|
.
(settenbre 2003)
No George, no
festival
Biennale
Cinema 2003 (vai allo speciale di Gnomiz)
 In
assenza della Kidman
e di Banderas, George
Clooney, accompagnato da
una radiosa Chaterine
Zeta Jones, è riuscito ad imporsi come la vera superstar
hollywoodiana della 60esima mostra. A movimentare la conferenza stampa per
la presentazione di «Prima ti sposo poi ti rovino» dei fratelli
Coen è arrivata anche la «iena» Victoria, che ha fatto una vera
dichiarazione d’amore al divo e ha improvvisato con tanto
di prete al seguito un matrimonio
lampo, assai simile a quello che George e Catherine celebrano a Las
Vegas nel film. La terribile Victoria con velo nuziale d'ordinanza è
riuscita a farsi dire il fatidico «sì», seguito da regolare lancio del bouquet.
Bel colpo, se si pensa che recentemente Clooney
a dichiarato che da tre anni che non ha una relazione con una donna
(vedi articolo.
«Prima ti sposo poi ti rovino» è la storia di un avvocato
divorzista vanesio e azzeccagarbugli (Miles) che cadrà vittima del
fascino della bella Marilyn (la
Zeta-Jones), una cacciatrice di patrimoni
cinica e irresistibile.
George
Clooney: «Chi
conosce i Coen sa che sono tra gli autori migliori, non hanno mai fatto
film brutti. Con loro basta non combinare pasticci con la sceneggiatura.
Sono tra i pochi con cui farei di tutto per lavorare»...«Non
ho ancora deciso di trasferirmi
qui, perché tutti i miei amici stanno a Los Angeles. Ma è certo
che ormai passo in Italia tutte le estati,
ho anche comprato una casa sul lago di Como. La seconda parte di “Ocean’s
Eleven” sarà girata a Roma tra undici settimane, e il montaggio
si farà a casa mia, dove ho creato una piccola
casa di post-produzione. Mi piacerebbe diventare parte di questa
cultura, che mi affascina molto.
Sto anche cercando di imparare l’italiano,
ma per ora so solo dire “Non parlo molto bene italiano".
Chaterine
Zeta Jones: «Marilyn,
il personaggio che interpreto avrebbe potuto essere più duro , ma
volevo che risultasse delizioso, che gli spettatori lo amassero. Marilyn
non ha idea del caos che crea, è come l’occhio di un ciclone».
.
|