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(febbraio
2005) L'Ospite Americano di
Pino Agnetti
Dalle
21 di ieri, George Walker Bush si trova in Europa. Si tratta della prima
missione all’estero del suo secondo mandato. Non solo. Non era mai accaduto
che un Presidente americano visitasse contemporaneamente i vertici – esecutivo
e Consiglio dei ministri - della Ue. Il che spiega come mai l’ospite americano
si sia fatto precedere (oltre che dai superfidati Condoleeza Rice e Donald
Rumsfled inviati in avanscoperta) da un profluvio di dichiarazioni e di
interviste il cui senso può essere riassunto in una parola sola:
riconciliazione. Riconciliazione e rilancio immediato di una iniziativa comune a
tutto campo. A cominciare, ovviamente, dall’Iraq. Per proseguire con il Medio
Oriente, l’Iran, l’allargamento della democrazia a Est e i rapporti con
Mosca, le relazioni commerciali fra le due sponde dell’Atlantico. Quasi a
volerlo prendere in parola, domani a Bruxelles i Capi di Stato e di governo di
undici Paesi dell’Unione, compreso Berlusconi, si alzeranno a turno per
esporre a Mr President il punto di vista europeo su ciascuna delle
“pratiche” appena citate. La scena, proprio per il suo evidente simbolismo,
servirà a mettere in luce un primo risultato incontrovertibile: Europa e Usa
sono tornate a parlarsi. E, ciò che più conta, lo fanno da pari a pari, senza
chiedere l’una agli altri di rinnegare scelte recenti. Anzi, prendendo atto di
condividere la stessa ricetta relativamente a gran parte delle sfide che si
trovano di fronte. Sul Medio Oriente, ad esempio, Bush, Blair, Schröder e
Chirac sostengono in ugual misura il nuovo corso fra israeliani e palestinesi
inaugurato da Sharon e Abu Mazen. Addirittura, Washington e Parigi (allarmatissime
dall’assassinio a Beirut dell’ex-premier Hariri) hanno, di fatto, lanciato
un ultimatum congiunto alla Siria perché ritiri immediatamente le proprie
truppe di occupazione dal Libano. Né la Casa Bianca e l’Eliseo fanno mistero
di condividere fino in fondo le preoccupazioni per il programma di armamento
nucleare degli ayatollah al potere a Teheran. Insomma, come indicato da una
cinquantina di autorevoli esperti dei due Continenti in un recente documento “bipartisan”,
un “Contratto tra gli Stati Uniti e l’Europa” appare non solo
indispensabile, ma in molti casi praticabile. Perfino sull’Iraq, dove
l’Europa sarebbe in condizione (volendo) di aumentare fin d’ora la propria
partecipazione al programma di addestramento delle nuove forze di sicurezza
locali in cambio di un maggiore coinvolgimento nel processo di ricostruzione
economica e istituzionale del Paese. Un passo che non implicherebbe l’invio di
soldati aggiuntivi rispetto a quelli già schierati da alcuni stati membri come
l’Italia. E che potrebbe ottenere, come ulteriore contropartita, la creazione
di quel “gruppo di contatto” Usa-Ue sulle crisi internazionali che l’Alto
rappresentante europeo per la politica e la sicurezza comune Solana proporrà
nelle prossime ore a Bush. Questi, dal canto suo, appare determinatissimo a
ripartirsene con un successo non soltanto d’immagine. Per riuscirci, George W.
sa perfettamente che la partita si gioca, in realtà, su più tavoli. Ivi
compresi la riforma dell’Onu (con la Germania smaniosa di entrare nella
ristretta élite dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza) e il rilancio
dell’Alleanza Atlantica, considerata da Washington l’unico ponte in grado di
tenere ben saldi e uniti fra loro i “due pilastri del mondo libero”. Senza
dimenticare naturalmente la Russia di Putin, al quale Bush riserverà giovedì
nella capitale slovacca Bratislava l’ultima tappa della sua cinque giorni
europea sperando di smussarne vecchie e nuove diffidenze.Tutto ciò non fa che
disegnare un quadro politico internazionale già proiettato ben oltre la crisi
irachena. Cioè, verso una fase completamente nuova segnata dalla sconfitta
(almeno politica) del terrorismo e da un robusto radicamento della pace in Medio
Oriente. Ecco perché, a forza di discutere di ritiro dall’Iraq e di
“resistenti”, l’Italia rischia seriamente di finire tagliata fuori dai
futuri assetti mondiali. I mesi che verranno ci diranno chi, anche da noi, è
stato più sincero e coerente nel dire all’ospite americano: “Welcome, Mr
President”. Pino Agnetti Lunedì 21
febbraio 2005
Apocalisse
asiatica: il lutto, la rabbia, la speranza di Pino Agnetti
L’omelia
di Lilli di Pino Agnetti
Michela
Rocco di Torrepadula e l'amico di merda; quel diavolaccio di Bill Gates
(novembre 2004)
La
vittoria di Zaccaria di Giovanni Colombo
Le
Simone mi Puzzano di Giovanni Pellinghelli del Monticello
Le
due Simone sono tornate
Oriana
Fallaci: La
forza della ragione La scrittrice che con i suoi libri riesce
sempre a far incazzare mezzo mondo (l'altra metà ne è entusiasta).
Cine
gossip Marzo: Mel Gibson
"Va de retro Bush"; Courtney "Love
Love con microfono"; Brad Pitt "Il
pistolero più veloce del west"
Creme
e Gnomiz erbe:
libri e cure. Hennè e tinture. Ansia e tachicardie. Dimagranti
e anticellulite. Linfatismo. Mestruazioni difficili. Infezioni
vaginali. Dolori reumatici, strappi e contusioni. Stomaco e coliche.
Tosse e raffreddore. Aerofagia. Diuretici. Montata lattea. Purganti e
lassativi. Disturbi vascolari della Menopausa. Problemi di pelle
Letteratura
erotica al femminile: letteratura erotica al femminile.
Melissa P, Grandes Almudena, Francesca Mazzucato,
Teresa Giulietti, Arsan, Anaïs Nins, Colette, Duras, Nadine
Gordimer, Alina Reye, Claudia Salvatori
Beppe
Grillo e la Parmalat, Cine gossip gennaio:
Statuette in vista, Angelina Jolie partner ideale si becca Pitt,
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avventure di Paolo Tarocchis, king of paraculis, Tom
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