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(gennaio
2004)
Le mirabolanti avventure di Paolo Tarocchis
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Continuano le mirabolanti avventure di Paolo Tarocchis, king of
paraculis, re dei marpioni, e del suo acerrimo nemico Antonio Ricci il
gladiatore dell'auditel. Viale Mazzini e lo stesso Paolo Bonolis dopo le
rivelazioni di Striscia sui «taroccamenti» di Affari tuoi, rispondono
con una denuncia al tg di Ricci per diffamazione. E il programma dei «pacchi»,
che nel periodo in cui era stato contrapposto a Striscia aveva ottenuto
significative vittorie in termini di ascolto, verrà riproposto dalla Rai
già a partire da lunedì prossimo e non da marzo come originariamente
previsto che scoppiassero le «ostilità».
Paolo Bonolis: " fare
televisione richiede il minimo sindacale dell'attività cerebrale".
Greggio e Iacchetti : «Vogliono
farci chiudere. Noi i tarocchi li abbiamo sempre smascherati senza
guardare in faccia a nessuno. Ma la Rai ha messo in campo tutte le truppe,
anche il reggimento di Mimun con il caporale Giorgino...»
Antonio Ricci: «Ogni volta
che denunciamo un tarocco clamoroso la Rai, la più grande impresa
culturale italiana, invece di chiedere scusa ai telespettatori, denuncia
noi Cercano di zittirci e intimorirci con questa pratica di
terrorismo giudiziario, che comunque ci ruba tempo ed energia. Per la
questione dei fuori-onda, ampiamente utilizzati anche dalla Rai, hanno
avuto la faccia tosta di trascinarmi in un processo che dura ormai da 7
anni. Io mi presento ogni volta alle udienze, loro sono sempre assenti.
L'assurdo è che, se dovessi essere condannato, a sua volta la Rai
dovrebbe essere condannata a pagare i danni per tutto l'uso dei fuori-onda
Mediaset, ma è evidente che ai responsabili Rai non gliene può importare
di meno. Quello che gli interessa è zittire una delle poche voci critiche
che ha sempre svelato i tarocchi, sia sulla Rai che su Mediaset. Penso che
mi rivolgerò ad Amnesty International. L'arroganza di questi
torturatori-mistificatori merita di essere conosciuta nel mondo. Le
campagne diffamatorie, ordite da Raiuno per personalizzare lo scontro e
offuscare l'evidenza dei fatti denunciati è veramente degna di una tv di
regime. In questo ha ragione Bonolis».
 Lucia
Annunziata: "Da questa mattinala Rai è 'assediata' da un tapiro
gigante che è stato piazzato davanti all'ingresso del palazzo di Viale
Mazzini. Chiedo a Confalonieri, se pensa che questo sia un modo corretto
di gestire la concorrenza e la comunicazione tra aziende che, sia pure in
forte competizione, hanno finora sempre dato dimostrazione di essere
capaci di garantire alcune regole minime di rispetto reciproco. Allo
stesso temposono consapevole della rilevanza delle questioni sollevate da
Striscia e ho chiesto al Direttore Generale, Flavio Cattaneo, di accertare
tempestivamente la verità ed eventualmente le responsabilità dei fatti
contestati. Ripeterò questa richiesta nella riunione odierna del
Consiglio di amministrazione".
Maurizio Gasparri, ministro
delle Comunicazioni: ''La Rai in questi ultimi mesi ha registrato delle
vittorie, può darsi che questo crei maggiore nervosismo e tensioni tra
gli addetti ai lavori. Ma sono coinvinto che sia meglio questa guerra che
altre"
Figuranti,
taroccari e furbetti
Massimo
Bianchi, in arte “Loppa”, attore in numerosi film di Roberto
Benigni, tra cui: “Non
ci resta che piangere”, “La
vita è bella
” e “Pinocchio”.
Nel corso della puntata di Striscia dichiara di aver ricevuto 600
euro come compenso per la sua partecipazione ad "Affari tuoi"
con la clausola di rinunciare alle eventuali vincite e spiega che si
tratta di una trasmissione pilotata dove tutto è già deciso a tavolino:
sia il nome di chi deve partecipare sia l’eventuale montepremi. Poi
ritratta tutto e definisce le sue dichiarazioni “bischerate”
dette tra amici tanto per vantarsi. Massimo Bianchi: «E' tutto frutto di
uno scherzo di un mio amico, Roberto Vivarelli, che mi ha rivenduto a
Striscia. Era stranamente interessato alla mia vicenda e siccome ci
avevamo già scherzato, ha organizzato una cena con altri amici, mi ha
fatto parlare per dire 'bischerate', come già avevamo fatto e io dicevo
che avevo la Rai in mano, che in tv era tutto combinato, ma non non
ricordo neanche esattamente cosa ho detto».
Leo Rutigliano
partecipa nel 2000 al film Tutto
l'amore che c'è di Sergio Rubini: «E' incredibile, sono
accuse assurde di Bitetto, in provincia di Bari: ho 39 anni e da 14 faccio
l'autista presso l'azienda sanitaria di Acquaviva delle fonti. Per questo
lavoro, voglio che Antonio Ricci lo sappia, guadagno 900 euro: e non posso
partecipare ad un quiz?».
Gennaro Filazzola, presente
nella puntata del 23 ottobre, del quale si è occupato anche 'Il Foglio',
sottolineandone il singolare modo di parlare inglese. Filazzola è in
realtà un artista, come dimostrerebbe una telefonata fattagli da un finto
impresario complice di Striscia, che gli ha offerto un contratto nel mondo
dello spettacolo: «Non sono un attore, ho solo un viso solare. Io
comunque sono con la coscienza a posto. Mi sento chiamare da uno che
sostiene di essere di una produzione, non so se di tv o cinema, dicendomi
se avevo fatto l'attore. Io ho subito risposto che non sono un artista e
che ho fatto cose che in un paese fa la metà della popolazione:
partecipare alla passione di Cristo o alla Natività o alle solite cose
delle feste patronali. E come mai questa parte della mia risposta non è
stata trasmessa? A 54 anni certo non ho aspirazioni d'attore: incredibile
ero ignaro di tutto e mi capita questo fulmine a ciel sereno...»
Lucio Presta agente di
Roberto Benigni e di Paolo Bonolis
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