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Leone d'oro al film russo 'The return', diretto da Andrej Zvyanitsev. Leone d'oro della Mostra del cinema di Venezia. Gran premio della Giuria Leone d'argento al film 'Le cerf-volant-L'aquilone' . Premio speciale della regia  a Takeshi Kitano per 'Zatoichi'. Coppa Volpi al miglior attore per Sean Penn ('21 Grammi'), alla migliore attrice per Katjia Riemann ('Rosenstrasse'). A Marco Bellocchio  premio per il contributo speciale alla sceneggiatura. Premio Marcello Mastroianni a una giovane attrice emergente  a Najat Bessalem per 'Raja'. Giuria settore Controcorrente: premio San Marco  a 'Vodka Lemon' di Hiner Saleem, il premio speciale per la regia a Michael Schorr per 'Schiltze get the blues', il premio per la migliore attrice a Scarlett Johansson per 'L'amore tradotto' di Sofia Coppola, il premio per il miglior attore a Asano Tadanobu a 'Last life in the Universe'. Menzione speciale a 'La quimera de los Heroes'. Premio Venezia Opera prima Luigi De Laurentiis e' stato assegnato a 'The return', menzioni speciali a 'The last train' e a 'Ballo a tre passi' di Salvatore Mereu. Per quanto riguarda i cortometraggi, il Leone d'argento e' andato a 'Neft' di Murad Ibragimbekov, il premio Uip a 'The trumouse sgow' e la menzione speciale a 'Hochbetrieb'.

Andrey Zvyagintsev: Questo premio e' un avvenimento grandioso per il cinema russo, indipendentemente dal fatto che il film sia mio. Ricevere il premio dalle mani dei fratelli Taviani che ho sempre ammirato mi ha emozionato tantissimo. E trovo una coincidenza molto poetica il fatto che questo avvenga 40 anni dopo che un altro film russo, 'Il ritorno di Ivan', vinse il Leone. Questo premio e' dedicato, come il film, a Vladimir Garin, il giovane protagonista del film, scomparso poco dopo le riprese in cicostanze tragiche''.

Sean Penn: ''Un riscatto per l'Oscar? Questa e' la prova che l'Accademy e' li' per celebrare anche bravi registi, autori ed attori ma e' soprattutto un gioco in cui c'entra molto il denaro. Invece festival come questo di Venezia sono un incoraggiamento a registi i cui film vengono mostrati per essere sostenuti. Per questo mi piace Venezia. E poi, qui nessuno sulla porta mi ha chiesto che marca di vestito indossassi...''. 

Mario Monicelli, presidente della giuria: «Quel po’ di peso in più che in giuria ha un presidente lo farò valere. A parità di meriti appoggerò un film italiano. Il patriottismo non c’entra, c’entra il cinema. Il nostro sta riprendendo quota e un premio come il Leone potrebbe aiutarlo». «Il cinema è arte, d’accordo. La settima, stando alle classifiche. Ma a mio parere è un’arte minore, applicata a un’industria che dà lavoro a moltissima gente e fa girare enormi quantità di denaro. Un film è un prodotto artistico costoso. Oggi più che mai. Un regista non deve scordarlo. Le esigenze estetiche non possono dettar legge al punto di dimenticare che dall’altra parte c’è un pubblico. Il cinema è stato inventato per essere visto da milioni di persone. Non da pochi intimi, come invece spesso accade. Un paio di generazioni sono rimaste schiacciate dai grandi maestri. Difficile reggere il confronto. Si sono salvati in pochi: Bellocchio, Ferreri, Bertolucci... L’ultimo è stato Moretti. Gli altri... O non hanno osato venir fuori o si sono concentrati sui loro ombelichi tentando penose imitazioni»...«Per Bellocchio siamo dispiaciuti, altrochè, ma il verdetto alla fine è stato unanime. Noi propendevamo per Bellocchio, gli altri giurati, pur riconoscendo che si tratta di un regista importante, erano più convinti su altri film. Mi spiace che Marco sia rimasto così ferito, ma noi abbiamo la coscienza tranquilla»

