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Le
testimonianze e i fatti più importanti
dal 19 marzo al 10 aprile
10/4/2003
La paura dei nostri cugini iberici Di Anna Castellari. La caduta del
Regime: Mohammed Aldouri, ambasciatore iracheno alle nazioni Unite,
Maha Abdullah, di Jazeera: ''La gente e' davvero felice- Jounis Tawfik,
scrittore iracheno, Assafir Quotidiano di Beirut, Shimon Peres. I
vincitori: Donald Rumsfeld, Tony Blair e George Bush. Il dopo
Saddam: Dick Cheney, Colin Powell, Ahmed Chalabi, il banchiere che
aspira a un ruolo di leader nell'Iraq, Sciri, maggiore gruppo di
oppositori sciiti, Mohammed Baqir al Hakim, ayatollah leader della
maggiore organizzazione dell'opposizione sciita irachena, Al Watan di
Riad, Joseph Ratzinger. Denigrazione di Lilli Gruber e Giovanna
Botteri: Stefano Morselli di An, Redazione Tg1, Maurizio Ronconi
dell'Udc, Paolo Serventi Longhi
9/4/2003
: la presa di Bagdad. Giornalisti uccisi commenti di: Victoria
Clarke, portavoce del Pentagono, Herve' de Poeg di France 3, Lilli
Gruber, Aidan White, segretario generale della Federazione
internazionale dei Giornalisti, Reporter Senza frontiere (Rsf), Hussein Abdel
Ghani, capo della redazione cairota di Al Jazira, Michael O'Hanlon,
analista militare americano, Georgi Papandreu, ministro degli Esteri
greco, Javier Solana, rappresentante dell'Ue per la politica estera,
Mohammed Jnifen, l'ambasciatore plenipotenziario della Tunisia per i
rapporti col mondo arabo
8/4/2003
giornalisti uccisi: rete televisiva araba Abu Dhabi, Al Jazeera e hotel
Palestine. Notizie: Osama bin Laden, negativi i
test sulle sostanze chimiche, Fadhil Chalabi, ex ministro
iracheno del petrolio a Londra, 1250 civili iracheni morti
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e 7/4/2003: Alleati a Bagdad, Mark Nicholson del Financial Time,
Farouk el-Shara, ministro degli Esteri della Siria, Giovanni Paolo II,
Laura Boldrini, Uri Avnery, scrittore israeliano e fondatore del
movimento ''Gush Shalom
5/4/2003:
Giulio Andreotti, Achille Occhetto, Fleischer, Naji Sabri, dichiarazioni
del Times
3
e 4/4/2003: Pietro Ingrao, Ferdinando Filoni, nunzio a Baghdad,
Jean Stock, segretario generale unione europea radio- televisioni, Saud
al-Faisal, ministro degli Esteri saudita, intervista al pensatore
islamico Mohammed Arkoun, Donald Rumsfeld,Colin Powell, Thomas Donnelly,
dell'American Enterprise Institute di Washington
2/4/2003:
strage di Hillah. Dichiarazioni: Amr Mussa, segretario generale della
Lega araba, Moscow Times, Dominique de Villepin, Jacques Delors, David
Blunkett, ministro britannico dell'interno, Donald Rumsfeld, Lamberto
Dini, Stephen Eagle Funk, primo riservista dei marine ad essersi
rifiutato di imbarcarsi per l’Iraq, Saddam Hussein, Tareq Aziz, Michel
Sabbah, Patriarca latino di Gerusalemme
1/4/2003:
declino di Donald Rumsfeld e rinascita di Colin Powell,
Peter Arnett al Daily Mirror. Crisi Usa-Russia. Tensione fra Israele e
Siria. Crisi Usa-Siria. Jihad contro truppe Usa
31/3:
Jihad contro truppe Usa: Mubarak, Abu Imad al Rifai, rappresentante
