Home Page

English Français
a
Musica

Hardware
Software
News
Politica
5000 books
Economia
Attrici
Attori

a
Art
Biblioteca
News

  Arte opere in vendita: Manzù, De Chirico, Calder, Moore, Mirò, Botero, BeuysLam, Warhol, César, Max Bill, Rosenquist, Cagli, Greco, Emilio VedovaMario Schifano, Vespignani, RotellaClerici, Morlotti, Mattiacci, Pistoletto, Giò PomodoroTadini, Tommasi Ferroni e altri grandi


Argomenti
Contemporanei
. a

Guerra 
I fatti del 
11 al 14
Aprile

Per Intervenire: staff@gnomiz.it  
Fratellisti
United
updated  14  aprile
a

Le testimonianze e i fatti più importanti 
dal 19 marzo al 10 aprile 

10/4/2003 La paura dei nostri cugini iberici Di Anna Castellari. La caduta del Regime: Mohammed Aldouri, ambasciatore iracheno alle nazioni Unite, Maha Abdullah, di Jazeera: ''La gente e' davvero felice- Jounis Tawfik, scrittore iracheno, Assafir Quotidiano di Beirut, Shimon Peres. I vincitori: Donald Rumsfeld, Tony Blair e George Bush. Il dopo Saddam: Dick Cheney, Colin Powell, Ahmed Chalabi, il banchiere che aspira a un ruolo di leader nell'Iraq, Sciri, maggiore gruppo di oppositori sciiti, Mohammed Baqir al Hakim, ayatollah leader della maggiore organizzazione dell'opposizione sciita irachena, Al Watan di Riad, Joseph Ratzinger. Denigrazione di Lilli Gruber e Giovanna Botteri: Stefano Morselli di An, Redazione Tg1, Maurizio Ronconi dell'Udc, Paolo Serventi Longhi
9/4/2003 : la presa di Bagdad. Giornalisti uccisi commenti di: Victoria Clarke, portavoce del Pentagono, Herve' de Poeg di France 3, Lilli Gruber, Aidan White, segretario generale della Federazione internazionale dei Giornalisti, Reporter Senza frontiere (Rsf), Hussein Abdel Ghani, capo della redazione cairota di Al Jazira, Michael O'Hanlon, analista militare americano, Georgi Papandreu, ministro degli Esteri greco, Javier Solana, rappresentante dell'Ue per la politica estera,  Mohammed Jnifen, l'ambasciatore plenipotenziario della Tunisia per i rapporti col mondo arabo
8/4/2003 giornalisti uccisi: rete televisiva araba Abu Dhabi, Al Jazeera e hotel Palestine. Notizie: Osama bin Laden, negativi i test sulle sostanze chimiche, Fadhil Chalabi, ex ministro iracheno del petrolio a Londra, 1250 civili iracheni morti
6 e 7/4/2003: Alleati a Bagdad, Mark Nicholson del Financial Time, Farouk el-Shara, ministro degli Esteri della Siria, Giovanni Paolo II, Laura Boldrini, Uri Avnery, scrittore israeliano e fondatore del movimento ''Gush Shalom