Stefano Accorsi, fidanzato di Laetitia Casta, premiato l'anno scorso con la coppa Volpi per la sua interpretazione di 'Un viaggio chiamato amore ' di Michele Placido, ora nell'insolita veste di giurato.: "Mi piace venire a Venezia in questo periodo, verso settembre. La città ha una luce diversa. Mi aspetto di vedere tanti film, pare belli, pare ricchi. Non vedo l'ora. Senza lo stress del giudicare, mi aspetto di confrontare il mio punto di vista con quello di altre persone che hanno percorsi professionali diversi dal mio, culture diverse. Mi ha incuriosito appena me lo hanno proposto e ho accettato subito. Sono comunque d'accordo con Mario Monicelli. Se penserò che ci sono due film di pari peso, un italiano e uno straniero, è naturale che sceglierò il primo. Credo che sia naturale. Non è campanilismo, è amore per la nostra cultura, per il nostro cinema. Piuttosto che ex aequo, sceglierei il film italiano. Se c'è parità perfetta, scelgo il nostro".

Bernardo Bertolucci, a Venezia con 'I sognatori' : ''Il '68 e' stato censurato dai genitori di oggi che lo considerano un fallimento. All'inizio  volevo fare il terzo atto di 'Novecento' ma poi trovavo che c'era troppa ideologia in me per poter affrontare un argomento del genere. Cosi' ho pensato che mi sarebbe interessato riportare uno spirito di speranza che c'era in un periodo che ho vissuto. Mi sembra che la societa' di oggi non permetta sentimenti di grandi speranze se si eccettuano i giovani dei movimenti. Dunque perchè non raccontare ai giovani una storia di grande speranza censurata dai genitori. Quella censura e' stata un errore, il 68 e' stato l'inizio di cose importantissime, in quell'anno e' esploso il femminismo. Ma oggi e' come se i giovani non sapessero niente del '68 ed e' un'ingiustizia storica. Gli anni '60  non finiscono secondo me nel '69 ma con la morte di Aldo Moro nel '78"..."''Mi rattrista che il bel film di Marco Bellocchio non abbia trovato alla Mostra di Venezia il suo riconoscimento adeguato. L'idea della liberazione di Moro e' straordinaria, poetica e ha un grandissimo potere liberatorio  anche catartico per una generazione come la nostra che ha convissuto segretamente e forse assurdamente con forti sensi di colpa''.

Omar Sharif, Leone d'oro alla carriera, a Venezia con Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano', 'Sono molto onorato di ricevere il Leone d'oro alla carriera. Venezia e' una citta' che adoro. Mancavo dal cinema da 5 o 6 anni perche' non trovavo personaggi idonei. Ho avuto sempre questo problema: io ho un accento che non e' proprio di un paese specifico e quando ero giovane, e facevo film di cassetta, i produttori cambiavano i ruoli per adattarli a me''..,,''Per il mio gusto Zivago lo trovo un po' sentimentale anche se so che piace alle donne. Ma credo che Lawrence d'Arabia entrera' nella storia del cinema piu' di Zivago ''..''Non credo che nel corso della mia vita vedro' mai la pace in Medio Oriente. Forse mio figlio o miei nipotini ci riusciranno, Sono piuttosto pessimista sulla situazione -spiega il 73enne attore egiziano- non vedo una soluzione rapida''.

