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(ottobre)
I misteri delle due Simone
Finalmente le
due Simone sono tornate. Non si tratta solo di un miracolo
ma di un super miracolo perché non si erano mai viste due
pacifiste liberate dal petrolio. Fa piacere che una tragedia
si sia trasformata in commedia anche se è difficile non
pensare a una farsa. Non sapremo mai ufficialmente se è
stato pagato il riscatto di un milione di dollari ma non
dovrebbe essere molto difficile dar credito al direttore di
Al Rai Al Aam, il giornale del Kuwait che insiste nel
ripetere che un riscatto è stato pagato. Non sapremo mai da
chi è stato informato re Abdallah di Giordania ma la sua
sicurezza matematica della positiva conclusione della
vicenda ci ha fatto ripensare, con particolare disagio, a
tutto quello che Oriana Fallaci sta scrivendo da qualche
anno. Essere scavalcati, da una parte dalla stampa di un
Emirato dove non vige un'amplissima libertà di stampa e
dall'altra da un re un filo troppo limitrofo ai terroristi
palestinesi, ci mette un po' di ansia. Ansia che aumenta
quando pensiamo che per sbloccare la situazione non sono
bastati i viaggi di Frattini in Kuwait, Giordania e Siria ma
ci è voluto un viaggio a Baghdad di una nutrita schiera di
rappresentanti della comunità islamica italiana Non
si tratta, come è ovvio, di scivolare nella guerra di
religione ma è forse venuto il momento di chiedersi se le
genuflessioni agli stati islamici “moderati” servano
davvero a combattere il terrorismo stragista mediorientale
o, più prosaicamente, a procrastinare la caduta del
petrodollaro nella fallacciana Eurabia Nell'uno come
nell'altro caso possiamo essere certi che si tratterrà
sempre di un fallimento. La tragedia non sempre può
tramutarsi in farsa.
Simona Torretta e Simona Pari: "Ci hanno chiesto
scusa, anche perdono. I nostri sequestratori ci hanno sempre
rispettato e trattato bene. I sequestratori erano convinti
che fossimo delle spie e che eravamo a Bagdad, tra la
popolazione civile, non per aiutarli ma per carpire
informazioni
Simona
Torretta: 'I rapitori non appartenevano a un gruppo
politico, è gente che si rifà ai dettami del profeta
Maometto. Ci hanno spiegato i loro principi e manifestato
molta fede e ci hanno regalato dieci volumi con la
spiegazione e la traduzione del Corano in inglese"
Jassim
Boodai, caporedattore del giornale kuwaitiano Al Rai Al
Aam: "è stato pagato mezzo milione di dollari ieri
l'altro e mezzo milione di dollari ieri. Il sequestro è
stato gestito da un gruppo politico baathista, non
estremista, senza un nome preciso ma costituito da soli
iracheni contrari all'occupazione americana».
Sunday Times:
''Il servizio segreto italiano stava avvicinandosi alla casa
in cui le due donne, erano tenute sequestrate. Erano state
localizzate grazie alla soffiata di un agente segreto
kuwaitiano che era in contatto con i rapitori. Una volta
stabilita la loro identita', anche con domande poste loro
grazie all'intermediario, era stato avviato un negoziato. Il
21 settembre, due settimane dopo il rapimento delle due
volontarie i rapitori avevano chiesto il ritiro dei militari
italiani dall'Iraq e il pagamento di un riscatto di quasi 30
milioni di euro. Una proposta che l'Italia aveva rifiutato
provocando cosi' l'interruzione del contatto per tre giorni.
In questi tre giorni Al Zarkawi fece la sua offerta.
Un'offerta che i rapitori declinarono. Il terrorista
giordano legato ad al Qaeda sarebbe stato quindi disposto a
versare alcuni milioni di dollari in piu' di quanto infine
pagato dagli italiani per poter prendere in consegna Simona
Pari e Simona Torretta. Nel giro di tre giorni veniva quindi
raggiunto un accordo con cui Roma si impegnava a versare 2,8
milioni di sterline (4,05 milioni di euro) come ''denaro di
protezione'' e i rapitori a liberare le due donne e a
evitare di catturare altri civili italiani in Iraq. Martedi'
la consegna delle due Simone. Gli iracheni avevano espresso
all'Italia la loro preoccupazione per le gravi conseguenze
che avrebbe potuto avere il pagamento di un riscatto. Per
gli iracheni il fatto che siano state versate somme cosi'
alte per le italiane fa realizzare ai criminali che
catturare stranieri e' un business veramente vantaggioso''
Frattini:
'Assolutamente nessun riscatto. Il mediatore e' stato solo
il grande sistema di contatti che hanno fatto capire
concretamente ai rapitori con chi avevano a che fare: con un
Paese, l'Italia, amato e stimato dal mondo arabo'.
Gustavo
Selva (An): "ritengo che il riscatto sia stato
pagato.Ufficialmente lo si nega, ma credo che alla fine
abbiamo pagato. La somma è probabilmente corretta"
Maurizio
Scelli, commissario della Croce Rossa: "Non voglio
sentire parlare di riscatto. E' un discorso che non voglio
sia toccato perché è un attentato alla vita di 25 persone
che stanno curando 300 persone al giorno, oltre che alla mia
persona"
Giuseppe
D'Avanzo [La Repubblica: Il riscatto è stato pagato, e
non c'è da vergognarsene. L'emissario del governo italiano
ha consegnato i primi cinquecentomila dollari lunedì notte.
Gli è stato concesso di accertarsi anche che Simona Pari e
Simona Torretta fossero vive e in buona salute. Le ha potute
addirittura vedere, a quanto pare. Gli altri cinquecentomila
dollari sono stati pagati all'alba, ieri, a Baghdad. Si
poteva avere fiducia, allora, dello sceicco che si era
proposto come mediatore. Non racconta frottole.
Roberto
Benigni,: "Quando hanno alzato il velo
è stato come vedere una notte stellata",
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