5/4/2003: Giulio Andreotti, Achille Occhetto, Fleischer, Naji Sabri, dichiarazioni del Times
3 e 4/4/2003:
Pietro Ingrao, Ferdinando Filoni, nunzio a Baghdad, Jean Stock, segretario generale unione europea radio- televisioni, Saud al-Faisal, ministro degli Esteri saudita, intervista al pensatore islamico Mohammed Arkoun, Donald Rumsfeld,Colin Powell, Thomas Donnelly, dell'American Enterprise Institute di Washington
2/4/2003: strage di Hillah. Dichiarazioni: Amr Mussa, segretario generale della Lega araba, Moscow Times, Dominique de Villepin, Jacques Delors, David Blunkett, ministro britannico dell'interno, Donald Rumsfeld, Lamberto Dini, Stephen Eagle Funk, primo riservista dei marine ad essersi rifiutato di imbarcarsi per l’Iraq, Saddam Hussein, Tareq Aziz, Michel Sabbah, Patriarca latino di Gerusalemme
  1/4/2003: declino di Donald Rumsfeld e rinascita di Colin Powell, Peter Arnett al Daily Mirror. Crisi Usa-Russia. Tensione fra Israele e Siria. Crisi Usa-Siria. Jihad contro truppe Usa
  31/3: Jihad contro truppe Usa: Mubarak, Abu Imad al Rifai, rappresentante in Libano della Jihad armata, Hazi al-Rawi, portavoce militare iracheno, Mullah Omar. Crisi Usa-Siria: Colin Powell, Al-Shari, ministro degli esteri siriano. Testimonianze: Peter Arnett, Boutros-Ghali, ex segretario generale dell'Onu
29 e 30: primo attacco suicida, Strage al mercato di al Nasser a Shola, Sette giornalisti italiani  fermati di Bassora, Manifestazioni nei paesi arabi Kamal Kharrazi ministro degli Esteri di Teheran, Robin Cook chiede al governo di Tony Blair di ritirare le truppe britanniche, Hans Blix sostiene che il lavoro svolto in Iraq nei mesi scorsi "irritava" gli Stati Uniti, 
28: Appello dei capi delle Chiese cristiane d’Iraq; Dichiarazioni di: Assad, presidente siriano, Saddam Hussein, Mohammad Saeed al-Sahaf, Colin Powell, George Bush, Geoff Hoon, Hans Blix; Romano Prodi, Roberto Formigoni,
27: dichiarazioni di: Kofi Annan, Colin Powell, Gibrael Kassab, arcivescovo cattolico di Bassora, Hassan, principe di Giordania, Kamal Kharrazi, Nagib Mahfuz premio Nobel 1988, Igor Ivanov ministro degli esteri russo,  Stampa Estera Al Ahram (giornale governativo del Cairo), New York Times, Washington Post, Los Angeles Times, Akhbar Alkhaleej (Bahrein)
26Le iniziative della  Caritas, Massud Barzani e la questione Curda
25Questione Sciita, Crisi Stati Uniti e Russia, La Lega araba, manifestazioni a Damasco
24: Tensione Ankara e Washington, Gli ospedali di Emergency. Naji Sabri, Sleiman, arcivescovo di Baghdad, Gloria Arroyo, presidente delle Filippine.
23: Andrew J. Bacevich, professore di diritto internazionale alla Boston University

Disastri Umanitari
A Bagdad, abbandonata ai saccheggi indiscriminati, nei quartieri sulla riva sinistra del Tigri, i musulmani sunniti e cristiani caldei si preparano a fronteggiare la vendetta dei musulmani sciiti. Gli Americani fanno di tutto per bloccare le colonne di automobili che da Saddam City, dove vivono due milioni di sciiti, tentano di raggiungere i quartieri della riva sinistra. Ieri un kamikaze si è fatto saltare a un posto di blocco vicino all'hotel Palestine, uccidendo un marine e ferendone gravemente altri tre. Un ospedale di Bagdad e' stato saccheggiato, Nada Doumani della Croce Rossa ha detto che  'La condizioni di sicurezza nella città sono pessime  e la gente non ha il coraggio di andare negli ospedali. I grandi ospedali sono inaccessibili e i centri medici più piccoli hanno chiuso'. Sempre ieri e' stato accoltellato a Najaf  l'ayatollah sciita Abdul Majd al-Khoei. Al-Khoei era rientrato nella città santa degli sciiti dove nei prossimi giorni e' atteso dell'ayatollah Muhammad Bakr al-Hakim di ritorno da 23 anni di esilio in Iran. Fra i due, era stato rivelato, si preparava una lotta per la guida spirituale degli sciiti. Uno scontro destinato ad avere riflessi sull'intero paese e sui musulmani sciiti di tutto il mondo. Al-Kohei, che a Londra aveva fondato la ''Al-Khoei Foundation'' era discendente di una delle piu' importanti famiglie sciite in Iraq, come del resto il suo rivale: i loro padri sono stati in tempi diversi la massima autorità religiosa del mondo sciita.