in Libano della Jihad armata, Hazi al-Rawi, portavoce militare iracheno,
Mullah Omar. Crisi Usa-Siria: Colin Powell, Al-Shari, ministro
degli esteri siriano. Testimonianze: Peter Arnett, Boutros-Ghali,
ex segretario generale dell'Onu
29
e 30: primo attacco suicida, Strage al mercato di al
Nasser a Shola, Sette giornalisti italiani fermati di Bassora, Manifestazioni
nei paesi arabi Kamal Kharrazi ministro degli Esteri di Teheran, Robin
Cook chiede al governo di Tony Blair di ritirare le truppe
britanniche, Hans Blix sostiene che il lavoro svolto in Iraq nei
mesi scorsi "irritava" gli Stati Uniti,
28:
Appello dei capi delle Chiese cristiane d’Iraq; Dichiarazioni
di: Assad, presidente siriano, Saddam Hussein, Mohammad Saeed al-Sahaf,
Colin Powell, George Bush, Geoff Hoon, Hans Blix; Romano Prodi,
Roberto Formigoni,
27:
dichiarazioni di: Kofi Annan, Colin Powell, Gibrael Kassab, arcivescovo
cattolico di Bassora, Hassan, principe di Giordania, Kamal Kharrazi, Nagib
Mahfuz premio Nobel 1988, Igor Ivanov ministro degli esteri russo,
Stampa Estera Al Ahram (giornale governativo del Cairo), New York
Times, Washington Post, Los Angeles Times, Akhbar Alkhaleej (Bahrein)
26: Le
iniziative della Caritas, Massud Barzani e la questione Curda
25:
Questione Sciita, Crisi Stati Uniti e Russia, La Lega araba,
manifestazioni a Damasco
24:
Tensione Ankara e Washington, Gli ospedali di Emergency. Naji Sabri,
Sleiman, arcivescovo di Baghdad, Gloria Arroyo, presidente delle
Filippine.
23:
Andrew J. Bacevich, professore di diritto internazionale alla Boston
University
Disastri
Umanitari
A
Bagdad, abbandonata ai saccheggi
indiscriminati, nei quartieri sulla riva sinistra del Tigri, i
musulmani sunniti e cristiani caldei si preparano a fronteggiare la
vendetta dei musulmani sciiti. Gli Americani fanno di tutto per bloccare
le colonne di automobili che da Saddam City, dove vivono due milioni di
sciiti, tentano di raggiungere i quartieri della riva sinistra. Ieri un
kamikaze si è fatto saltare a un posto di blocco vicino all'hotel
Palestine, uccidendo un marine e ferendone gravemente altri tre. Un
ospedale di Bagdad e' stato saccheggiato, Nada Doumani della Croce Rossa
ha detto che 'La condizioni di sicurezza nella città sono pessime
e la gente non ha il coraggio di andare negli ospedali. I grandi
ospedali sono inaccessibili e i centri medici più piccoli hanno chiuso'.
Sempre ieri e' stato accoltellato a Najaf l'ayatollah sciita Abdul
Majd al-Khoei. Al-Khoei era rientrato nella città santa degli sciiti
dove nei prossimi giorni e' atteso dell'ayatollah Muhammad Bakr al-Hakim
di ritorno da 23 anni di esilio in Iran. Fra i due, era stato rivelato,
si preparava una lotta per la guida spirituale degli sciiti. Uno scontro
destinato ad avere riflessi sull'intero paese e sui musulmani sciiti di
tutto il mondo. Al-Kohei, che a Londra aveva fondato la ''Al-Khoei
Foundation'' era discendente di una delle piu' importanti famiglie
sciite in Iraq, come del resto il suo rivale: i loro padri sono stati in
tempi diversi la massima autorità religiosa del mondo sciita.
