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(gennaio
2004) Beppe Grillo e Parmalat
 Beppe
Grillo è stato sentito come "persona informata sui fatti" dalla
Guardia di Finanza di Piacenza per parlare del crac Parmalat. Il
comico è arrivato alle alla caserma Artale di via Emilia Pavese,
sede del Comando provinciale delle Fiamme gialle, a bordo di una 'Lancia
Libra' blu scortata da due auto della Guardia di Finanza. Viene ascoltato
dal colonnello Domenico Fornabaio, comandante del gruppo verifiche
speciali del nucleo di Polizia tributaria di Bologna.
Beppe Grillo: ''Ho portato
anche altri documenti sulle situazioni Fiat e Telecom, così ci mettiamo
avanti. E' dai tempi del 'latte all'Omega 3' che parlavo della situazione
Parmalat. L'errore di Tanzi è stato di non scendere in politica. Se
avesse fondato 'Forza Latte' e si fosse fatto una bella legge obbligando
tutti a mettere nel latte gli Omega 3 non starebbe così. Parmalat non è
assolutamente un caso isolato. Per ora è venuto fuori questo. Perché
prima o poi viene fuori tutto. Perché il caso Parmalat e' esploso solo
ora? Posso presumere che ci sia un'associazione a delinquere vastissima
che coinvolge il sistema bancario-borsistico-finanziario, dai sindaci alle
società di rating. Un sistema dove la delinquenza viene percepita a norma
di legge. Siamo in un mondo capovolto. ''Se io ho una società sana che ha
degli utili perché dovrei quotarla in borsa o emettere obbligazioni? Il
95% del risparmio assistito negli ultimi venti anni in Italia ci ha
rimesso i soldi. Io non ho mai comprato un'azione in vita mia e non la
comprerò mai con questa classe dirigente. La cosa che mi ha dato più
fastidio della vicenda di Tanzi è stato quel salutino con il sorrisino.
Si è persa la vergogna, è scomparsa. Io vengo da una famiglia di
industriali: so quale era l'etica di un industriale di cinquant'anni fa.
Poi è arrivata la finanza che ha scardinato tutto. Gli industriali ormai
si affidano a questi manager che in realtà sono dei bambini pieni di
complessi. Non ci dovrebbe essere nessuna legge che permette di fare una
società alle Isole Cayman. Così come dovrebbe essere fuori legge che gli
azionisti in Italia non contano nulla pur mettendo i soldi nella società.
Per non parlare delle spese che le banche applicano ai correntisti. Ci
fanno pagare anche per versare il denaro nelle loro casse. Ma vi rendete
conto? O si riforma il sistema alla base o non c'é niente da fare''.
Beppe
Grillo ha appreso le notizie riservate sulle presunte anomalie finanziarie
di Parmalat da un commerciale del gruppo.
Beppe Grillo:
'" Questa persona l'ho
conosciuta 15 anni fa, l'ho rincontrata a uno spettacolo a Parma a giugno
del 2001. Lui si occupava all'epoca del commerciale. Ora credo che sia
ancora nel consiglio di amministrazione. Non mi ha svelato nulla che non
si sapesse già. Siamo andati a cena. Abbiamo
parlato di varie società. Mi ha detto 'parli di queste società, spero
che non parli male della nostra, perché noi abbiamo solo 13.000 miliardi
(di lire) di debiti (una cifra) che è uguale al fatturato, ma a confronto
degli altri siamo dei principi', mi ha detto"..."Nel
1999 feci un 'discorso all'Umanità' su Telepiù. Parlai del latte Omega
3, dei falsi in bilancio, di Telecom, Fiat. Mi divertivo".
"Parlavo di Cragnotti e Parmalat che si dividevano centinaia di
miliardi di fondi pubblici per la creatività dei prodotti"
Beppe
Grillo a Striscia la notizia
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