Lato Side Milano 20154 Via Messina,
20 Tel. 02-3361.1517 staff@gnomiz.it

 

La caduta del Regime
Con l'arrivo dei marines a Tikrit l'esercito anglo-americano è riuscito ad occupare le principali città irachene e si prepara a governare il paese approfittando della guerra civile scoppiata a Bagdad, delle lotte intestine fra gli sciiti del sud e fra curdi e arabi nel nord. Nella capitale, dopo la conquista, con l'aiuto fondamentale degli sciiti, gli americani stanno collaborando con la ex polizia sunnita di Saddam per tentare di rendere fattibile un governo militare che riesca a ripristinare l'ordine. A Bassora i britannici hanno varato un'amministrazione autonoma capeggiata dallo sceicco Tamimi, fino a pochi giorni fa sostenitore del regime e membro del Partito Baath. A Najaf, nell'Iraq centro meridionale, dopo l'uccisione di Abdul Majid al-Khoei, rientrato dall'esilio per assumere un ruolo nella nuova dirigenza del paese, si tenta di collaborare con i leader tribali che hanno ora il controllo della città.  A nord  combattenti curdi e arabi sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco avvenuto a Khuveije sulla strada tra Mossul e Kirkuk, a causa del sospetto che i tre peshmerga intendessero saccheggiare alcuni negozi degli arabi.

Ahmad Abdelrazzak Saeed, colonnello della polizia di Saddam Hussein: ''Siamo pronti a collaborare con le forze alleate per la sicurezza della città e per porre fine ai saccheggi e alle violenze di questi giorni''..''E' un nostro dovere, sia come uomini sia come tutori dell'ordine pubblico la polizia deve riprendere il proprio lavoro''.
Shuan Othman, dell'Unione patriottica Kirkuk indifesa: «Noi non abbiamo bisogno di interferenze straniere. Se gli Stati Uniti sono venuti per i giacimenti, grazie, se ne tornino a casa. Noi chiediamo cibo, pace e sicurezza»...«Gli americani ci hanno salvato da Saddam ma adesso devono dimostrarci di volere portare la libertà, la sicurezza, devono aiutarci a risollevare questo Paese senza pretendere di rubare le nostre risorse. Non è bello che arrivati a Kirkuk abbiano prima pensato ai pozzi e soltanto dopo tre giorni si preoccupino di mettere un po’ di ordine e di aiutare le autorità del distretto a stabilire un minimo di regole».
Sardan Abdul Karim, dell’Unione patriottica curda: «Se gli americani intendono gestire in privato la produzione e la ricerca di greggio è inevitabile che si apra presto un grave conflitto»...«Se il futuro dell’Iraq è nel federalismo  l’industria petrolifera non può che seguire la stessa strada. Vi sono due prospettive: o il greggio del Nord appartiene al Nord e la divisione avviene tra le etnie del Nord, oppure la ripartizione e allora ai curdi spetta almeno la stessa percentuale garantita dal programma Onu "Oil for food", petrolio per cibo. Io credo anche di più»
Jalal Talabani
, leader dell'Unione patriottica del Kurdistan: "I curdi hanno accolto le forze anglo-americane e cooperato con loro. La caduta del regime era un sogno per il popolo iracheno. Ora l'Iraq dovrà essere un Paese governato dalla gente attraverso libere elezioni". "Abbiamo ottimi rapporti con gli sciiti, allo stesso tempo siamo per la maggior parte sunniti (il gruppo musulmano di minoranza al governo col partito Baath)"."I curdi vogliono essere parte di questo Iraq unito, democratico e federale. In questa federazione deve esserci, ovviamente, un'area curda".
Harlan Ullman, autore della teoria militare del ''predominio rapido'": 'La pace deve essere internazionalizzata il più velocemente possibile''  L'analista e' convinto che le forze americane debbano lasciare il Paese per essere sostituite da forze di Paesi Nato "Le forze americane  dovrebbero imparare a condurre operazioni per il ripristino della pace, addestrando a questo scopo poco meno della metà degli 1,3 milioni di militari attualmente in servizio"
Hosni Mubarak
, presidente egiziano: "temo che le forze anglo americane che hanno rovesciato il regime di Saddam Hussein non riusciranno a fermare il confronto fra sunniti, sciiti, curdi e tribù".
John Perry, filosofo americano dell'Università di Stanford: ''Non penso che Bush sia un buon politico e rimpiango Clinton''... ''Non credo che i consiglieri di Bush  abbiano una visione equilibrata della politica mondiale''... ''sono angosciato e deluso della politica dell'amministrazione Bush, che ha deciso questa guerra unilaterale e preventiva''. 
Susan Sontag, scrittrice americana: "La democrazia Americana è in pericolo''...''Penso che la repubblica sia finita e sia cominciato l'impero. Se Clinton era Cesare, Bush e' Augusto. Non e' importante sapere se Bush e' attraente o non lo e'. Non e' in modo cosi' semplicistico che vanno viste le cose. Del resto Bush potrebbe avere imparato dopo un anno. E' stato educato e potrebbe essere cambiato. Io trovavo molto attraente e molto intelligente Clinton, ma non ha sempre fatto le cose giuste e forse avrebbe potuto essere un presidente assai migliore''

