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Luigi
Granetto
Facies
2007
Opere
2007: Re
e Regina
età del ferro, "Viaggio",
Paesaggio
Opere
2006: Equilibrio
spezzato, Cornice
spezzata in blu, Cornice
spezzata in
rosso, Spaccatura
in nero, Borsa
spezzata 1, Borsa
spezzata 2
"Campi"
, "Prima
della fine", "Alarico"
per la mostra "Ausstellung
"Künstler für das Fellbach-Haus"
Art Internet
Resources
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039-2308116 Luigi Granetto (Granetto
artista) Via Vittorio Emanuele II, 42-44/ 20052 Monza Per comprare eBay

Rodolfo Aricò (Milano 1930 - 2002) "Muro" opera materica, Acrilico su carta. Anno: 1999. Dimensione 24x31 cm. su foglio 48x61. Firmata in basso a destra.
Stima € 2500.

Rodolfo Aricò (Milano 1930 - 2002) Senza titolo opera materica, Acrilico su carta. Anno: 1999. Dimensione 24x31 cm. su foglio 48x61. Firmata in basso a destra.
Stima € 2500
Rodolfo
Aricò (Milano 1930 - 2002) ha studiato al liceo artistico di Brera e
ha frequentato dal 1950 al 1955 la facoltà di architettura al
Politecnico. Nel 1959 tiene la sua prima mostra personale al Salone
Annunciata di Milano. Nel 1964, invitato alla Biennale di Venezia,
espone un'opera formata da tre grandi tele in cui le forme quadrate
sono disposte diagonalmente. E' un anticipo del primo
"oggetto" del 1966, quando la sua pittura comincerà ad
acquistare consistenza, organizzandosi su strutture sagomate. Solo nel
1968 però, con la sala personale alla XXXIV Biennale di Venezia, il
carattere strutturale dei suoi quadri-oggetti si manifesterà nella
sua piena tridimensionalità. Nel 1970, al Salone Annunciata e allo
Studio Marconi, espone opere realizzate spruzzando vari strati di
gocce di colore. Il risultato pianamente monocromo è tale solo in
apparenza in quanto, secondo Gillo Dorfles, la
sua pittura resta "cromaticamente ambigua". Infatti come le
sagome, grandi o piccole, generano una sorta di "incertezza
percettiva" quasi come se "prendessero in giro la continuità
prospettica", allo stesso modo i colori uniformi presentano in
realtà molteplici sfumature, per cui i blu, i lilla, i viola
trasmigrano uno nell'altro, rendendo il risultato finale tutt'altro
che circoscrivibile, ma piuttosto "un atto di attesa, di
ipotesi". Anche Guido Ballo parla della misteriosa
allusività dei colori di Aricò, tesi ad accentuare il "senso di
un oltre non rappresentato e fatto intuire attraverso la afiguralità
della pittura, un oltre che ci porta al mistero dell'esistere,
all'inesprimibile, alla fuga di noi stessi".E lo stesso Artista,
in una intervista con Ballo dichiara a proposito del colore che esso
"non è un elemento aggiuntivo, ma costitutivo… ed esso tende
sempre all'improbabile, al mutevole, all'esistenza appunto". Nel
frattempo studia la pittura del Quattrocento che sfocerà nelle opere
Arco, Quattrocento, Prospettiva per Paolo Uccello. Nel 1974 tiene
un'antologica a Palazzo Grassi a Venezia dove riunisce il corpus delle
sue opere, tutte tra i quattro-sei metri di base, e concepite sin dal
1968 come un work in progress. Nel 1980 si tiene a Mantova, nella casa
del Mantegna la mostra "Rodolfo Aricò. Mito e
architettura". Il curatore Gianni Contessi descrive
"gli inganni architettonici" dell'Artista, riprendendo il
discorso da quella sensazione di ambiguità già descritta da Dorfles,
non come costruzioni concrete e rigidamente definite, ma piuttosto
