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(settenbre 2003)
Una romana a
Venezia
Biennale
Cinema 2003 (vai allo speciale di Gnomiz)
 Sabrina
Ferilli, generosa nelle forme e con i flash dei fotografi, per
la prima volta in pubblico dopo il matrimonio del 13 luglio scorso,
è arrivata a Venezia per presentare il film di Luciano Emmer ''L'acqua...
il fuoco'' Il film è diviso in tre episodi: nel primo episodio, la
Ferilli è Stefania,
una traduttrice torinese che vive sola dopo essere stata lasciata dal
marito e che un giorno sceglie di voltare pagina e di ripartire. Nel
secondo è Elena,
una parigina che viene salvata da un clochard dopo aver tentato il
suicidio nella Senna. Nel terzo è Stella,
proprietaria di un piccolo circo alle prese con un compagno mangiafuoco
(Giancarlo Giannini) alcolizzato.
Sabrina Ferilli ''Dopo
tre anni di televisione sentivo la voglia di tornare al cinema, che e'
l'arte che amo di più. Quando fai fiction televisive da milioni di
spettatori tendi a non venire
chiamata da chi fa il cinema, perché temono che il pubblico non ti
segua più dopo averti visto in tv. Lo capisco anche se mi dispiace.
La tv la fanno tutti, non tutti con
successo. Io comunque non potrò mai parlare male della
televisione, mi ha concesso cose che al cinema forse non mi sarebbero
mai arrivate. Penso a un capolavoro come “Almost
America”..."Lavorare con un regista anarchico come Luciano Emmer,
libero e leggero, mi ha fatto particolarmente piacere. Anche se lui e' un
regista piu' di cinema che di film. Ho accettato di incontrare Emmer, che
conoscevo per i suoi film più famosi. Mi piaceva l’idea di conoscere questo
“vecchio giovanotto” per far lavorare insieme due età così
distanti. Io devo molto ai vecchi maestri, artisticamente sono figlia di
Marco Ferreri al cinema e di Ettore Garinei a teatro. Tornare al cinema mi
riporta dov’ero partita, a un maestro vero».,, «nel film di Emmer
interpreto tre personaggi fra loro estremamente diversi,
concedendomi il lusso di lavorare sulle pause e sul non detto».
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