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Luigi
Granetto
Facies
2007
Opere
2007: Re
e Regina
età del ferro, "Viaggio",
Paesaggio
Opere
2006: Equilibrio
spezzato, Cornice
spezzata in blu, Cornice
spezzata in
rosso, Spaccatura
in nero, Borsa
spezzata 1, Borsa
spezzata 2
"Campi"
, "Prima
della fine", "Alarico"
per la mostra "Ausstellung
"Künstler für das Fellbach-Haus"
Art Internet
Resources
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Tel
039-2308116 Luigi Granetto (Granetto
artista) Via Vittorio Emanuele II, 42-44/ 20052 Monza Per comprare eBay
LAURA CHERUBINI:Carla
Accardi. Opere (1947-1997). Catalogo della mostra (Trapani, Chiesa della
Badia Grande, 19 aprile 1998). Ediz. italiana e inglese
Cerritelli Claudio; Cherubini Laura; Occhipinti Peppe, Charta
Carla Accardi "Autoritratto" anni 60 pastelli su
cartoncino. Coll. Cesare Zavattini cm.10X8. Stima 1500 con autentica su
foto di Cesare Zavattini. La "Collezione 8x10" di Cesare Zavattini nasce nel
1941 quando Raffaele Carrieri regalò a Zavattini il bozzetto di un dipinto di
Campigli di quella misura.
Carla
Accardi, nata a Trapani nel 1924, fra i massimi esponenti
dell’astrattismo italiano, dopo la maturità classica consegue da
privatista nel 1943 la maturità artistica, per seguire poi i corsi
all'Accademia di Belle Arti di Palermo e di Firenze. Si trasferisce a
Roma nel 1946 dove tuttora vive e lavora.
Nel 1949 sposa il pittore Antonio Sanfilippo insieme al quale, negli
studi di via Margutta, conosce Consagra e Turcato con i quali stabilisce
rapporti di amicizia e di lavoro; frequenta, inoltre, Attardi, Dorazio,
Guerrini, Maugeri, Perilli. La giovane siciliana si impone presto
all’attenzione dei maggiori critici come uno dei protagonisti del
gruppo Forma 1.
Carla Accardi partecipa con il gruppo a numerose collettive sia in
Italia che all'estero; la sua prima mostra personale è alla Galleria
Numero di Firenze, seguita nel '50 da quella alla Galleria Libreria Age
d'Or di Roma presentata da Turcato.
Fino al 1952, l'opera di Carla Accardi si muove sulla linea della
pittura costruttivo-concretista, per volgersi poi verso una ricerca
fondata sulla poetica del segno che la porterà a partire dal 1954 a
realizzare opere articolate essenzialmente su insiemi di segmenti
pittorici bianchi su fondi neri. Questa scelta espressiva la mette in
relazione con le ricerche dei maggiori artisti dell'informale.
Michel Tapié, critico e profeta dell'arte informale, segue il lavoro
dell'Accardi invitandola, tra il 1954 e il 1959, alle mostre da lui
curate in Italia e all'estero. Negli stessi anni l'artista partecipa a
numerose collettive, presentata da critici come Michel Seuphor, Palma
Bucarelli, Giulio Carlo Argan e Lionello Venturi.
A partire dagli anni Sessanta Carla Accardi recupera un linguaggio
incentrato sul rapporto segno-colore, accentuando il valore cromatico in
bicromie luminescenti. Nel 1964 è presente con una sala personale alla
Biennale di Venezia, presentata da Carla Lonzi con la quale instaura un
sodalizio che la porterà alla militanza femminista.
La ricerca basata sul segno-colore trova un'ulteriore radicalizzazione
nelle opere successive quando Carla Accardi usa come supporto le
superfici trasparenti di silicofoil e accentua la natura del quadro come
diaframma luminoso. L'interesse per la relazione tra opera e ambiente
giunge alla radicalità nel lavoro Triplice tenda del 1969-'71, una vera
e propria struttura "abitabile" e percorribile dallo
spettatore.
E' invitata alla Biennale di Venezia del 1976, a quella del 1978 e a
numerose personali e collettive, partecipando a mostre retrospettive del
gruppo Forma 1 e dell'avanguardia italiana degli anni Cinquanta. Negli
anni Ottanta la Accardi avvia una nuova ricerca, nella quale è tuttora
impegnata: nelle sue opere l'utilizzo della tela grezza lascia trapelare
gli intrecci di larghi segni colorati, dove diverse stesure cromatiche
si giustappongono creando campi energetici di differenti intensità.
Espone alla Biennale di Venezia del 1988 ed è presente nelle principali
rassegne storiche dell'arte italiana del nostro secolo in Italia e
all'estero (tra le altre Italian Art in the XXth Century, Royal Academy,
Londra, 1989 e The Italian Metamorphosis 1943-1968, Guggenheim Museum,
New York, 1994); partecipa ad importanti rassegne internazionali come
Chambres d'amis (Gand, 1986).
Viene nominata nel 1996 membro dell'Accademia di Brera e nel 1997 fa
parte, come consigliere, della Commissione per la Biennale di Venezia.
Il catalogo generale delle opere di Carla Accardi è a cura di Germano
Celant.
Art:
Opere: Manzù,
De Chirico, Calder, Moore,
Mirò, Botero, Beuys, Lam,
Warhol, César, Max
Bill, Rosenquist, Cagli, Greco,
Emilio Vedova, Mario
Schifano, Vespignani, Rotella, Clerici,
Morlotti, Mattiacci, Pistoletto,
Giò Pomodoro, Tadini, Tommasi
Ferroni, Rauschemberg, Vostell,
Adami, Allen Jones, Bruno
Caruso, Pericoli, Merz, Cantatore,
Baj, Scanavino, Consagra,
Parmiggiani, Nespolo, Luca
Alinari, Echaurren , Spoerri,
Michele Cascella, Topor, Guccione,
Mauro Reggiani, Kienholz,
Mondino, Arnaldo Pomodoro, Pozzati,
Fioroni, Bodini, Lavagnino,
Victor Pasmore, Giuseppe
Guerreschi, Pietro Cascella, Flavio
Costantini, Cesare Zavattini, Joe
Tilson, Gino Marotta, Alicia
Penalba, Mario Radice, Francesco
Menzio, Armando De Stefano, Paul
Davis, Lorenzo Tornabuoni, Sonia
Delaunay, Gilberte Brassai, Ben
Vautier, Rafael Alberti, Arturo
Carmassi, Achille Perilli, Leonardo
Cremonini, Jiri Kolar

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