Ben Vautier grafica
Bolaffi I semi e le figure delle carte da Gioco Il Giolly data: 1977 tecnica:
serigrafia a rilievo misura: 20 x 28 cm Stima euro 75,00
Per informazioni e stime
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Tel
02.3361.1517 Luigi Granetto (Granetto
artista) Via Giannone 10/ 20154 Milano Per comprare eBay
Pinacoteca
di Arte Moderna e Contemporanea Tra il 1969 ed il 1982, numerosi
artisti internazionali furono incaricati di creare un'opera per la copertina
di Bolaffiarte, rivista bimestrale sul mondo dell'arte. Di ciascuna grafica
l'editore realizzò una tiratura di 5000 esemplari, firmati, numerati e
punzonati a garanzia. Le tecniche adoperate per la riproduzione furono: la
fotolitografia, la serigrafia, il collage ed il rilievo.
artcyclopedia Vautier
Ben
Vautier viene associato tout court al fenomeno FLUXUS ed alla
concezione della vita come arte e dell'arte come vita elaborata nell'ambito di
quel raggruppamento. In realtà le cose non sono così semplici: sfogliandone la
biografia, convenientemente avventurosa (dai tre battesimi fattigli
amministrare, a Napoli, da balie devote, all'infanzia trascorsa a Smirne ed
Alessandria, al fuggevole incontro con Lucky Luciano presso uno zio fabbricante
di lampare) lo ritroviamo negli anni '50 dapprima pittore astratto nella
mansarda de "Le Nain Bleu", una libreria nizzarda in cui era commesso,
poi - in omaggio ad una teoria dell'arte come choc e novità -
"inventore" della forma-banana, bocciata da Yves Klein come
sottoprodotto kandinskiano. All'inizio del successivo decennio, dopo un più
approfondito contatto con gli ambienti del Nouveau-Rèalisme (in specie con
Arman e Spoerri), Ben diviene propugnatore di un'estetica dell'appropriazione
che lo porterà a prendere possesso del "Tutto" ed a firmare quanto
gli venisse a mano : un buco, la città di Nizza, proclamata "opera d'arte
aperta", i quadri altrui. Di quel periodo (1962) l'incontro con Maciunas,
l'animatore di FLUXUS. Negli anni '80, passata l'ondata concettuale, Ben inventa
per la nuova tendenza pittorica emergente in Francia il termine "Figuration
Libre" ed introduce nei suoi lavori una componente figurativa
ironico-grottesca. In quest'arco di tempo la sua attività non ha
registrato soste. Ben ha vissuto quindici giorni nella vetrina della One Gallery
di Londra, ha organizzato Festival FLUXUS, venduto dischi usati, fondato il Théatre
Total, tenuto performances come "Public" (in cui la sua azione
consisteva appunto nel fissare il pubblico), ha divorziato, si è risposato con
Annie Bericalla, ha esposto una portinaia alla Galerie Zunini di Parigi, ha
girato un film che lo riprendeva nell'atto d'insultare gli spettatori, ha
pubblicato riviste, scritto un volume di interventi teorici, impiantato una
galleria intitolata ai suoi figli ("Malabar et Cunegonde"), ideato
dibattiti all'insegna del "Pour et Contre". La sola cosa, forse, che
gli riesca difficile è tacere. Tanto è vero che - come lui stesso confessa -
la performance "Ne pas parler" (1967) realizzata durante un vernissage
gli ha fatto perdere, per un certo periodo, il gusto della "non-arte".

Opere:
Manzù, De
Chirico, Calder, Moore, Mirò,
Botero, Beuys, Lam,
Warhol, César, Max
Bill, Rosenquist, Man Ray, Sutherland, Allen
Jones, Rauschemberg, Cagli,
Greco, Vedova, Schifano,
Vespignani, Rotella, Clerici,
Morlotti, Ben Vautier, Gilberte
Brassai, Joe Tilson, Pistoletto,
Giò Pomodoro, Tadini, Tommasi
Ferroni, Vostell, Adami, Bruno
Caruso, Pericoli, Merz, Cantatore,
Baj, Scanavino, Consagra,
Mattiacci, Parmiggiani, Nespolo,
Luca Alinari, Echaurren, Santomaso,
Spoerri, Michele Cascella, Topor,
Guccione, Mauro Reggiani,
Kienholz, Mondino, Arnaldo
Pomodoro, Pozzati, Fioroni,
Giuliano Vangi , Bodini, Lavagnino,
Victor Pasmore, Giuseppe
Guerreschi, Pietro Cascella, Flavio
Costantini, Cesare Zavattini, Gino
Marotta, Alicia Penalba, Mario
Radice, Francesco Menzio, Armando
De Stefano, Paul Davis, Lorenzo
Tornabuoni, Sonia Delaunay, Rafael
Alberti, Arturo Carmassi, Achille
Perilli, Leonardo Cremonini, Jiri
Kolar, Ibrahim Kodra, ladimir
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