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(novembre 2003)
Miracolo Guzzanti
E' durato poco il Miracolo
Guzzanti il Cda Rai sospende 'Raiot'
fino a che non ne siano state valutate tutte le implicazioni legali. La
decisione ha preso le mosse dall'azione legale annunciata da Mediaset.
Sabina Guzzanti:
"Nessuno ha mai toccato i miei testi: possono decidere di chiudere il
programma ma non di tagliare una battuta. Purtroppo non è un momentaccio
per la comicità in tv, lo è per il Paese. Comunque sono
molto determinata ad andare fino in fondo e a protestare
finché campo per questa vicenda. E' un precedente
gravissimo per la libertà d'espressione La pretesa di
visionare le puntate prima di mandarle in onda è come
chiedere ai giornalisti di scrivere il giornale di oggi per
pubblicarlo tra un mese. Non credo che lo comprerebbero in
molti. E fra l'altro registrare tutte le puntate prima della
messa in onda non è in accordo con il contratto"
Sabina Guzzanti: libri
e films
Sabina
Guzzanti ha allestito per domenica 23 novembre all'Auditorium
di Roma un varietà di protesta. L'intera serata è stata proiettata in diretta in diversi teatri italiani con l'aiuto
selle strutture satellitari di Emili.Tv. Allo show
hanno partecipato: Corrado
Guzzanti, Daniele
Luttazzi, Dario
Fo, Paolo
Rossi, Serena Dandini, Fiorella Mannoia, Nicola Piovani,
Francesco
Paolantoni, Neri
Marcorè, Marco Marzocca, Sabrina Impacciatore, Davide
Riondino, Rosalia Porcaro, Stefano Vigilante, Max
Paiella, Corinna Lo Castro, Roberto Herlitzka, Francesca
Reggiani. La Guzzanti ha sparato a zero contro Previti,
Berlusconi, il consiglio d’amministrazione della Rai,
Lucia Annunziata e Giuliano Ferrara, con cui aveva già
avuto luogo uno scontro durante ‘L’infedele’ su La 7
il giorno prima e che le fa per un momento perdere il
controllo di quel tono di voce sempre pacato a cui ci ha
abituati. Conclusione: "Se
avessimo fatto la puntata di Raiot sulla giustizia avremmo
parlato della sentenza Previti. E' curioso che si festeggi
perché si è beccato solo 5 anni. Siamo l'unico paese in
cui il premier esprime solidarietà per un condannato. E'
stato ministro della Difesa e nei successivi dieci anni di
difesa si è occupato: mentre giurava fedeltà alle leggi,
stava prendendo 21 miliardi in nero, ma era solo evasione
fiscale, lo ha detto lui stesso. E come direbbe la
presidente Annunziata, “Viva il maresciallo Rocca, viva la
tv di qualità”. Subito
dopo la
manifestazione-spettacolo la Rai ha minacciato azioni legali.
"Dopo aver censurato il mio programma" ha
commentato Sabina Guzzanti, "l'azienda vuole censurare
la spontanea protesta del pubblico: si è scelta un
avversario troppo grande". Nel frattempo, per rendere
la situazione ancora più pesante, Mediaset
ha chiesto 20 milioni di danni per 'RaiOt' avviando
un'azione civile e una querela penale per diffamazione.
Gad
Lerner: ''La Guzzanti puo' anche mandarmi in bestia
per quello che dice: ad esempio ieri sera all'Auditorium
quando ha voluto incarognire sul governo Sharon (''e' il
peggiore del mondo'') l'avrei mandata a calci in quel posto
a vivere per un mese, non di piu', sotto il governo siriano
o saudita, finche' non m'implorasse una licenza premio a Tel
Aviv o a Gerusalemme, dove si sta meglio anche in epoca di
bombe e di governo Sharon. La Guzzanti puo' anche mandarmi
in bestia ma e' indecente che la sua trasmissione sia stata
sospesa e di fatto soppressa da una Rai improvvisamente
puritana che in nome dell'audience passa di tutto, compreso
Adel Smith sbeffeggiante il crocifisso senza che nessuno
sospenda 'Porta a Porta' e ne pretenda la registrazione
anticipata di cinque puntate. Chi protestava ieri sera
all'Auditorium di Roma semplicemente aveva ragione, e nulla
cambia - lo dico a Giliano Ferrara - se la censura ha avuto
origine da eccessi di cautela di dirigenti ulivisti della
Rai. Personalita' come Francesco
Alberoni e Giorgio Rumi
non avrebbero dovuto prestarsi a quella parte meschina.
Fanno ancora in tempo a metterci una pezza, magari dopo aver
letto la recensione di 'Raiot' firmata sull'inserto
domenicale del 'Sole 24 Ore' da Als Ob, critico raffinato e
neutrale, cui la trasmissione e' piaciuta''.
Nella prima puntata
quasi un ora di battute al vetriolo. Contro Berlusconi, ma anche D'Alema,
Lucia Annunziata, Bruno Vespa, Barbara Palombelli. Parole che tagliano
come fendenti dietro le sue maschere. Sabina-Annunziata:
"il presidente di garanzia che non conta un'accidente". Sabina- Uma
Thurman; "tocca ai comici dire le cose serie...d'altra parte
quando c'è un presidente del Consiglio che racconta barzellette...".