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La
caduta del Regime
Con l'arrivo dei
marines a Tikrit l'esercito anglo-americano è riuscito ad occupare le
principali città irachene e si prepara a governare il paese
approfittando della guerra civile scoppiata a Bagdad, delle lotte
intestine fra gli sciiti del sud e fra curdi e arabi nel nord. Nella
capitale, dopo la conquista, con l'aiuto fondamentale degli sciiti, gli
americani stanno collaborando con la ex polizia sunnita di Saddam per
tentare di rendere fattibile un governo militare che riesca a
ripristinare l'ordine. A Bassora i britannici hanno varato
un'amministrazione autonoma capeggiata dallo sceicco Tamimi, fino a
pochi giorni fa sostenitore del regime e membro del Partito Baath. A
Najaf, nell'Iraq centro meridionale, dopo l'uccisione di Abdul Majid
al-Khoei, rientrato dall'esilio per assumere un ruolo nella nuova
dirigenza del paese, si tenta di collaborare con i leader tribali che
hanno ora il controllo della città. A nord combattenti
curdi e arabi sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco avvenuto a
Khuveije sulla strada tra Mossul e Kirkuk, a causa del sospetto che i
tre peshmerga intendessero saccheggiare alcuni negozi degli arabi.
Ahmad Abdelrazzak Saeed, colonnello della
polizia di Saddam Hussein: ''Siamo pronti a collaborare con le forze
alleate per la sicurezza della città e per porre fine ai saccheggi e
alle violenze di questi giorni''..''E' un nostro dovere, sia come uomini
sia come tutori dell'ordine pubblico la polizia deve riprendere il
proprio lavoro''.
Shuan
Othman, dell'Unione patriottica Kirkuk indifesa: «Noi non abbiamo
bisogno di interferenze straniere. Se gli Stati Uniti sono venuti per i
giacimenti, grazie, se ne tornino a casa. Noi chiediamo cibo, pace e
sicurezza»...«Gli americani
ci hanno salvato da Saddam ma adesso devono dimostrarci di volere
portare la libertà, la sicurezza, devono aiutarci a risollevare
questo Paese senza pretendere di rubare le nostre risorse. Non è bello
che arrivati a Kirkuk abbiano prima pensato ai pozzi e soltanto dopo tre
giorni si preoccupino di mettere un po’ di ordine e di aiutare le
autorità del distretto a stabilire un minimo di regole».
Sardan
Abdul Karim, dell’Unione
patriottica curda: «Se
gli americani intendono gestire in privato la produzione e la ricerca di
greggio è inevitabile che si apra presto un grave conflitto»...«Se
il futuro dell’Iraq è nel federalismo l’industria petrolifera
non può che seguire la stessa strada. Vi sono due prospettive: o il
greggio del Nord appartiene al Nord e la divisione avviene tra le etnie
del Nord, oppure la ripartizione e allora ai curdi spetta almeno la
stessa percentuale garantita dal programma Onu "Oil for food",
petrolio per cibo. Io credo anche di più»
Jalal Talabani, leader dell'Unione patriottica del Kurdistan:
"I curdi hanno accolto le forze anglo-americane e cooperato con
loro. La caduta del regime era un sogno per il popolo iracheno. Ora
l'Iraq dovrà essere un Paese governato dalla gente attraverso libere
elezioni". "Abbiamo ottimi rapporti con gli sciiti, allo
stesso tempo siamo per la maggior parte sunniti (il gruppo musulmano di
minoranza al governo col partito Baath)"."I curdi vogliono
essere parte di questo Iraq unito, democratico e federale. In questa
federazione deve esserci, ovviamente, un'area curda".
Harlan
Ullman, autore della teoria militare del ''predominio rapido'":
'La pace deve essere internazionalizzata il più velocemente possibile''
L'analista e' convinto che le forze americane debbano lasciare il Paese
per essere sostituite da forze di Paesi Nato "Le forze americane
dovrebbero imparare a condurre operazioni per il ripristino della pace,
addestrando a questo scopo poco meno della metà degli 1,3 milioni di
militari attualmente in servizio"
Hosni Mubarak, presidente egiziano: "temo che le forze anglo
americane che hanno rovesciato il regime di Saddam Hussein non
riusciranno a fermare il confronto fra sunniti, sciiti, curdi e tribù".
John Perry, filosofo americano dell'Università di Stanford: ''Non
penso che Bush sia un buon politico e rimpiango Clinton''... ''Non credo
che i consiglieri di Bush abbiano una visione equilibrata della
politica mondiale''... ''sono angosciato e deluso della politica
dell'amministrazione Bush, che ha deciso questa guerra unilaterale e
preventiva''.
