagle Funk, primo riservista dei marine ad essersi rifiutato di imbarcarsi per l’Iraq, Saddam Hussein, Tareq Aziz, Michel Sabbah, Patriarca latino di Gerusalemme
  1/4/2003: declino di Donald Rumsfeld e rinascita di Colin Powell, Peter Arnett al Daily Mirror. Crisi Usa-Russia. Tensione fra Israele e Siria. Crisi Usa-Siria. Jihad contro truppe Usa
  31/3: Jihad contro truppe Usa: Mubarak, Abu Imad al Rifai, rappresentante in Libano della Jihad armata, Hazi al-Rawi, portavoce militare iracheno, Mullah Omar. Crisi Usa-Siria: Colin Powell, Al-Shari, ministro degli esteri siriano. Testimonianze: Peter Arnett, Boutros-Ghali, ex segretario generale dell'Onu
29 e 30: primo attacco suicida, Strage al mercato di al Nasser a Shola, Sette giornalisti italiani  fermati di Bassora, Manifestazioni nei paesi arabi Kamal Kharrazi ministro degli Esteri di Teheran, Robin Cook chiede al governo di Tony Blair di ritirare le truppe britanniche, Hans Blix sostiene che il lavoro svolto in Iraq nei mesi scorsi "irritava" gli Stati Uniti, 
28: Appello dei capi delle Chiese cristiane d’Iraq; Dichiarazioni di: Assad, presidente siriano, Saddam Hussein, Mohammad Saeed al-Sahaf, Colin Powell, George Bush, Geoff Hoon, Hans Blix; Romano Prodi, Roberto Formigoni,
27: dichiarazioni di: Kofi Annan, Colin Powell, Gibrael Kassab, arcivescovo cattolico di Bassora, Hassan, principe di Giordania, Kamal Kharrazi, Nagib Mahfuz premio Nobel 1988, Igor Ivanov ministro degli esteri russo,  Stampa Estera Al Ahram (giornale governativo del Cairo), New York Times, Washington Post, Los Angeles Times, Akhbar Alkhaleej (Bahrein)
26Le iniziative della  Caritas, Massud Barzani e la questione Curda
25Questione Sciita, Crisi Stati Uniti e Russia, La Lega araba, manifestazioni a Damasco
24: Tensione Ankara e Washington, Gli ospedali di Emergency. Naji Sabri, Sleiman, arcivescovo di Baghdad, Gloria Arroyo, presidente delle Filippine.
23: Andrew J. Bacevich, professore di diritto internazionale alla Boston University
22: i militari turchi entrano nel nord dell'Iraq, Bill Graham, ministro degli Esteri canadese
21: dichiarazioni Saddam Hussein, Ayman El Zawahri, numero due di Al Qaeda, Abdel Aziz al-Rantissi di  Hamas, Irna, agenzia di informazioni iraniana, agenzia di stampa nord Coreana
20: dichiarazioni  Bush e Saddam Hussein, Afghanistan: caccia a Osama Bin Laden,  Rueishid in Giordania preparazione campi profughi.
19: condanne nei paesi islamici e nel mondo

 