Sylvester Stallone, a Venezia per la presentazione di 'Spy Kids 3 diretto da Robert Rodriguez e interpretato accanto a Salma Hayek, e Antonio Banderas,.: ''Sono stufo di essere considerato un'icona dell'era Reagan, voglio passare a una nuova fase della mia carriera. Non ho mai scelto di essere un attore d'azione, è capitato quasi per caso. Il successo e 'Rocky' prima e 'Rambo' poi, mi hanno cucito addosso un'etichetta da cui sto disperatamente cercando di liberarmi''.'..'Peccato per 'Rocky VI', ma non si fara' mai. Ci tenevo molto e avevo gia' pronto il soggetto, ma la produzione che detiene i diritti lo ha bloccato in partenza''.  ''Mi dispiace davvero molto per me aveva un grande significato, perche' avrebbe rappresentato la conclusione definitiva del ciclo. Ma purtroppo ho venduto i diritti, e se la produzione che li detiene non cambia idea, non posso neanche autoprodurlo''. 

Stefania Sandrelli: ''E' stato de Manoel de Oliveira in persona a propormi questo piccolo-grande ruolo, piccolo ma molto prezioso perché ''Um filme falado'' (''un film parlato''), e' una grande metafora sulla vita, sul mondo occidentale e sul dialogo tra i popoli''. 

Isabella Rossellini, protagonista di The faddest music in the world' del canadese Guy Maddin: ''A Venezia non ci vengo molto volentieri: mi hanno sempre scannata. Preferisco altri Festival. La prima volta venni qui nel '79 con 'Il prato' e mi massacrarono. Anni dopo Gianluigi Rondi mi bandi' per 'Blu Velvet' dicendo che non poteva mostrare la figlia della sua amica con il seno nudo. Per questo quando i produttori mi hanno detto tutti contenti che questo film era stato selezionato per la Mostra gli ho detto: non contate su di me... ''. 

Marco Bellocchio a Venezia con  'Buongiorno, notte' : 'Lasciare uccidere un uomo come Aldo Moro e' stato un errore politico. Lo Stato sarebbe stato piu' forte se avesse trattato anche se avrebbe dovuto poi affrontare critiche e attacchi. Guardate quello che succede su Sofri che non vogliono liberarlo. Ma  questi sono discorsi che si fanno col senno di poi''.

Takeshi Kitano: ''I soldi che mi fanno vivere e che fanno vivere la mia famiglia li prendo dai programmi che faccio per la tv  e' con quelli che mantengo la mia famiglia. Fare film e' un mio hobby e cosi' posso permettermi di fare quel che voglio senza troppi assilli''.

Francesco Alberoni: ''Finalmente la Mostra di Venezia si e' spoliticizzata. Ed ora ci si interessa solo al fatto che un film sia bello o no e che un regista sia bravo o meno''. 

Dino De Laurentiis, Leone d'oro alla carriera: ''Non sono mica venuto qui per il Leone, sono qui per mangiare la granseola. E' un riconoscimento a tutto quello che ho fatto nella mia vita ma, indirettamente, anche al cinema italiano e alla creativita' artistica ed imprenditoriale''.."In Italia c'e' tanto talento ma non c'e' liberta' creativa e imprenditoriale per i produttori. I politici italiani non capiscono nulla di cinema e anche la nuova legge e' una pessima legge perche' e' figlia di quella attuale che mi costrinse a trasferirmi negli Usa. La liberta' vale piu' di ogni sovvenzione statale e bisogna lasciare al produttore e al regista la liberta' di decidere in che lingua esprimersi. E' ridicolo chiedere che i film vengano girati in lingua italiana se poi non hanno mercato'',

Tinto Brass: ''Dal momento che non mi voglio alla mostra ufficialmente  vengo ufficiosamente. I miei film non li vogliono ma le mie ragazze si. Cosi' sto studiando un modo spettacolare per portare una botta di allegria a questo festival che a volte e' un po' lugubre anche quando affronta temi legati all'eros. C'e' questo vezzo di sposare insieme eros e thanatos, con un accento piu' forte sulla morte che sulla vita, come se questo nobilitasse le pellicole. Io invece sono per la cultura dell'eros gioioso. Per questo mi conforta la presidenza della giuria affidata a Monicelli''.


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