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I
principali Films della Mostra del 2004
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i principali Films della Mostra del 2003
Leone d'oro
a 'Il segreto di Vera Drake' dell'inglese Mike
Leigh. Gran premio della giuria per 'Mare
dentro del regista spagnolo Alejandro
Amenabar. Leone d'Argento per 'Bin-jip' (3 Iron/La casa vuota) di Kim
Ki-Duk. La Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile e' andata a
Javier
Bardem protagonista del film di Alejandro Amenabar 'Mare dentro'. La Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile e' andata a
Imelda
Staunton, protagonista del film 'Vera Drake' di Mike Leigh. Il premio Marcello Mastroianni per il miglior giovane attore emergente
e andato a Marco Luisi e Tommaso Ramenghi, protagonisti del film di Guido
Chiesa 'Lavorare
con lentezza'. L' Osella per un contributo tecnico di particolare rilievo e' stata assegnata al il film giapponese di animazione 'Hauro no ugoku shiro' di
Hayao
Miyazaki. Il Leone del futuro, premio Luigi De Laurentiis per un'opera prima, e' stato assegnato a 'Le grand voyage' di Ismael Ferrouchi, presentato nella sezione 'Settimana della
critica'. Il premio Venezia Orizzonti e' andato a ''Les petits fils'' di Ilan Duran Cohen, con una menzione speciale della giuria a
'Vento
di terra ' di Vincenzo Marra.
Il premio Venezia Cinema digitale e' andato a ''20 angosht'' di Mania Akbari, con una menzione speciale della giuria a ''La vita e' breve, ma la giornata e' lunghissima'' di Lucio Pellegrino e Gianni
Zanasi. Il Leone d' argento Citroen corto-cortissimo e' andato a 'Signe d' appartenance' di Kamel Cherif, con una menzione speciale al film di Peter Foott 'The Carpenter and his Clumsy Wife', mentre il premio Uip per il miglior cortometraggio europeo e' andato al film di Steve Hudson
'Goodbye'.
Interviste
& dichiarazioni
Nicole Kidman, Robert De Niro. Spike Lee, Wim Wenders , Al Pacino, Johnny Depp, Kate Winslet, Tom
Cruise, Meryl Streep, Scarlett Johansson, Steven Spielberg, Valeria Bruni Tedeschi, Tom
Hanks, Denzel Washington, John Travolta, Spike Lee, Stefano Accorsi, Giorgio
Pasotti, Gianni Amelio, Claudia Gerini.
Nicole
Kidman, ( Anna nel film in concorso "Birth"di Jonathan Glazer,
una giovane donna rimasta vedova che crede di ritrovare il marito morto reincarnato in un bambino di dieci anni.): "Non sono attratta dal bambino, non mi innamoro di lui il mio personaggio crede in quello che il bambino le vuol far credere, che lui è la reincarnazione del marito. Anna ha bisogno in quel momento della sua vita che succeda quella cosa, ha bisogno di credere che il marito sia lì davanti a lei per elaborare il
lutto. La pellicola è sull' amore 'ad ogni costo', non ha niente di scandaloso.
Ho un figlio della stessa età di Cameron Bright: quando si affrontano certi argomenti bisogna stare attenti. Sarebbe disgustoso se fosse un film che parla di sesso. Sono due personaggi che hanno bisogno che in quel momento accada qualcosa, hanno bisogno di credere che sia vero quello che sta loro avvenendo".
Robert
De Niro (voce di don Lino, lo squalo bianco che in "Shark Tale" è il boss mafioso in testa alla catena alimentare del
reef): "E' la prima volta che interpreto uno squalo. Ho accettato perché ho pensato ai miei figli, e mi divertiva l'idea di lavorare in un cartone animato. E' stato un lavoro lungo, nuovo per me, perché hanno costruito il personaggio abbinandolo alla voce. Il risultato non era
male. Per quanto riguarda le accuse di razzismo riportate dal New York Times mosse ai personaggi italo-americani di
"Shark Tale" ritratti come criminali mafiosi a me sembrano delle stupidaggini, nessuno di loro ha visto il
film e sono stronzi. In "Shark Tale"mi sono divertito a a lavorare con Martin
Scorsese, che dà la voce a un simpatico pesce palla che reagisce alle minacce dello squalo boss. Avremmo dovuto recitare insieme in una scena di 'Taxi
Driver', ma poi ebbe un incidente e non se ne fece nulla. E' un attore straordinario. In questo film abbiamo potuto lavorare insieme ed è stato fantastico, perché ha reso le cose più spontanee. Abbiamo lavorato faccia a faccia, e dopo sulle nostre voci hanno realizzato l'animazione, ed è stata un'esperienza molto divertente".