come il tentativo di dar corpo al mito dell'architettura.
Nel
1982 è al Palazzo dell'Arte della Triennale di Milano, mentre nel
1984 viene organizzata "Rodolfo Aricò" al Padiglione d'Arte
Contemporanea. Nel 1986 è invitato a partecipare ad una mostra
itinerante "1960/1985 Aspetti dell'arte italiana" al
Kunstverein di Francoforte, Berlino, Hannover, Bregenz e Vienna.
Sempre nello stesso anno invia una struttura alla Biennale di Venezia
nella sezione "Il colore". L'anno dopo viene invitato da L.
Meneghelli ad una mostra intitolata "20 anni fa" con Boetti,
Gilardi, Kounellis, Paolini e Pistoletto allo Studio La Città di
Verona. Partecipa anche all'esposizione intitolata "Emotion und
method" a cura di Eberard Simons alla Galerie der Kunstler a
Monaco.
Negli
anni Novanta si succedono numerose esposizioni in Italia e
all’estero tra cui quelle di Milano (Galleria Annunciata, Studio
Carlo Grossetti, Palazzo della Permanente); Stoccolma; Schwaz; Koln;
Bergish Gladbach (“Aspetti dell’arte italiana dal dopoguerra ad
oggi” insieme a Fontana, Manzoni, Castellani, Staccioli ed altri);
Venezia (Centenario della Biennale. XLVI Esposizione Internazionale
d’Arte, Ca’ Pesaro); Urbino (Palazzo Ducale); Roma (Quadriennale
d’Arte, Palazzo delle Esposizioni). I cataloghi delle sue mostre
sono stati curati da Maurizio Fagiolo Dell’Arco, Giulio Carlo Argan,
Roberto Sanesi, Guido Ballo, Gillo Dorfles, Francesco Bartoli, Gianni
Contessi. Giovanni
Maria Accame nella
monografia dedicata all’Artista (Electa, 1990) si ferma a guardare
“le carte leggere e appassionate, frutto di un lavoro continuo,
assiduo e amato” degli anni Ottanta – Novanta.Sono le opere su
carta, non semplici miniature delle grandi sagome, ma luoghi pittorici
veri e propri dove la densa presenza del colore prevale sulla forma,
accogliendo idee e riflessioni. “Le carte sono appunto un
diario…qui possiamo scoprire la ricchezza che ci riserva l’opera
minore, che senza clamori ci stupisce per la sua immediatezza, e come
è detto in un frammento di Eraclito, non dice né cela, ma
accenna”.
Art:
Opere Manzù, De
Chirico, Calder, Moore, Mirò,
Botero, Beuys, Lam,
Warhol, César, Max
Bill, Rosenquist, Man Ray, Sutherland, Allen
Jones, Rauschemberg, Cagli,
Greco, Vedova, Schifano,
Vespignani, Rotella, Clerici,
Morlotti, Ben Vautier, Gilberte
Brassai, Joe Tilson, Pistoletto,
Giò Pomodoro, Tadini, Tommasi
Ferroni, Vostell, Adami, Bruno
Caruso, Pericoli, Merz, Cantatore,
Baj, Scanavino, Consagra,
Mattiacci, Parmiggiani, Nespolo,
Luca Alinari, Echaurren, Santomaso,
Spoerri, Michele Cascella, Topor,
Guccione, Mauro Reggiani,
Kienholz, Mondino, Arnaldo
Pomodoro, Pozzati, Fioroni,
Giuliano Vangi , Bodini, Lavagnino,
Victor Pasmore, Giuseppe
Guerreschi, Pietro Cascella, Flavio
Costantini, Cesare Zavattini, Gino
Marotta, Alicia Penalba, Mario
Radice, Francesco Menzio, Armando
De Stefano, Paul Davis, Lorenzo
Tornabuoni, Sonia Delaunay, Rafael
Alberti, Arturo Carmassi, Achille
Perilli, Leonardo Cremonini, Jiri
Kolar, Ibrahim Kodra, ladimir
Velickovic, Eugenio
Carmi, Renato
Volpini, Cesare
Peverelli, Pietro
Gallina, Ezio
Gribaudo, Spacal
Luigi, Hubertus
Gojowczyk, Germano
Olivotto, Lucio
Fanti, Giorgio
Giusti, Romano
Parmeggiani, Ivan
Rabuzin, Lothar
Fisher, Claudio
Verna, Stefanoni Tino,
Valeriano Trubbiani

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