|
Ribera, Jusepe de Venus descovering the dead body of Adonis (1637)
(Detail)
Galleria Borghese Roma
Libri: Alcolea Blanch Santiago
Museo del Prado,
La
pittura spagnola Electa Mondadori € 165,27 Prima
tappa di un impegnativo percorso che si intende dedicare alla pittura in
Europa, l'opera propone una sintesi dei principali nodi della storia
pittorica nazionale, a partire dalle testimonianze medievali superstiti
fino alle più recenti esperienze degli artisti contemporanei. I
capitoli, ben bilanciati, permettono di seguire i temi della geografia
artistica nella penisola iberica che a volte lasciano spazio a brevi
incisi monografici dedicati ai pittori più famosi. Questo avviene
soprattutto nel capitolo dedicato al "siglo de oro", dove
Zurbar n, Velazquez, Murillo risultano emergenti per importanza, ma
inseriti in una fitta trama di presenze che dà conto della committenza
rigorosa del clero e degli ordini religiosi, mentre le fonti di
aggiornamento per gli artisti rimasti in Spagna, ovvero le opere dei
maestri stranieri che animano le quadrerie nobiliari e di corte, vengono
citate ma non illustrate. La priorità infatti viene data, come è
giusto trattandosi di pittura "spagnola" e non "in
Spagna", alle opere dei pittori locali, se pure anche nella
stagione tardogotica numerosi interventi forestieri sono evocati già
dai nomi: si vedano i vari Juan "de Flandes", Nicol s
"Francés" e Jorge "Inglés".La scelta di percorrere
le aree geografiche è di Pérez Sanchez, che nell'introduzione
sottolinea la qualità delle opere e la fortuna critica raggiunta da
tempo dalla scuola spagnola. Di questo avanzamento degli studi si trova
conferma nei due tomi, fin dal primo intervento illustrato da una
stupefacente sequenza di miniature accostate agli affreschi staccati. I
testi possono risentire a volte della pressione data dalla necessità
della sintesi estrema, ma riescono comunque a fornire un quadro di
insieme ricco e modulato anche grazie al consistente apparato
illustrativo (eccellente quello a colori), che riproduce spesso le opere
nel loro ambiente e che presenta una straordinaria serie di polittici
ancora provvisti della carpenteria originale. Per quanto riguarda i
necessari riferimenti agli studi precedenti, all'assenza di note
supplisce una bibliografia finale; la sua sistemazione in ordine
cronologico avrebbe però favorito una più immediata percezione del
crescere delle conoscenze. L'opera non è immune da incidenti
redazionali, come quelli che vedono sdoppiare la personalità di Michael
Sittow (che compare anche come "Michel Sithium o Zitow") o che
inducono a distinguere la città di Lérida (in castigliano) da Lleida
(in catalano).
Ribera, Jusepe de (1591-1652
Artcyclopedia,
sunserv,
sunsite
One of the masterpieces of Ribera belonging to
his period of greatest adherence to Neapolitan
neo-Venetianism which spread from Rome.
Ribera (Art online - La
città dell'arte): 17 febbraio 1591,
Juan Jusepe de Ribera, secondogenito di Simone, calzolaio, e
Margherita Cuco, è battezzato nella chiesa di Santa Tecla a Jativa, nella provincia di Valencia. E questo l'unico documento
attestante l'origine del pittore che già nell'aprile del 1615
risulta abitante a Roma, in via Margutta, insieme al fratello
primogenito Geronimo e ad altri artisti spagnoli. Mancano invece
prove certe di un suo alunnato presso Francisco Ribalta a
Valencia, come del resto non esistono testimonianze precedenti al
suo soggiorno a Roma né riguardanti le tappe, le circostanze, la
cronologia del viaggio in Italia prima del periodo romano. Solo
sulla base di alcuni dati, rintracciabili in un manoscritto di
Giulio Mancini (1620 circa) e in un brano dello Scaramuccia, è
possibile supporre un suo arrivo in Italia intorno al 1610, una
prima tappa in Lombardia, quindi un soggiorno a Parma, dove
probabilmente entra al servizio del principe Ranuccio Maria Farnese, e infine il suo arrivo a Roma, circa alla metà del
secondo decennio del Seicento. Durante il suo soggiorno romano
Jusepe entra a far parte dell'Accademia di San Luca e realizza
diverse opere per enti ecclesiastici e privati. Il 15 settembre
1616 giunge a Napoli, forse al seguito del duca di Osuna, don
Pedro Téllez Girón y Guzmán. Nella capitale del vicereame
spagnolo sposa infatti, a questa data, Caterina Azzolino, figlia
del pittore Giovan Bernardo, presso il quale, con ogni
verosimiglianza, aveva trovato ospitalità.A Napoli acquista una
casa «in la strada di Chiaja» dove alloggia col fratello Juan e
diventa possessore di diversi beni, raggiungendo, in breve tempo,
una solida posizione economica, grazie anche ai suoi molteplici e
profondi legami con l'aristocrazia locale. Numerosi documenti
attestano la sua presenza e la sua attività artistica in Napoli:
il 13 ottobre ottiene quattrocento ducati per la Pietà ancor
oggi conservata nella certosa di San Martino e nel 1638, per la
stessa certosa, realizza la famosa serie dei Profeti. Nel pieno
dell'attività artistica, forse già a partire dal 1644, è però
colpito da una grave malattia che in breve tempo gli causa delle
paralisi periodiche del braccio destro e che forse è la causa di
alcune insolvenze contrattuali, in un caso risoltesi addirittura
con un processo (quello intentatogli nel 1646 da Cristoforo Papa,
protonotaro del Regno di Sicilia a Palermo). Durante i moti del
1647 (la cosiddetta "rivolta di Masaniello"), si
rifugia in una casa del parco del Palazzo reale, dove prende
alloggio anche don Juan d'Austria, figlio illegittimo di Filippo IV, del quale realizza un famoso ritratto equestre (nel Palazzo
reale di Madrid). Benché le sue condizioni fisiche continuino a
peggiorare, Jusepe non abbandona l'attività artistica e lavora
fino agli ultimi giorni della sua vita alle numerose tele
commissionategli dai monaci della certosa di San Martino. Muore
nel 1652, dopo aver firmato il San Gerolamo del Prado e il San
Paolo eremita di Ragusa
Opere uniche visibili allo Studio Gnomiz
di Milano Via Giannone 10/ 20154 Tel 02.3361.1517:
Matta, Mondino,
Carla Accardi, Del
Pezzo, Aricò, Vincenzo
Agnetti, Titina Maselli, Gianni
Bertini, Franco Angeli,
Augusto Murer Fabio Mauri,
Emilio Isgrò,
Umberto Mariani,
Bruno Caruso, Roberto
Sanesi, Plumcake,
Dario Brevi, Agostino
Ferrari, Ezio Gribaudo, Sergio
Sarri, Lamberto Correggiari, Michele
Lorenzelli, Luigi
Granetto, Angelo Dozio, Battista
Luraschi, Marco
Lodola
grafiche
rare: Giuseppe Spagnulo, Mario
Nigro, Dadamaino, Peter
Phillips, Franco Angeli, Piero
Gilardi, Sandro
Chia, Valerio Adami
|