Spike
Lee
(giurato e regista del film fuori concorso "Lei mi odia" "She hates me" con Monica
Bellucci, film scandalo nel quale si racconta come un giovane senza
speranza trova uno strano lavoro: aiutare le donne a concepire figli. Lavoro che
permetterà a Monica Bellucci dalla pelle candida di partorire due gemelli neri senza stupirsi.): "Possedere tante donne in una notte, soprattutto quelle indisponibili come le lesbiche, è una tipica fantasia maschile, ma io la ribalto, trasformandola in un incubo, anche per il maschio afroamericano di cui si favoleggia la
potenza. "Per fortuna le lesbiche non sono un gruppo monolitico, come non lo siamo noi neri o voi italiani. Avevo una consulente, Tristan
Taormino, scrittrice lesbica, che mi ha fatto conoscere molte coppie di donne gay. Sono stato accusato di aver fatto capire che in fondo anche con un maschio non è male, di non aver tenuto conto che mai una vera lesbica ricorrerebbe a un uomo per avere un figlio, con la libertà d'accesso alle banche del seme che c'è oggi. Ma non mi sembrava molto divertente o spettacolare mostrare delle signore che a gambe per aria vengono inseminate con una siringa".
Gianni
Amelio ( Le chiavi di casa con Charlotte
Rampling, Kim
Rossi Stuart e Andrea Rossi. Storia tra un padre e un figlio disabile (interpretato da Andrea Rossi), ambientato durante un viaggio che li porta a Berlino e in Norvegia.
Film ispirato a Nati
due volte di Giuseppe Pontiggia.):Non si poteva fare un film tratto dal romanzo in senso
stretto, questo film lo potevo trarre solo dalla mia pancia. E per riuscirci dovevo crearmi un mio figlio handicappato, dovevo partorirlo io. Questo miracolo è avvenuto quando ho incontrato
Andrea Rossi. Perché questo film non aveva bisogno di un interprete ma di un
coautore. Ho spostato la vicenda a Berlino perché è una città estranea, e volevo dare ai personaggi una mancanza di appoggio quotidiano. Se l'incontro tra Gianni, il padre, e Paolo, il figlio, si fosse svolto a Milano o Roma, dopo mezzora di fastidio col figlio, Gianni si sarebbe rivolto a un amico o a qualcun altro. Ho scelto Berlino che non è nel nostro immaginario una città turistica, e c'è un ospedale attrezzato per queste cure. Poi, dopo l'esperienza con i medici, avevo bisogno di un'apertura verso la natura, e la Norvegia aveva i paesaggi giusti".
Wim
Wenders ( favorito alla Mostra con "La Terra dell’abbondanza" film intelligente, morale, incisivo sull’America del dopo 11
settembre): L' abbondanza in Amerca è una ricchezza per pochi che nasconde un buco nero, un vuoto dove prospera invece la povertà, che non è un’invenzione: troppi non possono curarsi né studiare oggi negli States.
Il mio non è un film contro l'America, la amo troppo fin dai tempi della mia passione per il rock e della cultura on the road che certo non rinnego. Nessun Paese ha difeso in questi anni la democrazia come l’America. Ma denuncio l’amministrazione Bush che ha handicappato la libertà e fa, dopo il crollo della Russia, una guerra impossibile contro il terrorismo, che non è un nemico, ma qualcosa di cui bisogna rimuovere le cause
che sono la differenza tra i troppo ricchi e i troppo poveri. L'America dopo l’11
settembre sta pagando le conseguenze e da due anni è diventato nemico per la facilità con cui spesso l’Europa generalizza.
Gli americani sono invasi dalla continua propaganda, ma privi di vera informazione, se non nel labirinto di Internet. Gli americani si sentono persi, credono sempre di essere al centro del mondo invece sono emarginati da almeno un decennio: isolati, ciechi e incapaci dell’ironia che abbiamo invece in Europa, specie
gli italiani».
