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Opere uniche: Matta, Emilio Isgrò, Lucio Del Pezzo, Rodolfo Aricò, Giovanni SesiaMarco Lodola, Plumcake, Dario Brevi, Angelo Dozio, Agostino Ferrari, Battista Luraschi, Umberto Mariani Grafica: Valerio Adami, Franco Angeli, Piero Gilardi, Sandro Chia, Giuseppe Spagnulo, Emilio Greco, Pericle Fazzini, Dadamaino, Peter Phillips, Dalì, Man Ray, Victor Vasarely, Sutherland, Masson, Gentilini, Schifano, Matta, RotellaBaj, Guttuso, Dorazio, Fiume, Carla Tolomeo, Annigoni, Aligi Sassu, Migneco, Orfeo Tamburi, Cantatore, Mario Nigro
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Luigi Granetto

Facies 2007
Opere 2007: Re e Regina età del ferro, "Viaggio", Paesaggio 
Opere 2006: Equilibrio spezzato, Cornice spezzata in blu, Cornice spezzata in rosso, Spaccatura in nero, Borsa spezzata 1, Borsa spezzata 2
"Campi" , "Prima della fine", "Alarico" per la mostra "Ausstellung "Künstler für das Fellbach-Haus" 

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Per informazioni e stime staff@gnomiz.it Tel 039-2308116  Luigi Granetto (Granetto artista) Via Vittorio Emanuele II, 42-44/ 20052 Monza Per comprare eBay

Rodolfo Aricò (Milano 1930 - 2002) "Muro" opera materica, Acrilico su carta. Anno: 1999. Dimensione 24x31 cm. su foglio 48x61. Firmata in basso a destra. Stima € 2500.

Rodolfo Aricò (Milano 1930 - 2002) Senza titolo opera materica, Acrilico su carta. Anno: 1999. Dimensione 24x31 cm. su foglio 48x61. Firmata in basso a destra. Stima € 2500

Rodolfo Aricò (Milano 1930 - 2002) ha studiato al liceo artistico di Brera e ha frequentato dal 1950 al 1955 la facoltà di architettura al Politecnico. Nel 1959 tiene la sua prima mostra personale al Salone Annunciata di Milano. Nel 1964, invitato alla Biennale di Venezia, espone un'opera formata da tre grandi tele in cui le forme quadrate sono disposte diagonalmente. E' un anticipo del primo "oggetto" del 1966, quando la sua pittura comincerà ad acquistare consistenza, organizzandosi su strutture sagomate. Solo nel 1968 però, con la sala personale alla XXXIV Biennale di Venezia, il carattere strutturale dei suoi quadri-oggetti si manifesterà nella sua piena tridimensionalità. Nel 1970, al Salone Annunciata e allo Studio Marconi, espone opere realizzate spruzzando vari strati di gocce di colore. Il risultato pianamente monocromo è tale solo in apparenza in quanto, secondo Gillo Dorfles,  la sua pittura resta "cromaticamente ambigua". Infatti come le sagome, grandi o piccole, generano una sorta di "incertezza percettiva" quasi come se "prendessero in giro la continuità prospettica", allo stesso modo i colori uniformi presentano in realtà molteplici sfumature, per cui i blu, i lilla, i viola trasmigrano uno nell'altro, rendendo il risultato finale tutt'altro che circoscrivibile, ma piuttosto "un atto di attesa, di ipotesi". Anche Guido Ballo parla della misteriosa allusività dei colori di Aricò, tesi ad accentuare il "senso di un oltre non rappresentato e fatto intuire attraverso la afiguralità della pittura, un oltre che ci porta al mistero dell'esistere, all'inesprimibile, alla fuga di noi stessi".E lo stesso Artista, in una intervista con Ballo dichiara a proposito del colore che esso "non è un elemento aggiuntivo, ma costitutivo… ed esso tende sempre all'improbabile, al mutevole, all'esistenza appunto". Nel frattempo studia la pittura del Quattrocento che sfocerà nelle opere Arco, Quattrocento, Prospettiva per Paolo Uccello. Nel 1974 tiene un'antologica a Palazzo Grassi a Venezia dove riunisce il corpus delle sue opere, tutte tra i quattro-sei metri di base, e concepite sin dal 1968 come un work in progress. Nel 1980 si tiene a Mantova, nella casa del Mantegna la mostra "Rodolfo Aricò. Mito e architettura". Il curatore Gianni Contessi descrive "gli inganni architettonici" dell'Artista, riprendendo il discorso da quella sensazione di ambiguità già descritta da Dorfles, non come costruzioni concrete e rigidamente definite, ma piuttosto come il tentativo di dar corpo al mito dell'architettura. 