Sabina-Palombelli "che riporta il dibattito vicino alla gente
denunciando gli alti affitti delle ville di Sabaudia".
Sabina-Berlusconi "che parla a reti unificate seduto ad una scrivania
che naviga tra tele preziose e mucchi di oggetti d'oro e d'argento".
Sabina-Kil Bill "l'Italia è al 53simo posto della classifica sulla
libertà d'informazione. Nei Tg non l'avete sentito? D'altra parte se
l'aveste sentito non saremmo al 53esimo posto".
Lucia
Annunziata: ''Era necessario tutelare l'azienda da ulteriori
contenziosi senza intervenire sui contenuti e sulla linea editoriale del
programma''.
Giorgio Rumi. "Già
con Mediaset la situazione è piuttosto grave perché pare che l'azienda
voglia chiedere alla Rai il risarcimento dei danni subiti dal calo del
titolo in Borsa dopo il programma, dunque si parla di risarcimenti
miliardari ma ci sono anche altri aspetti del programma da valutare. Io
personalmente non ho capito la battuta sul crocifisso".
Marcello
Veneziani. "Il programma, scritto da Curzio
Maltese della Repubblica e Marco
Travaglio dell'Unità, aveva poco a che
fare con la satira. Non invoco censure, ma reputo incivile abusare in
questo modo del servizio pubblico"
Francesco
Alberoni. " Una decisione minima di tutela,
presa all'unanimità. Forse non tutti sanno che il singolo consigliere
risponde penalmente in questi casi. Dunque Sabina Guzzanti parla
liberamente ma poi le azioni penali le prendiamo noi. Per questo vogliamo
sapere prima di cosa potremmo essere chiamati a rispondere".
Maurizio Costanzo:
''Sono contrario ad ogni tipo di censura ma forse il programma poteva
essere costruito in maniera diversa. Sabina Guzzanti è bravissima ma
esiste una differenza fra quando fa dei personaggi e quando nei panni di
se stessa dice altre cose che assomigliano di piu' all'invettiva''
Movimento dei Girotondi:
"Crediamo che, come nel caso di Santoro, Luttazzi
e Biagi,
questo sia un grave caso di censura televisiva. Non accetteremo questo
ennesimo colpo di mano antidemocratico e pertanto invitiamo a non
sospendere la regolare programmazione. Restiamo in attesa di una saggia
decisione ma siamo pronti a una mobilitazione immediata nel caso di una
clamorosa censura televisiva".
Roberto
Zaccaria ex-Presidente della RAI:
"Un'azienda editoriale, da che mondo è mondo, non si
governa con i pareri dell'ufficio legale. Se noi avessimo dovuto dare
retta a questi pareri, nella primavera del 2001, non sarebbe andata in
onda l'ultima intervista di Biagi
a Montanelli.
La sospensione del programma della Guzzanti è una chiara anticamera
al blocco totale, mentre la continuazione della produzione è solo un
espediente, per evitare di pagare risarcimenti milionari agli artisti e
agli autori. Il vero è che ogni voce dissenziente e ascoltata dalla
gente fa una grande paura. Il sostantivo che caratterizza questa
RAI è la paura perfino delle proprie ombre. E' evidente che, quando
si comincia a distinguere all'interno della satira, si finisce per trovare
sempre delle giustificazioni, per non mandare in onda un programma. Ma
rispetto al pubblico la scelta radicale è: si trasmette o non si
trasmette? E quando non si trasmette è sinonimo di censura. Provino
a fare un sondaggio a 'Domenica in': secondo voi la Guzzanti e' stata
censurata o no? Io non ho dubbi sul risultato del sondaggio".
Gavino
Angius senatore DS: "La
decisione del cda della Rai di sospendere Raiot è molto grave anche
perché uccide il principio di libertà di informazione del quale il
servizio pubblico dovrebbe essere un esempio".
Alfonso Pecoraio Scanio:
" La paura della satira è il peggior segnale di regime e la
voglia di censura è la migliore conferma di verità scomode.
"'.
Paolo
Sylos Labini ed Elio
Veltri: "La Rai, come era
prevedibile, ha sospeso il programma di Sabina Guzzanti, alla quale va la
nostra stima e solidarietà per la sua bravura, ma soprattutto perché in
un paese dalle molte schiene piegate lei la mantiene diritta. Il
regime non scherza e veleggia tra censure e autocensure. Ora ci
spiegheranno che i testi di Sabina erano indigesti e troppo politici. Per
favore non ci raccontino balle! Sarebbe molto piu' decente dire che il
regime, come tutti i regimi, non sopporta critiche e che ognuno si
comporti di conseguenza. Stando cosi' le cose i corifei del bon ton, i
terzisti di ogni colore, i dialoganti, i pontieri, ci risparmino qualche
altra predica che sarebbe rinviata al mittente con un No
Grazie!''.
Marco Rizzo, capogruppo dei
Comunisti Italiani alla Camera:"La sola idea di sospendere la
libertà di espressione, a maggior ragione quando si tratta di un contesto
satirico, è inaccettabile per una democrazia così come non andrebbe
nemmeno preso in considerazione da un'azienda che svolge un servizio
pubblico di comunicazione e informazione"
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