Johnny
Depp (interprete di James M. Barrie, l'autore di Peter Pan in
"Finding Neverland" dello svizzero Marc Forster, con Kate
Winslet, Julie Christie, Dustin Hoffman):
"Stamattina, accendendo la televisione ho visto le immagini orrende
della tragedia in Ossezia, e ho pensato che è proprio questo il momento per cercare qualche speranza attraverso l'immaginazione. Chiudere gli occhi e sperare di riuscire a fare qualche cambiamento, questa è l'unica cosa che ci resta da
fare. Per interpretare. Barrie mi è servito molto essere padre di due
figli.La paternità mi ha insegnato che l'energia dei bambini è molto diversa dalla nostra e vorrei rimanere giovane per sempre come Peter Pan. Oggi si può fare tutto con la chirurgia plastica. Conosco persone che anche in età avanzata hanno energia e curiosità come i bambini. Ma io credo che crescere abbia i suoi lati positivi".
Kate
Winslet (interprete del personaggio della madre in in
"Finding Neverland" con J ohnny Depp , Julie Christie e Dustin Hoffman):
" In passato ho interpretato ruoli di madre quando ancora non lo ero, e quando lo sono diventata mi è dispiaciuto di averlo fatto, perché ci sono gesti e comportamenti che vengono naturali"... "Da bambina ero convinta che sarei riuscita a volare. Obbligai mio fratello a cercare di spiccare il volo per arrivare alla fine di un divano. E' proprio questa la grandezza di Peter Pan: è una storia che racchiude i sogni di tutti
noi".
AL
Pacino (Shylock nel "Mercante di Venezia"di Michael
Radford con Jeremy
Irons, Ralph Fiennes, presentato
alla Mostra Fuori concorso.): "Il film tocca conflitti
religiosi e riapre ferite ancora aperte pur con parole e storie del
passato. E' un argomento delicato che può dare origine a controversie
ma io ho accettato di farlo perché la sceneggiatura di Radford
affrontava problemi importanti da affrontare e il personaggio di Shylock
riusciva a sintetizzare una condizione umana particolare. Per Riccardo III lo avevo già studiato abbastanza, il documentario arrivava infatti dopo una lunga tournéè teatrale in giro per gli Stati Uniti. Con Shylock invece è stato affrontare un personaggio nuovo. Con il regista abbiamo cercato di capire il passato di
Shylock, cosa lo aveva portato a comportarsi in quel modo. E abbiamo capito che, pur se riusciva a fare bene gli affari, aveva dentro di sé una profonda tristezza, che si trasforma in rabbia dopo la fuga della
figlia. Quando si recita Shakespeare a teatro, bisogna sempre sforzarsi per arrivare anche alle seconde file dei palchi. Nel film invece bisogna contenersi in un'inquadratura, e questo è stato il lavoro che Radford ha fatto su di
me. In particolare per il celebre monologo sull'uguaglianza degli esseri umani, cristiani, ebrei, e di qualunque
razza, Lo abbiamo fatto e rifatto, dando almeno dodici interpretazioni, Michael mi ha guidato verso il tono giusto. E' stata la sfida maggiore, perché si trattava di recitare un monologo noto, affrontandolo cime se fosse pronunciato per la prima volta".
Tom
Cruise: ( protagonista di Collateral
di Michael
Mann): "Mi piacciono le sfide. Vincent ha una evidente personalità antisociale. È stato interessante esplorarla. Penso che l'uomo sia un essere sostanzialmente buono, ma anche capace di azioni orribili. Però noi non siamo nella mente del cosiddetto cattivo e non sappiamo se si comporta così per sopravvivenza personale o per qualche spirito di vendetta. Mi è sembrata una situazione complessa e affascinante da raccontare.
Con Mann abbiamo creato una biografia immaginaria di Vincent. Dovevo conoscere i suoi più intimi dettagli, non per giustificarlo, ma per capirlo. Dovevo sapere da dove venivano le sue fratture. E poi tenere le notizie per me: il fascino di Vincent credo sia anche nel mistero che lo
circonda. Vincent, dato il suo lavoro, deve essere «invisibile». Ho provato a capire cosa significasse travestendomi da fattorino del Federal Express per una consegna a un negozio di liquori. Poi sono andato in un bar a prendermi un caffè. Missione camaleonte riuscita: non mi hanno riconosciuto. Nel film poi Vincent è molto elegante, la personificazione del detto «lavoro sporco, in vestito pulito», ma non indossa capi firmati: l'idea era che uno come lui si vestisse su misura da qualche anonimo sarto di Hong Kong. Mi sono allenato al poligono come se non avessi mai sparato in vita mia, cercando di imparare a far centro al primo colpo. Idem per i combattimenti: la sua forma di lotta è paramilitare, massimo risultato col minimo impiego di tempo e colpi. C'erano degli attori asiatici che avevano lavorato ne L'ultimo samurai: al termine di una scena particolarmente cruenta in un night coreano mi hanno chiesto: che fine hanno fatto la grazia e l'eleganza di Algren?
