La Macchina dell'Ordine Analitico Scultura 1991 ( 150X50X50), La Piramide 1992, cm.30X30X30 legno gesso e tela dipinta ad olio

 

"La parte della mostra dedicata al pensiero storico e analitico è divisa in tre settori. Nel primo si vede il potere temporale ancora unito a quello religioso, nel secondo il potere temporale rompe i suoi rapporti con il cielo, non rinunciando però al carisma deI re, nel terzo la stessa figura centrale del re viene abbattuta Il primo quadro di questo Settore conserva l'eco della Genesi e dell'età dell'oro, ma quegli elementi hanno perso il calore, il colore, Il sapore dell'ingenuità, sono elementi di una maestosità data come certa qualcosa di analogicamente vicino alla musica di Haendel, alle forme fascinatorie del Bernini. Dopo questo quadro si entra nella stanza della grande Piramide con al centro una scala rovesciata per indicare l'impossibilità di costruite sulla terra il tempio di Dio. Nella stanza dei grafiti della piramide lo spettatore si trova a meditare sulla catastrofe di tutte le Gerusalemmi reali contrapposte al mito della Gerusalemme celeste. Dopo l'epoca storica, rappresentata dall'unione del potere temporale con quello religioso, ci si trova davanti al grande quadro del rinascimento, epoca storica nella quale, l'illusione della supremazia dell'uomo al centro dell'universo che gli appartiene, trova la sua massima realizzazione. In questo quadro l'esistenza di fughe geometriche, dei ragionamenti opportuni, gioca sul risibile ma affascinante aspetto di una meraviglia dell'intelletto contrapposta alla meraviglia panteisticamente fisica del tutto: Dioniso è morto e sepolto ma i commedianti si divertono ad evocarne il fantasma, per la gioia dei principi, preti e belle signore. Sempre proseguendo in questo Strano viaggio ci si trova davanti alla grande macchina dove si cerca un momento di Sintesi fra la curiosità indagatrice di Leonardo, il meraviglioso della festa barocca, lo stupore ironico degli enciclopedisti. Nella stanza dei grafiti della grande macchina c'è tutto il fascino di un uomo che da soggetto ridiventa oggetto, liberandosi dal suo egocentrismo, ma c'è anche il senso angoscioso di non poter piu' ritrovare il riflesso della propria immagine in un sistema conoscitivo che diventa ogni giorno più autosufficiente: la terribile caparbietà dell'età del ferro si ripresenta all'uomo senza l'illusione del mito o la forza della fiaba, il simbolo perde il suo alone misterico, l'analogia si trasforma in una fredda inferenza. Nell'ultima stanza del Trono Vuoto si trova il quadro del vivi e dei morti. E questo il quadro della cronaca, del lento stratificarsi di modi d'essere e di pensare, di caos e di ordini; di detto e non detto. Ossa che si sovrappongono e si carbonizzano, città che vengono fondate e distrutte, cantanti rock e geni della musica in edicola, linguaggi aulici e fumetti, belle donne alla finestra, Mozart che suona da bambino, l'Uccello di fuoco, arte povera e arte ricca, il tutto presentato con l'intenzione rituale del grande fuoco d'artificio per concludere, alla grande, una bella festa." (Luigi Granetto - conferenza sul Trono Vuoto - Università La Sapienza - Roma 21-2 92)


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Miart 2008: personale di Luigi Granetto nello stand di Grossetti Arte Contemporanea
Miart 2007: Opere del 1968 nello stand della Galleria Annunciata
Milano 2007: Dante 100X100 nei chiostri della Società Umanitaria
Opere 2007: Re e Regina età del ferro, "Viaggio", Paesaggio 
Stoccarda 2006: "Ausstellung "Künstler für das Fellbach-Haus"  

Opere 2006: Equilibrio spezzato, Cornice spezzata in blu, Cornice spezzata in rosso, Spaccatura in nero, Borsa spezzata 1, Borsa spezzata 2
Opere 2005:  La grande cornice spezzata", Taglio ceruleo con tensostruttura, Maschera con tensostruttura su rosso, Maschera con tensostruttura su marrone
Museo del Castello Estense 2005: Dreamers of Colors" Arte e Moda
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