Nel 1982 è al Palazzo dell'Arte della Triennale di Milano, mentre nel 1984 viene organizzata "Rodolfo Aricò" al Padiglione d'Arte Contemporanea. Nel 1986 è invitato a partecipare ad una mostra itinerante "1960/1985 Aspetti dell'arte italiana" al Kunstverein di Francoforte, Berlino, Hannover, Bregenz e Vienna. Sempre nello stesso anno invia una struttura alla Biennale di Venezia nella sezione "Il colore". L'anno dopo viene invitato da L. Meneghelli ad una mostra intitolata "20 anni fa" con Boetti, Gilardi, Kounellis, Paolini e Pistoletto allo Studio La Città di Verona. Partecipa anche all'esposizione intitolata "Emotion und method" a cura di Eberard Simons alla Galerie der Kunstler a Monaco. 

Negli anni Novanta si succedono numerose esposizioni in Italia e all’estero tra cui quelle di Milano (Galleria Annunciata, Studio Carlo Grossetti, Palazzo della Permanente); Stoccolma; Schwaz; Koln; Bergish Gladbach (“Aspetti dell’arte italiana dal dopoguerra ad oggi” insieme a Fontana, Manzoni, Castellani, Staccioli ed altri); Venezia (Centenario della Biennale. XLVI Esposizione Internazionale d’Arte, Ca’ Pesaro); Urbino (Palazzo Ducale); Roma (Quadriennale d’Arte, Palazzo delle Esposizioni). I cataloghi delle sue mostre sono stati curati da Maurizio Fagiolo Dell’Arco, Giulio Carlo Argan, Roberto Sanesi, Guido Ballo, Gillo Dorfles, Francesco Bartoli, Gianni Contessi. Giovanni Maria Accame nella monografia dedicata all’Artista (Electa, 1990) si ferma a guardare “le carte leggere e appassionate, frutto di un lavoro continuo, assiduo e amato” degli anni Ottanta – Novanta.Sono le opere su carta, non semplici miniature delle grandi sagome, ma luoghi pittorici veri e propri dove la densa presenza del colore prevale sulla forma, accogliendo idee e riflessioni. “Le carte sono appunto un diario…qui possiamo scoprire la ricchezza che ci riserva l’opera minore, che senza clamori ci stupisce per la sua immediatezza, e come è detto in un frammento di Eraclito, non dice né cela, ma accenna”.

 

 

  Art: Opere  Manzù, De Chirico, Calder, Moore, Mirò, Botero, BeuysLam, Warhol, César, Max Bill, Rosenquist, Man Ray, SutherlandAllen Jones, Rauschemberg, Cagli, Greco, Vedova, Schifano, Vespignani, RotellaClerici, MorlottiBen Vautier, Gilberte BrassaiJoe TilsonPistoletto, Giò PomodoroTadini, Tommasi Ferroni, Vostell, Adami, Bruno Caruso, Pericoli, Merz, Cantatore, Baj, Scanavino, Consagra, Mattiacci, Parmiggiani, Nespolo, Luca Alinari, Echaurren, SantomasoSpoerri, Michele Cascella, Topor, Guccione, Mauro Reggiani Kienholz Mondino, Arnaldo Pomodoro, Pozzati, Fioroni, Giuliano Vangi , Bodini, Lavagnino, Victor Pasmore, Giuseppe Guerreschi, Pietro Cascella, Flavio Costantini, Cesare Zavattini, Gino Marotta, Alicia Penalba, Mario Radice, Francesco Menzio, Armando De Stefano, Paul Davis, Lorenzo Tornabuoni, Sonia Delaunay, Rafael Alberti, Arturo Carmassi, Achille PerilliLeonardo CremoniniJiri Kolar, Ibrahim Kodra, ladimir Velickovic, Eugenio Carmi, Renato Volpini, Cesare Peverelli, Pietro Gallina, Ezio Gribaudo, Spacal Luigi, Hubertus Gojowczyk, Germano Olivotto, Lucio Fanti, Giorgio Giusti, Romano Parmeggiani, Ivan Rabuzin, Lothar Fisher, Claudio Verna, Stefanoni Tino, Valeriano Trubbiani

 

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