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Luigi
Granetto
Miart
2008: personale
di Luigi Granetto nello stand di Grossetti Arte Contemporanea Facies
2007
Opere
2007: Re
e Regina
età del ferro, "Viaggio",
Paesaggio
Opere
2006: Equilibrio
spezzato, Cornice
spezzata in blu, Cornice
spezzata in
rosso, Spaccatura
in nero, Borsa
spezzata 1, Borsa
spezzata 2
"Campi"
, "Prima
della fine", "Alarico"
per la mostra "Ausstellung
"Künstler für das Fellbach-Haus"
Art Internet
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Per informazioni, immagini delle opere descritte e stime
staff@gnomiz.it
Tel
039-2308116 Luigi Granetto (Granetto
artista) Via Vittorio Emanuele II, 42-44/ 20052 Monza Per comprare eBay

Mario Nigro "Graffito" 1981, serigrafia cm.30x23.
Esemplare 27/100 Edizioni dello Studio Carlo Grossetti con firma
autografa a matita a destra
Libri: Mario Nigro. Catalogo della mostra (Pistoia, 1984)
Mazzotta
Mario Nigro
(Pistoia, 1917 - Livorno, 1992)., nel 1949 tiene la sua prima mostra
personale presso la Libreria Salto di Milano. In seguito a questa
mostra è chiamato a far parte del Movimento Arte Concreta, insieme a
Dorfles, Munari, Monnet e altri. Nel 1951 i suoi "Pannelli a
scacchi iterativi e simultanei" vengono esposti al Salon des Réalités
Nouvelles di Parigi. Nel 1952 il suo astrattismo, nutrito di
suggestioni musicali, abbandona la staticità ortogonale e assume il
caratteristico aspetto reticolare e dinamico, iniziando la fase di
lavoro denominata "Spazio Totale". Nel 1953 espone per la
prima volta i suoi reticoli ritmici simultanei presso sedi espositive
di Milano, Torino e Firenze. In quello stesso anno realizza un
manifesto per le elezioni contro la legge-truffa, per la pace e
l'indipendenza dalle truppe di occupazione straniera; il documento
verrà poi distrutto dalla polizià, e l'episodio si ripercuote
negativamente sull'atmosfera che lo attornia nel suo posto di lavoro
agli Spedali. Nel 1954 incomincia a pubblicare in cataloghi e
bollettini i suoi scritti, inizialmente relativi alla tematica dello
"Spazio Totale". Nel 1957 è presente alla rassegna
collettiva "Cinquant'anni di pittura astratta nel mondo",
organizzata a Parigi dalla Galleria Creuze dall'artista Michel Seuphor.
Nel 1958 abbandona l'impiego di farmacista e si trasferisce a Milano,
contro la volontà della moglie, dalla quale si separerà tempo dopo.
Nel 1960 cessa temporaneamente di lavorare a causa di un grave
incidente d'auto, nel quale perde la vita suo nipote ed egli stesso
subisce un danno fisico permanente. Nel 1964, grazie all'intercessione
di Lucio Fontana, viene invitato per la prima volta alla Biennale di
Venezia. Nel 1965 il lavoro sul ciclo denominato "Tempo
Totale" ha una svolta in senso minimale: le sue trame reticolari
si riducono sempre più a serie di linee che descrivono attimi più
che luoghi. Dal rigore del progetto geometrico (strutture fisse)
emergono poi le "licenze cromatiche", le libertà che il
pittore si concede sul piano della scelta del colore e della sua
valenza emozionale. Nel 1968 è invitato alla XXXIV Biennale di
Venezia con una sala personale nel Padiglione Italiano, partecipando
peraltro alla contestazione che prevede- va la copertura delle opere,
la chiusura delle sale e una manifestazione di protesta in Piazza San
Marco. Nel 1975 giunge a maturazione il ciclo del "Tempo
Totale", che dà luogo alla serie delle "Strutture fisse con
licenza cromatica": alla fissità del progetto geometrico che
sottende il disegno, composto di linee sottili, fa riscontro una nuova
libertà lirica e narrativa nell'utilizzo dei colori. Ne nascono di
seguito le ricerche sulla "Metafisica del colore". Del 1978
sono i primi lavori sui concetti strutturali elementari geometrici,
esposti nello stesso anno alla Biennale di Venezia. Le sue opere
saranno presenti altre volte alla manifestazione veneziana, dal 1982
fino all'edizione del 1993, nell'ambito dell'omaggio a Carla Lonzi.
Dal 1979 l'artista sposta il suo interesse sulle interazioni
ambientali tra pittura e architettura, per poi avviarsi alla
distruzione della linea e della sua costruzione geometrica nel 1980,
con la serie del "Terremoto". Da questo punto le linee
iniziano a venire tracciate a mano libera (serie degli
"Orizzonti"), poi si spezzano in punti quasi divisionisti,
sempre più grandi e sempre più gestuali ("Orme"), che si
svilupperanno in opere di valenza informale (serie dei
"Cipressi" e dei " Dipinti Satanici"). Solo negli
anni novanta, con la serie delle "Meditazioni" ad acrilico e
delle "Strutture" a inchiostro, Nigro ritorna a costruire lo
spazio pittorico in maniera geometrica, anche se ormai
irrevocabilmente a mano libera. Nel 1992 gli viene conferito un
riconoscimento dalla Fondazione per l'arte costruttiva Camille Graeser.
Art:
Opere: Manzù,
De Chirico, Calder,
Moore, Mirò, Botero,
Beuys, Lam, Warhol,
César, Max Bill, Rosenquist,
Man Ray, Sutherland, Allen
Jones, Rauschemberg, Cagli,
Greco, Vedova, Schifano,
Vespignani, Rotella, Clerici,
Morlotti, Ben
Vautier, Gilberte Brassai, Joe
Tilson, Pistoletto, Giò
Pomodoro, Tadini, Tommasi
Ferroni, Vostell, Adami,
Bruno Caruso, Pericoli,
Merz, Cantatore, Baj,
Scanavino, Consagra,
Mattiacci, Parmiggiani,
Nespolo, Luca Alinari,
Echaurren, Santomaso,
Spoerri, Michele
Cascella, Topor, Guccione,
Mauro Reggiani,
Kienholz, Mondino, Arnaldo
Pomodoro, Pozzati, Fioroni,
Giuliano Vangi , Bodini,
Lavagnino, Victor
Pasmore, Giuseppe Guerreschi, Pietro
Cascella, Flavio Costantini, Cesare
Zavattini, Gino Marotta, Alicia
Penalba, Mario Radice, Francesco
Menzio, Armando De Stefano, Paul
Davis, Lorenzo Tornabuoni, Sonia
Delaunay, Rafael Alberti, Arturo
Carmassi, Achille Perilli, Leonardo
Cremonini, Jiri Kolar, Ibrahim
Kodra, ladimir Velickovic, Eugenio
Carmi, Renato
Volpini, Cesare
Peverelli, Pietro
Gallina, Ezio
Gribaudo, Spacal
Luigi, Hubertus
Gojowczyk, Germano
Olivotto, Lucio
Fanti, Giorgio
Giusti, Romano
Parmeggiani, Ivan
Rabuzin, Lothar
Fisher, Claudio
Verna, Stefanoni
Tino, Valeriano
Trubbiani

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