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(ottobre 2003)
Cocco
Bello all'Annunziata
 Questa
volta un super Cocco Bello se lo
becca Annunziatona Lucia. La rai dopo anni di trasmissioni lontane anni
luce dalle preferenze del paese reale riesce, un po' con Madre
Teresa di Calcutta un po' con Soraya e moltissimo con l'Isola
dei Famosi a fare concorrenza alla più scafata Mediaset. Cosa fare a
questo punto? Brindare per un successo che sa di miracoloso? Premiare il
direttore generale Flavio Cattaneo? Imparare che la gente non è del tutto
cretina e che si vuole divertire anche quando Vespa vuol farci credere che
la Sentenza
sulla rimozione del crocifisso sia un fatto
serio? Niente di tutto questo sarebbe troppo facile. L' Annunziatona si
mette a fare i capricci modello bambina viziata che dice alla sua mamma
"non gioco più..non mangio più". La bambinona, sempre più
stizzita, fa di tutto per abbassare gli ascolti: se la prende contro la
mancata concessione della diretta alle manifestazioni sindacali e si
rifiuta di convocare il Cda Rai poi, non contenta, si mette a scrivere una
lettera a Cattaneo contro l'isola dei famosi chiedendo l'attuazione
della Delibera
anti tette approvata nel maggio scorso. Ma è
mai possibile che una giornalista del suo valore non capisca che la forza
di uno sciopero dipende più da quanta gente scende in piazza che da
quanta se ne sta davanti a un televisore? Per quanto riguarda poi il
presunto ''porno soft'' , che secondo l'Annunziatona offenderebbe le
fasce televisive protette, ci sembra che la vera offesa sia considerare il
pubblico così imbecille da non saper usare il telecomando.
Lucia Annunziata: ''mentre
stiamo entrando nel pieno della nuova stagione televisiva, credo che sia
opportuna una valutazione di carattere generale sull'applicazione di
quella delibera. E francamente, senza falsi moralismi e ben lungi
dall'idea di puntare il dito contro qualcuno, debbo dire che mi capita di
incrociare ancora nelle nostre trasmissioni esempi di 'porno soft',
'voyeurismo morbido' e linguaggi ammiccanti in fasce protette destinate a
un pubblico familiare.Stiamo in questi giorni vantando i recuperi di
ascolto che, tra l'altro, ci vengono da una televisione esemplare come
quella di 'Madre Teresa', del 'Maresciallo Rocca' ma anche da formule più
leggere come 'Domenica In', 'Quelli che il Calcio' e 'Affari Tuoi'''.
Proprio per questo- credo che non ci sia la necessità di rincorrere gli
ascolti a tutti i costi con ambigue contaminazioni che compromettono la
ricerca di quella televisione di qualità che ci siamo prefissi come
obiettivo primario e che ci apprestiamo anche a valutare in concreto. Mi
affido ora alle tue responsabilita' e sensibilita' perche' quella
delibera, che fino ad oggi non ha trovato applicazione, venga attuata: non
attraverso interventi censori ma con l'adesione convinta di tutti i nostri
operatori ai principi indicati all'unanimita' dal Cda per la tutela del
ruolo del Servizio Pubblico''.
Paolo Barelli, componente
della Commissione di Vigilanza Rai: ''La vera e propria dichiarazione di
guerra del presidente Annunziata e la sua conseguente decisione di non
convocare il prossimo Cda e' un fatto gravissimo. Non e' ammissibile che
una figura sulla carta di garanzia e pluralismo, che mai dovrebbe essere
schierata, scagli un attacco cosi' violento e ingiustificato contro il dg
Cattaneo e l'intero Consiglio. L'Annunziata scelga, ma non e' la prima
volta, se vuole fare politica o mantenere il ruolo all'interno della tv di
Stato. Questa situazione ha ormai raggiunto livelli insostenibili''.
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