Il dopo Saddam

Paul Wolfowitz, vice segretario alla Difesa americano; "La Francia dovrà pagare un prezzo per il suo no all'intervento militare in Iraq e per il veto posto alla Nato nelle settimane scorse al piano di aiuti alla Turchia"... ''La Francia  ha creato un grave problema alla Nato e dobbiamo vedere come rispondere''..."Se Francia, Russia e Germania proprio vogliono contribuire alla ricostruzione dell'Iraq, riducano o annullino il debito contratto dal deposto presidente Saddam Hussein"
Bush: ''L'ho già detto e lo ripeto la Siria non deve offrire protezione ad elementi del regime di Saddam Hussein'. Gli Stati Uniti, hanno motivo di ritenere che vi siano in Siria armi chimiche e che si aspettano cooperazione anche su questo.
Colin Powell: ''tutte queste nazioni, Siria, Iran e altre, devono sapere che procurarsi armi di distruzione di massa o sostenere attività terroristiche non e' nei loro interessi. Questo significa che devono rendersi conto che i comportamenti sbagliati avranno serie conseguenze''..."non sarebbe affatto saggio se la Siria diventasse un porto per tutte queste persone che devono essere portate davanti alla giustizia''
Laszek Miller, primo ministro polacco: "Saranno soltanto i quattro Paesi che hanno partecipato militarmente alla guerra in Iraq a prender parte alla conferenza sulla ricostruzione".."La prima conferenza sulla ricostruzione economica dell'Iraq si terrà molto presto, ci parteciperanno solo i tre paesi" invitati dagli Stati Uniti, ossia "Gran Bretagna, Australia e Polonia". 
Ali Sharif bin Hussein, nipote del re Feisal assassinato oltre 40 anni fa, disposto a regnare dopo un futuro referendum che ristabilisse in Iraq la monarchia: ''A medio e lungo termine non ho dubbi che l'Iraq sarà in grado di autogovernarsi. Abbiamo una classe borghese molto valida, dotata di grande professionalita, sia all'estero tra i nostri emigrati, sia all'interno''
Teresa Sarti Strada, Presidente di Emergency: 'La guerra non e' ancora finita. Vedo una fretta assurda di archiviare questa guerra''... ''Il nostro punto di vista e' chiaro: le guerre non devono cominciare oggi, come ieri, come domani. E nella fretta di stabilire la fine delle ostilità, scorgo soltanto il desiderio di ricominciare presto ad usare le armi'
'
Amnesty International: ''gli anglo-americani, in quanto forze di una potenza occupante devono impedire in particolare saccheggi, devastazioni e atti di violenza nei confronti delle persone'' .. " gli anglo-americani hanno l'obbligo di assicurare la fornitura di cibo e medicinali agli abitanti delle aree sotto il loro controllo; devono inoltre garantire il funzionamento degli ospedali e delle strutture sanitarie, la salute pubblica e l'igiene''. 
Centomila profughi iracheni ammassati alle frontiere con l'Iran: l'enorme afflusso si e' verificato negli ultimi due giorni, concentrandosi soprattutto nei pressi della cittadina di Meharan Li, i profughi vengono soccorsi dagli iraniani. Un funzionario del ministero degli Interni iraniano ha dichiarato che il 90% delle persone arrivate  è 'in condizioni deprecabili. L'Iran può accogliere fino a 400.000 rifugiati, in 10 campi già allestiti.

  a
5000 books
Art
Biblioteca
News


Argomenti
Contemporanei