Susan
Sontag, scrittrice americana: "La democrazia Americana è in
pericolo''...''Penso che la repubblica sia finita e sia cominciato
l'impero. Se Clinton era Cesare, Bush e' Augusto. Non e' importante
sapere se Bush e' attraente o non lo e'. Non e' in modo cosi'
semplicistico che vanno viste le cose. Del resto Bush potrebbe avere
imparato dopo un anno. E' stato educato e potrebbe essere cambiato. Io
trovavo molto attraente e molto intelligente Clinton, ma non ha sempre
fatto le cose giuste e forse avrebbe potuto essere un presidente assai
migliore''
Il
dopo Saddam
Paul
Wolfowitz, vice segretario alla Difesa americano; "La Francia
dovrà pagare un prezzo per il suo no all'intervento militare in Iraq e
per il veto posto alla Nato nelle settimane scorse al piano di aiuti
alla Turchia"... ''La Francia ha creato un grave problema
alla Nato e dobbiamo vedere come rispondere''..."Se Francia, Russia
e Germania proprio vogliono contribuire alla ricostruzione dell'Iraq,
riducano o annullino il debito contratto dal deposto presidente Saddam
Hussein"
Bush:
''L'ho già detto e lo ripeto la Siria non deve offrire protezione ad
elementi del regime di Saddam Hussein'. Gli Stati Uniti, hanno motivo di
ritenere che vi siano in Siria armi chimiche e che si aspettano
cooperazione anche su questo.
Colin
Powell: ''tutte queste nazioni, Siria, Iran e altre, devono sapere
che procurarsi armi di distruzione di massa o sostenere attività
terroristiche non e' nei loro interessi. Questo significa che devono
rendersi conto che i comportamenti sbagliati avranno serie conseguenze''..."non
sarebbe affatto saggio se la Siria diventasse un porto per tutte queste
persone che devono essere portate davanti alla giustizia''
Laszek
Miller, primo ministro polacco: "Saranno soltanto i quattro
Paesi che hanno partecipato militarmente alla guerra in Iraq a prender
parte alla conferenza sulla ricostruzione".."La prima
conferenza sulla ricostruzione economica dell'Iraq si terrà molto
presto, ci parteciperanno solo i tre paesi" invitati dagli Stati
Uniti, ossia "Gran Bretagna, Australia e Polonia".
Ali
Sharif bin Hussein, nipote del re Feisal assassinato oltre 40 anni
fa, disposto a regnare dopo un futuro referendum che ristabilisse in
Iraq la monarchia: ''A medio e lungo termine non ho dubbi che l'Iraq sarà
in grado di autogovernarsi. Abbiamo una classe borghese molto valida,
dotata di grande professionalita, sia all'estero tra i nostri emigrati,
sia all'interno''
Teresa
Sarti Strada, Presidente di Emergency: 'La guerra non e' ancora
finita. Vedo una fretta assurda di archiviare questa guerra''... ''Il
nostro punto di vista e' chiaro: le guerre non devono cominciare oggi,
come ieri, come domani. E nella fretta di stabilire la fine delle
ostilità, scorgo soltanto il desiderio di ricominciare presto ad usare
le armi'
' Amnesty
International: ''gli anglo-americani, in quanto forze di una potenza
occupante devono impedire in particolare saccheggi, devastazioni e atti
di violenza nei confronti delle persone'' .. " gli anglo-americani
hanno l'obbligo di assicurare la fornitura di cibo e medicinali agli
abitanti delle aree sotto il loro controllo; devono inoltre garantire il
funzionamento degli ospedali e delle strutture sanitarie, la salute
pubblica e l'igiene''.
Centomila
profughi iracheni ammassati alle frontiere con l'Iran: l'enorme
afflusso si e' verificato negli ultimi due giorni, concentrandosi
soprattutto nei pressi della cittadina di Meharan Li, i profughi vengono
soccorsi dagli iraniani. Un funzionario del ministero degli Interni
iraniano ha dichiarato che il 90% delle persone arrivate è 'in
condizioni deprecabili. L'Iran può accogliere fino a 400.000 rifugiati,
in 10 campi già allestiti.
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