Meryl
Streep (interprete di una senatrice che intesse affari con una multinazionale per ottenere l'elezione del suo adorato
figlio in The Manchurian Candidate
di Jonathan
Demme con Denzel Washington e Jon
Voight): "Pensano che riproduca Hillary Clinton o Margareth Thatcher, ma non è così. Di sicuro per l'uso delle grandi collane e delle spille, sempre evidenti, mi sono fatta influenzare da Thatcher, ma è anche l'uniforme generica di una donna di potere che ha alle spalle una famiglia di prestigio"... "Tutti abbiamo opinioni politiche e sarei lieta di poterne parlare, ma questo film parla di politica, di corruzione, di affari sporchi, e questo vale per qualsiasi momento storico"..."The Manchurian Candidate" è il remake di "Và e uccidi", il film di John Frankenheimer del '62 tratto dal romanzo di Richard Condon, interpretato da Frank Sinatra e Lucille
Ball .Non è un problema rifare lo stesso film visto che la nostra versione non disonora affatto il precedente anzi, vuole essere un tributo prendendo le idee per riaggiornarle ai nostri tempi, più veloci. Abbiamo quindi aumentato il ritmo rispetto allo stile e al bianco e nero molto stilizzato usato da Frankenheimer. E
poi nel precedente l'attrice aveva appena tre anni in più dell'attore che interpretava il figlio".
Valeria
Bruni Tedeschi ( protagonista di 5x2 di François Ozon film sulla
difficoltà del legame di coppia): «Ciascuno ha il suo ruolo, vittima e carnefice, ma è difficile entrare nei meccanismi intimi di una coppia.
Il mio personaggio è una figura di donna francese ma potrebbe anche essere italiana. Se la domanda finale è quella sui tradimenti, io mi ritrovo nell’idea di fedeltà. Credo che questo personaggio vada verso la felicità anche se minata da quell’accumulo di dettagli che diventano poi veleno».
Steven
Spielberg: 'Non ho mai inteso The Terminal come una storia di fantasia ma una vicenda ambientata dopo l'11
settembre. I terminal degli aeroporti sono ormai dei posti dove ci sono commistioni di razze e di linguaggi, e ci si trova bloccati con persone di esperienze diverse. La storia e' profondamente ambientate nei nostri giorni perche' riflette l'ossessione per la sicurezza che c'e' negli Stati Uniti dopo l'11 settembre. Il protagonista deve affrontare
l'ostilita' di un burocrate che non e' cattivo ma vuole proteggere gli Stati
Uniti. Il terminal e' un microcosmo della societa' occidentale. Hollywood nei momenti di crisi o fa film che riproducono la crisi in tutti i suoi aspetti oppure fornisce vie di fuga con pellicole di fantascienza o commedie.''
Tom Hanks:
''Fin dal primo momento, dopo aver letto la sceneggiatura di Terminal, la storia di questo uomo che per anni non riesce ad entrare in America mi ha incuriosito. Credo che nel Terminal in cui e' intrappolato veda abbastanza di quello che sono gli Stati Uniti. Il mio compito e' stato quello di dare veridicita' al
personaggio''.
Denzel
Washington ( 'Manchurian Candidate' di Jonathan
Demme e 'Man of Fire' con Meryl
Streep e Jon
Voight): ha parlato degli artisti di cinema che a Hollywood si sono
apertamente schierati contro la politica di Bush. L'attore, due volte premio
Oscar, non si è sbilanciato piu' di tanto: '' negli Usa ognuno ha il diritto di
esprimere la propria opinione'' . Mentre per quanto riguarda il suo ''agire' ha
fatto riferimento al suo impegno a favore dei bambini poveri:''E' quello che mi
interessa di piu' - ha spiegato -. Le chiacchiere stanno a zero. Ho contribuito
alla costruzione di centinaia di orfanatrofi sparsi in varie parti
dell'africa''. Per quanto riguarda 'The Manchurian candidate' che racconta di un
complotto science-fiction per il controllo della presidenza degli Stati Uniti ha
detto:''e' una favola di ammonimento; attenti all'informazione''
John
Travolta ( a Venezia per 'A love song for Bobby Long', con Scarlett
Johansson). I giornalisti gli chiedono che cosa conosce ed ama del cinema
italiano, lui spiega che ha visto 'La strada' a cinque anni, che con quel film,
e la frase di suo padre che gli spiegava che la Masina aveva il cuore spezzato,
ha scoperto che si puo' morire per amore, poi cita 'Ultimo Tango' ed infine
'Cinema Paradiso'. Quali film metterebbe nel palinsesto di Cinema Classic? gli
chiede una giornalista. ''La febbre del sabato sera, Greeze, Pulp Fiction,
Carrie, Bobby Long spero'', risponde.
