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Contemporanei
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Crisi paesi arabi 

Per Intervenire: staff@gnomiz.it  
Fratellisti
United
updated  21-31 maggio
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Londra: rapporto annuale di Amnesty International
Kate Allen, direttore della sezione britannica di Amnesty International: "La guerra al terrore di Washington ha reso il mondo più pericoloso, indebolendo i diritti umani e il diritto internazionale e ha creato uno schermo per i governi mettendoli al riparo da inchieste indipendenti. Questa guerra ha a approfondito le divisioni tra popoli di diverse religioni e origini e gettato i semi di nuovi conflitti. La conseguenza è una grande paura in tutti i settori della società"..."'C'è il serio rischio che l'Iraq seguirà la strada dell'Afganistan, se nessuno sforzo genuino sarà fatto per soddisfare la richiesta del popolo iracheno di legge e ordine e del pieno rispetto dei diritti umani".."Gli Stati Uniti, mentre annunciano di portare giustizia per le vittime in Iraq, hanno cercato di indebolire la Corte penale internazionale, che è il meccanismo di una giustizia universale"

Questione Palestinese
29-30 maggio incontro fra i primi ministri israeliano e palestinese, Sharon e Abu Mazen,.Tra gli impegni di Israele: cedere ai palestinesi il controllo su alcune aree di Gaza, rimuovere l'assedio in Cisgiordania, rilasciare centinaia di detenuti. Olmert, vicepremier israeliano: 'Vogliamo vedere l'impegno a neutralizzare quei gruppi, a disarmarli, non ci basta la sospensione tattica degli attentati', ha detto il   parlando alla radio militare. Mahmoud Abbas (Abu Mazen) al quotidiano Yedioth Ahronoth :  ''La mia valutazione è che entro la prossima settimana arriverò ad un accordo di cessate il fuoco con Hamas''...''Hamas si impegnerà a sospendere le azioni terroristiche sia dentro Israele che nei Territori''
Il governo israeliano approva la ‘Road map’, il documento elaborato da Usa, Russia, Ue ed Onu che prevede la convivenza di “due stati, uno israeliano ed uno palestinese, che vivono uno affianco all’altro, in pace e collaborazione”.
Israele 25-26 maggio: Ariel Sharon, intervista su Yediot Ahronot Stamane: 'Sono giunto alla convinzione che e' necessario tagliare.Dobbiamo dire si' agli Stati Uniti e spartire questo lembo di terra con i palestinesi'...''Dovremo fare delle concessioni dolorose, e se il processo andrà avanti, e io farò ogni sforzo perché ciò accada, faremo queste dolorose concessioni. Ma in una sfera non vi saranno concessioni, quella della sicurezza di Israele e dei suoi cittadini''.. ''So' che ci sono dei dubbi. Tutti hanno dei dubbi. Anche io ho dei dubbi. Ma credo una cosa: dobbiamo provare''.

22 maggio:Francia, Germania e Russia, i tre paesi membri del Consiglio di Sicurezza contrari alla guerra, hanno votato la nuova risoluzione sul futuro dell’Iraq preparata da Usa e Gran Bretagna. Il testo della risoluzione  prevede sostanzialmente la ripresa delle esportazione di petrolio dal paese con la cessazione dell’embargo, imposto dopo la prima guerra del Golfo al regime di Saddam.  Washington e Londra, in quanto potenze occupanti, restano fermamente al timone dell'Iraq e dei suoi giacimenti petroliferi "fino all'istituzione di un governo rappresentativo e internazionalmente riconosciuto". Intanto in Iraq, dove continuano a morire soldati americani (l’ultimo stanotte ai confini con l’Iran), Paul Bremer, il capo dell'amministrazione provvisoria civile americana, ha deciso che la conferenza nazionale delle forze irachene, che potrebbe varare un governo provvisorio, si riunirà a luglio (non a giugno, come inizialmente indicato). e ha dato ordine di sequestrare le armi delle fazioni intimando ai dirigenti Baath di arrendersi
21 maggio
: scontri a Falluja, 50 chilometri a nordovest di Baghdad. Guerriglieri  lanciano razzi anticarro contro un veicolo corazzato Usa provocando la risposta delle truppe americane. I residenti hanno detto che dopo l'attacco i carri armati americani hanno sparato a casaccio verso il centro della città uccidendo due passeggeri di un pickup che stavano passando a circa 300 metri dal luogo dello scontro. I residenti hanno identificato una delle vittime come un ragazzo 19enne chiamato Hady Jaber. "Avrebbe dovuto sposarsi oggi", ha detto a Reuters Khalil Ibrahim, ingegnere elettrico.L'incidente notturno farà presumibilmente salire ulteriormente la tensione nella città di musulmani conservatori sunniti che è stata già scenario di scontri tra le truppe Usa e i residenti dopo la caduta dell'ex presidente iracheno Saddam Hussein.
Faruk Logoglu, ambasciatore turco negli Usa: "La presenza militare turca nel nord dell'Iraq continuerà finché sussisterà la minaccia del terrorismo del Pkk/Kadek. Quella regione e' tuttora un problema potenziale per Ankara, i recenti sviluppi a Kirkuk minacciano l'unita' dell'Iraq, con la quale la prevalenza di un solo gruppo etnico nell'area è incompatibile.