La guerra continua con grandi massacri e con colpi di propaganda da una parte e dall'altra: mentre il ministro dell'informazione iracheno Sahaf  nega che le truppe Usa siano entrate a Bagdad con 60 carri armati, il comando americano, dopo aver issato per pochi secondi la bandiera a stelle e strisce sul principale palazzo presidenziale, cerca di far passare dei normali raid corazzati per delle vere e proprie occupazioni. In realtà si sa per certo solo che Baghdad è quasi completamente circondata e che si continua a combattere nella zona dell'aeroporto, dove è atterrato il primo aereo americano e dove una troupe televisiva di Al Jazeera è stata presa di mira dai soldati americani. Accanto alle operazioni dei militari, in Iraq si sta consumando un altro conflitto. È la guerra degli ascolti televisivi, attraverso cui si cerca di vincere anche la battaglia della propaganda. Oggi l'emittente araba Al Jazeera rappresenta quello che la Cnn è stata nel 1991: la principale fonte di notizie sul conflitto per tutto il mondo. Questo crea seri problemi al Pentagono, visto che l¹emittente sfugge ai codici di autoregolamentazione delle tv americane e, nella cronaca degli eventi, assume spesso posizioni vicine alla causa irachena. Il Pentagono, preoccupato che la propaganda da lui stesso diffusa possa essere smentita dai fatti, chiarisce che è ancora troppo presto per parlare di battaglia per Baghdad e precisa che le azioni di guerra di questa mattina sono una dimostrazione di forza che "invia un potente messaggio al regime, il messaggio che possiamo andare dove vogliamo e quando vogliamo''.
Sembra che la  la città santa sciita di Kerbala sia stata occupata dopo intensi combattimenti casa casa per casa. 
A Bassora  le truppe britanniche non riescono ancora ad entrare nel centro storico mentre nelle vicinanze di Nasiriya è arrivato il primo gruppo di esiliati iracheni con il compito di facilitare il collegamento fra le truppe americane e la popolazione locale. Si tratta di 700 uomini, su un totale di mille attesi, guidati dal leader del gruppo di opposizione Iraqi National Congress (Inc) Ahmed Chalabi, giunto anche lui sul posto. 
A nord continua intanto l'avanzata dei peshmerga curdi che hanno annunciato di aver occupato Ain Sifni, a nord est di Mosul. Diciotto curdi in marcia con militari americani verso la città di Diberjan sono stati uccisi da una bomba sganciata da un caccia statunitense, sono inoltre  rimaste ferite 48 persone, inclusi il fratello minore e un figlio del leader curdo Massud Barzani, schegge hanno raggiunto anche John Simpson, inviato di guerra della Bbc
Mark Nicholson del Financial Time: “Nell’ultima settimana il Segretario alla difesa statunitense Donald Rumsfeld ha usato toni evangelici parlando dell’informazione, lasciando intendere che mai nessuna guerra ha fornito un simile accesso istantaneo e diretto ai campi di battaglia. Questo è vero, grazie soprattutto ai circa settecento giornalisti ‘arruolati’ nelle forze militari nel Golfo. Ma è anche vero che pochi conflitti hanno generato una simile confusione, o così tante notizie spettacolari che dopo un giorno scompaiono nella vorticosa polvere irachena”... “L’imponente colonna di mezzi corazzati iracheni, che la sera del 26 marzo erano dati in partenza da Bassora in un tentativo di contrattacco contro i commando britannici che controllavano la penisola di Fao. Il giorno dopo questa colonna si era ridotta a una ‘manciata’ di innocui veicoli iracheni fatti rapidamente fuori da aerei anglo-americani”...  “Oppure la cinquantesima divisione meccanizzata dell’esercito iracheno, che presidia Bassora e che apparentemente si era arresa in massa a pochi giorni dall’inizio del conflitto, con il risultato di ottomila soldati potenziali prigionieri di guerra. Da allora, invece quella stessa divisione manda fuori dalla città carri armati e blindati e il 26 marzo è stata protagonista della più grande battaglia tra mezzi corazzati combattuta dalle forze britanniche negli ultimi cinquant’anni. Poi c’è stata l’insurrezione di Bassora, esplosa sugli schermi televisivi come il presunto preludio a una rivolta di massa nell’Iraq meridionale. Ma per quello che si riesce a capire, da allora le strade della città sono tranquille. Ci sono molti altri simili scarti e inversioni ‘a U’ nel percorso informativo, tanto da sollevare l’interrogativo se la causa sia la disinformazione o la cattiva informazione" .. “Il caso della resa di Bassora è un caso esemplare. I primi resoconti della sua capitolazione si basavano su un generale che si era arreso, ma più tardi il generale in questione si è rivelato essere un sottufficiale che aveva mentito sul suo grado per ricevere un trattamento migliore" 
Farouk el-Shara, ministro degli Esteri della Siria:  "questa guerra è stata preparata male, sono state ignorate le posizioni dei Paesi della regione, non si sono cercate mediazioni e neppure la passiva accettazione delle tre potenze confinanti, Turchia, Iran e appunto la Siria''... ''questa guerra è e sarà catastrofica e, per il dopo, vedo il caos''
Giovanni Paolo II
: “Il mio pensiero va, in particolare, all’Iraq e a quanti sono coinvolti nella guerra che là imperversa”... “Penso in modo speciale all’inerme popolazione civile che in varie città è sottoposta a dura prova. Voglia Iddio che finisca presto questo conflitto per fare spazio ad una nuova era di perdono, di amore e di pace”. Il Papa ha  ricordato che nell'enciclica ‘Pacem in terris’, pubblicata da Giovanni XXIII  “egli annoverava tra i ‘segni dei tempi’ il diffondersi della ‘persuasione che le eventuali controversie tra i popoli non debbono essere risolte con il ricorso alle armi; ma invece attraverso il negoziato" tale documento magisteriale “si rivela anche oggi di straordinaria attualità. Costruire la pace è un impegno permanente. La realtà di questi giorni lo dimostra in modo drammatico”.

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