Scarlett
Johansson (protagonista con John Travolta di A
Love Song for Bobby Long ): «Ho sostituito Kate
Winslet a Londra, nel suo nuovo film e ho recitato con
Jonathan Rhys-Meyers, grande esperienza. Ma nel mio cuore, lo confesso,
si è radicata la protagonista a New Orleans di A Love Song for Bobby
Long. Mi ha procurato le stesse emozioni di quando, ancora bambina, dopo
tanto lavoro nei teatri off-Broadway e gli studi al Lee Strasberg
Theatre, Robert Redford mi disse che mi
aveva scelta per L' uomo che sussurrava ai cavalli, per la dodicenne
Grace menomata a una gamba dal suo amato puledro. Travolta è un magnifico
ballerino e anche, sorpresa, cantante country blues. È stato splendido
girare in Louisiana, nella New Orleans più ricca di colori, odori, echi
letterari, musica... È il mio film del cuore: ho letto il copione con
mia madre, piangevamo, ridevamo. John, invecchiato dal trucco, con i
capelli bianchi, la bottiglia di liquore in tasca, è grandissimo.
Leggevamo tutti i libri che il suo personaggio, un professore che ha
lasciato l' Università, cita. Da Faulkner a Mark Twain, da William Inge
a Tennessee Williams, imparavamo le poesie di Robert Frost, scoprivamo
altri grandi scrittori del Sud, cantavamo le canzoni del personaggio di
mia madre, Lorraine, morta nella storia e che mi lascia quella casa
vicino al fiume, il cuore del film».
Claudia
Gerini (la Gerini conduttrice della serata finale con Sophia
Loren in veste di 'madrina'): ''Sono contenta di poter
rappresentare il cinema italiano abbiamo deciso assieme al direttore
Marco Muller la linea da dare alla serata, che sara' volutamente
semplice ma non informale'. Non mi faro' condizionare da quello che e'
successo in passato voglio che ci sia un giusto mix di semplicita'
ed emozione. So bene che non bisogna neppure cercare di essere troppo
spiritosi: ricordo che due anni fa Piero Chiambretti fece battute che
scatenarono molte polemiche perche' nel mondo del cinema non hanno tanta
voglia di essere canzonati o presi in giro. Insomma cerchero' di non
voler divertire per forza. Sia nella serata di apertura che di chiusura
il mio ruolo sara' un po' quello del 'collante'. Mi emoziona molto
l'idea della serata di chiusura al Teatro La Fenice quando ritrovero'
Sophia Loren''.
Stefano
Accorsi,( a Venezia con "Ovunque sei" di Michele Placido e "L'amore ritrovato" di Carlo
Mazzacurati con Maya
Sansa) "Nel film di Placido sono un medico sposato con Barbora Bobulova, insieme da quando avevano 20 anni si trovano a un punto stagnante. Una notte il mio Matteo è in ambulanza con una ragazza che sta facendo pratica, Violante Placido, mentre la moglie sta facendo l'amore con il primario,
Stefano Dionisi: la stessa notte l'auto del primario e l'ambulanza si scontrano e l'ambulanza precipita da un ponte. Lo sviluppo del film ruota attorno a "un'altra possibilità". Un thriller dell'anima. Ma c'è un mistero che non si può svelare".
Giorgio Pasotti
(arrivato con la fidanzata Nicoletta
Romanoff per "Volevo solo dormirle addosso" di Eugenio
Cappuccio): "Faccio l'attore e vado dove mi porta il cuore, o meglio la pancia, ascoltando la quale ho fatto ogni mia scelta fin qui. Non si può fare un discorso elitario sul cinema, il veicolo del tuo lavoro di attore non è così importante, semmai avvicinarsi alla qualità è la vera ambizione e non è affatto detto che in tv
manchi. il personaggio che interpreto nel film di Cappuccio rappresenta il braccio armato del sistema, una specie di condottiero del mondo del lavoro, uno però che si trova in contraddizione con se stesso, da una parte è cinico, determinato, dall'altro è cosciente del lavoro che sta facendo ossia di togliere il lavoro agli altri. Alla fine è un povero cristo che cerca di ritagliarsi uno spazio in questo mondo del lavoro così competitivo e che invece viene risucchiato in quegli stessi meccanismi mortali".
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