  Terrorismo e stragi (vedi anche 6-21 maggio)
Abu Mohammad al-Ablaj di al Qaeda, 30 maggio alla rivista  al Majallah: ''al Qaeda non esclude l'uso di gas sarin e l'avvelenamento delle risorse di acqua potabile, negli Stati Uniti e in altre città occidentali''...''gli infedeli non hanno risparmiato le loro risorse contro di noi in Afghanistan. Non devono quindi escludere che noi gli attaccheremo con queste capacita'''.
Arabia Saudita 28 maggio: Robert Jordan, ambasciatore americano a Riad: "esiste il timore di nuovi attentati. Non siamo convinti che la minaccia sia sorpassata''..  "il pericolo non e' diminuito in alcun modo rispetto a quello a cui abbiamo assistito''... ''Non riteniamo che sia stato un evento isolato'' ..- ''La minaccia in questo momento continua a essere elevata'' 
Pakistan:  Una serie di riforme, basate sui principi e sulle norme del regime dei Talebani, dovrebbero essere applicate nella regione intorno a Peshawar. Le autorità  islamiche hanno infatti presentato un progetto di legge in parlamento che consentirebbe l'applicazione della rigorosa legge islamica  negli ambiti dell'istruzione, dell'economia e della giustizia. 
Istanbul notte 25 maggio: attentato in un parcheggio con due poliziotti  feriti. L'ordigno era nascosto in una pentola nascosta in uno zainetto abbandonato nel parcheggio della Corte di Sicurezza dello Stato.
Algeria 25 maggio:  il Gruppo islamico armato (Gia) malgrado i disastri del terremoto uccide 8 persone ad Ain Merrane, 200 km a ovest di Algeri.
Iran 25 maggio: Sayf Adel, numero 3 di al Qaeda viene arrestato.
Sayf Adel e' accusato dai servizi americani di essere responsabile dell'organizzazione dell'attentato che lo scorso 12 maggio ha ucciso 34 persone a Riad. 
Rohan Gunaratna, autore del saggio ''Inside al Queda Global Network of Terror' : Una nuova al Qaeda è riuscita ad organizzarsi, raggrupparsi e rafforzarsi durante la guerra in Iraq. Ed e' poi riuscita a sfruttare l'opportunità che si e' aperta con a distensione che ha fatto seguito alle maggiori operazioni militari angloamericane nel Golfo.
Gianandrea Gaiani, direttore del mensile Analisi Difesa: La nuova ondata di attentati è un segno di disperazione del terrorismo islamico. Il numero elevato di kamikaze che si sono fatti esplodere la scorsa settimana in diverse località del mondo, dalla Cecenia all'Arabia Saudita, dal Marocco ai territori e a Israele, in azioni rilevanti, ma non paragonabili a quelle dell'undici settembre, è il segno di una sorta di fretta a colpire prima che si compia il processo di pacificazione in Medio Oriente la cui possibilità si è aperta concretamente con la caduta del regime iracheno. E non invece all'aumento della capacità terroristica di al Qaeda."
Giuseppe Pisanu ministro dell'Interno (intervista a Repubblica): "La linea del governo italiano ha due obiettivi da realizzare simultaneamente: il primo, dialogare costruttivamente con la stragrande maggioranza dei musulmani pacifici e, il secondo, isolare gli estremisti e piegarli alla ragione con le buone o con le cattive maniere. Chi confonde la nostra disponibilità al dialogo con un atteggiamento debole e remissivo non ha capito nulla di questa politica. Lo ripeto per l'ennesima volta: nel medio-lungo periodo il dialogo con i moderati - si tratti di musulmani immigrati o di governi dell'area islamica - è l'arma più efficace contro l'integralismo. Per l'immediato voglio dirle chiaro e tondo che le moschee italiane devono essere totalmente liberate dai predicatori della violenza, dai reclutatori della "guerra santa" e dagli agenti di interessi stranieri nel nostro Paese. Su questo c'è la massima intesa con tutti i colleghi europei". Kamikaze islamici: "manifestazione di un fanatismo politico-religioso senza limiti e quindi di un terrorismo che, proprio per le sue motivazioni religiose, può accendersi anche a prescindere dagli stimoli del contesto sociale e politico. Nell'immediato, il terrorismo islamico va combattuto con tutti i mezzi di prevenzione e contrasto di cui disponiamo. Ma nel medio-lungo periodo, l'arma migliore è il dialogo tra i moderati delle tre grandi religioni monoteistiche e tra i governi laici dell'Europa, dell'America e del mondo islamico. Solo col dialogo interreligioso e politico si possono tagliare le radici del fanatismo"..."Ho proposto ai 25 ministri dell'Interno europei di riservare una discussione al seguente tema: "Il dialogo interreligioso come fattore di coesione sociale in Europa e strumento di pace nell'area Mediterranea". I colleghi francese, tedesco, spagnolo ed inglese, che ho incontrato a Jerez de la Frontera, hanno dato una adesione calorosa alla mia iniziativa, perché sono convinti come me che la discussione tra le tre grandi religioni monoteiste tocca le corde più profonde di problemi attuali e brucianti come l'immigrazione e la questione mediorientale".
Driss Basri, ex ministro dell'Interno del Marocco: "Il nome di Al Qaeda è diventato uno strumento che serve per ogni occasione, come una marca di sapone che può essere incollata su ogni saponetta. Ma fino ad oggi non si può dire che ci siano contatti, legami veri con l'esterno. Certamente quello che è successo è il primo atto di una vicenda nuova in questo paese''. 
George Papandreu, ministro degli Esteri greco: ''il terrorismo non e' un problema nuovo,  bisogna affrontare le situazioni che creano il radicalismo che lo alimenta. Inviteremo a non dimenticare che per combattere davvero il terrorismo bisogna arrivare alle sue cause. E che uno dei problemi che portano alla radicalizzazione del mondo islamico è il problema palestinese''

 

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